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sabato, 28 febbraio 2004

passeggiate.  on y va? si va, un passo metti e l'altro leva, come direbbe camilleri. espressione idiomatica che richiama il ritmo cadenzato delle fole, le antiche fiabe che si tramandavano oralmente di nonna in nipote (chissà perché sempre questo scarto generazionale...). grigio, il tempo è grigio e uggioso; penetrante. si vorrebbe rintanarsi in un teporoso cafè per sorbirsi lentamente una delle ultime cioccolate calde della stagione: l'aspetto più piacevole dell'inverno padano.

noia, estraneità, siderazione. l'alterazione umorale determina un distacco gelido da ciò che ci circonda. noia la gente, tedio le strade, sempre le solite strade di sempre, sempre i soliti punti di riferimento, nessuna sorpresa, nessun imprevisto ormai. la città mi sta dicendo addio, o forse sono io che la saluto. perché lasciarsi così? non sarebbe più saggio e gradevole lasciarsi da buoni amici? avremmo tutti da guadagnarci. tanto qui intendo tornarci, qualche volta.

scalare la montagna del passato... ma una montagna è sempre una montagna! un passo metti e l'altro leva si giunge infine alla meta. basta andare a ritroso: prima il passato più recente, poi man mano all'inverso tutti i pezzetti di passato finchè serve. scolare il passato... di verdura, un trito di ottimismo, motivazioni a piacere (e per forza, sempre il piacere è una motivazione!); mescolare a fuoco lento, e servire con salsa di fortuna.

"vivere è meglio che morire
dormire meglio di soffrire
mangiare meglio dei crampi allo stomaco
tacere meglio di litigare
ogni emozione meglio del niente"


nella musica non c'è il diavolo, avrebbe detto martin lutero (v. puntata di stasera di "enigma"), ma questo non è quello che pensano certi puristi. perché dipende anche dal tipo di musica: una fuga di bach solletica semmai il cervello, ma non com-muove i sensi; al contrario un tango o un brano di dixieland trascina, ridesta i sensi assopiti. il diavolo sta ovunque ci siano gli istinti e le passioni non codificate dal patto sociale: il sesso extra-coniugale, il sesso "contro natura", la violenza tra membri della stessa comunità (il nemico non solo si può ma si deve uccidere), etc. valore sovversivo di fats waller.

scritto da maribelle | 00:29 | commenti
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lunedì, 23 febbraio 2004

ritardi.  è dura la vita, dice un mio amico. dura in senso esistenziale ma anche molto in senso pratico. dopo mille traslochi (di cui la mia vita è punteggiata) non ho ancora imparato a dominare la situazione. confusione, caos, e poca voglia di sbattermi. mi giuggiulo invece in cose futili con la pallida scusa che socializzare fa bene, non solo allo spirito ma anche al corpo. creare relazioni, intrecciare contatti, stabilire connessioni. insomma, sto cercando di arare produttivamente il terreno che andrò ad occupare. senza contare il piacere insito nella molteplice conoscenza, nell'incontro con persone diverse, mentalità diverse, sempre molto stimolanti.

se penso poi che tutto è nato da una quisquiglia, da un lettore "intrigato" dai miei scritti e con il quale si è instaurato un certo tipo di dialogo, stimolante, fresco, e soprattutto rinnovativo. non voglio pensare a paragoni fin troppo lusinghieri per me di relazioni (nel senso pi` ampio) nate epistolarmente e di cui è costellata la storia della letteratura. tuttavia, il bello di questo dialogo è proprio che non c'è alcuna utilità pratica se non il piacere reciproco (e sottolineo reciproco!).

"fottersi il cervello". voglio il suo cervello, voglio i suoi pensieri, voglio le cose che ha detto ieri e che dirà domani. voglio aprirmi ai suoi desideri per penetrare meglio in quel meraviglioso labirinto ordinato e puro e lasciarmi sedurre sempre, di nuovo, da capo. mi prende sopra e sotto e sta diventando il tema musicale delle mie giornate, saporose, già odorose di primavera, di rinnovamento. voglio il suo calore, voglio il suo piacere, voglio...

mon corps ne m'existe à moi même que sous deux formes courantes: la migraine et la sensualité.
-- "roland barthes par roland barthes", p. 63

scritto da maribelle | 18:15 | commenti
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