.: diario di bordo :.

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martedì, 31 maggio 2005

ferro...via!  sì viaggiare... partire forse viaggiare sicuramente soffrire, ma... arrivare? ah l'incertezza del domani! a che scopo voler sapere dove si va, se si va, se e quando si arriva? trenitalia sta diventando sempre più filosofica: i treni non partono mai in orario per insegnare ai viaggiatori a prendere la vita senza fretta; qualche volta non partono per nulla, per insegnarci che nella vita non ci sono certezze; qualche volta si fermano per strada e non si muovono per ore, per consentirci di interrompere la routine e, nell'incertezza del tempo di ripresa del viaggio, scendere a fare uno spuntino nei raffinati buffet dove una obesa signora dal passato inquietante ci serve, con modi affettatamente ostili, un caffé troppo lungo e una brioche ormai maggiorenne per la modica cifra di euro 8,30, e una visitina alle locali toilette (quelle delle stazioni italiane meritano sempre una visita, se non altro per il decoro; di particolare interesse artistico è la carta igienica fornita dalla ditta per l'irrisorio esborso di 2,45 euro; chiaro che i più micragnosi si perderanno questo sollazzo portandosi la carta igienica da casa).

quando partono in orario (il che è molto raro) e arrivano (il che può succedere, per errore), è sicuro che i finestrini non si possono abbassare, per consentire il massimo funzionamento all'aria condizionata che scatta quando le temperature esterne sono scese sotto i dieci gradi (per contro non appena le temperature si alzano sopra i diciotto, il riscaldamento salir` fino a 30 gradi o giù di lì). quando poi inizia la bella stagione, per facilitare il turismo, trenitalia ci delizia con ritardi cosmici (ieri un treno da roma a milano ha subito un ritardo di... 90 minuti... no, 105 minuti, a causa del ritrovamento di un residuato bellico nelle rotaie presso la stazione di formia). i turisti ovviamente hanno accolto con vivo interesse la notizia di questo ritrovamento e immantinente sono accorsi a frotte alla biglietteria per cambiare il loro biglietto per lidi meno ameni (taormina, capri, pompei) onde poter godere della vista di questo nuovo reperto archeologico.

trenitalia ci tiene in particolare a tenere i viaggiatori in buona forma fisica facendoli trotterellare (con rispettivo bagaglio) da un binario all'altro: il treno per milano e' in partenza sul binario due... no, tre... no, scusateci, due... no, abbiamo cambiato idea, è sul nove, confermo sul nove... pardon, sul sei. i viaggiatori si divertono un sacco a trascinarsi dietro valige borse e zaini su e giù per le scale e lungo i sottopassaggi. grati e paghi (ovviamente), sollecitano ulteriori disguidi di questo tipo onde potersi mantenere in allenamento per le prossime olimpiadi (salto dello scalino con bagaglio): la squadra azzurra è di gran lunga la favorita (francesi e tedeschi invece sono favoriti nella specialità "corri che stai perdendo il treno").

un altro fattore che viene spesso sottovalutato in questi disguidi (voluti) è quello della socializzazione e della coesione sociale: il viaggiatore smarrito e confuso sarà infatti sempre più spesso tentato di chiedere informazioni non al personale di servizio (che latita) ma ad altri viaggiatori ugualmente confusi e smarriti: "scusi, che lei sappia, è questo il treno per ravenna?" dalla risposta ("spero!!!") ne nasce una brillante conversazione filosofica, interrotta poi dal brusco trasloco dal binario 13 al binario 2 (e ritorno) con conseguente affratellamento, fenomeno assai comune nei giochi di ruolo, nelle caserme e nelle gite scolastiche.

che dire poi dei divertenti giochi enigmistici con cui si dilettano i viaggiatori radunati in assembramento illegale davanti al tabellone delle partenze? la soppressione o sostituzione volontaria di lettere o numeri o entrambi genera sempre un lavorio mentale che tiene tutti in ottimo allenamento intellettuale, il cui effetto collaterale è quello di interrompere la concentrazione (se troppo prolungata può generare intorpidimento e sonnolenza) dovuta alla contemplazione adorante del summenzionato tabellone. è vero che i più furbi si affaccendano con altre attività meno intellettuali, come accendersi una sigaretta, smangiucchiare due patatine, rispondere al cellulare (per poi accorgersi che era un altro quello che suonava). di nuovo i viaggiatori sono incoraggiati a intrecciare relazioni sociali con i loro compagni di sventura: "mi perdoni, ma quell'8 secondo lei è una t o una v?" "non me lo chieda, sono ore che ci studio, ma vede, nella riga sotto se l'8 fosse una t non avrebbe senso." "quindi lei pensa che sia una v? eppure, se controlla nella colonna a fianco, la v proprio non ci sta..." "ha ragione... sarà una elle?" mentre i due si sollazzavano così piacevolmente con questi giochi, l'altoparlante ha annunciato la partenza del treno per bologna e presto i nostri eroi si vedranno di nuovo insieme alla ricerca di una soluzione alternativa per raggiungere modena. ah viaggiare...!

