.: diario di bordo :.

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venerdì, 29 agosto 2003

fine agosto.  fine estate, fine vacanze, che poi non sono davvero vacanze; è uno stress diverso, ritmi diversi, clima diverso, occupazioni diverse. la vacanza vera, nella mia accezione del termine, significa "vuoto" mentale, vuoto occupazionale, vuoto in ogni senso; ergo stacco netto (star lontana dal computer ha fatto bene).

ad ogni modo, vacanza e rientro mi hanno insegnato che:
a) i vecchi tornano bambini in tutti i sensi, anche nelle energie che possono sfruttare (le tue, naturalmente);
b) le macchine si approfittano sempre di un attimo di disattenzione;
c) i gatti hanno la memoria lunga;
d) le piante soffrono la solitudine;
e) le case si sporcano soprattutto quando non guardi;
f) le tue radici sono molto più profonde di quel che credessi;
g) ti scoccia quando gli amici si dimenticano il tuo compleanno, ma ti scoccia ancor di più quando se lo (e te lo) ricordano;
h) provi sentimenti violenti che a nessuno puoi confessare.
i) vorresti avere un figlio ma non puoi;
j) vorresti avere un amore ma non un uomo.

ieri ho visto un corpo nero riverso sugli scalini del comunale: non era un barbone, era un barboncino. :)

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4. tempo.  gli uomini sono sveltissimi a fare quelle cose che a noi richiedono un'infinità di tempo: fare pipì, prepararsi per uscire, telefonare, leggere un manuale di istruzioni (scritto da uomini), arraparsi e smontarsi, fare un figlio. inversamente, impiegano un tempo infinito per fare quelle cose che noi facciamo a occhi chiusi: lavare i piatti, dare lo straccio, fare più cose in una volta. la giornata tipica del maschio è: alzarsi, ingollare caffé, andare a lavorare, tornare a casa, mangiare guardando il tiggì, scopare (facoltativo), nanna. la giornata tipica della femmina, invece: alzarsi, preparare la colazione per tutti, accompagnare i figli a scuola, andare a lavorare, fare la spesa, preparare la cena, cenare, rigovernare, scopare (obbligatorio), uscire con il maschio (facoltativo), chiamare madre/sorella/zia/etc., stirare, guardare la tv (facoltativo), nanna (?).

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scritto da maribelle | 13:44 | commenti
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mercoledì, 13 agosto 2003

stress.  delle cocenti temperature di queste settimane non si fa che parlare: sui giornali, al tiggi', per strada, nei salotti, al telefono. questo caldo che non sembra finire mai (ma che ci sfinisce tutti quanti) ha già fatto diverse vittime: in primis i morti nelle grandi città (per lo più anziani), ma anche i raccolti (ergo i consumatori che dovranno mangiare qualche pesca in meno), le nostre vacanze negate (chi è costretto a restare in città e chi al mare si sente un esiliato), la salute corporea (a quanto pare gli ospedali stanno lavorando a pieno ritmo) e quella mentale (scazzi in aumento), gli animali domestici (la mia micia latita sepolta sotto qualche montagnola di calce), gli animali meno domestici (latrati sanguinolenti nei nostri giardini), l'acqua (sempre più rara e sempre più preziosa), il sonno, le bollette, i grandi temi della politica (spiazzata nei notiziari dall'emergenza caldo, e complice la chiusura estiva del parlamento), i boschi, i ladri di appartamenti (meno case vuote), etc.

floridi invece i rivenditori di bibite ("calma, signori, uno per volta!"), i cinema (quelli con l'aria condizionata), gli ipermercati (molto meglio della spiaggia di rimini), le fabbriche di ventilatori, le fabbriche di condizionatori, le case farmaceutiche (v. supra), la settimana enigmistica (l'attività più intellettuale che ci possiamo concedere), i politici furfanti (v. supra), i deodoranti (si spiega da sé), le forze dell'ordine (v. propensione al litigio e alla violenza), gli psichiatri (che non vanno al mare), e qui mi fermo perché.

"piove governo ladro": ma magari! lunari (quello delle storie di girighiz... chi se lo ricorda?) metteva in bocca al capo tribù questo eterno dubbio: ma perché ve la prendete con me? è forse colpa mia se piove? al che rispondeva uno dei sudditi: no, non ce la prendiamo con te perché piove, ma perché non ci dai gli ombrelli! rovesciando il detto, oggi possiamo ben gridare: "non piove, governo ladro!" perché quello che berlusconi non ci toglie è proprio la sete, nonostante il suo governo faccia acqua da tutte le parti...

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3. ce l'ho duro!  gli uomini pensano solo e sempre a quella cosa lì, non c'è verso. nei momenti meno opportuni si scatenano: mentre la pentola bolle, quando stai per andare in bagno, se sei al telefono con tua madre... e si lagnano se non prendi l'iniziativa, ma se lo fai si spaventano. ti vorrebbero più disinibita, ma se ci provi sei una troia. fanno confronti con naomi campbell o valeria mazza, ma se grugnisci davanti alla bilancia ti dicono che ti fai delle fisime per niente. celodurismo o contraddizioni?

