.: diario di bordo :.

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venerdì, 29 aprile 2005

rome' giuliett.  uscendo dal cinema l'amica ha espresso la sua delusione: "da loach mi aspettavo di più". messa alle strette, però, non ha saputo precisare cosa. senza rendersene conto ha fatto eco alla protagonista quando parla del suo compagno ideale: "sì, un amico, ma dev'essere qualcosa di più, ci dev'essere quella luce negli occhi...". anche a questo film manca quella luce, quella forza che ci ha fatto amare altre pellicole del regista, e altri film sul tema dell'integrazione in gran bretagna e del contrasto tra due mondi molto diversi (v. "east is east"). roisin, irlandese, e casim, pachistano si innamorano, ma ad ostacolare questo amore insorgono il mondo cattolico di lei e il mondo islamico di lui, la scuola dove lei lavora e la famiglia in cui lui vive.

a prescindere, il problema posto dal film merita qualche riflessione. coloro che emigrano da una cultura diversa si trovano a dover venire a patti con la cultura che li accoglie. per reazione fede e costume tendono ad irrigidirsi rischiando di rendere infelici i figli che, nati e cresciuti in questa diversa cultura, vengono sottoposti alla duplice pressione. sin dall'inizio, il tono e il tema sono tutti nella dichiarazione di tahara: sono donna, sono musulmana e tifo glasgow (riassunto mio). tahara (la seconda da destra nella foto) è senza dubbio il personaggio che più di tutti attira la mia simpatia e stima. un caratterino niente male, è tuttavia lei l'agente del destino: è grazie a lei che roisin e casim si incontrano, è grazie a lei se casim trova l'occasione e la forza di rompere con la famiglia, ed è ancora grazie a lei se i due alla fine si riuniscono. è sempre lei la prima a imporre le sue scelte alla famiglia perché capace di vivere l'ambivalenza tra le due culture con serena determinazione e nella piena accettazione del duplice status (tifa glasgow, ricordo).

(per chi fosse interessato a leggere il resto, può andare sul mio sito)

scritto da maribelle | 22:04 | commenti
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mica mahler.  ho avuto l'onore di parlare subito dopo l'eminentissimo prof. lucio villari (cacchio, ho studiato sui suoi libri). e che ti fa l'adorabile professore? con una sapiente manata ti cassa tutte le sinfonie di mahler come autorevoli menate! d'accordo, ognuno ha i suoi legittimi e personalissimi gusti e non si può piacere a tutti, ma... ih ih ih avrei proprio voluto vedere la facciona di tazio! del resto, pare che la maggior parte degli ascoltatori abbia cassato i "carmina burana"... l'impertinente guido mi fa: ma che effetto le fa ad essere l'unica ad amare quest'opera? mi sento come mi sono sempre sentita in vita mia, controcorrente!!! anzi, a dire il vero mi fa pure un po' piacere; è quando riscontro che i miei gusti o pensieri collimano con la maggioranza che inizio a preoccuparmi! :))

cmq è stato molto divertente. voglio tornare a lavorare in radio! qualcuno ha un lavoro da offrirmi? <ghghgh>

scritto da maribelle | 01:27 | commenti
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mercoledì, 27 aprile 2005

privacy mai ass.  ovvero come ti derogo alla legge con la benedizione della medesima. per anni ci hanno rotto i santissimi con moduli su moduli da firmare e controfirmare per autorizzare l'uso di dati sensibili. cosa sono i dati sensibili? uno s'immagina dei dati che piangono o ridono facilmente, che si emozionano; chesso', una data di nascita che timorosamente non vuol mai farsi vedere (soprattutto se già di una certa età). oppure, un indirizzo molto pudico che non vuol mostrare il suo numero civico al primo che passa di lì. per diradare ogni nebbia al riguardo, la legge ha pensato di definire i dati sensibili, ovvero quelli che appartengono alla persona. questo significa che il mio indirizzo e la mia data di nascita, e neppure il mio nome mi appartengono: sono dati, sì, nel senso che sono stati dati e potrebbero non essere restituiti.