scritto da maribelle | 12:27 | commenti
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mercoledì, 25 maggio 2005

mutatis mutandis.  cos'hanno in comune saddam hussein, harold washington e un condizionatore d'aria? oddio, a me non era ancora capitato di pensare alle mutande come oggetti dall'elevato valore politico. al più potevo pensarle (quando le ho pensate) come oggetto di seduzione, desiderata feticista, spiacevole compito domestico, ecc. invece, in questi giorni abbiamo avuto un assaggio: mentre le foto (che non ho visto) dell'ex dittatore irakeno sfilavano sui migliori (?) giornali del mondo, sui nostri piccoli schermi sfilavano le immagini di una (diciamolo, graziosa) pubblicità di condizionatori (forse non voluto riferimento al film di manfredi "vedo nudo"). la differenza, non c'è bisogno di ricordarlo, sta tutta nel contesto e nella persona che le indossa: in un caso è puro immaginario, fantasia, mentre nell'altro è un prigioniero di guerra, esposto al pubblico ludibrio come una volta venivano esposti alla gogna i delinquentelli.

a questo punto mi chiederete: ma cosa c'entra harold washington? e chi è? il primo sindaco nero di chicago, la prima e ultima chance per una coesistenza pacifica delle tante minoranze etniche nella città del vento, nonchè una persona dotata di una incredibile simpatia. la sua carriera (e il benessere di chicago) è stata stroncata da un infarto a pochi mesi dalla sua rielezione. successivamente, un suo ritratto esposto in una mostra di lavori degli studenti dell'istituto d'arte di chicago ha scatenato un vero putiferio nella comunità afro-americana. lo studente, con piglio decisamente surrealista, aveva pensato di ritrarre il sindaco in reggiseno e mutandine...

washington è quindi l'anello di congiunzione tra la pubblicità e s. hussein, poichè in entrambi i casi si tratta di un malinteso semantico dove l'offesa sta solo negli occhi di chi guarda (e, di conseguenza, nelle intenzioni di chi offre allo sguardo). solo che in un caso l'intenzione era puramente estetica (e il defunto sindaco ne avrebbe riso), nell'altro maliziosa, per cui offendendosi non si fa altro che offrire il fianco a chi ci gioca. da bambina mi era stato insegnato che per superare il senso d'inferiorità davanti ad uno più grosso di me sarebbe stato sufficiente immaginarlo in mutande. come ci mostra anche la furbina pubblicità di cui sopra, l'uomo in mutande appare fragile, vulnerabile, meravigliosamente uguale all'altro, a noi. ora bisognerebbe spiegare ai musulmani di tutto il mondo che l'offesa c'è solo se la si vuole prendere come tale. bisognerebbe insegnare loro a vedere gli americani, bush in prima fila, in mutandine di pizzo nero, magari con una goccina di pipi' che cola nell'interno delle cosce.

la pipi' nel piatto.  tutto questo discorsino trova una sua picciola ragion d'essere nell'equivoco che c'è stato ieri con il mio blog. deduco, dai commenti giuntimi privatamente, che non è stato recepito nella giusta luce. me ne rammarico. il metro con cui si può misurare la libertà di parola di un popolo è quello della libera provocazione (nel mio caso, il mio dispettoso subconscio, poichè di sogno trattavasi). come quell'altro studente che scandalizzò i fondamentalisti americani con il suo crocefisso nella provetta d'urina, o come quello scrittore minacciato dal furore ayatollino per aver offeso la fede islamica. a quel proposito mi disse un giorno un islamico: dio sa difendersi da solo. e l'uomo? sa difendersi l'uomo dall'offesa? se s'incazza, direi proprio di no.