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scritto da maribelle | 15:59 | commenti (1)
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lunedì, 11 agosto 2003

letture. terminato il volume di archer, posso finalmente dire qualcosa: facile, grazioso, discreto intrattenimento, ma alla fine non ti lascia molto dentro. il trucchetto del "twist" finale non è una novità ed è stato impiegato con miglior effetto da o.henry. "the grass is always greener..." è forse l'unico a restare impresso, anche perché ultimo, per il tour de force stilistico di mutare molte volte il punto di vista narrativo, man mano che l'autore passa da un personaggio all'altro. la conclusione, prevedibile, però giunge convincente.

ben altra pasta, invece, "seta e canapa", e non solo perché l'ha scritto un mio amico...! adami si è scelto un compito tutt'altro che facile che sicuramente ha comportato annosi studi e ricerche per rendere assolutamente fondata la storia. premesso che i romanzi storici mi hanno da sempre appassionata, e premesso anche che lo scorrere lento della narrazione lascia al lettore il tempo per spaziare con la mente nelle vicende che ruotano intorno ai protagonisti, sono molti gli elementi che ne costituiscono il fascino. di questo potrò dire molto di più a lettura terminata.

< elenco di difetti maschili - continua >

2. debolezze.  mai ammettere di aver sbagliato, sarebbe come ammettere di non essere uomo. l'errore, anche in buona fede, è sempre causato da una qualche manchevolezza altrui. se, per es., lui si becca una multa per sosta vietata, la colpa è la tua perché non gli hai ricordato che in quel posto non doveva metterla; e non importa che gliel'hai fatto notare dieci volte, dovevi farlo anche l'undicesima. naturalmente, ogni volta che glielo fai notare, sei una scassacosi...

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scritto da maribelle | 15:27 | commenti
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venerdì, 08 agosto 2003

of mice and women, ovvero la guerra dei sessi. gli uomini con gli uomini parlano male delle donne, e le donne con le donne parlano male degli uomini. una mia amica lesbica mi coglie nel più grande imbarazzo lamentando le incongruenze della sua ex, ma almeno lei non può generalizzare! :) è dai tempi di adamo ed eva che va avanti 'sta storia ("buon dio, era proprio necessario togliermi una costola per cavarne fuori questo <censura>???", "io non sono un by-product, è chiaro?!?").

un mio amico si lamenta che noi donne non chiediamo mai "scusa" (strano, a me risultava il contrario, vabbe'), piccato perché lamentavo una certa tendenza molto virile a non ringraziare. bene, allora siccome questo è il mio spazio, voglio fare un elenco delle varie manchevolezze maschili. vediamo un po' fin dove si arriva.

1. acqua  un uomo non è uomo se, dopo aver usato il lavandino (bagno o cucina che sia), non lascia uno scempio d'acqua per terra. e non è mai colpa della loro sciatteria, no: è il rubinetto che schizza troppo o è troppo lungo (!!), oppure le stoviglie troppo ingombranti, o il lavandino troppo piccolo. e, in ogni caso, siamo noi che siamo noiose.

<continua...>

scritto da maribelle | 17:24 | commenti
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giovedì, 07 agosto 2003

wow! ragazzi oggi sono elettrizzata. i miei orizzonti si stanno ampliando a vista d'occhio! è ancora presto per dire alcunché (ergo taccio sulle prospettive), ma la mia vita sembra stia prendendo una piega decisamente positiva. se penso che solo qualche mese fa ero pronta a operare una bella incisione lungo le arterie dei miei avambracci, io che della morte ho fatto la mia compagna di vita, consigliera amica e complice; io che mi sarei augurata quello che non oso augurare neppure al mio peggior berlusconi (o al vostro peggior qualcuno); io che ecc. ecc. (avete capito) adesso, senza aver perso di vista la compagna di viaggio di cui sopra (se la mollo, capace che mi ripiglia lei di prepotenza), mi assaporo ogni istante di vita, ogni molecola di ignoto; non riesco neppure più ad incazzarmi per le sciocchezze o a litigare con altri: la vita è troppo breve per sprecarla in cose che ti consumano le energie e non ti danno niente in cambio. incazzarsi (per cose importanti) è un sacrosanto diritto e dovere, ma poi bisogna anche avere il coraggio di rimboccarsi le maniche e agire.

un caro saluto a stefania che in questi giorni ha bisogno di tutte le vibrazioni positive. ciao stefi!

scritto da maribelle | 15:54 | commenti (3)
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martedì, 05 agosto 2003

parliamone.mk: hai ragione, succede da quando esistono i pc! cerco di prenderlo come un segno del destino. quando ti si volatilizzano tre o quattro pagine di "sudato" lavoro, ti rendi conto che a) devi stare più attenta a quello che fai, e b) la seconda volta viene meglio. infatti, confesso che un pochino mi manca la macchina da scrivere che ti costringeva, ad ogni stesura, a riscrivere tutto da capo, con un effetto sia terapeutico che stilistico (ad ogni riscrittura avviene una ripulitura). ad ogni buon conto...

