.: diario di bordo :.

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mercoledì, 29 ottobre 2003

ritardi ritardi.  non è per estrema pigrizia che ho trascurato questo blog (sfortunato) ma per assenza dagli schermi. non che avessi grandi cose da dire al mondo... le solite cose: il governo che fa ridere e piangere, pronunciamenti di giudici che tutti si sentono in obbligo di condannare, l'ignoranza di certa gente, ecc. ecc.

in campana.  ieri sera ho visto "il più lungo giorno" di roberto riviello (allievo di pupi avati?) sulla tragica vicenda del poeta dino campana. può un film fare male? non voglio fare una recensione del film, peraltro di ottima fattura, splendida fotografia, e con qualche prevedibile pecca sugli aspetti biografici del poeta (non trovo da nessuna parte alcun accenno all'esistenza dello zio pazzo), ma ricavarne solo una nota personale.

c'è un bambino che ha seri problemi con i coetanei e gli adulti non lo capiscono. c'è un bambino che viene sempre più deriso ed emarginato dagli altri, chiara vittima del bullismo. un bambino con un po' più immaginazione, un po' più sensibilità, quel tanto che basta a renderlo "diverso", "strano", e tra le stranezze del suo comportamento e il suo isolamento dagli altri si gioca un progressivo circolo vizioso. dino si rifugia nella lettura, nell'osservazione del mondo, nella fantasticheria; rapportarsi con gli altri, che lo rifiutano, è sempre più difficile. mentre facile è invece per me immedesimarmi nella sua sorte. ribolle ancora dentro il senso di ingiustizia, di ribellione, di rifiuto di questa massa di altri che pensano tutti alla stessa maniera, che vestono tutti allo stesso modo, e che condannano, per vigliaccheria, ogni tipo di diversità.

dino è stato forse più coraggioso di me, o forse solo più debole, o più sensibile, o, chissà più fortunato...

due link su dino campana:
1) articolo di olivia trioschi con dovizia di dati biografici
2) dal sito del ministero per i beni culturali la presentazione di sebastiano vassalli

«Ci fu un tempo prima di prendere coscienza della civiltà italiana contemporanea, che io potevo scherzare. Ora questa civiltà mi ha messo addosso una serietà terribile. Perciò io sono anche tragico e morale.»

scritto da maribelle | 22:32 | commenti
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domenica, 12 ottobre 2003

hangover  come si dice in italiano? quella (spiacevole) sensazione di avere un martello in testa che picchia ad ogni battito cardiaco, mentre naso e accessori sono entrati in sciopero, la mente fluttua come in gondola e il corpo aspira a prolungare fino a non si sa bene quando il riposo verticale.

sembra di essere tornata ai giorni della mia gioventù, quando si faceva tranquillamente l'alba passando da una festa all'altra, ingurgitando pericolosi cocktail di birre da due centesimi e liquori vari messi a disposizione dei padroni di casa, frustando il corpo con balli sfrenatissimi fino allo spasmo, e consumandosi le corde vocali a urlare parole senza senso che sul momento sembrano idee geniali. poi la mattina, tardi ma mai abbastanza, vagare come uno zombi per le stanze di casa, la mente spostata, alla ricerca di una provvidenziale aspirina. guardare i cereali come un nemico giurato e trascinare i passi di nuovo al letto e passare la giornata cosi' tra un luogo verticale e l'altro, musica soft in sottofondo fino all'ora della partita. passare il resto del pomeriggio a scambiare telefonate sempre più fitte con amici per organizzare la serata. questi i weekend della mia gioventù!

adesso il benessere: aria tiepida, silenzio interrotto dalla diretta alla radio, il malditesta che scivola via, le membra ritemprate da energico esercizio fisico e doppio caffé. una domenica di riposo. remember: give peace a chance!

scritto da maribelle | 12:07 | commenti (2)
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martedì, 07 ottobre 2003

banana republic.  ovvero, il paese dove "piove gogheggo gago", come diceva mia madre durante il ventennio. politica? non parliamo di politica, il cavaliere si dispiace. siamo un popolo felice, una grande famiglia, ci vogliamo tutti bene, e lui fa solo il nostro bene. solo i maligni suggerirebbero, magari sottovoce, che più che un papà è un papocchio. o un pappone. chi, infatti, ha esortato gli imprenditori d'oltreoceano a investire in italia perché da noi le segretarie sono belle?

non parliamo di politica, parliamo di cinema piuttosto. l'altra sera sono andata finalmente a vedere il secondo episodio de "il signore degli anelli", le due torri. la differenza rispetto all'altra volta, oltre un anno fa, è che stavolta il libro l'ho letto tutto. è vero che è passato più di un anno e la mia memoria non è proprio ferrea, però certi cambiamenti li ho potuti notare e alcuni mi hanno dato un pelino fastidio. per esempio, l'insistenza sulla storia tra aragorn e arwen, che nel libro non esiste proprio.

però mi sono divertita moltissimo lo stesso. e mi è venuta anche un'illuminazione osservando quello che succede intorno alla torre di orthanc. anche qua a bologna c'è un tipo che non sto a nominare (non posso permettermi una causa per diffamazione) che si è molto divertito a recidere alberi (oltre 700, all'ultima conta) e che ha un sogno nel cassetto, proprio come saruman: scavare lunghe e intricate gallerie sottoterra. anche lui, come il mago bianco, ha un superiore-rivale che vuole strapiombare l'intero paese nell'oscurità.

allora, l'illuminazione è questa: perchè non imitare l'esercito di ent (quei simpatici guardiani di alberi) e sabotare, a lavori iniziati, la futura metropolitana di bologna (che constera' di ben dicasi tre fermate) con una bella inondazione utilizzando i vecchi canali sommersi che per troppo tempo sono stati soffocati dal cemento? mumble mumble...

n.b.  lunghe pause dovute a casini personali sui quali per il momento preferisco glissare.

scritto da maribelle | 00:27 | commenti
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