scritto da maribelle | 01:30 | commenti (3)
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lunedì, 23 maggio 2005

professioni a rischio.  il corrispondente ha notizie allarmanti da comunicare e subito gli danno la linea. to', anche lui barbato... la situazione sta precipitando, dice; si vede che ha paura, anche se insiste a fare il suo lavoro. incoraggiato a parlare, fa appena a tempo a dire la verità che subito sente che arrivano per farlo fuori. si nasconde nell'enorme secchio dell'immondizia, ma non riesce a nascondersi. si intravvede appena la mano dell'assalitore, si vede luccicare una lama, la lama di un rasoio. il giornalista si acquatta, si fa piccolo, sembra quasi che si inchini davanti al nemico. ecco, ora gli taglia la gola, non voglio vedere... zic zac, due tagli netti, neppure un grido, neppure tanto sangue e poi... e poi un paio di stivali attillati, tacchi alti e tozzi. l'assassina ripone l'arma, sale i gradini davanti al portone, entra in casa sua e io mi sveglio.

se è vero quello che dicono dei sogni, questo dovrebbe essere un buon auspicio per la aubenas e tutti i giornalisti che rischiano la pelle. altrimenti, è una bella parabola per significare che a questo mondo, oggigiorno, la verità ha una mortale nemica. quale? l'ideologia? la religione? no, la loro madre: l'ignoranza.

scritto da maribelle | 18:30 | commenti
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venerdì, 20 maggio 2005

colza a rete.  mi è arrivato oggi... ahem no, ieri (gofl, come vola il tempo quando ci si diverte...) una circolare via mail su un presunto articolo di beppe grillo sull'olio di colza. il pezzo è effettivamente simpatico e lo stile assomiglia a quello di beppe, ma non è suo. se non ci credete, andate a verificare voi stessi sul suo blog.

ne approfitto per aggiungere che sono pienamente d'accordo con lui: il prezzo della benzina (e del diesel) va raddoppiato. anzi, triplicato. e sulle pompe di benzina ci farei apporre, per legge, dei messaggi minatori nello stesso stile di quelli che allegramente decorano i pacchetti di sigarette: la benzina uccide, ammazzi il futuro dei tuoi figli, oppure i gas di scarico rendono brutti. buona giornata.

scritto da maribelle | 01:09 | commenti
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giovedì, 19 maggio 2005

cuore di mamma.  la notizia è giunta ieri un po' in sordina, senza grande scalpore (non l'avrei mai saputo, credo, se non mi fosse stato riferito da chi il tiggi' lo guarda), ma rischia di diventare un bel "caso", un po' di ciccia per far parlare la gente. come diceva sabina guzzanti, armi di distrazione di massa. ancora una volta una mamma, un bambino morto (per disgrazia, molto probabilmente) e aggressori invisibili. l'italia è già divisa tra colpevolisti (che bello, un'altra mamma da odiare) e innocentisti (mi rifiuto di credere che una mamma...). sembrano quei fuochi che avvampano in una torrida giornata d'estate dopo settimane di siccità: un fiammifero non spento e subito s'incendia la boscaglia. aspettiamoci altre notizie di mamme che buttano i figli dalla finestra, nel fiume, nel cassonetto e delizie varie. come sempre, quello che desta in me sospetto non è ciò di cui si parla, ma ciò di cui non si parla.

scritto da maribelle | 19:04 | commenti
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mercoledì, 18 maggio 2005

rispondere per le rime.  non gliele ha mandate a dire george galloway ai repubblicani del senato americano. la notizia è piuttosto eclatante, anche se non ha avuto grande eco nella stampa americana (ehehe) o italiana (e perché mai?). siccome il testo è in inglese, riassumo brevemente il contenuto: "cari signori, voi mi avete accusato prima ancora di avermi fatto una domanda, mi avete giudicato prima ancora di portare le vostre prove, mi avete insultato eppure i fatti parlano a mio favore: non ho mai venduto petrolio agli irakeni né mai ho posseduto un solo barile di petrolio. anzi, ho sempre detto, prima ancora che voi vi lanciaste in questa stupida e ignominiosa guerra, che l'iraq non possedeva armi di distruzione di massa, che non c'era alcun legame con al qaeda, e che la presa di baghdad sarebbe stato solo la fine dell'inizio e non l'inizio della fine." siamo alle solite, nevvero? gli americani prima fanno i loro mastrussi e poi infangano il buon nome degli altri, soprattutto di quelli che avversano la loro politica imperialista e guerrafondaia.