è successo infatti che alla sottoscritta, per la prima volta in vita sua, sia arrivato un volantino elettorale (dopo le elezioni, peraltro) al suo indirizzo (vabbe', non è mio...). come è mai possibile, visto che non sono iscritta da nessuna parte se non all'anagrafe? ecco, è proprio dall'anagrafe che il candidato in questione ha attinto i dati poco sensibili (indirizzi sfacciati, date di nascita esibizioniste, ecc.) per una campagna elettorale mirata e personalizzata. mi dicono che in campagna elettorale si "deroga" alla legge, ma in ogni caso il comune si rende responsabile che i dati trasmessi non vengano usati per altri scopi che quelli di propaganda elettorale. cosa vuol dire? che dopo le elezioni il comune si va a riprendere i dati insensibili (che in tal caso diventano resi sensibili)? che terrà gli occhi ben spalancati affinchè gli stessi dati non resi non vengano usati per altri scopi?

sarò strana io, non discuto, ma mi sentivo più tutelata quando non c'era una legge a tutelarmi. è un po' come quello che è successo con il consenso informato. bella cosa, non c'è dubbio, ma andate all'ospedale e poi mi dite.

scritto da maribelle | 21:02 | commenti (2)
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lunedì, 25 aprile 2005

restyling.  niente riflessioni profonde per oggi, né sarcastiche, né filosofiche o trascendentali o metafisiche o estetiche. niente. solo una comunicazione di servizio: il sito è stato aggiornato, ridisegnato, riveduto e corretto (grosso modo). può darsi benissimo che qualcosa mi sia sfuggito e debba fare qualche piccolo ritocco; se qualcuno ha problemi a visualizzarlo bene, mi faccia sapere e vedrò cosa posso fare (ma sto anche lavorando ad una versione compatibile con internet explorer... anche se raccomando sempre di scaricarsi firefox :). se qualcuno ha problemi con i contenuti, me lo faccia sapere, anche se temo di non poterci fare molto. se qualcuno ha suggerimenti o critiche costruttive da fare, benissimo, non aspetto altro. se qualcuno vuole solo perdere tempo, ha sbagliato indirizzo. se poi c'è qualcuno che si è talmente affezionato al mio sito da averlo bookmarkato (sic), si ritenga avvertito che la url è stata modificata: www.littere.com/narrative/xhome.htm.
ciao a tutti e ricordatevi, qualcuno è morto perché noi si potesse dire liberamente ciò che pensiamo...

scritto da maribelle | 21:01 | commenti
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giovedì, 21 aprile 2005

bissiamo...  dai lieti calici. il direttore d'orchestra ha frainteso l'acclamazione della folla: credeva che fossero entusiasti e si è predisposto per un bis, ma gli orchestrali sulle cui teste sono arrivati degli ortaggi, hanno interpretato diversamente l'esultanza del pubblico e chiedono a gran voce di por fine al concerto. di concerto con gli orchestrali, a malincuore, il direttore ha finalmente deciso di sospendere l'esecuzione del brano (fatto a brani dagli orchestrali) e decidere cosa eseguire invece. i pianisti hanno cercato di far capire al loro direttore che bisogna chiedere al pubblico cosa vuole ascoltare, ma i suonatori di tamburi hanno posto il loro veto. i fiati sono rimasti senza fiato e non hanno detto nulla, mentre gli archi hanno deciso di scagliare le loro frecce un po' alla carlona: alcune sono finite sulle teste del pubblico (che non ha gradito), altre sulla testa del direttore (che non ha gradito), altre ancora sugli operatori dietro le quinte, che hanno indetto uno sciopero ad aquila selvaggia. in tutto questo trambusto si è vista una colonnina di fumo bianco levarsi nella sala. il direttore, un po' distratto, ha urlato: "chiamate i pompieri!", ma la cantante che gli era vicino l'ha interrotto tirandolo per la manica: habemus papam!

