.: diario di bordo :.

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martedì, 31 agosto 2004

nuove foto.  notizia di aggiornamento: arricchito e riverniciato il mio archivio fotografico. in pratica ho aggiunto le foto dell'ultimo viaggio nella francia del sud, oltre a quelle più o meno recenti di roma, ferrara e del porto di genova. buona visione!

scritto da maribelle | 15:09 | commenti
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lunedì, 30 agosto 2004

saggezza.  avrei voluto spendere questo mese agostano di tranquillità e pausa da fermenti lavorativi per leggere l'incredibile arretrato di libri. invece di libri ne ho letti uno solo e con gran fatica perché la mente era altrove, troppo impegnata a leggere il mondo, e un poco anche dentro di me. a cosa serve la filosofia in generale e le varie discipline in particolare se non a mettere ordine nel caos dell'universo in cui viviamo? ognuno cerca e poi si illude di poter mettere ordine seguendo metodi e principi diversi a seconda del proprio sentire e delle esperienze che l'hanno segnato. a seconda anche del proprio bisogno e della propria capacità di elaborazione, di intuito, di comprensione. comprensione: capacità volumetrica di contenere il mondo esterno, capacità in senso materiale e in senso intellettuale (senza mai scordare che, scheletri a parte, il mondo cambia di pari passo a noi...).

le pratiche del tantra sono costituite da formule, canti, esercizi spirituali i cui termini sfuggono al neofita come me. visualizzare concetti è molto difficile per l'uomo occidentale non tanto per una questione genetica quanto per una immaginazione rattrappita. ripetere a pappagallo alcune formule, come nelle pratiche magiche, può apparire senza senso, soprattutto per chi ha bisogno di cogliere il senso delle cose prima di farle. è quindi un salto di fede quello che si richiede come conditio sine qua non; salto di fede che però a ben guardare non significa "friggersi il cervello" per abbandonarsi passivamente alle favolette per bambini. significa fidarsi che quello che ci viene insegnato sono dei concentrati simbolici di una antica saggezza accumulata dagli uomini nel corso dei millenni. significa dunque sapere che prima ancora di capire bisogna assimilare. la comprensione, il senso del tutto emergerà poco a poco, col tempo. di nuovo come nelle fiabe: quello che noi apprendiamo è un concentrato metaforizzato liofilizzato di discorsi affatto razionali e spiegabilissimi ma che ci vorrebbero appunto millenni per comprenderne il fondamento. oppure un grande intuito da archeologi e per sviluppare lo spirito bisogna anche diventare archeologi del mondo e di se stessi.

scritto da maribelle | 17:12 | commenti
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domenica, 29 agosto 2004

nine eleven... once again!  fahrenheit, beninteso. m. moore, per intenderci. se ancora non l'avete visto, ricordatevi di portare al cinema con voi due sacchetti: uno per il vomito e l'altro per la bile che sicuramente si riverserà man mano che quei bei personaggini si srotolano sullo schermo, a principiare da george uso-la-testa-per-tener-distanti-le-orecchie bush. non so quanti minuti dedicati all'orrore delle due torri. la prima volta, in quasi diretta, era stato choc e stupore; oggi, dopo che cinque, dieci volte tanti civili innocenti, ugualmente innocenti, ma un po' più poveri sono morti per mano degli americani, mi fa il contropelo ai nervi.

una considerazione triste: quanti strumenti tra i cosiddetti cittadini americani! (oh sia chiaro, di strumenti ce ne sono a milioni pure qua da noi...) strumenti, tools del potere. strumenti quelli che hanno votato per quell'ameba dalla forma umana; strumenti quelli che si sono arruolati per la guerra ("ci odiano e non capisco perché, siamo venuti per portargli libertà e democrazia", eh che ingrati questi iracheni, eh?); strumenti quegli americani (e italiani, ricordiamolo) che hanno sostenuto l'invio di truppe d'occupazione ("sono fiera che mio figlio sia partito per difendere il nostro stile di vita!"). ma almeno uno di quegli strumenti, toccata nel vivo, ha aperto gli occhi e nella casa bianca vede solo dolore e rabbia.

per il resto, dettagli a parte sulle relazioni tra i bush e i bin laden, erano cose già risapute, per chi le volesse sapere, beninteso. che gran goduria che si danno i gyalpo da un po' di tempo a questa parte... il male può generare solo altro male. che tristezza...