una valanga di proposte di matrimonio è colata sul povero galloway... :))

scritto da maribelle | 16:45 | commenti
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martedì, 17 maggio 2005

(tr)a(d)durre.  come mai le traduzioni che faccio dei miei scritti sono meno fedeli di quelle che faccio degli scritti altrui? c'è una specie di esilarante impunità quando violo la mia stessa lettera, un'impunità quasi masochista (ma non autolesionista): nel tradurre me stessa mi riscrivo, da cui la gioia della trasgressione. potremmo poi ipotizzare che ogni traduzione è una forma di trasgressione (etimologia, signori miei, etimologia!) e d'amore (non per vile denaro). fu questo il peccato di martin lutero? (amore di dio e trasgressione verso la sua chiesa) non fu forse questo stesso peccato quello che condannò prometeo alla rupe aquilina? portare la conoscenza, la luce a chi vive nel buio dell'ignoranza è un atto d'amore (e non per vil denaro) che va punito con il rosicchiamento eterno delle proprie viscere. infatti, quanto me rode che nun me pagheno! :))

non va poi sottovalutata la natura creativa della trasgressione. prova ne è, come dicevo prima, della prolifica rivolta che trova nel teatrino della rete (vulgus: internet) un enorme dis-piego di energie creative: sotto l'ala protettrice dell'anonimato, i più timidi si fanno avanti con le loro audaci proposte, con disegni mai visti, con una volontà di potenza che forse avrebbe un po' intimorito il caro fred (ma poi ci si sarebbe allegramente adeguato... zarathustra docet). l'entropia si distropizza, si ridesta dall'atrofia della vecchia società bi-dimensionale. come sulle gote rosee di un giovinetto alle soglie della pubertà sorgono i brufoli della contestazione. gli fanno un baffo a loro le pie e utopistiche lotte sessantottine!

scritto da maribelle | 00:26 | commenti
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lunedì, 16 maggio 2005

che fine hanno fatto?  il darfur, per esempio. fino a un paio di settimane fa se ne parlava, anche troppo (desta sospetto quando di qualcosa si parla troppo, vuol dire che non se ne fa di niente). ora si tace. vuol forse dire che si sta facendo qualcosa? certo, e stanotte la fata turchina viene a prendermi per farmi fare un giro del walhalla.

la somalia. se non sbaglio c'era (e c'è ancora...?) una guerra. se non sbaglio ilaria e milan sono stati uccisi laggiù, anche se non si sa ancora perché. qualche tempo fa ci bombardavano con i mille bambini che morivano ogni giorno. è passato di là l'uomo delle merendine?

i kurdi. esistono ancora? stanno bene? ora che non hanno più nulla da temere da saddam hussein (chi l'ha visto?) dovrebbero godersela come matti. o no? chi avesse notizie faccia sapere...

il ponte sullo stretto di messina. quattro anni fa esatti un signore lombardo dalla capigliatura latitante e la statura pari alla mia (non si direbbe perché io non porto i tacchi alti) aveva promesso la cattedrale nel deserto. si era perfino parlato di farlo pagare agli italiani all'estero (proposta accolta da un coro di gestacci ad ombrello). e' vero che ancora non s'e' vista la variante di valico...

chi invece continua a vedersi (che dio la benedica) è milena gabanelli con la sua valente squadra di giornalisti comme il faut. stasera ci ha ricordato che chi va in autostrada paga i debiti di benetton (non l'ha detto, ma noi sappiamo leggere fra le righe); che lo stato ha promesso un altro bel regalo alla fiat per diffondere mezzi che inquinano (per salvare i posti di lavoro? mah); che lo stato devolve soldi delle tasse alla chiesa cattolica se il contribuente non firma l'otto per mille. la settimana prossima ci ricorderà di san giuliano (non si doveva dimenticare, ma noi l'abbiamo dimenticato).

scritto da maribelle | 00:27 | commenti
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sabato, 14 maggio 2005

coscienza.  oggi una bella citazione:

"sei uno che sta a guardare? o qualcuno che da' una mano? oppure qualcuno che guarda dall'altra parte e se ne va? terza questione di coscienza."

