.: diario di bordo :.

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martedì, 27 luglio 2004

salti mentali.  per chi fosse interessato allo studio della mente umana, vivere con una persona anziana sarebbe un'esperienza imperdibile. in particolare, e non lo faccio per egocentrismo, con una persona come mia madre che è sempre stata "speciale" anche quando era giovane. a mio padre non è mai andata a genio questa sua prerogativa: compiere agili acrobazie mentali senza metterne a parte l'interlocutore. sicchè capita che mentre stai parlando di un determinato argomento scopri dopo pochi minuti che stai parlando di altro. è pur vero che talvolta questi malintesi capitano in una conversazione; il teatro comico brillante ha spesso sfruttato questo topos. ma con mia madre, soprattutto da qualche anno a questa parte, l'occasionale malinteso diventa quotidiana ricorrenza.

faccio un esempio. ieri mi sono finalmente decisa a lavare la bandiera della pace (era ora), che tengo solitamente appesa alla ringhiera del terrazzo. messa a mollo in un grande catino incastonato all'uopo nel lavello, volevo informarne mia madre, anche per chiederle se l'occupazione le avrebbe arrecato disturbo (ma come parlo oggi?). questa la sua risposta: "ho visto; per ora puoi lasciarla lì, ma poi spostala un po' più in là perché quando mi siedo mi copre la vista." essendosi il mio q.i. temporaneamente abbassato di cento punti, la riguardo dubbiosa: il wc non è davanti ma di fianco al lavello, e per giunta c'è il bidet e la lavatrice in mezzo e la panoramica che si offre a chi vi si siede consta di una cesta per i panni sporchi e poco altro, nulla insomma che possa costituire soggetto di cartolina. ergo: come fa il catino a oscurarle la vista? alla mia domanda lei perde la pazienza, ribadendo che quando si siede non vede più niente. "ma dove ti siedi, scusa?" completamente spazientita, la mamá piccola sbuffa finalmente la spiegazione che si era data mentalmente ma che non aveva ritenuto opportuno condividere con la sottoscritta: la bandiera appesa dove la tengo di solito le blocca la visuale qualora lei si sieda sul terrazzo a frescheggiare. il tutto, ovviamente, condito con un liquido sguardo che la dice lunga su quello che pensa lei della mia capacità di comprendonio.


scritto da maribelle | 23:15 | commenti
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domenica, 25 luglio 2004

ala di donna.  tocca di nuovo a me muovere e sto prendendo il mio tempo. non ho ancora deciso se questo gioco mi affascina per lo scopo da raggiungere (io so qual'è il mio ma non ho ancora capito qual'è il suo... e in questo sta il suo vantaggio, forse) o come gioco fine a se stesso. mi garba parecchio dover studiare la mossa giusta per indurre l'avversario ("lui" un avversario? ma non doveva essere un complice?) a muovere secondo il ragionamento che lo porterà laddove lo aspetto. cosa succederà dopo? siamo forse destinati a proseguire la partita fino alla fine dei tempi? sid dice che la partita cesserà nel momento in cui io avrò perso interesse, ovvero quando avrò raggiunto la meta agognata. la cognata...

scritto da maribelle | 00:08 | commenti
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venerdì, 23 luglio 2004

bianco e noir. ogni occasione è buona per gettarmi addosso delle scacchiere. così sia. non solo le letture, che in parte magari mi scelgo con una certa cognizione, ma anche i discorsi che odo fare, i riferimenti che colgo per strada, le curiose coincidenze in cui inciampo di tanto in tanto... vado a genova e davanti a palazzo ducale trovo una grande scacchiera che fa da sfondo ad un torneo; durante la puntata di "aladino" oniricamente il personaggio viene inscritto in una scacchiera; in biblioteca trovo in bella vista il libro di maurensig; scacchiere nei film che vedo, scacchiere nei pavimenti che calpesto... per non parlare poi della politica dello scacchiere! :))

sembra che ogni occasione sia buona per farmi vedere la realtà circostante in riquadri bianchi e neri, come le storie di leo malet illustrate da tardi. in un gioco di strategie e di sciarade anche la nostra storia si svolge e sviluppa lungo le linee parallele incrociate di un tavolo bicolore. i pedoni siamo noi, ma chi popola la scacchiera sono gli elementi della nostra vita che ci giochiamo continuamente per vincere la morte. o vincere alla morte la posta. ora di cavalcare l'onda e cercare volutamente i riferimenti.

scaccomatto
sid di nuovo a londra: dovranno passare altri dieci anni prima che possiamo nuovamente trascorrere il tempo a fare briefing sulle nostre rispettive vite? nondimeno mi sento ricaricata di nuove pillole di energia. anche le nostre traiettorie, che talvolta si incrociano, sembrano saltare da un riquadro all'altro della scacchiera: it's your move, sid!