scritto da maribelle | 20:48 | commenti
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venerdì, 27 agosto 2004

sur la plage.  alle sei e mezza c'è ancora folla. occhei... strati di cellulite spalmata sulla sabbia (ghiaia) e bambini rimbalzanti sui sassi che schizzano (e schizzano) vitalità da tutti i pori. soprattutto irrefrenabili per le mammine stanchine di vacanzine e desiose di tornare nella grande ingolfante inquinata rumorosa ma riposante città. vediamo quindi messi in atto gli insegnamenti del metodo montessori: "se ti bagni poi le prendi." (ferma decisa e del tutto inefficace); "comincia a pensare di uscire dall'acqua" (dialettica conciliante e del tutto inefficace); "non voglio che ti bagni" (autoritaria concisa e del tutto inefficace); "ora vengo lì e ti tiro fuori dall'acqua" (idem idem). finalmente bimbo dalle orecchie corrose dallo stridio materno più che dal salino marino esce fuori dall'acqua con una tipica espressione infantile: "e cavolo di buddha!". bambini d'oggi!!!

scritto da maribelle | 21:27 | commenti
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giovedì, 26 agosto 2004

resiste.  niente di mio per stasera, ma parole di incoraggiamento, che mi sa che tutti ne abbiamo bisogno prima o poi...

»Prouve que tu existes
Cherche ton bonheur partout, va,
Refuse ce monde égoïste
Résiste
Suis ton cœur qui insiste
Ce monde n'est pas le tien, viens,
Bats-toi, signe et persiste
Résiste«

me l'ha fatte venire in mente il film di stasera. è proprio vero che ci facciamo dei problemi di niente. non ho capito molto il senso del film, ma forse la notte porta consiglio... in ogni caso, i flutti sembrano calmarsi e l'approdo avvicinarsi promettente!

scritto da maribelle | 00:16 | commenti
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martedì, 24 agosto 2004

rane, lumache e testaroli. sagre per principio appetitose sguaiate incasinate rumorose e soprattutto ballolisciate. niente ballerine brasiliane con delusione maxima di maschietti locali allupati attirati da promesse da marinaio (siamo in riviera!); accontentarsi necesse con tardone locali sulla pista: tango any one? hernando tango o-o-o-o... lumache rane fritte a valanghe ondeggiano dalla teleferica sospesa tesa sopra la strada: là fuoco e cuoco, qua bocca e stomaco. occasionale impropizio rottame di guscio conficcato in gola, scalzato a botte di mollica e vino rosso. intimidito micino annusa sconsolato alcune conchiglie sadisticamente offerte da bimbi cittadini, poi consolato da zampe di rana sbocconcellate: gommose come testaroli export ma polpose gustose (piuttost che gnent, a l'è megl piuttost!). commensali schenna a schenna esercitare mandibole e mani unte al suono misto di campane a morto mazurka di periferia. romagna mia... ma non eravamo in liguria??? belin o me bruxia o stomago...

» m'aiuti con le lumache?
   troppo lente per te?
» e le rane?
   veloci.
» baci?
   con dolcezza.
» crostata?
   munch.
» furto?
   presto.
» pesto?
   buio.
» cotte?
   'notte...

scritto da maribelle | 06:58 | commenti
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domenica, 22 agosto 2004

medaglie. gli hanno tolto la medaglia di bronzo poichè hanno trovato che la sua faccia bastava. in compenso il fioretto italiano ha fatto incetta, ma avranno fatto dei fioretti? e san francesco sarebbe invidioso? italiani, popolo di truffatori provetti e fanti (quelli che perdono il tempo e forse la vita in terra altrui). si parlava poi dei cento metri femminili; la cosa mi ha colpito: esistono anche matrimoni tra i metri? (ora capisco perché in amore si parla di lunghezze...) ho visto un giorno un metro maschile violentare un metro femminile; gli hanno dato cinque centimetri alla fine. poi la solita gara retorica: quale paese ha raccolto più medaglie finora? ecchissene...

