.: diario di bordo :.

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domenica, 30 novembre 2003

viva la mamma!  sconvolta. al tg tre una delle notizie finali è stata "la mamma più sexy d'italia". ma ci rendiamo conto??? "perché una mamma bella è una mamma realizzata", perché "bisogna rivalutare il ruolo di fare la madre, bisogna incoraggiare le donne a fare le mamme". a parte i chiari richiami al ventennio fascista ...

poco dopo la pubblicità di un pulitore (col prodotto x volo per la casa, il lavoro si fa da sè)

poi la pubblicità del minwelfare che promette un premio di 1500 euro se invece di abortire consegni il pupo allo stato. evvai!! la macchinetta dei figli ritorna!

ecco blob, che inizia subito con un balletto. le ragazze sono in body e reggicalze e sia per la pettinatura, sia per la scena, sia per le sedie su cui ballano, richiama gli anni venti/trenta. tra gli altri spezzoni, uno di "grande notte" in cui gene entra in vivace discussione con una tipa che sostiene quanto fosse giusto censurare raiot perché erano tornate le salme dei 19. gene s'è incazzato: "ma mica si può fermare tutto! perché, quella notte la gente ha smesso di trombare? ma daaaai...". grande gene!!

altro spezzone con chiambretti in visita alla segreteria di a.n. e salutandoli tutti fa il saluto romano e quelli scherzando gli rispondono con il saluto!!

poi donne che si accapigliano con il pubblico tutto attorno che esulta applaude e urla. i moderni giochi circensi?

l'altro giorno luttazzi aveva citato michel foucault a proposito di sesso e potere, a spiegazione del perché aveva fatto uno spettacolo basato sul sesso. ogni regime, ha detto (ma io non ricordo le parole precise), ha cercato di controllare il popolo attraverso la manipolazione del sesso. e non è quello che sta succedendo oggi? intrattenimento di regime.

il messaggio di tutte queste cose messe insieme &eagrave; chiaro: donne, c'è la disoccupazione; la cura della casa e dei figli ha un costo: fatelo voi. restate a casa, e tutto si risolve. stare a casa è bello; stare a casa è figo. e voi uomini, guardate che belle tette e che bei culi; ma cosa state a pensare ai diritti, allo stipendio, alla casa... ma fatevi una sega piuttosto. meglio ancora, tornate a casa e trombate vostra moglie come un riccio e fatele fare tanti bei figli, così siete anche sicuri che non vi metterà le corna.

scritto da maribelle | 00:20 | commenti
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mercoledì, 19 novembre 2003

mourning becomes...  il lutto si addice agli italiani? muoiono gli italiani in iraq, muoiono gli stranieri che vorrebbero sbarcare in italia, muoiono i fedeli e gli infedeli nelle sinagoghe e nelle moschee, muoiono i muratori in nero, muoiono i bambini un po' ovunque. tutta questa morte serve a qualcosa o a qualcuno? è autunno e cadono le foglie ingiallite come cadono i corpi per soddisfare l'egoismo dei governanti, acciecati dai propri megalomaniaci progetti.

40 anni fa moriva j.f. kennedy, ma non sappiamo ancora perché. 81 anni fa moriva proust, e sappiamo perché. diceva giovanna, la protagonista dell'ultima premiata opera di ozpetek, che il modo migliore per ricordare i morti è di ripetere i loro gesti perché nei loro gesti li facciamo vivere. la morte è ineluttabile, imprescindibile, imperscrutabile, e il lutto è un modo per farci sentire a posto con la coscienza, per esorcizzare il rimpianto di non aver saputo fare di più, di non aver saputo approfittare della presenza dei nostri cari finché si poteva.