scritto da maribelle | 11:22 | commenti
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sabato, 17 luglio 2004

tutte nude  contro silvio. lo so, sta diventando noiosa la cosa, vero? sempre contro silvio, povero silvio, che fa già tanto per noi, soprattutto noi donne. ci favorisce con la legge sulla riproduzione assistita, ci assiste con l'assegno per il primo figlio, tra un po' ci chiude le cliniche per l'aborto e ci riapre le case chiuse, e magari, bontà sua, ci libera abrogando il divorzio. e noi cosa facciamo per ringraziarlo? semplice, ci mettiamo tutte nude per il piacere dei suoi occhi. se non è gratitudine questa...! (vedere per credere: siamo tutte in questa pagina!!!)

scritto da maribelle | 18:24 | commenti
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venerdì, 16 luglio 2004

cap anamur.  di nuovo?! di nuovo, scusasse. sta circolando in rete un appello dei padri comboniani per il rilascio dei membri del personale della nave detenuti e per la concessione di asilo politico o di permesso di soggiorno ai 37 cittadini stranieri che sono sbarcati al porto di porto empedocle. l'appello dovrebbe essere inviato al ministro dell'interno con copia al prefetto della propria provincia da parte delle associazioni che vogliono aderire. il testo è disponibile qui.

scritto da maribelle | 13:54 | commenti
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giovedì, 15 luglio 2004

foto, le.  aggiornamento: appena inserita la pagina di genova nel mio archivio fotografico. spero presto di poter aggiungere una pagina dedicata a chiavari e alle bellezze del tigullio...

scritto da maribelle | 11:02 | commenti
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mercoledì, 14 luglio 2004

enfants de la patrie.  i figli della patria prendono le armi contro nemici che vengono a "sgozzare i figli e le compagne". questo pericolo per noi, vivaddio, non esiste più da un pezzo, almeno non dai nemici stranieri che vengano apposta a casa nostra. può succedere invece che si vada a lavorare all'estero (perché in casa di lavoro non se ne trova) e lo straniero ci accolga come un nemico. l'immagine racapricciante ad una mente serena si ripropone ogni volta che il mite uomo/donna medio/a si trovi in una adrenalinica situazione di pericolo, terrore, guerra. sgozzare innocenti vite umane, piccole e grandi, non appare più così ripugnante e si ridesta in noi l'uomo primitivo che deve massacrare per proteggere la sua pellaccia e quella dei suoi cari, anche quando questo pericolo non è pensabile (i soldati in terra straniera, per es.). per questo i generali incutono nei loro soldati il pericolo (con aggiunte chimiche, se del caso) per poter ottenere da loro quella ferocia nell'azione che sola (pensano) può garantire loro la vittoria.

passiamo ad altro... per esempio ai principi che la rivoluzione francese, figlia di un secolo di lumi, ha propagandato per tutto il mondo occidentale e su cui si sono fondate le società moderne: uguaglianza, libertà, fratellanza. dopo due secoli abbondanti non siamo riusciti a raggiungere nessuno di questi tre scopi; addirittura c'è chi li mette nuovamente in discussione, vuoi perché considerati superati, vuoi perché troppo vaghi per la nostra sofisticata informatizzata mente, vuoi perché rivelatisi irraggiungibili. e di questi il più maltrattato e incompreso è quello della libertà: termine quanto mai astratto e vago. libertà di cosa? non esiste una libertà assoluta, ma sempre tante libertà relative: libertà di fare, libertà di pensare, libertà di essere. e poi, siamo in grado di distinguere tra libertà e arbitrio?

sono venuti i futuristi e i patrioti e i partigiani che ai loro figli hanno dato nome "libero/a", tant'è vero che oggi uno di quei figli è diventato noto e amato dal grande pubblico televisivo ("nonno libero", appunto). sempre i futuristi hanno inventato le "parolibere", ovvero "parole in libertà", sganciando definitivamente (ma temporaneamente) il verso poetico dai rigori delle regole metriche. in tempi più recenti l'antico grido giacobino è assurto a nome di partito: la casa delle libertà. sul significato di quelle parole ci si sono spese tante altre parole, false, ironiche, satiriche, dubbiose: le libertà che coloro che se ne ammantano si vogliono prendere a spese della comunità di cui pur fanno parte.

una parola (!) poi andrebbe spesa sul legame che unisce (e confonde) i due significati dell'aggettivo inglese "free": libero ma anche gratuito. confusione che investe oggi il c.d. software libero (che non vuol dire necessariamente gratuito, anche se spesso ne assume le caratteristiche). libero significa in questo caso accessibile, usabile, trasferibile; un sorgente può essere corretto e rimanipolato da tutti quelli che sono in possesso delle risorse per farlo e liberamente devono poi rilasciarlo (liberamente, non gratuitamente!). curiosamente nessuno si sognerebbe mai di immaginare che "libero mercato" significa gratuito!!!

