.: diario di bordo :.

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domenica, 30 gennaio 2005

ram rom e marionette.  non è del tutto strano o casuale che io sia stata zitta nel giorno della memoria: il modo più efficace di ricordarlo è tacere. partecipare al coro di voci che ogni anno, magari più volte all'anno, ricordano, narrano, celebrano o piangono è forse il modo migliore per dimenticare, per far fare alla collettività un callo alla ferita. o forse sarebbe stato meglio ricordare i tanti altri orrori che si sono perpetrati dopo quell'orrore e che si continuano a perpetrare (non dico dove, ognuno si scelga il proprio campo di sterminio, il proprio teatro di sangue e ferocia). sarà forse un caso che quelli che conosco che hanno vissuto quell'orrore non ne vogliono sentir parlare? il rischio, oltre a quello del callo, è di distrarci appunto dall'orrore che sempre giace in agguato nella nostra terra, nei nostri vicini, dentro di noi. ogni volta che noi alimentiamo nel nostro animo il furore della vendetta (per una cazzata o per un torto grande) noi facciamo rivivere il seme di quell'orrore. silenzio.

l'ultimo numero di golemindispensabile.it è stato dedicato, com'era forse prevedibile, al "giorno della memoria". come sempre l'argomento viene sviscerato in molte sfaccettature e secondo diverse angolazioni. riflessioni interessanti e che meritano di essere prese in considerazione. in particolare, uno degli articoli ("adolf h.: ein puppenspiel") inizia in maniera forse insolita e impensabile, dato l'argomento, ma che, guarda caso, coincide con una mia scoperta di questi giorni: "la marionetta riceve la sua linfa vitale da qualcosa che è fuori da lei". che questo appaia scritto su una rivista di nome "golem" e nel giorno della "memoria", dedicato cioè alle vittime della shoa, assume molti più significati di quel che non si pensi, ma che sicuramente non sono sfuggiti né all'attento lettore della medesima rivista né all'autore dell'articolo! quanta verità in questa frase...

per bylicki si intendono racconti i cui personaggi sono spiriti dei boschi, delle acque [...] in altre parole esseri demoniaci che esercitano sull'uomo i loro poteri sovrannaturali, buoni o cattivi; i racconti che narrano dell'incontro con questi spiriti formano il contenuto delle byli. protagonista di tali racconti può essere l'uomo stesso, ma non un uomo vivo, normale: un morto, un fantasma, un vampiro, un licantropo e così via. [v. propp, "la fiaba russa"]

scritto da maribelle | 01:32 | commenti
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sabato, 22 gennaio 2005

accadde oggi.  ha 38 anni la decisione della corte suprema degli stati uniti che ha legalizzato l'aborto, nella storica sentenza del caso roe vs. wade, cinque anni prima della nostrana e tanto sudata 194. colgo l'occasione per ricordare che, mentre la decisione (quindi la legalità) dell'aborto resta tuttora valida in america (anche se zoppicante), in italia è sotto concreta minaccia in virtù di una legge che vorrebbe riportare l'italia indietro di trent'anni: quella sulla riproduzione assistita. nello specifico, nell'interesse di chi ha a cuore la salvaguardia dei diritti di scelta dell'individuo, e della donna in particolare, questa legge deve essere abrogata. cosa c'entra con l'aborto? c'entra c'entra (come diceva quella signorina al suo amante), perché si apre la porta per il conferimento all'embrione dello status di persona giuridica, con pieni diritti e protezione. di lì a ri-criminalizzare l'aborto il passo è pericolosamente breve. meditate, gente, meditate...

scritto da maribelle | 14:54 | commenti
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venerdì, 21 gennaio 2005

storie di gay.  leggo una notizia stuzzichina (sempre la stessa fonte, che a sua volta trae fonte dalla rivista vanity fair (talvolta unfair):

"Accusato di omosessualità dal quotidiano nazionale Evenimentul Zilei, il primo ministro rumeno Adrian Nastase, candidato alle prossime presidenziali, ha deciso di smentire in modo diplomatico: si è offerto di dormire con le mogli e le fidanzate dei giornalisti del quotidiano."

