.: diario di bordo :.

sito personale  :   narrative | album di foto


martedì, 23 settembre 2003

report.  come giustamente fatto notare da irriverente (forum unità), la puntata di report di stasera è imperdibile. per leggere la descrizione/presentazione andate al suo post sul detto forum.

scritto da maribelle | 15:51 | commenti
| Torna su

sogno o son desta?  da sei a venti anni per uno spinello. criminalizzare le droghe leggere mentre passa il condono pesante, ecco l'italia di oggi. di passaggio un regalino a san patrignano, che si cucca i nostri soldi per "recuperare" i "drogati". e chi stabilisce chi è un tossico? san patrignano.

è ovvio almeno uno dei motivi che spingono il signor fini (ex-fascista) a voler propugnare un progetto simile: aumentare lo stato di polizia, controllare di più la popolazione, infilarsi nelle case della gente, rosicchiare un altro pezzetto di diritti civili, in nome di una crociata insensata, imprudente e pericolosa.

ancora troppo intontita per sguinzagliare tutto il mio consueto veleno. e forse anche un pelino sopraffatta dalla raffica di brutte notizie che piovono ogni giorno da roma sulla nostra pelle. mi viene in mente solo questo: agli stati generali (versailles, 1789) il terzo stato aveva fatto cilecca chiudendosi nel palazzo della pallacorda. nessuna rivoluzione francese avrebbe avuto luogo se il popolo di parigi non avesse preso l'iniziativa. coraggio, fratelli, anche noi abbiamo la nostra bastiglia: prendiamola!

scritto da maribelle | 08:37 | commenti
| Torna su


sabato, 20 settembre 2003

fiacca.  fiacca di questi giorni, inspiegabile perché controbilanciata da una forte carica energetica. fiacca di concentrazione. in testa tanta voglia di fare, tante idee, ma poi davanti allo schermo il vuoto. forse paura? come se avessi qualcosa da perdere...

bene, compitino per oggi: completare il progetto per la radio e mandare almeno una lettera di presentazione. absolutely!

scritto da maribelle | 09:25 | commenti
| Torna su


venerdì, 19 settembre 2003

blackout.  grazie a virgilio e poi alla stupidità umana ho avuto il mio personalissimo black out (non black block e neanche big black, che sono altra cosa: ciao mark!) di tot giorni. silenzio curativo, come curativo si rivela sempre anche l'odio o il rancore o il risentimento o quello che vi/ci pare. ognuno trova la sua cura alla depressione, personalizzata e tempistica. e attraverso l'odio di cui è parente l'amore: per la vita, per la propria preservazione, per gli altri, perché no?

troppe le novità sia a livello nazionale che locale. avevo cercato di scrivere alcuni appunti nel periodo di silenzio ma ritengo che non valga la pena, ne perderebbe questo diario di freschezza e spontaneità. quello che è successo la settimana che sta per finire non ha più importanza, quello che conta è il futuro, da oggi in avanti.

ho scoperto i balli scozzesi: che sballo! non solo ti scaldi pure nel fresco pungente delle serate bolognesi, ma ti senti tutto un frizzino nel sangue che fa molto bene anche all'anima. ti sembra quasi quasi di ritornare ragazzina con i flirt fatti di occhiatine, di gesti, di interpretazioni, di toccate in fuga. ma per ora è tutto. buona giornata a tutti!

scritto da maribelle | 09:54 | commenti
| Torna su


lunedì, 08 settembre 2003

disagio disagio disagio  ho detto tutto. non me la sento di dire altro perché potrei deprimermi di più. dicevamo, oggi è l'otto settembre, data fondamentale per la storia della repubblica: l'armistizio, o se si vuole la resa, insomma, la caduta di mussolini, anzi, del cavaliere pelato. sessanta (dicasi 60) anni dopo siamo di nuovo alle soglie di quel disagio che molti dei nostri genitori e nonni hanno vissuto. chiamiamolo disagio. disagio voluto da chi aveva interessi da proteggere e da chi non ha avuto il coraggio di opporsi, anche duramente; da chi ha chinato il capo dicendosi, come si dice oggi: ma in fondo non si sta male, i treni partono in orario... be', svegliatevi, ragazzi. il tempo stringe e il disagio aumenta.

avete presente la pentola a pressione? provate a immaginare che non ci sia la valvola di sfiato. cosa succederebbe? bum. si comprime e comprime senza lasciar uscire neppure un fiato di vapore e allora... bum. bum bum bum. nessuno ci crede? ebbene, godetevi, finché dura, il vostro temporaneo e vuoto benessere; almeno, un giorno, avrete qualcosa da ricordare. e i vostri figli? non avranno neppure quello. solo un vuoto e grigio paese , perché quando poi sarà finito, sarà troppo tardi per cambiare.

non vi dico di che colore è il mio umore...

scritto da maribelle | 18:25 | commenti
| Torna su

finardi a cento  facciamo anche centoventi, non siamo taccagni, suvvia! è la terza volta che porto a vedere eugenio dei non addetti a finardi, ed è sempre un piacere perché ogni volta anch'io vivo il concerto in maniera diversa, attraverso gli occhi e le orecchie dei "nuovi". resta, però, purtroppo, la sensazione che eugenio sia stanco. per quanto lui dia, ed è sempre tanto, dá sempre un po' meno di quello che vorrebbe e, soprattutto, di quello che vorrebbero i suoi fan.