in tutto questo dolore, sparso, mercificato, compreso e rappreso, si staglia l'omelia del vescovo ruini che scaglia dal pulpito di san paolo parole che ben poco si addicono ad un prelato in una simile occasione e ricordano invece le arringhe di papi d'altri tempi quando dovevano esortare i regnanti alle crociate contro gli "infedeli". uccidere è peccato, ma non lo è se si tratta di far fuori i nostri nemici. e il papa, che tanto si è sgolato contro questa e tutte le guerre, che deve pensare? che fa? perché non lo richiama all'ordine? se ne approfitta ruini perché il papa sta morendo, anche lui.

scritto da maribelle | 11:59 | commenti
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domenica, 09 novembre 2003

cristalli.  come tutti sanno oggi si commemora la "notte dei cristalli", quando 65 anni fa iniziò l'olocausto, ovvero l'eliminazione degli ebrei a ritmi industriali. è indubbio che questo è un lutto che appartiene non solo agli ebrei ma all'umanità intera, e dovrebbe essere ricordata soprattutto come monito contro ogni tipo di genocidio. purtroppo anche questo grave lutto viene strumentalizzato da ogni parte per portare acqua al proprio mulino. ogni tanto qualcuno si lagna di questa insistenza nel voler ricordare le vittime dei campi di concentramento, come ci si lagna del voler commemorare le vittime dei due regimi fascista e nazista, in quanto, dicono, sono ormai cose del passato. eppure io sento che c'è ancora tanto imbarazzo, tanta reticenza ad affrontare un tema così grave e delicato; anche i meglio intenzionati non sanno come muoversi, soprattutto davanti agli orrori a cui assistiamo ormai giornalmente in terra di palestina. allora a maggior ragione io dico che finché ci sarà imbarazzo, incertezza, timore, ci sarà bisogno di ricordare.

macalleide.  ho deciso di scrivere una recensione sull'ultimo libro di camilleri per due semplici motivi: uno, perché mi ha preso davvero tanto, e due, perché non è stata una lettura piacevole. ha senso amare solo i libri che ci sono piaciuti? ha senso amare solo le persone gentili e simpatiche?

poi mi danno fastidio le critiche ad hoc, moraleggianti. invece di valutare l'opera letteraria (o più in generale qualunque opera d'arte) secondo i metri opportuni ( l'autore è riuscito a comunicare quello che si era prefisso di fare? l'opera lascia qualcosa dietro di sé? perché? che significato ha? ecc. ), la si valuta secondo parametri che non le sono proprii, ovvero quelli dell'etica: queste cose sono tabù e parlarne è disdicevole, anzi, roba da malati o irresponsabili; il testo potrebbe infatti cadere nelle mani di animi troppo suggestionabili che poi si sentirebbero autorizzati a compiere quegli atti che noi condanniamo, anzi aborriamo. si badi bene, chi ha condannato il romanzo non l'ha fatto sulla base del suo valore intrinseco ma su una presunta pericolosità sociale. non si capisce bene perché sia lecito descrivere le atrocità commesse in questo o quel campo di prigionia, mentre non lo è inventarsi una storia di molestie su minori. una mente malata non potrebbe sentirsi autorizzata ad imitare le atrocità dei campi nazisti allo stesso modo come si presume si senta a leggere di atti sessuali illeciti?

si obietterà che le descrizioni delle atrocità di guerra sono fatte per diritto di informazione e per denuncia e che gli orrori vengono presentati come tali e non come desiderabili. io francamente non ho letto niente nel romanzo di camilleri che possa farmi pensare che imporre atti sessuali ad un bambino sia cosa buona e giusta. a me sembra che, al contrario, la denuncia sia bella e forte, in primo luogo perché il punto di vista è quello del bambino e non dell'adulto libidinoso. ed è proprio quel punto di vista che mi affascina, non come mondo a me ignoto ma proprio in quanto noto e ancora vivo nella mia memoria.

è proprio di ciò che ci turba di più che si dovrebbe parlare. per lo meno riflettere. amen.

scritto da maribelle | 20:55 | commenti
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