scritto da maribelle | 14:06 | commenti
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lunedì, 11 aprile 2005

via col vento bis.  ridatemi i miei soldi! eolo sta facendo un casino della caronna, bisogna fermarlo. ben lungi dal far venire il sole, ha spazzato via mezzo mercato, qualche cornicione (solo alle case nuove, si noti) e buona parte della popolazione (rintanati in casa al calduccio?), senza contare rami, foglie, terriccio, arance... ho fatto un sondaggio tra le mie piante e guardate un po' che cosa mi hanno detto:

la pechinese:  chiome flessuose e smaglianti, e senza ceralacca!
l'asparago:  che bel giochino, facciamo ancora?
il geranio vecchio:  vento? ih quante storie per un po' di brezza!
il geranio giovane:  volare, oo-oh, cantare, oo-ooh!!!
l'alberello cicciotto:  e a me che me ne 'mporta, e a me che me ne 'mporta...
il benjamin:  finalmente un po' di novità, da 'ste parti è una tale noia...
le roselline grasse:  dove vanno tutti quanti???
la salvia:  eh già, con la scusa del vento si sono affollate tutte attorno a me, ma qui si soffocaaaaa!
la giovane pianticella grassa (con fiorellino giallo):  credevo fosse arrivata la primavera... scusate, come non detto! (sob)

scritto da maribelle | 16:21 | commenti
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via col vento.  da diverse ore sta fischiando un ventaccio ma un ventaccio che non si capisce come mai la stradale non l'abbia ancora bloccato per clamorosa violazione dei limiti di velocità. più che un vento sembra un tornado (sulla scena del delitto). fiori e foglie che turbinano per tutto il terrazzo mentre gli alberi stanno dando una grande prova di radicalità. infissi, vetri e persiane cigolano e battono i denti che sembra un racconto di lefanu, mentre la tromba delle scale si è messa a suonare un ottimo jazz. solo le mie piante sono ferme come statue, che dio le benedica (no, non sono tutte piante grasse, ce ne sono di molto esili che sembrano veline). se domani non c'è sole, però, rivoglio i soldi del biglietto!

scritto da maribelle | 00:15 | commenti (3)
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mercoledì, 06 aprile 2005

faccia da cubo.  sul sito di forza italia appare un curioso comunicato in cui si spiegano le ragioni per cui il governo risulta vittorioso dal confronto elettorale testè concluso. vabbe', non dice vittorioso, ma in ogni caso illeso dal suddetto risultato. salta all'occhio, vieppiù, la frase conclusiva (cito testualmente):

« La commozione per la morte del Papa ha sicuramente fatto passare in secondo piano le elezioni e potrebbe aver allontanato dalle urne gli indecisi e coloro che di solito vanno ad ingrossare il numero degli astensionisti, che tra l'altro leggendo i giornali o guardando la tv non sono stati debitamente informati sulle elezioni. »

oltre ad avere la faccia come il cubo, il firmatario (un certo aristofane, con buona pace del commediografo greco) mostra di avere il senso del gusto sotto i tacchi. che ci sia un errore di ortografia nella firma? non sarà che voleva dire "lestofante"?

scritto da maribelle | 20:39 | commenti (2)
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martedì, 05 aprile 2005

papale papale.  fissando il centro di una camelia ho notato che, oscurato da un numero indefinito di petali variopinti (bianco e rosso), c'è un vuoto. fissando il centro di quella camelia mi è venuto in mente tazio, anche lui è cosè. ho anche notato che quel cuore vuoto proprio quando credi di averlo trovato, in realtà non è vuoto ma nasconde (è nascosto) da altri petali, più piccoli, più cicciottelli. il vuoto sta oltre, sotto, ma ora sono sicura che c'è. la verità, come il centro di quella camelia, come il cuore di tazio, sfugge a chi crede di averla trovata. la verità è sempre oltre, sotto, un po' più in là. l'errore è cercare di definirla, di imprigionarla nelle parole, nei petali. se non avete capito quello che ho detto, è inutile che ve lo spieghi; se credete di aver capito, allora non avete capito niente.

