.: diario di bordo :.

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martedì, 29 giugno 2004

kemping.  ha fatto bene radiotre a ricordarci della importante figura di lindsey kemp, forse sconosciuta ai più, ma molto influente nell'arte dello spettacolo (se si pensa che suoi "allievi" sono stati derek jarman e david bowie). la memoria mi riporta all'unica rappresentazione a cui ho assistito a roma, "notre dame des fleurs", epifania di colori movimenti suoni culminanti nella scena finale tempestata del martellante brano da "the dark side of the moon". la scoperta di jean genet. più che un mimo, oltre il mito, un modello sussurrato.

uscire dal tubo cattolico:  questa frase ha un'adolescenza catodica... pardon, cinematografica. il richiamo è ad un manifesto anti-abortista di cui si sono tappezzati i muri di roma nell'anno del referendum. lo spirito cattolico parla di sacrifici, fraintendendo il messaggio di gesù. che felicità può mai derivare da una rinuncia? puzza di paganesimo lontano un miglio: la divinità non si placa se non dopo averle sacrificato l'agnello (i nostri piaceri, i sentimenti di chi ci ama, le nostre ambizioni terrene...). eppure le divinità, a volerle ascoltare, non lasciano dubbi riguardo a cosa vogliono da noi per soddisfare le nostre richieste (bussate e vi sarà aperto): offerte. sacrificio è togliere, negare, uccidere; offerta è donare. il frutto del mio lavoro lo posso offrire, non sacrificare.

scritto da maribelle | 18:19 | commenti
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domenica, 27 giugno 2004

pietre decorative.  dopo tante (ahimè elevate) aspettative, "agata" è stata mia finalmente, ma non si è mostrata all'altezza del precedente e tanto amato "pane e tulipani". non posso dire che sia stata una delusione, poichè alla fine la favola riesce; ma stavolta, forse perché uno se lo aspetta, o forse per il successo ottenuto con il film precedente, la sensazione è che soldini abbia voluto bissare la riuscita: stesso cast, ad esclusione dei tre "grandi" (ganz, catania, andreasi), stesso spostamento tra due località di mare (là pescara e venezia, qui genova e il delta del po), stesso rifiuto della famiglia disfunzionale a favore del funzionale, stessa presenza dello straniero che in qualche modo ispira o determina la riuscita (là l'islandese, qui la danese), stessa vecchia figura paterna, burbera ma buona (là il fioraio, qui il vecchio padre ritrovato), stesso tocco di esoterica sanitàlà i massaggi olistici della missironi, qui i consigli del cinese), ecc.

apprezzo ancora una volta l'attenzione al dettaglio, gli interni che dominano sugli esterni rivelatori delle città (genova come venezia, molto di soppiatto, molto quotidiane, poco tipiche), forte e forse qui anche troppo insistente la simbologia (l'uovo che rappresenta la nuova vita, l'ispirazione creativa, la decisione esistenziale). non di meno ci strappa qualche sorriso, qualche risata anche, ci fa sognare e ci ricorda che anche le brutte notizie a volte sono foriere di nuova vita.

l'altra pietra decorativa è stato il "topaze" di pagnol riproposta l'altra sera da radio3 nella registrazione del 1975 con paolo stoppa e rina morelli nei due ruoli protagonisti. riscoperta del potere della radio, del riposo degli occhi, della sorprendente capacità del regista di dare una dimensione profonda alle gradazioni di suono, lontano dalle distrazioni della coreografia scenica, dagli effetti speciali e dai lustrini. l'attenzione dell'ascoltatore si fa più mirata e acuta. per non parlare dell'attualità del tema: l'onesto che scopre che l'unico modo per sopravvivere e non farsi calpestare è quella di battere i disonesti al loro stesso gioco. tema antico e riadattato a più riprese sia a teatro che sul grande schermo. una serata un po' diversa, più intima, rievocatrice di tante altre serate quando la televisione in casa mia non c'era ancora, perché

con la radio si può scrivere leggere o cucinare non c'è da stare immobili seduti a guardare -- e. finardi, "la radio"

scritto da maribelle | 23:06 | commenti
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n.b. per un qualche disguido tecnico (javascript barcollante?) questa "entry" è stata ripetuta inutilmente due volte. mi scuso con i lettori... :(((

scritto da maribelle | 23:05 | commenti
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mercoledì, 23 giugno 2004

lire ecrire.  l'altro giorno in treno ho iniziato un nuovo romanzo, che, vuoi per l'atmosfera del viaggio, vuoi per quella del libro, mi ha subito preso suscitando e ridestando alla mente nuove idee pensieri parole. in questi giorni l'umore però è mutato e il libro non riesce a compiere la magia: "[...] et tira de sa poche un roman dont il avait commencé la lecture dans le chemin de fer, mais cette histoire qui l'avait intéressé tout à l'heure prenait maintenant une signification différente. [...]