strano concetto di orgoglio patrio. abbiamo forse il peggiore debito pubblico d'europa; abbiamo la classe politica più corrotta; abbiamo decenni di lotte proleterie gettate nel cestino; abbiamo famiglie che non riescono più a far quadrare il bilancio; abbiamo un sacco di guai. consoliamoci con le medaglie olimpiche e poi mangiamocele a colazione. sono passati i tempi in cui onore all'atleta che aveva conseguito il primato a prescindere dal suo luogo d'origine. sento dire in giro: sono fiero di essere italiano. io no. al massimo potrei dire di essere fiera di essere un essere umano. potrei, ma non lo dico perché non mi piace mentire.

scritto da maribelle | 16:46 | commenti (1)
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venerdì, 20 agosto 2004

favole in progress. ne sto scrivendo un'altra, un po' più corposa e complessa della prima (di pochi giorni fa), e forse un po' meno fiaba di quella. al contrario delle fiabe vere, qui il finale non sarà lieto ma tragico, come del resto in alcune (molte?) fiabe letterarie. né vincitori né vinti ma tutti perdenti, perché nella vita terrena è così che vanno le cose: soffre chi subisce il male, ma soffre forse anche di più chi lo commette, soprattutto se lo fa volutamente.

sei sfortunata, dicono gli amici; hai un karma negativo, dice il maestro. cosa si può fare contro un destino avverso se non abbandonarsi alla corrente e vedere dove ti portano i flutti? non ho più voglia di lottare contro i mulini a vento; non ho più voglia di oppormi alla avversa fortuna e pretendere di avere una forza e un coraggio che non ho (diceva bene don abbondio: uno il coraggio non se lo può dare). basta, non voglio più remare. ora mi stendo sul fondo della barca e aspetto, anche dovessi aspettare per il resto dell'eternità. passivamente mi lascio cullare dal sole bruciante che mi cuoce la pelle, senza neppure trovare sollievo nella lieve brezza da cui le sponde della barca mi riparano. quanti giorni potrò durare senza bere? disidratata la mia pelle cotta dal sole e dal sale finirà per spaccarsi, tagliarsi, sangue e sudore si mescoleranno a sale e sole finchè a qualche approdo giungerà la mia barca con il suo macabro carico.

non provo rimpianti per la mia semplicità, né risentimento per chi mi ha voluto fare del male (più grande è quello che si sta facendo lui). anche il dolore a volte è un passaggio necessario per un bene maggiore: così la partoriente, così per i tatuaggi. nel dolore si impara e si cresce: è il biglietto d'ingresso per uno stato superiore, ne sono convinta (e convinto ne è pure lui). rabbia per chi mi ha fatto un piccolo male senza rendersi conto appieno, perché non tollero l'oblio degli altri; ma chi ha voluto fare il male trova solo la mia pietà, una tenerezza quasi infinita per quell'anima che si sta perdendo, inconsapevolmente. vorrei tornare a credere per poter rivolgere mille preghiere per la sua salvezza, ma la mia fede falla e nulla si può per una volontà che vuole perdersi, magari solo per cecità. è come guardare da lungi una nave che va dritta verso l'iceberg: inutile sgolarsi, tanto il timoniere non ti sente.

scritto da maribelle | 09:37 | commenti
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mercoledì, 18 agosto 2004

auguri.  dimenticavo di fare gli auguri ad una persona speciale speciale: me stessa! e due megasplendidi regali corredano questa festività ma su questi stendiamo un velo pietoso che è meglio, più per chi me li ha fatti che per chi li ha ricevuti (io), poichè, come cantano negli states:
marina is a jolly good fella
marina is a jolly good fella
marina is a jolly good fella
and nobody can deny it!

scritto da maribelle | 01:51 | commenti
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punti di vista.  punto croce, punto e virgola, punto e basta. punto. c'è gente che mette un punto dopo una parola e altri che lo mettono dopo una lunga frase. in genere c'è un motivo evidente o sufficiente per questo punto: è palese al lettore. ma talvolta l'autore mette un punto che non si sa perché sia messo lì: gli andava così? si era stufato di scrivere? non sa lo scrittore che oggi non è necessario mettere un punto? esistono i punti sospensivi, esistono i due punti (maggiorazione raddoppiata del singolo punto), e ci sono poi anche i punti di vista, particolarmente piccoli per i miopi come me. ovviamente devo farmi rifare le lenti. no, è punto e basta. e il povero lettore resta con un palmo di naso, deluso, e con quella vaghissima sensazione di averlo preso nel sedere. arridatemi li sordi!!!

