.: diario di bordo :.

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giovedì, 29 gennaio 2004

pianista.  sul letto c'è un uomo che muore. è vecchio, ha visto un sacco di vita nei suoi anni, e adesso ha deciso di mollare gli ormeggi. non sa più di morire, il cervello fluttua altrove nella memoria. l'ospedale è diventato il lager dove ha vissuto. si sveglia nel cuore della notte urlando in tedesco. episodi un tempo raccontati lucidamente e senza fronzoli, ma con quella verve che tutti gli conoscevamo, ritornano al presente, intatti, crudi. ich kann nicht mehr..., come sussurrava la mia prozia in punto di morte... ich kann nicht mehr!.

l'odio chiama odio, ma non si ripara con l'odio. il male dello sterminio nazista, di ogni sterminio sta proprio nell'odio per i nostri simili visti come alieni, mostri. io posso (nel senso che ho il potere) odiare una persona perché mi ha fatto del male, o l'ha fatto ai miei cari, ma non posso odiare tutti quelli come lui. chi sono "quelli come lui"? quelli che vengono dalla sua terra? quelli che hanno i suoi ideali? quelli che fanno lo stesso mestiere? e perché dovrei odiare anche loro? è questo che mi spaventa: l'odio per una categoria di persone.

oggi si sentono tanti, da più parti, anche da sinistra, che s'infervorano tanto contro gli albanesi o, più genericamente, gli "extracomunitari" e le motivazioni sono sempre le stesse: vengono a portarci via il lavoro, la casa, magari anche le donne. ci sarebbe da ridere davanti a tanta ignoranza, e invece c'è poco da ridere. ricordo ancora, da bambina, l'effetto che mi facevano certi cartelli affissi sulle porte dei locali in svizzera (quella tedesca): non sono graditi gli italiani. neanche gli italiani che vengono per visitare il vostro paese? neppure quegli italiani che, sia pure poco, vi portano soldi? i soldi toccati dagli italiani sono forse meno buoni di quelli toccati dagli svizzeri?

bisogna riflettere sull'orrore dell'olocausto. di questa frase si riempiono la bocca personaggi che invece da quel pezzo di storia, della nostra storia, dimostrano ogni giorno di non aver imparato niente. "non deve mai più ripetersi" dicono, e poi mandano le loro squadracce a picchiare gli immigrati nei rifugi (e magari hanno la badante peruviana perché loro non hanno né tempo né voglia di badare alla loro vecchia). l'odio per categoria trascende la persona, annulla il valore umano della persona, la fa diventare bestia, oggetto di disprezzo e di odio. come nell'ultimo libro di camilleri, uccidere è peccato, ma se è un comunista o un bissino allora è giusto e persino doveroso. l'altro viene privato della sua umanità.

l'odio viene dalla disperazione e dall'ignoranza. gli italiani non sono contenti. hanno case e televisori, hanno macchine e telefonini, hanno tutti i giocattoli che vogliono, ma non stanno bene, perché oggi hanno un pochino meno di ieri e le cose che potevano permettersi ieri oggi non ce la fanno più a pagarle. non si ricordano più cosa vuol dire avere fame, cosa vuol dire sopravvivere giorno per giorno, eppure non è passato molto tempo da quando vi erano costretti. i nostri padri e i nostri nonni l'hanno patita la fame e dovrebbero ricordarsela, loro che l'hanno vissuta quella cazzo di guerra. gli italiani si sono dimenticati la solidarietà; ognuno oggi si guarda il suo orticello con occhi torvi e lividi di gelosia contro un nemico che non c'è. si rimbecilliscono dietro a sogni inesistenti, ogni tanto si ripuliscono la coscienza (come ieri, è vero?), partecipano a manifestazioni di pubblico cordoglio per sentirsi e mostrarsi buoni, ma dall'alto non aspettano che un segnale per avventarsi contro il nuovo "ebreo", il nuovo "mostro" e fargli vedere di cosa sono capaci.

l'illusione dei miseri di cuore.

scritto da maribelle | 00:37 | commenti
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martedì, 20 gennaio 2004

frullati.  data la popolarità degli yogurt alla frutta, la parmalat molti anni addietro aveva scelto, come strategia di marketing, di lanciare la sua versione di yogurt alla frutta, una volta che si erano accorti (il contabile in lattina e il suo inconsapevole padrone) che il latte era andato a male e che non c'era più niente da fare per salvare l'azienda dal crac finanziario. yogurt alla frutta per chi non ha piu' niente da perdere!

ieri le autorità, bardate di tutto carabiniere, vanno a fare il loro sopralluogo per ricostruire la frutta... pardon, la truffa. con un tuffo nel latte versato, la signora tonna (all'olio? o al naturale?) ha proceduto a versare i liquidi (bianchi?) in fondi (neri?) per intorbidare le acque, visto che era ormai alla frutta.

si potrebbe anche dire che tutti quanti avevano dei bei grilli per la testa, se non fosse che beppe è solo persona informata dei fatti (per i non addetti ai lavori: testimone). si spera che la sua testimonianza (o la sua fattanza?) ridia uno spiraglio di luce a chi ha preso l'abbaglio (gli incauti investitori) prendendo frutta per truffa, o viceversa, e invece di ritrovarsi in conto i frutti dell'investimento si sono trovati alla frutta per una truffa... basta, ho esaurito le battute che avevo in serbo (vuoi vedere che c'entra anche milosevic? e che dire di quelli di frutta italia che speravano di incastonare la sinistra sinistramente con il caso telekom serbia e si ritrovano invece con un pugno di latte quagliato?).