quello che volevo segnalare (ma molti lo conoscono già, a quel che vedo) è l'esistenza di creative commons, il cui scopo è quello di fornire licenze flessibili per artisti, scrittori e creatori (weblogger compresi) per tutelare i loro diritti d'autore consentendo però una maggiore libertà di diffusione (ed eventualmente riutilizzo) del materiale. è davvero irritante come certe multinazionali (v. disney), dopo aver fatto gli stramegamiliardi con il lavoro degli altri (v. fiabe), combattano con unghiosi e dentuti avvocatoni chiunque osi riutilizzare il loro materiale, sia pure per scopi artistici o satirici. illegal-art.org illustra (è il caso di dirlo!) ampiamente ed efficacemente i vantaggi del derivative work...

insomma, quello del copyright è un tema che mi intriga parecchio, e su cui non mi sono ancora formata un'idea precisa. secondo voi sarebbe auspicabile una società dove nessuno detiene nessun copyright per il lavoro che ha prodotto, per il beneficio della comunità? il talento, in fondo, da solo non basta per produrre qualcosa di valido, ci vuole la preparazione, il contesto sociale, e tanti altri fattori in cui tutti giochiamo un ruolo. d'altro canto, viviamo in un mondo dove la proprietà privata segna ogni nostro movimento e momento, e sarebbe da sciocchi "regalare" il frutto del proprio sudore quando c'è chi sicuramente ci vorrebbe far su dei soldi (ammesso che quello che produciamo abbia un valore commerciale, chiaro!). non so... se questo fosse un forum, mi piacerebbe avviare una discussione con voi, che sicuramente avete le idee più chiare di me...!

scritto da maribelle | 12:54 | commenti (4)
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lunedì, 04 agosto 2003

grazie a zanzarina, attraverso il cui blog ho saputo dell'incidente a placanica (credo che sia lecito, paranoie a parte, avere qualche sospetto... o no?).

dal baghdad café invece riporto solo queste righe, che mi sembrano fotografare molto bene il dramma irakeno:
"Le notizie purtroppo sono queste, la vita e’ questa, come faccio a cercare altre cose, qualche segno positivo? Ho visto stasera davanti l’albergo un marine mettere la pistola in testa a un bambino di cinque anni che voleva pulirgli le scarpe.".


scritto da maribelle | 17:21 | commenti (1)
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non ci posso credere! avevo scritto tutto un post su "creative commons" e derivati, pieno di link interessanti... clicco su "pubblica post" e tutto sparisce senza che la minima traccia resti sul mio diario di bordo. e mannaggia! adesso non ho voglia di rifare tutto. sarà per un'altra volta.

scritto da maribelle | 16:03 | commenti (1)
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domenica, 03 agosto 2003

nope, niente barrio sul podio. dovrei imparare a starmene zitta prima della corsa!! senza neanche dare la soddisfazione di vederlo correre per un po': primo giro e subito tamponato fuori gara. sorry, rubiño, non lo faccio più!

scritto da maribelle | 17:36 | commenti (1)
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ooh un po' meglio oggi! diverse cosette per la testa. intanto quello che mi riguarda più da vicino, come la discussione sul forum de l'unità a proposito di marijuana e i suoi effetti collaterali. la cosa che più mi manda in bestia è la faciloneria con cui si tende a fare affermazioni senza sapere assolutamente niente della materia. ma del resto, chiunque si esprima in maniera minimamente difensiva risulta sospetto, in quanto per parlarne a favore si vede che è drogato, e i drogati non sono attendibili. mi chiedo se si rendono conto che la bellissima poesia di coleridge, "kubla khan" è il prodotto sì del genio, ma anche degli effetti allucinogeni dell'oppio (altra droga, ok, ma sicuramente più dannosa dell'erba!).

altro argomento invece di maggiore attualità per la sottoscritta è l'effetto della recente visita dell'ex. nonostante gli anni di convivenza separata, non posso non notare che un certo legame permane e ogni volta, come tante altre volte nel corso delle nostre vite, queste separazioni che straziano il cuore. non ci si può fare più niente, ormai, per cui se fossi saggia mi butterei tutto dietro le spalle e chi s'è visto s'è visto. ma non sono abbastanza saggia, infatti sono un'incurabile romanticona, mannaggia a me!

mi consolo bloggando come una matta, trascurando le doverose pulizie (tranne quel minimo minimo indispensabile), trascurando anche la cena o il pranzo, e tenendomi accuratamente lontano dall'afa bolognese. buona cosa che radio città del capo mi suona musica ottima e obliosa. per consolarmi del tutto, ci vorrebbe una bella vittoria di barrio! :)

scritto da maribelle | 13:34 | commenti
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credo ancora di avere qualche problema con l'editing del template, ma quel che conta è che posso già iniziare a scrivere. sicché...

ormai è tardi, e le palpebre si accasciano con flemma sugli occhi. sorry, sarà per la prossima volta, ovverossia domani. promessa di girl-scout! :)

scritto da maribelle | 01:12 | commenti
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