scritto da maribelle | 01:46 | commenti
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domenica, 15 agosto 2004

amici.  lieta passeggiata ristoratrice sul lungomare con a. era proprio ora ("about fucking time", come dicono oltreoceano). non mi ero resa conto che mi era mancato, e tanto anche. domani gli faccio un dolce al cioccolato. minimo. da consumarsi dopo il bagno serale (eh!!). mi fa, un po' a bruciapelo: "questa settimana ho imparato che ci sono tante donne imbecilli." ora, siccome di uomini imbecilli ne ho incontrati un discreto numero nella mia ancor breve vita, partiamo subito in una gara di quanti più imbecilli possiamo annoverare nel nostro curriculum. e poi, altrettanto a bruciapelo: "sono anch'io imbecille?" "non lo so, non ho ancora capito come sei fatta...!" al che gli racconto, non so neppure perché, la mia ultima avventura. "no, non sei imbecille, però sei proprio stronza!" ;)))

scritto da maribelle | 01:37 | commenti
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sabato, 14 agosto 2004

perversioni estive.  evitare di andare al mare il giorno di ferragosto, pur avendolo a due passi da casa (o andarci dopo cena senza costume). andare in grecia mentre ci sono le olimpiadi per visitare il monte olimpo (e restarci fino alla fine dei giochi, senza tv, senza cellulare, senza laptop), oppure andare al cinema e non capire niente. organizzare una cenetta per gli amici iniziando dal dolce per finire con l'antipasto. prendere l'immagine del proprio amore e distorcerla e smembrarla a colpi di photoshop; poi diffondere la foto tra amici e conoscenti. andare ad un appuntamento romantico con un vestito indossato per due settimane di seguito trascorse a fare giardinaggio e facendo gentilmente notare al proprio interlocutore che ha un brutto furuncolo sul naso. inviare il proprio romanzo storico ad un editore di informatica dopo essersi accertati che l'ufficio è chiuso per tutto il mese. alla stazione aspettare il treno sul binario sbagliato e guardare il proprio treno che passa indifferente e puntuale. prendere una coppa di gelato e scaldarla prima di consumare. qualcuno ha altre brillanti idee per ravvivare questa grigia estate?

scritto da maribelle | 20:54 | commenti
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espiegazione?  espiazione spiegazione dispiego. mi sentivo, in questa tiepida notte estiva in riviera, di raccontare una favoletta di quelle sciocchine sciocchine come piacevano tanto al signor cocteau... non più piango inutilmente; non più mi dispero per un treno perso; ma il mio cuore non per questo è meno gonfio...

scritto da maribelle | 01:20 | commenti (2)
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c'era una volta...  una bimba tanto carina e piccolina che viveva in un mulino ai bordi del bosco e di nome faceva katina (anche perché la mamma la mandava sempre al pozzo con un catino, e di ciò katina non era per niente contenta). un bel giorno katina incontra un omarino tanto bellino vestito perbenino e che con un certo modino l'attirò a sé. "bella bimba, le disse l'omarino, se mi segui ti porterò in un bellissimo posto incantato dove tu sarai felice e non dovrai più tirare l'acqua al tuo mulino." a katina non parve cosa vera e, nonostante la mamma si fosse più volte raccomandata di non fidarsi degli sconosciuti, lo seguì. nel mezzo del bosco il signorino carino si fermò e disse: "per la notte ci fermeremo qui perché la strada è ancora lunga e grande pericolo c'è a camminar nel bosco di notte.".

così fu che katina e l'omarino si fermarono nel bosco per la notte. sognò katina di cose belle e buone e acqua che fluiva miracolosamente dal pozzo al mulino senza catino. sorpresa assai fu però quando al risveglio si accorse che il signorino carino non c'era più; si disperò e pianse. "non avrei dovuto dar retta allo sconosciuto carino...", pensò tra sé. in quel mentre qualcosa tra i cespugli si mosse e una voce la raggiunse: "katina carina, perché ti disperi? non vedi che la strada è larga e luminosa?". queste ed altre confortevoli parole le rivolse la voce misteriosa e lei, subito rinfrancata, riprese il cammino senza sapere dove stava andando ma certa che sarebbe stata meglio di come stava.