presumo, non avendo controllato la fonte, che la seconda parte della notizia sia una rielaborazione della redazione cacaotica, perché sembra troppo letteraria per essere vera. peccato, perché sarebbe stato l'ennesimo caso di "la vita imita l'arte" (che nella mia esperienza è un fenomeno molto frequente!). molto più probabilmente invece la storia è vera fino in fondo, poichè è molto credibile che il signor nastase abbia visto «l'apparenza inganna» (tit.orig. le placard), o letto una delle tante commedie (la prima che mi viene in mente è «the country wife» di wycherley, che poi non ha fatto altro che riprendere un tema classico). se più uomini leggessero i classici, forse ci sarebbero molti più omosessuali dichiarati <ghghghgh>

scritto da maribelle | 22:49 | commenti
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giovedì, 20 gennaio 2005

fratelli.  un giorno lao dhang chiese al suo maestro: "tu hai detto che gli uomini sono tutti fratelli, eppure io vedo che molti non si comportano affatto come fratelli. come mi spieghi questa cosa?" il maestro rispose: "prendi quel vaso e gettalo per terra." lao dhang fece come il maestro gli aveva detto e il vaso andò in mille pezzi: alcuni più grossi, altri più piccoli, alcuni si infilarono sotto al tavolo, altri rotolarono più vicino ai suoi piedi. lao dhang osservò tutto questo e comprese.

commento: dio è come un vaso di coccio che un giorno, milioni di anni or sono, si è infranto e i frammenti che ne sono scaturiti siamo noi, o meglio i nostri spiriti. chiamiamolo "big bang" per semplicità. anche se non ce ne rendiamo conto, noi tendiamo a ricongiungerci in quell'unità primordiale, ma ognuno di noi è portatore di quel frammento divino e in questo siamo fratelli. allora, perché trattarci male? perché ucciderci fra noi? perché invidia, gelosia, possessione, ecc.? (la domanda non è inquisitiva ma retorica)

scritto da maribelle | 23:33 | commenti (3)
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martedì, 18 gennaio 2005

notizie.  ogni giorno mi arriva la bella dose di buone notizie (i.e., cac@onews, dalla fucina di alcatraz.it). talvolta non sono molto buone, molte volte sono buffe, altre volte ancora danno da pensare. tra quelle di oggi due mi hanno fatto proprio sorridere:

1) pare stia per arrivare un nuovo "reality show" dove 12 concorrenti fanno "a gara" per fecondare con successo un ovulo. quali personalità maschili potrebbero partecipare secondo voi? azzardo qualche nome (a caso): buttiglione, pappalardo...

2) "Jian Feng, 38 anni, di Pechino si è infuriato con la sua bella moglie quando lei ha partorito un figlio che lui giudica molto brutto. Per respingere l'accusa di adulterio la donna ha dovuto confessare di essersi sottoposta a un intervento di chirurgia plastica prima di conoscere il marito. Feng ha chiesto e ottenuto il divorzio e un risarcimento danni. Dovranno inoltre cambiare il nome del piccolo Soshito Nakagata."

va bene, non vi state rotolando per terra dal ridere, ma in questi giorni la va così. del resto, penso che a voi proprio non possa fregar di meno che l'altra notte ho sognato una antica città sumera dal nome vikingo (o era una città vikinga dal nome sumero?). né che tazio sia tornato per dar da mangiare al gatto. allora... buonanotte.

scritto da maribelle | 21:28 | commenti (2)
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sabato, 15 gennaio 2005

italia nostra.  annunciato e confermato lo sciopero dei ferrovieri di 24 ore. ieri i pendolari della "grande milano" hanno bloccato il traffico ferroviario per alcune ore. moliére in terza serata, letto da paolo rossi, viene cancellato, visto che la prima parte era stato visto da oltre un milione di telespettatori (che pagano il canone). il programma di dario fo e giorgio albertazzi viene anticipato di un'ora senza preavviso ai telespettatori (che pagano il canone, ci tengo a ricordarlo), proprio perché si sono accorti che a mezzanotte lo share era troppo alto. la corte costituzionale ammette quattro quesiti referendari su cinque: la decisione è "scandalosa", dicono certuni, quelli che pensano che i giudici siano delle sottospecie di giullari al servizio di chi paga (il canone).