cameriere, un frappe'!
(nota bevanda dei frati trappisti teppisti frullati)

scritto da maribelle | 23:59 | commenti
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sabato, 10 gennaio 2004

piazzate.  venuta a trovarmi m. ieri sera e si è parlato anche di rapporti che finiscono. mi è subito saltato all'occhio la differenza tra il carattere nordico (lei) e quello mediterraneo (io). dice che se il lui del momento fa la stronzata (tipo andarsene con un'altra), lei chiude il sipario senza tante storie senza abbassarsi a fare scene. ottimo e anche invidiabile, molto pulito ed elegante. ma non fa al caso mio. al contrario, io la mia rabbia la devo sputare fuori, in faccia all'individuo che, con tanta nonchalance, ha brutalizzato i miei sentimenti. è un abbassarsi? forse.

un altro amico mi ha consigliato di non sprecare energie preziose nell'odio ma badare ai miei interessi. "potrebbe ancora tornarti utile, perché tagliare i ponti?" la risposta è molto semplice: perché non sono capace di tenere buoni rapporti con chi si è dimostrato insensibile e mascalzone. trovo sensato il consiglio di non odiare (anche se, va detto, non bisogna sottovalutare gli effetti curativi dell'odio!), nella vita c'è tanto da fare..., ma fingere per ottenere qualunque cosa mi costa troppa fatica, troppe energie. non ne vale la pena. firmato, una marina autarchica.

scritto da maribelle | 13:59 | commenti
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martedì, 06 gennaio 2004

belleville.  era davvero mesi che non vedevo un film che mi prendesse subito così. quello che mi aveva attirato era la complessità e la finezza del dettaglio nel disegno, oltre ad una certa aura onirica. non sono rimasta delusa; al contrario sono stata più che premiata per la fiducia: trama è bizzarra e surreale senza strafare, i personaggi caricaturali ma capaci di evocare tenerezza, simpatia, o riso. ogni inquadratura densa di piccoli significativi dettagli che compongono un'atmosfera surreale, una metafora immediatamente chiara eppure suggestiva di ambiguità.

ce n'è davvero per tutti, amanti cinefili, amanti del buon jazz caldo, ispirato soprattutto a django reinhardt, lo stesso che faceva sempre svenire il protagonista di «sweet and lowdown» (accordi e disaccordi); o ancora per gli amanti degli anni trenta, poiché quella è l'atmosfera che pervade il film (anche se più logicamente dovrebbero essere gli anni cinquanta). oltre ai già citati personaggi (josephine baker, fred astaire, bertrand blier, jacques tati...), a me ha ricordato l'immaginazione di terry gillam e dei due compatrioti, marc caro e jean-pierre jeunet (a prop, ho iniziato a vedere «zazie dans le metro», e sembra l'infanzia di amélie!!).

assolutamente da vedere e rivedere!!

voici la url du film...

scritto da maribelle | 19:49 | commenti
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incredibile.  stasera su "blob" ho sentito carlo rossella, in questi giorni a sharm el sheik (sp?), dire delle allucinanti. parlava del triste fatto che la gente è andata al mare malvolentieri, ma ancora non sapeva dire se qualcuno aveva fatto il bagno. naturale. frega ben a lui che delle persone sono morte e i loro corpi non sono neppure riconoscibili tanto si sono spappolati. tivvù di qualità? paletti a 360 grati? <schifo>.

scritto da maribelle | 00:32 | commenti
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domenica, 04 gennaio 2004

concorsi di bellezza...  eros è il più bello d'europa, dicono... ho i miei dubbi.

al sentire la notizia, lì per lì tracy ha preso su un'aria di indifferenza olimpica. si è leccata il pelo della zampotta anteriore destra e poi mi ha squadrata con aria fintamente annoiata. poi, però, man mano che le leggevo l'articolo, ho visto il pelo rizzarsi, la schiena incurvarsi e la coda eseguire un perfetto punto esclamativo. le ho fatto notare che queste cose sono sempre truccate: che vuoi che sia un gattaccio americano ipernutrito (ecco, appunto, lo vedi che mi affami?) con un presunto pedigree da nobilaccio ancien regime? ha subito ritratto le unghie, il pelo e' tornato a riposo e attorcigliandosi nella sua poltrona e' tornata sbuffando a farsi la toletta (e perche' non c'ero io, non c'ero...).

ma la bellezza di un gatto da cosa si misura?
e poi, dico, anche tracy risponde al richiamo, da una stanza all'altra. gatta di razza? si', pura razza di strada... pero' intanto lei non si ammala mai, non mi gratta i mobili, fa le sue cose altrove, e se vomita pulisce tutto per benino. l'unico vezzo da marchesina è quello di lasciare sempre qualche briciolina nella ciotola, tanto per non fare la figura della morta di fame (che invece è!).

scritto da maribelle | 18:33 | commenti
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