cammina cammina cammina katina giunse infine in una radura dove si ergeva una casettina carina carina e piccina piccina, tanto piccina infatti che katina per entrare (poichè la porticina era aperta) dovette chinare la testolina ricciolina. oh quante cose deliziose e preziose si rivelarono ai suoi occhi increduli! dolci, vestiti, giocattoli e ogni cosa che katina aveva da sempre sognato e altro ancora... raccolse una bambolina e ci giocò per molto tempo finchè si stancò; poi prese a giocare col trenino guidato da un buffo omino, e poi, presa dall'appetito, si sfamò con qualche dolcino e un goccio di vino e infine, stanca per aver troppo giocato, si distese sul lettino piccino picciò. la voce la cullò mentre già lei sognava una vita spensierata e felice in quella casettina piccina e carina.

molti giorni trascorsero per katina senza che lei avesse un pensiero al mondo se non di soddisfare ogni suo minimo desiderio, fino al giorno in cui ahimè la voce la distolse dai sogni per spronarla al cammino. non per sempre era quella vita, ma katina non voleva sentir ragione. "di qui non me ne voglio andar, gnornò gnornò!" allora successe una cosa brutta brutta: la casettina carina e piccina sparì e intorno a katina si manifestò il bosco buio fitto e denso di pericoli. "voce, dove sei? come fo a uscir di qui?" nient'altro che il vociare di minacciosi animaletti notturni le rispose. di nuovo katina pianse, poichè altro non sapeva fare. dopo essersi stancata un mucchio a piangere si addormentò proprio lì dov'era, sulla umida terra e le foglie tenere del bosco. sognò che l'omarino carino e gentile venisse a prenderla per riportarla a casa, al suo mulino, per tornare a tirare l'acqua dal pozzo col catino.

quando si svegliò la mattina seguente si ritrovò vicino al pozzo e la sua mamma la stava richiamando affinchè si sbrigasse a tirare l'acqua al suo mulino.

scritto da maribelle | 01:15 | commenti
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sabato, 07 agosto 2004

bow windows.  ho fatto un sogno, amici, io ho fatto un sogno in cui bill gates s'inchinava davanti a linus torvald e gli porgeva la copertina. dopo tanti sogni in cui davanti a un bivio prendevo sempre la strada sbagliata, stamattina ho fatto un sogno in cui mi veniva proposto un alloggio sul mare. c'erano tre letti in fila e l'ultimo era vicino alla finestra. ho provato il primo, poi il secondo e infine quando mi sono avvicinata al terzo ho notato che la finestra prendeva entrambi i lati dell'angolo, caratterizzato da una sporgenza come se fosse una torretta vista da fuori, come in certe case americane in stile "queen anne". una bay window d'angolo, insomma, sicchè dal letto potevo spaziare su due lati del mare: quello aperto, più burrascoso, e quello chiuso dell'ansa, più placido. su tutto incombeva una luce plumbea ma energizzante e ne provavo un crescente senso di gioia. nel sogno mi sono messa a ridere di contentezza e l'amico rideva con me pago della mia reazione. mi sono svegliata contenta e ben decisa a trovare quella camera con la bay window, ovunque essa si trovi.

scritto da maribelle | 09:26 | commenti
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venerdì, 06 agosto 2004

due lutti.  laura e henri. l'estate come le feste natalizie falciano sempre un tot di personaggi a cui dobbiamo qualcosa. laura, maliziosa e intelligente interprete di una vita; henri, magn(um)ifico interprete della realtà di mezzo secolo.

cerco materiale su google e per laura vengo delusa: prima di trovare un articolo in italiano devo arrivare al 14 o 15 link, infatti: daily telegraph (uk), bbc (uk), liberation (f) [...] indymedia (i)

mentre per henri trovo maggiore soddifazione: speciale su h. c.-b. dal sito della npr, radio pubblica u.s.a. da cui derivo i seguenti link: henri cartier-bresson: a retrospective (dal sito dell'agenzia magnum)