io la butto là: e se noi non pagassimo più il canone? e se, poniamo il caso, i pendolari tutti non pagassero più il biglietto o l'equivalente? (modalità da concordare, ma comunque tutti compatti e uniti) cosa fanno, ci mandano tutti quanti in galera? si mettono a fare la multa a tutti quanti in massa? io dico che sarebbe ora di smetterla di essere presi per il sedere. sarebbe ora di smetterla di fargliela passare liscia. sarebbe ora di smetterla di mugugnare. qui bisogna passare ai fatti. o intendiamoci, non dico che bisogna andare tutti quanti a palazzo chigi a tirare i cavalletti, eh! dico che bisogna prendere qualche iniziativa che comunichi in maniera certa e inequivocabile che noi non ci stiamo più. che davvero è ora che basta. la misura è colma.

scritto da maribelle | 01:16 | commenti
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mercoledì, 12 gennaio 2005

picchiatemi.  si stava bibliotecando in catalogo per tornare schede libresche in online secondo sbn (capisciato?) quando ci capitombola addosso romanzetto due lire anche meno (la guerra dei roses) che rivista femminile regalava (ed. silvio berlusconi!) inventandosi improbabile collana ad interim detta: i sette peccati. detto libro sotto dicitura "l'ira". mio irresistibile commento sulla datatezza di pubblicazio: una volta era l'ira, ma oggi sarebbe euro. inspiegabile ira di colleghe e relativa gara di lancio libri sulla sottoscritta. perché?

dacci oggi la nostra musica quotidiana:
schubert, trio in mi bemolle maggiore op. 100 (d. 929) per violino, violoncello, pianoforte

scritto da maribelle | 21:18 | commenti
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martedì, 11 gennaio 2005

caccia e pesca.  due sport pericolosi e mortali, almeno a giudicare dalle notizie apprese ieri al al tg regione. il primo caso, come non se ne sentiva da anni annorum, il classico errore: un cacciatore sbaglia e colpisce un altro cacciatore che arriva all'ospedale e poi muore (hanno detto che la "vittima" si era appostata dietro un cespuglio e l'altro, vedendo i rami muoversi si è spaventato--pensava fosse un cinghiale--e ha sparato). subito dopo, però, viene data la notizia di un'altro evento funesto. stavolta si tratta di pesca: un pescatore, infatti, mentre stava pescando ha avuto un infarto ed è morto. a parte il fatto che assemblarle così fa pensare (per pararsi il didietro contro eventuali polemiche da parte dell'arci-caccia? e perché, l'arci-pesca non fa paura? bah), ma per simmetria uno si sarebbe aspettato, chessò, che un altro pescatore avesse sbagliato a lanciare la lenza e l'amo si sia conficcato in un poveraccio che pennichellava l'attesa del pesciolino. oppure di un pesce che per vendetta (tremenda vendetta) si sia avventato sul malcapitato e lo abbia azzannato (causandogli poi un ben prevedibile infarto). oppure ancora che per l'emozione di vedere abboccare finalmente un pesce (il primo dell'anno, minchia, roba da non credere), il suo cuore non abbia retto ecc. ma son notizie queste da dare alla tivvu'? no comment.

scritto da maribelle | 21:07 | commenti
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lunedì, 10 gennaio 2005

la fine e l'inizio.  finito un libro se ne comincia un altro. è un senso di vuoto quello che prende alla fine di un libro coinvolgente. certo, ti ha riempito, ti ha accompagnato, ha istigato pensieri e riflessioni, ti ha donato magari belle emozioni, ma... e ora? è il vuoto dell'abbandono, quello di chi è stato mollato e girovaga per le stanze di casa sua come se fossero aliene, vuote, inutili. un vuoto da riempire, ma chi può essere degno di riempire lo spazio riempito da un altro? quale altro amante può essere all'altezza di quello che, ahinoi, ci ha appena lasciato?

un altro inizio, un altro primo capitolo, un altro primo appuntamento. forse è per questo che amo gli scrittori di un tempo, quelli che per aver scritto tanto non ti abbandonano facilmente (provate a farvi tutto balzac... sarete poi voi a volerlo "tradire" con pennac!). dopo "orgoglio e pregiudizio" viene "emma" e poco importa quale vuoto incolmabile mi lascera' "persuasione", ci penserò quando ci sarò, però intanto so dove sto andando. non così invece con gli autori contemporanei: finito un libro, non resta che attendere che ne pubblichino un altro, se lo faranno. grazie al cielo gli autori non mancano e, come dimostra il peso giacente sul mio povero comodino, di titoli in lista d'attesa ne ho da vendere. troppi.