treni e train de vie, libri e livres de poche, tascabili e tassabili... a proposito, che fine ha fatto la felice idea degli editori (in combutta con la siae) di tassare i prestiti nelle biblioteche? si sono resi conto dell'idiozia della cosa oppure stanno tramando qualche nuova splendida idea ai danni dei pochi lettori italiani? fantastico e emblematico come le tasse in italia (ma non solo) vengono concepite per curare i mali: oltre a sanare la malagestione statale, devono scoraggiare i vizi dei cittadini (tassa sul fumo e sull'alcol, tassa sulla lettura, sull'ascolto, tassa sulla benzina... sicuramente ne dimentico qualche altra) e correggerne i comportamenti. sono previste nuove tasse sulla non-ginnastica, sull'ozio, sulla non-preghiera (gli atei devono pagare il lusso di non credere in nulla). per la tassa sull'aria (pura, non arricchita di polveri fini e monossodo di carbonio) ci stiamo ancora lavorando...

scritto da maribelle | 10:54 | commenti
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giovedì, 17 giugno 2004

la double vie de v...  musica bel canto registrazioni rumori stazioni ferroviarie metropolitane vecchie fotografie burattinaio bambole movenze sequenze fotogrammi suoni odori sapori malumori ire achille tallone il rotto riparatore lavare l'onta nel sangue ma la varichina non era meglio?

meglio maglio mogio malto molto multa millicent millamant mirabell marivaux vaurien barbone rasato skinhead get the skinheads bowling at columbine c'mon make my day and night ying yang i ching futuro passato storia pomodoro gio' fontane effi brest pruriti e bigotti cotti tetti rossi est cracovia concerti musica

scritto da maribelle | 19:03 | commenti
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humour.
«Denial aint just a river in Egypt.»
-- m. twain

scritto da maribelle | 10:26 | commenti
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mercoledì, 16 giugno 2004

bloomsday.  «[...] anyway love its not or hed be off his feed thinking of her so either it was one of those night women if it was down there he was really and the hotel story he made up a pack of lies to hide it planning it Hynes kept me who did I meet ah yes I met do you remember Menton and who else who let me see that big babbyface I saw him and he not long married flirting with a young girl at Pooles Myriorama and turned my back on him when he slinked out looking quite conscious what harm [...]»

[...] comunque amore non è o sarebbe fuori di testa a pensare a lei così che o era una delle sue donnine notturne se era laggiù lo era davvero e la storia sull'hotel che si è inventato un pacco di balle per nascondere che lo stava pianificando hynes mi manteneva che l'ho incontrato ah sì l'ho incontrato ricordi mentone e chi altro che mi lasciasse vedere quel faccione babbione l'ho visto e lui sposato da poco subito a flirtare con una ragazzina da pooles myriorama e gli ho girato le spalle quando è sgattaiolato fuori con un'aria molto consapevole che danno [...]

radio che parla e parla e suona haydn o corelli quando scrivevo e la cascata del salto dell'indiano quella tavoletta con la rosa nel bicchiere mi piaceva ma non c'era nessuno per raccoglierla forse matura cotta cotta e stupida lui si negava e io uscivo camminavo m'inerpicavo quegli indumenti lasciati come un tracciato che volevano dire uno stupro forse o una solitaria ma dovresti stare attenta prima o poi ti sfracellerai il cranio idiota io che t'ascolto malaugurato vecchiaccio del malaugurio ma io te la pago la pepsi ho proprio bisogno della tua fottutissima pepsi artista della domenica semmai

scritto da maribelle | 17:57 | commenti
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lunedì, 14 giugno 2004

marina.  weekend all'insegna del sociale, socievole, piacevole, discorsivo. odor di salino nelle mie nari, gentili conversari, nuove amicizie senza malizie, piaceri improvvisi, sapori ragguardevoli, onori presumibili, valori indubitabili. colori!!!