infine non va dimenticata la libertà di movimento delle genti. lo sappiamo bene in questi giorni in cui ancora infiamma i cuori la sorte dei 37 africani imbarcati sulla cap anamur, 37 umani che cercano le libertà di cui noi liberamente godiamo e che, sia pure a malincuore (lasciare il proprio paese non è una libertà che si sono presi ma una necessità), per trovarle (glielo auguriamo) chiedono di muoversi liberamente dal loro paese ad un altro (italia o germania o pincolandia). dunque, anche a loro vorrei dedicare questo giorno in cui tutti, anche noi uomini liberi, ci lanciamo all'assalto della bastiglia per conquistare la nostra libertà.

scritto da maribelle | 19:20 | commenti
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martedì, 13 luglio 2004

lavagna.  svuotare la mente, creare il vuoto e il silenzio, come se fosse una lavagna pulita. all'improvviso un pensiero, in qualsivoglia forma, si disegna su questa lavagna. non respingerlo, prendendo subito in mano il cancellino; non lasciargli prendere corso, consentendo al gessetto di disegnare altre forme. lascia semplicemente che il gesso si sfaldi da solo sulla superficie nera e la polvere cada per terra restituendo alla lavagna una superficie pulita, nuovamente nera.

un terzo della popolazione  italiana è analfabeta. lo dice il recente (marzo 2004) rapporto della unla (unione nazionale per la lotta contro l'analfabetismo) condotto dal dott. saverio avveduto. 22 milioni e mezzo di italiani hanno problemi a leggere e scrivere. pare impossibile che oltrepassata la soglia del 2000, con l'informatizzazione crescente, così tanti cittadini non riescano neppure a leggere il giornale, eppure è così. ora, io non vorrei iniziare una sterile polemica sulle politiche di questo governo, ma prima di infilare dei computer nelle mani di tutti i bambini, non sarebbe il caso di assicurarsi che i loro padri sappiano leggere?

griglie, nodi e pettinini.  mi dicono che il signor hartmann (non jeffrey di yaleiana memoria, ne' phil, di saturday-night-live memoria) ha scoperto una griglia geo-energetica (o era magnetica?) che affetta la terra. si tratta di muri invisibili perpendicolari nei cui incroci si trovano questi nodi. la particolarità dei nodi è che se ci dormi sopra come minimo non riesci a dormire, oppure ti viene un cancro. mumble mumble... gli scienziati negano e smentiscono a viva voce proclamando che non c'è un minimo straccio di prova. nell'uno come nell'altro caso si tratta di affermazioni molto interessanti ma che, al laico di turno (io), lasciano il tempo che trovano. gli uni proprio perché non forniscono prove sufficienti, gli altri perché si nascondono dietro un sapere e un gergo che si capiscono da loro. per non saper né leggere né scrivere, la sottoscritta si taglia ulteriormente i capelli evitando così la mannaia del pettinino tanto odiato.

scritto da maribelle | 21:07 | commenti
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sabato, 10 luglio 2004

petizione.  importante!!! se sei stanco del monopolio di microsoft e windows, se sei stanco di dover pagare prezzi esagerati per il software, se sei stanco di subire il ricatto commerciale di bill gates, leggi e firma (e possibilmente diffondi):

petizione all'antitrust contro il monopolio microsoft

grazie! (l'ho già detto? evvabbe', qualche volta mi ripeto pure io... :))

scritto da maribelle | 13:30 | commenti
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mercoledì, 07 luglio 2004

louie louie & sid.  avete letto bene, miei cari signori, e non mi sono sbagliata io: huey dewey and the lewis non c'entra un picchio, né tanto meno quei tre mocciosi dei nipotini di paperino paolino. "louie louie" è una canzone degli anni sessanta rivisitata egregiamente da iggy e riutilizzata (in entrambe le versioni) come apertura e chiusura dell'ultimo film di jim jarmush, "coffee and cigarettes". so there.

a parte l'inconsapevole (?) istigazione al consumo di caffeina e al tabagismo (sono d'accordo, they go perfectly well together, infatti mi sto sorbettando un surrogato di caffè e ciucciando una bionda), ritrattata spudoratamente nella campagna anti-fumo del sito, il film è una colorita (il film è meravigliosamente in bianco e nero!) collezione di vignette a tema. padrone della scena il caffè con contorno, grosso modo e ripetutamente condannato, di tabacco. altro protagonista, in sordina, è la scacchiera su cui vengono serviti quasi tutti i caffè e su cui si posano svariati pacchetti di sigarette: un bianco e nero (fumo bianco, caffè nero) che si ripete fluidamente di scena in scena.

