.: diario di bordo :.

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mercoledì, 31 dicembre 2003

la fine e la mostarda.
ho comprato la mostarda e me ne vanto
l'ho pagata cinque euro e me ne pento
tanto è inutile scherzar
tanto è inutile sognar
sono sola come un can
sono solo un caaaaan

mi è venuta in mente mentre uscivo dal rosticcere. a dire il vero non mi spiace troppo passarmela da sola, libera di uscire (se mi garba) per vedere le facce degli altri, libera di guardarmi il mio filmino, libera di mangiare quando mi pare, e soprattutto libera dalla fatica di stare con gli altri.

quest'anno ho avuto bei regali: mi ha scritto eugenio perché ha visitato il sito che gli ho dedicato e mi ha voluto mandare i suoi auguri (!!!); una piacevole visita terminata in maniera ancor più piacevole: bacio (!!!); un paio di progetti di lavoro, forse...
e poi sono sopravvissuta ad una settimana con mia madre...

un ottimo inizio d'anno a tutti e miglior prosieguo!

scritto da maribelle | 21:10 | commenti
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domenica, 21 dicembre 2003

come mai? no, dico, come mai devo mettere mano al template trecentomila volte senza sortire nessun risultato concreto? perché ogni singola volta devo rifare tutti i settaggi del template da capo? perché non si ricorda? e come mai nel mio pannello non compare l'ultimo post? misteri bloggosi...

scritto da maribelle | 01:19 | commenti
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piccole cose.  risate grasse che mi capita ogni tanto di fare, nonostante (o forse perché).
umorismo geek: oggi ho fatto l'amore con control, domani provo con alt canc. he!

«la vendetta di krimilde» mi ha fatto venire in mente, tra le tante cose, certe scene de «il signore degli anelli»: gli unni si muovono nel rovinato scenario cavernoso proprio come gli orchi tokeniani (come sono ritratti nei film), mentre certe scene ricordano le incisioni di doré. tuttavia ieri sera non ero dell'umore colto ma, forse per stanchezza, forse per il freddo, forse perché si sta avvicinando perniciosamente il natale (uffa), ma mi veniva da fargli un doppiaggio non proprio consono ma più divertente, tipo:

"perdonate, mio prode paggio, sapete dirmi voi dov'è la toilette?"--lancio di occhiate fulminanti e mani imperiose.
"mia signora, purtroppo siamo solo nel medioevo e le toilette ancora non sono state inventate..."
"scuse! tutte scuse, o vandalico nibelungo! come si fa a svuotarsi le viscere in codesta magione?". spaesato e spaventato il paggio si allontana, gesticola, balbetta, torna indietro:
"ma qui nessuno...". sempre più indignata la regina esplode:
"questo spiega tutto! andate a cagare!!".

piccole cose sono quelle che devo scegliere: cosa tenere, cosa lasciare? cosa portare e cosa buttare? come camillo vorrei tornare nel mondo degli elfi e delle fate, sfuggire attraverso il caldo e sicuro mondo dei sogni...


scritto da maribelle | 01:00 | commenti
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martedì, 09 dicembre 2003

storie.  come faccio a fidarmi ancora di un uomo? non voglio generalizzare, però come mai vedo intorno a me solo storie marce o che marciscono? perché spesso ci andiamo a ficcare in angolini da cui poi è difficile e doloroso togliersi? quello che ti tradisce, quello che non ti lascia respirare, quello geloso, quello che se ne frega, quello che pensa solo al calcio e quello che solo alla fica, e via banalizzando.

mi dicono che ho l'animo omicida. non è vero, non riesco neppure a camminare serena al pensiero che potrei acciaccare una formica. oddio, è pur vero che la povera formichina non mi ha fatto nulla. non sono vendicativa. non dimentico e non perdono, ma non mi vendico. forse è solo pigrizia, forse è il timore di ripercussioni, ma anche se mi fosse concessa l'impunità e immunità per qualsiasi azione, non credo che farei nulla di male, perché l'immunità davanti alla mia coscienza nessuno me la può garantire. un conto è la legittima difesa, ma l'azione gratuita, anche se motivata psicologicamente, non è ammessa da mamma natura. neanche desiderare il male del nostro nemico, mentre molto saggio sarebbe buttarsi tutto dietro le spalle e proseguire a testa alta per la nostra strada.

di nuovo mi trovo davanti alla morte (prospettiva!) di una persona cara. provo male quasi più di quando è mancato mio padre, come se attraverso il dolore altrui, immedesimandomi, rivivessi il dolore della perdita personale senza le (provvide?) preoccupazioni dell'immediato. in realtà le preoccupazioni si accentuano. growing pains.

scritto da maribelle | 19:40 | commenti
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venerdì, 05 dicembre 2003

stringere la cinghia.  a quanto pare è proprio giunto il momento di farlo, e di compattarsi, e di stringere le fila. i tempi non vanno a migliorare. quella contro il terrorismo è una guerra e come tale va combattuta, questo ha detto il generale tricarico: in questo articolo de «unità» ci raccontano come all'interno dell'attuale maggioranza di governo ci siano dei contrasti su cose che riguardano tutti. palazzo chigi non smentisce, tace. il viminale rassicura e smentisce. che si deve pensare???

scritto da maribelle | 00:28 | commenti
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