scritto da maribelle | 00:25 | commenti
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venerdì, 11 giugno 2004

proust disait...  che quello che gli interessava di più quando ascoltava la conversazione degli altri era non tanto quello che dicevano quanto quello che non dicevano. quando l'ho letto non capivo cosa intendesse, oggi me ne sono fatta un'idea. per quanto misterioso uno voglia tenersi, non può mai esserlo del tutto. all'ascoltatore e osservatore attento salteranno subito agli occhi (e alle orecchie) espressioni, toni di voce, inclinazioni, sguardi, persino i respiri che tradiscono i veri pensieri dell'interlocutore. di più: davanti ad un'affermazione l'ascoltatore ha diverse opzioni apparenti; in realtà, non ha nessuna scelta perché chi gli parla lo ha inesorabilmente messo con le spalle al muro e qualunque risposta tranne una (se è fortunato) può evitargli di scoprirsi.

questo, fra le tante altre cose, mi ha appreso lars von trier nel suo ultimo "the five obstructions", dove figura al tempo stesso come regista, agente provocatore, ideatore, deus ex machina e vittima. questo è un film che piacerà non solo ai cinefili (come è stato detto, è un'egregia tesi sul fare cinema), ma soprattutto a chi ama un certo filosofeggiar di testa, giocando con le parole, parole che come oggetti possono essere formate e composte per dar vita a qualunque formazione della realtà, per quanto irreale o surreale essa possa sembrare...

una delle frasi conclusive del film (cito a memoria, notoriamente fallace): "quello che sto leggendo l'hai scritto tu, lars, ma lascia che ti dica...". è infatti in questo soliloquio conclusivo che si racchiude tutto lo spirito del film, meravigliosamente elaborato nelle quattro precedenti versioni di "l'essere umano perfetto" ("the perfect human being", 1967 jørgen leth, 12 min.), svolto nel dipanarsi del rapporto creativo tra i due registi danesi, tra committente (ideatore-provocatore) e creatore (ma in un rapporto ben diverso da quello tra l'industriale e trino della celebre striscia di altan!). lars è infatti regista del regista, provocatore e committente, ideatore e giudice, tant'è vero che quando jon non soddisfa i suoi parametri (sadicamente elaborati in base agli elementi involontariamente forniti dallo stesso jon), il primo sentenzia una punizione estremamente severa, ma inefficace...

«Credo che la libertà assoluta, per un artista, possa essere estremamente pericolosa, perché l'artista è come un bambino, si abbandona facilmente al naturale ribellismo del bambino. È il limite posto alla sua azione che permette al grande regista di comunicare l'anomalo, l'inaudito, l'inatteso.»
-- f. fellini

scritto da maribelle | 11:32 | commenti
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mercoledì, 09 giugno 2004

rondini. quando andavo a scuola mi dicevano che le rondini venivano con la primavera e con lei se ne andavano. ora, è pur vero che la primavera, ufficialmente, non è ancora terminata, però sta sicuramente facendo le valigie. eppure, da queste parti, le rondini non sembrano volersi ancora allontanare. me ne sono accorta oggi all'orto botanico (la parte ancora accessibile ai pezzenti che non vogliono pagare un euro) mentre i giardinieri cercavano, inutilmente, di appestarmi l'aria con i loro motorini a diesel.

sopra il frastuono dei motori riuscivo a percepire di tanto in tanto gli allegri ed un pochino esagitati stridii delle simpatiche bestiole volanti che caoticamente, disordinatamente, freneticamente merlettavano il cielo sopra di me. belle, pulite, nitide nel loro nero contro il celeste chiaro del cielo. per un po' non se ne vedevano manco una, poi di nuovo tornavano nel mio campo visivo. niente stormo, solo un continuo e impegnativo rincorrersi l'un l'altra, senza alcuna meta apparente, come tanti alianti leggeri e cangianti. poi, tutto a un tratto, un jumbo possente e lento: un gabbiano candidissimo che imperturbabile e indifferente fendeva l'aria e la folla di rondinelle. poi un altro ancora, e poi un terzo... poi l'annaffiatoio mi ha convinta a distogliere lo sguardo.