memorabili i duetti benigni-wright (lo sketch più vecchio) e iggi-tom waits ("poichè ho smesso di fumare, una sigaretta posso anche concedermela"!!). propongo un festival cinematografico del vizio, con rassegna di tutti i migliori (e peggiori) film sul tema. per es., mi viene in mente "smoking" e "no smoking" di wayne wang...

a questo punto, ci si aspetterà da me che spieghi la presenza di sid. dov'è l'inquietante solista dei sex pistols? niente di più remoto. sid è sid e tra pochi giorni ci rivedremo, dopo secoli di assenza/silenzio, per una deliziosa rimpatriata. alla faccia vostra!

nota allegra: stasera, sulla via del cinema, ho incontrato un nerissimo molosso feroce. già avvicinandomi ho intonato il classico abbaiare di un cagnetto stizzoso. dopo essersi guardato in giro un paio di volte alla ricerca del mostriciattolo da farsi per colazione, il molosso ha visto me che mi avvicinavo e mi è venuto incontro, la testa piena di punti interrogativi. arrivata a mezzo metro di distanza ho proteso la mano con un vezzoso "cucci cucci". grande è stata la mia sorpresa nel vedere il molosso saltare all'indietro impaurito! o che, adesso faccio paura pure ai cani??? :))

scritto da maribelle | 23:56 | commenti
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domenica, 04 luglio 2004

natural born brando.  avevo quindici anni quando mi sono innamorata di lui. innamorarsi di marlon è una delle cose più facili al mondo, soprattutto a quindici anni. per la mia generazione non era più l'eroe ribelle del "wild one", ma l'eclettico quanto tenebroso e solare personaggio uscito da "ultimo tango", velato di oscure perversioni e introverse passioni, ribelle al punto di mandare una principessa indiana a ritirare l'oscar mentre lui preferiva voltare le spalle al mondo (al sistema) dal suo rifugio nell'isola di tahiti. bello. divinamente bello. la carica prepotente che emanava dalla sua presenza sullo schermo, come se non avesse bisogno di recitare per svolgere un ruolo; a lui bastava essere se stesso, quel meraviglioso se stesso, quel misto di ferocia selvaggia e tenerezza che titillava gli ormoni di una adolescente.

molto si è detto di lui, in vita e nella morte, nel bene e nel male, spesso sparando cazzate a ruota libera, un po' come sto facendo io ora. questo è il destino degli eroi. su una cosa sono tutti d'accordo: era (è) un grande. ma grande perché? perché quello che altri dovevano faticare per raggiungere lui riusciva ad esserlo senza sforzo; perché la sua capacità di entrare nel personaggio era in lui un fatto naturale; e perché incarnava lo (anti)spirito fanciullesco del suo tempo, quello stesso che è sopravvissuto alla sua vecchiaia e alla sua decadenza e che ha servito da modello per generazioni di (anti)attori e (anti)divi a venire.

scritto da maribelle | 23:54 | commenti
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venerdì, 02 luglio 2004

marlon.  non ci posso credere, anche lui... sob

scritto da maribelle | 19:27 | commenti
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giovedì, 01 luglio 2004

consapevolezza.  siete consapevoli della vostra esistenza quotidiana? sapete sempre quello che state facendo? non parlo di cose grosse, tipo decidere di sposarsi o di lasciare il lavoro o di fare un figlio. parlo di cose molto più banali, forse meno rilevanti o meno incisive come le routine tutte personali del risveglio (vi buttate giù dal letto appena aprite gli occhi oppure vi rigirate meditabondi per un buon quarto d'ora per riconciliarvi con la vita?).

ecco a me, studiosa dell'animo umano, interessano molto di più i piccoli dettagli della vita di tutti i giorni delle grandi decisioni. mi piacerebbe, per esempio, fermare una persona per strada, una qualunque, si badi bene, e chiederle: mentre cammini come respiri? coordini il respiro con ogni passo? e mentre inspiri quale piede muovi: il destro o il sinistro? e le mani dove le tieni? le fai oscillare lungo il corpo o le tieni in tasca? come muovi la testa? appoggi tutta la pianta del piede o solo la punta? e mentre inspiri, dove va l'aria: in pancia o nel torace? e quando espiri? dove va l'aria: in pancia o nel petto? e quante volte batti le palpebre nell'arco di una respirazione?

oddio, mi rendo conto che poi, dopo aver fatto queste domande (ammesso che la persona mi sappia fornire alcuna risposta), non riuscirà a riprendere serenamente il proprio cammino, bloccata dalla consapevolezza dei propri movimenti. visto dall'esterno sembrerà una persona con gravi problemi di coordinamento dei movimenti. e me ne dispiacerebbe. per questo non fermo nessuno per strada e non pongo queste domande... :))

scritto da maribelle | 11:32 | commenti
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