va bene, signora sofistica, ma questo che cosa c'entra con il papa? ritorniamo al centro della camelia. il vuoto (che non è vuoto se non per la mente che pensa se stessa) è il silenzio che assorda dietro il mare di parole che sono state spese, pro e contro. si è tanto parlato per non sentire questo silenzio; si è tanto detto per coprire il vuoto che più giustamente e spiritualmente dovrebbe segnare un fatto che riguarda tutti, credenti e non, cattolici e non, razionalisti e non. non sta a noi giudicare l'operato di questo papa: nessuno è del tutto malvagio, nessuno è del tutto buono; il male non dura, il bene sì. come diceva manzoni: ai posteri l'ardua sentenza. ora di fare silenzio.

postillina...  come al solito splinder mi manda tutto in vacca... si vede che sul silenzio mi ha preso in parola! :))

scritto da maribelle | 18:30 | commenti (2)
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venerdì, 01 aprile 2005

realtà spigolosa.  raramente la realtà è come ce la presentano, a meno che a presentarla non siano dei registi acuti e di talento. da sempre l'uomo si sbatacchia in un eterno conflitto tra essere e apparire e nell'intercapedine che taglia questa eterna dicotomia sono fiorite filosofie, religioni, sistemi morali e tendenze artistiche. per colmare questo spazio ci vuole sempre tanta ma tanta immaginazione, senza la quale l'uomo sarebbe ormai estinto da chissà quanto.

da anni si parla tanto di virtualità, dell'incertezza (e indeterminatezza) che soggiace al suo fascino e degli aspetti psicologici detrimenti di questo enorme ricettacolo di emozioni e nozioni che fiorisce nella rete telematica. in realtà (!), questa non è che la rappresentazione esasperata della nostra banalissima (mai!) vita quotidiana, dove ogni aspetto che solitamente trascuriamo viene esaltato attraverso una potentissima lente di ingrandimento. si tende a pensare questo fenomeno come "nuovo" e ancora tutto da studiare. penso invece che non ci sia proprio niente di nuovo da studiare, ma semmai tutto da riesaminare e rivalutare alla luce di questa lente. se il diavolo sta nel dettaglio, dio sta nell'errore, quell'errore che spesso chiamiamo "caso": uno sbaglia di porta e... la sua vita cambia radicalmente. uno a volte ha paura ad aprire quella porta perché ha paura di vedere cosa c'è dietro; o meglio, ha paura di verificare che quello che pensava non c'è, o peggio, di trovare esattamente quello che cercava, sottraendogli d'un tratto da sotto i piedi tutti gli alibi costruiti nell'arco di tutta una vita.

con un minimo minimo di compassione (cum + pathos, ovvero bodhicitta) e di intelligenza, ovvero sensibilità, tutti noi potremmo svolgere il compito di uno psicoterapeuta: lo dimostra il timido e grigio fiscalista (ammesso che lucchini possa mai essere grigio!) con occhio e orecchio per intendere, lo dimostra la sensuale moglie delusa in un gioco di confidenze che culminano in un piccolo incendio nel cestino. i perdenti, in cambio, sono quelli che non sanno vedere nella propria vita l'anomalo, che non aprono il proprio essere al cambiamento, accontentandosi di subire l'eccezionale in una ridicola soap opera, chi non sa accettare il diverso prima di tutto dentro se stesso. sanarsi non significa prendere la via di tahiti buttando a mare affetti e carriera; non significa uccidere il proprio marito o buttarsi in una turpe e losca storia di sesso. sanarsi significa entrare in pace con le proprie aspirazioni riconciliando i bisogni materiale e spirituale sotto il sole caldo del meridione.

in breve (ma davvero?!), leconte ci mostra, con la sua consueta semplicità (che è quella di mozart), che il meraviglioso nella nostra vita non sta nell'evento eclatante o negli effetti speciali di una vita avventurosa, ma nei dettagli divini del quotidiano che, se debitamente ac-colti, possono rivoluzionare la nostra vita.

scritto da maribelle | 18:49 | commenti
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