scritto da maribelle | 16:43 | commenti
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puttane.  chiariamo subito: ci sono professioniste (maschi e femmine) che, non senza sofferenza, sbarcano il lunario (clandestino?) vendendo prestazioni particolari, dalla legge definiti "atti osceni" (quelli che non si possono fare in luogo pubblico, per intenderci), e ci sono altre professioniste, ambosessi, che svolgono lavori legalmente meno osceni ma moralmente equivoci. leggo infatti questo annuncio:
Ricerchiamo giovani neolaureate da inserire presso primaria società operante nel settore del credito. Le risorse si occuperanno della stipula di convenzioni con aziende private per l'erogazione ai dipendenti di prestiti attraverso la cessione del quinto dello stipendio.
Le candidate ideali hanno tra i 25 e i 40 anni, posseggono buone doti comunicative ed hanno una spiccato propensione per l'attività commerciale.
[il grassetto è mio...]
mi direte che non c'è niente di male a fornire prestiti e che anzi il prelievo (ma non era un prestito?) diretto dallo stipendio può allettare per comodità e facilità. e poi, via, siamo in pieno neo-capitalismo, bisogna aggiornarsi, essere flessibili alle nuove regole, tutto è lecito, anche la complicità del proprio datore di lavoro con la summenzionata "società operante nel settore del credito". quanto più fine suona di "usurai", non è vero? ma, se tutto è perfettamente ok, perché richiedere che gli operatori siano di sesso femminile? perché negoziare questa attività con l'azienda invece che con i diretti interessati, ovvero i dipendenti? e perché mai, se di prestito si tratta, i soldi dovrebbero uscire dagli stipendi dei dipendenti? e a cosa serve la laurea in questo lavoro? o che per fare certe cose s'abbisogna di una laurea? "ciao, bella, quanto prendi? ce l'hai la laurea?" "sì, gioia mia, scienze bancarie e finanza: fino a mille euro ti applico un tasso del 23,4%, fino a diecimila del 39%. per cifre più grosse, devo sentire il mio papocchio."

sicuramente sono io che penso a male. quasi quasi telefono per avere ulteriori chiarimenti...

scritto da maribelle | 15:48 | commenti (2)
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giovedì, 05 agosto 2004

piedi.  piedi nudi, piedi sul tappeto, piedi che camminano, che sostano, che si distendono e poi si inarcano. piedi mentre passeggio in su e giù per la stanza in attesa che mi chiamino. chiamano o non chiamano? cosa dire? cosa non dire? riassumiamo... piedi senza sosta, piedi in movimento diafani tesi, le dita s'intrecciano tra le frange godendo della massima sensibilità, della agilità, della assenza di gravità nella danza libera e frenetica. prendere nota, annotare, footnotes...

scritto da maribelle | 19:43 | commenti
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domenica, 01 agosto 2004

bracco braccato. il bracco è un tipo di cane da caccia. il braccato è un animale sulle cui tracce stanno i suoi predatori (bracchi compresi). la brocca invece è un contenitore per liquidi, tipicamente acqua o vino (probabilmente parente del bricco, che si usa solo per caffè o latte e nulla ha a che fare con il briccone, legato invece da una qualche parentela con il brigante...). il broccolo è un tipo di verdura. il broccato un fine tessuto con diverse applicazioni d'arredo. da non dimenticare poi il brocco puro e semplice ma assai difficile talvolta da tirare avanti (un po' come certi discorsi con certa gente). le cose poi si complicano enormemente se prendiamo anche il bricolage, il brocante e la breccia (quella di porta pia). escludo a priori bracciolo e briciola: nient'altro che sottospecie spurie.

break brake brick... per associazione vengono fuori parole simili (per suono, s'intende) in ingles. break e brake si pronunciano uguale ma si scrivono diverse, come diversi sono i loro significati, anche se talvolta unite da un atroce destino (provate a trovarvi voi in una notte d'inverno nel bel mezzo di una strada solitaria nei sobborghi di chicago con un freno rotto e poi ne parliamo). e c'è chi fa il bricolage con i brick per recintare il suo giardino e impedire al pettegolo vicino di ficcare il naso nei suoi affari. oppure per arginare un brook delizioso e gorgogliante ma minaccioso nel periodo delle grandi piogge. ora la domanda che mi sorge è questa: cosa brontolava braque al breakfast* se briciole di bread'n'butter finivano nelle braces** e il bricco rovesciandosi gli bruciava le bretelle***? oh brother, give me a break!

* rottura veloce, n.d.r.
** lett. bretelle, rinforzi, anche per i denti
*** braces...

 in briarwood bride brooding
  breath briny breeze
   bethrothed brethren breeding
    bragging brown breeches
     bracing broken bridges
      brutally briefing brecht
   oh braggadocio, braggadocio oh!

scritto da maribelle | 00:25 | commenti
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