(sono contenta che scrivere in html funzioni ancora, però che palle...! :)))

scritto da maribelle | 21:49 | commenti
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prova 1-2-3...  questa è una prova di scrittura con il nuovo interfaccia di splinder... mannaggia, potevano avvisare che cambiavano tutto. che cosa mi rappresenta che me lo presentino come la schermata di word? mah

scritto da maribelle | 21:43 | commenti (2)
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domenica, 09 gennaio 2005

log flog fog.  annebbiata dall'emicrania ho dormito a intermittenza tra le frustate del vomito. periodico sciopero gastro-intestinale per spurgare l'organismo dalle scorie. quasi ogni. il corpo esige un momento di regime austero: zero caffeina, zero nicotina, zero latticini, zero frutta, zero tossine, tanta nanna. d'incanto via anche i pensieri negativi, i fastidi, le ostilità. marina alla ricerca di un suo equilibrio.

banchi di scuola.  emblematico il sogno: io e il mio compagno dovevamo sbrigarci a prendere posto tra i banchi se volevamo sederci. neppure questione di trovare un «buon posto», ma semplicemente di trovarne uno. infatti, appena entrati ce n'erano solo due tra le prime file, stretti e chiusi dagli altri. niente tempo per indecisioni: se non ti vanno bene e tentenni, rischi di restare in piedi. così la vita, questa vita: se non ti sbrighi, sei fregato. il tempo non perdona, qui nell'ovest. eppure è stato un re dell'ovest, e un mitico re per giunta, che ha inventato la tavola rotonda per non creare gerarchie tra i suoi vassalli. ti dicono: così è la vita; non te n'eri accorta, bimba? svegliati!

sono bimba e non voglio svegliarmi. sì, credo che questa sia la vita come ci costringono a intenderla oggi qui. a questa concezione, io bimba, ho sempre opposto la mia resistenza passiva, l'unica che mi riesca bene. il nemico lo puoi combattere a viso aperto, usando le sue stesse armi, ed è il modo perdente, perché anche se vinci tu, alla fine hai dovuto modificarti e adeguarti adottando i suoi metodi. oppure lo combatti con le tue armi, con la non-azione, con la resistenza passiva. dal di fuori sembra che il perdente sei tu, perché l'altro può batterti, può danzare sul tuo cadavere, ma sarà una vittoria di pirro: tu non hai modificato in nulla il tuo modo di vivere, non ti sei mosso di un millimetro e lui si ritrova in mano niente, proprio niente. può anche sembrare che non fare niente sia facile, ma non lo è. d'istinto vorresti urlare, prendere un sasso e lanciarlo, pensando “se ti prendo, ti gonfio di botte”. appunto, d'istinto; la mente, la volontà non sono entrate in gioco. ti sei lasciato andare agli istinti. così sono bravi tutti. prova invece a non reagire, a guardare il tuo nemico scalpitare e sbraitare restituendogli solo il tuo gelido sorriso alieno.

scritto da maribelle | 00:05 | commenti (1)
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mercoledì, 05 gennaio 2005

anno annoying noisy.  anno nuovo palle vecchie. fastidio, stortizia, dovizia di decibel reali e morali. auguro a tutti serenità ed è quella cosa che a me manca di più. sorrido per migliorare il mio umore e quello altrui e ricevo sputi in faccia. l'anno nuovo iniziato all'insegna del fastidio e del rumore sembra ben intenzionato a muovere i suoi primi passi in quella bastarda direzione. così la testa se ne va in vacanza (progetti inziati e mollati lì per momenti migliori), lo spirito si tumula (non sento neppure la mia stessa voce o mi suona aliena) e gli occhi vorrebbero chiudersi in un sonno lungo tre mesi fino al risorgere di nuova vita. rifuggo nella lettura ma pure questa mi deprime, mi avvinghia in un senso vago e diffuso di malessere e disagio. neppure le fiabe riescono a colmare il senso di vuoto e di grigiore. scrivo per non perdere l'abitudine. scrivo per tenere vivo questo blog. scrivo per obbligarmi a mettere insieme le parole anche se sono consapevole della loro piattezza. o piattitudine? o piattità? o...? basta, ora di andare alla posta!

scritto da maribelle | 17:25 | commenti
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