shamandura  cercasi, disperatamente. un rifugio da tutta questa folle corsa a spintoni per... per? per. perché dobbiamo pagare l'affitto, perché dobbiamo comprare da mangiare, perché dobbiamo dimostrare quanto siamo bravi, perché ci hanno detto che così si deve fare, perché ci è più facile fare come tutti gli altri che pensare con la nostra testa, perché.

scritto da maribelle | 11:33 | commenti
| Torna su


giovedì, 04 settembre 2003

freddo.  forse oggi è stato il giorno peggiore, quindi se stasera sto meglio forse (forse!) è già segno di risalita (no, non voglio pensare a battisti, non voglio, ok?). ho capito che parte della depressione, anche fisica, è dovuta al solito impatto del primo freddo. e poi a volte basta poco, davvero. gli amici che ti telefonano, non ti lasciano sola, anche se pure loro hanno i loro casini. e poi, cigliegina sulla torta, sua figlia che passa a salutarmi. pensavo a lei giusto stamattina, chissà perché.

li ho visti uscire per andare, ovviamente, a cena fuori. e c'era anche sua figlia. ero al telefono. andavo e venivo dalla cucina a luce spenta. madame è tornata indietro per chiudere il cancelletto, cosa che non fa mai, ma forse voleva dare un'occhiata, la curiosona. avrei potuto fare un gesto di saluto, tanto per darle il contentino. ma perché mai dovrebbe aver bisogno della mia benedizione, quando ha tutto l'interesse a farmi sparire dal quartiere? gelosa, ma dde cche? tanto con quello io non ci tornerei neanche se strisciasse nella m***. poi, poi, intravvedo, sempre per caso, la figlia uscire dal portone. eh non le passerà neppure per l'anticamera del cervello di salutarmi, si sente in imbarazzo. e mentre penso queste cose, sento un lieve tippettio sul vetro. "ciao!"

sempre saputo che è una ragazza dolce. cosa l'ha spinta a salutarmi? non certo interesse, visto che ormai per suo padre sono solo un impiccio. carità cristiana? affetto? mi ha parlato delle sue vacanze con il gruppo della parrocchia, della sua maturità, del suo ragazzo, e mi ha proposto di vederci una sera la settimana prossima. cucciola!

finito "un amore" di buzzati. angosciante, deprimente, cupo. improvvisa illuminazione: a me buzzati porta sfiga. spiace dirlo, perché mi piace un casino come scrive, ma è ovvio che porta sfiga. anche quella volta leggevo buzzati, una raccolta di racconti fra cui "sette piani" (per chi non lo conosce, è la storia di un tipo che entra in clinica per un semplice controllo e finisce che non esce più). anche quella volta è successo un casino per cui una degenza di un giorno si è estesa per cinque, con scenate isteriche e litigi con il corpo medico. un amico ha suggerito di riporlo sotto montagne di altri libri, allontanarlo il più possibile dalla visuale. sorry dino! e ora, "metello", a noi! :)

scritto da maribelle | 23:59 | commenti
| Torna su


mercoledì, 03 settembre 2003

oltretutto ho appena scoperto che avevo l'appuntamento per l'eco e mi era del tutto passata di testa (avevo altro, evidentemente). morale: ancora più depressa! ora mi faccio un gelato, tié!

scritto da maribelle | 19:49 | commenti (2)
| Torna su

spiacevole inizio di settembre. non sono neppure sicura se sia il caso di fare pubblicità a questo fatto, ma...

mi sento molto sola e incompresa. non è per fare la vittima, anche se la sono. quando mi sono alzata l'altra mattina ho trovato una brutta sorpresa: qualcuno nottetempo era entrato in casa mia e aveva frugato nelle mie cose! mi sono svegliata di botto. il mio zaino per terra, richiuso per benino, con tutti i suoi contenuti riposti in ordine sotto la finestra. il portagioie intatto, non mancava neppure un anellino. perché?

che non sono stati i ladri è fin troppo ovvio: sbarre alle finestre e la porta senza segni di effrazione. non ho mai sofferto di sonnambulismo e la mia memoria, anche se non è proprio ferrea, comunque non è neppure deficitaria: sono troppo giovane per soffrire di alzheimer. o allora?

allora succede che l'unica altra copia delle mie chiavi è nelle mani del mio padrone di casa (che è poi anche il mio ex). ma se espongo i miei sospetti agli amici, si mettono a ridere: è una brava persona, illustre professionista, perché mai dovrebbe fare un gestaccio simile? perché lo conosco molto bene e non è affatto una "brava persona" (altrimenti non sarebbe diventato "ex"); senza contare che la mia presenza infastidisce "madame".

ecco, ci sono riusciti, ora vivo nella paranoia. mi barrico in casa ogni sera, metto catenacci e intralci, e tranquillanti a go-go. argh e doppio argh.

scritto da maribelle | 18:30 | commenti (5)
| Torna su