scritto da maribelle | 16:37 | commenti
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martedì, 08 giugno 2004

inquietudine.  capita che di un autore che stiamo imparando ad apprezzare si legga un racconto che non ci fa voglia, che ci mette addosso fastidio e inquietudine. mi succede or ora, infatti, con "il sudario di veronique" di tournier. faccio fatica a leggerlo eppur bisogna. allora, domandina inutile inutile: una lettura dev'essere sempre e solo piacevole, gustosa, ovvero riflessiva? è ammessa l'arte fastidiosa, irritante, o addirittura disgustosa? non è forse lecito destare nel lettore sentimenti che siano altro da piacere, gioia, ecc.?

uno scrittore indubbiamente dovrebbe avere il coraggio di affrontare qualunque piega dell'animo umano, anche quelle più nere, più malsane ed inquietanti. non può (non ne ha il diritto) rifuggire davanti al malessere; pena il suo non essere scrittore ma semplice narratore, intrattenitore. lo scrittore, infatti, sposa la sua arte come una donna sposa il suo uomo, nel bene e nel male, nella buona e nella cattiva sorte. per cui non solo non condanno lo scrittore che scrive testi irritanti e scomodi; anzi, gli sono grata per sbattermeli in faccia. se non riesco a proseguire nella lettura è un problema mio, non suo. tirem innanz!

senza contare che il fastidio, oggi come ieri, è anche mio, lo stesso che si prova nel notare un difetto in un quadro perfetto, quando si rileva un piccolo tocco di sciatteria in un lavoro altrimenti ben fatto e preciso. il classico pelo nell'uomo! :)))

scritto da maribelle | 09:18 | commenti
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sabato, 05 giugno 2004

bobby.  oltre a tienneman sq., che non va assolutamente dimenticata, vorrei ricordare una figura che invece rischia di sfumare nell'oblio della memoria collettiva benchè abbia avuto un grosso ruolo nella lotta per i diritti civili e molto più ne avrebbe avuto se un paio di pallottole non l'avessero tolto di mezzo. sto parlando di bobby kennedy, morto esattamente 36 anni fa a los angeles, la sera della sua vittoria alle primarie della california.

purtroppo la fama dei kennedy, del fratello maggiore soprattutto, e poi del più piccolo (v. chappaquidick) hanno nel corso dei decenni oscurato la figura di bobby che, invece, dei tre era certamente il più incisivo, il più filosofo, riassumendo in sé la riflessività del pensatore e la concretezza del costruttore. vale forse la pena ricordare, per esempio, il progetto per la ricostruzione e sviluppo del quartiere di bedford-stuyvesant, che avrebbe dovuto essere un pratico esempio di come imprenditoria privata, istituzione pubblica e popolazione indigena possano essere coordinati e parimenti coinvolti. o forse vale anche la pena ricordare la sua posizione nei confronti dei diritti civili, sia in qualità di attorney general, durante l'amministrazione del fratello, sia in quella di senatore. ma per questo rimando ai vari siti online che lo riguardano, primo fra tutti il sito del memorial rfk.
per me, oltre al simbolo di un sogno svanito nel sangue, ha e continua a significare la forza dell'esempio pratico. mi riesce difficile sfuggire alle leggi della retorica da soap-box, ma bobby incarna l'ideale raggiungibile alla luce della filosofia degli antichi greci, come non sarebbe dispiaciuto neppure a nietzsche... affinchè il suo sacrificio non resti invano, sarebbe bene per tutti tener presente il suo progetto di rinnovamento a partire dall'azione individuale che, moltiplicata e coordinata, può davvero trasformare in meglio questa società in rotta verso la tragedia.

scritto da maribelle | 18:18 | commenti
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giovedì, 03 giugno 2004

m.i.v. un lenzuolo per la pace. leggo su "cacaoelefante" (alcatraz... jacopo fo... ci siamo capiti):

«Le Massaie Improvvide Veronesi invitano tutte le massaie italiane a stendere un lenzuolo bianco al proprio balcone il 4 giugno, venerdì, in occasione della visita ufficiale in Italia del presidente Bush. Un simbolo di protesta silenziosa, contro la guerra. Bandiere della pace e lenzuola bianche sono i messaggi più potenti per dire con il silenzio il nostro NO alla guerra: http://www.massaieveronesi.net.»

della serie: anche le massaie a volte s'incazzano... :))

scritto da maribelle | 09:19 | commenti
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martedì, 01 giugno 2004

brains.  to rival his dad's former vice p. (noted for having said that "a brain is a terrible thing to waste", he should know), dubya has reached new heights of idiocy: see the first lines of this page!!!

scritto da maribelle | 23:25 | commenti
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