indovinate di chi è? :))
no, non è mia; io l'ho solo tra-dotta (oh oh oh)

scritto da maribelle | 17:29 | commenti
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venerdì, 13 maggio 2005

postilla.  manco a farlo apposta, leggendo un'intervista a kusturica (bacio bacio), rilevo queste poche frasi, molto ad hoc...
« [...] Nella vita oggi è difficile capire quanto sia realtà e quanto finzione, quanta finzioni entri nella vita e diventi realtà. Vivendo così velocemente facciamo anche molti più errori di quanto faremmo. Però il cinema non è bugia, il cinema deve tornare a essere "bigger than life" com'era nella Hollywood dei '50 o '70. Oggi troppi film sono fatti secondo le regole del marketing e il cinema è un po' inferiore alla vita. »
( fonte: osservatorio balcani )

scritto da maribelle | 11:47 | commenti (3)
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allegria.  stamattina me ne sono resa conto e questo mi ha dato allegria. mi chiedo quanti se ne siano resi conto, quanti se ne renderanno conto e quanti non si accorgeranno mai che stiamo vivendo un momento storico raro e intenso. ecco, mi sento persino un po' privilegiata, perché io non ho fatto niente per meritarlo: ci sono solo capitata dentro. può anche darsi che sia la mia personalissima lettura della realtà; può darsi che siano i miei sensi ad essersi "viziati" (non esiste, infatti, la realtà fuori di noi... non fatemi ripetere). non mi pare sia mai stato fatto, ma sarebbe interessante e rivelatore indagare cosa intende la gente comune per "realtà". tutti viviamo in qualche modo una situazione ovattata, protetta e poco esposta. basta sporgere il becco un pochino fuori dal guscio e ci si accorge che le cose non stanno affatto come credevamo.

il disagio cresce, l'entropia generale aumenta, le informazioni implodono, la diversificazione si moltiplica, i valori si sgretolano per formarne presto di nuovi (non è vero, infatti, che non ci sono valori, ci sono ma non sono evidenti e sono per lo più ancora in fieri). la società sta subendo un rapido processo di de-costruzione: distruggere per ri-costruire (questo termine, tanto abusato e ampiamente cooptato nella realtà mediatica, troppo spesso viene ignorato nella sua costruttiva metà); in questo processo siamo tutti coinvolti, nel bene e nel male. questo comporta per tutti i coinvolti (noi) una grande responsabilità, poichè sta a noi volgere queste grandi energie entropiche nel verso giusto, ma dobbiamo anche rassegnarci a vedere tutto ciò in cui abbiamo finora creduto e ciò a cui siamo da sempre abituati a sgretolarsi sotto i nostri occhi. mal non gliene incolgano ai politici di mestiere e a quelli contraffatti: invano si attaccano a qualcosa che sta morendo nelle loro mani!

scritto da maribelle | 11:26 | commenti
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martedì, 10 maggio 2005

parità in cucina.  non ci siamo ancora, ma ci arriveremo presto, almeno a giudicare da una notizia che viene dalla spagna: una lavatrice che viene attivata tramite impronte digitali ed è programmata in modo che non possono mai essere le stesse impronte per due volte di seguito. altrimenti detto: una volta lei, una volta lui (fonte: cacaonews). pare che stiano studiando di applicare lo stesso design anche ai piatti, alle stoviglie e alla scopa. addio maschio crudele, a te il moccio!

la stessa fonte, a mo' di corredo della precedente, fornisce una ulteriore notizia: se le casalinghe dovessero essere pagate per il loro lavoro, il loro reddito sarebbe di 150mila euro l'anno. minchia. sorgono però alcune domande, a corredo: quante sono le casalinghe in italia? quante sono le ore/settimana dedicate al lavoro domestico dalle donne che hanno già un lavoro? il mio sospetto è che, salvo casi rari e pregevoli, il lavoro domestico ricada ancora prevalentemente sulle donne, e quello che loro non fanno (per mancanza di tempo, per mancanza di energie, per mancanza anche di interesse), lo fanno le domestiche a ore oppure nessuno. si ha un bel dire, però, che il lavoro domestico non viene ancora percepito come lavoro; resta un fatto che alla fine del mese non introita.

corre voce (pant pant) che il governo stia pensando ad una tassa sullo zucchero, con la stessa doppia motivazione (sanito-finanziaria) che per il tabacco: scoraggiare l'abuso di una sostanza deleteria per l'organismo (ergo, costosa per la società) e raschiare un altro po' di contanti per le piangenti casse statali. che dire? diventeremo tutti figurini! ah com'era prevedibile l'ordine dei dentisti e para-dentisti ha minacciato vertenze ad oltranza se la manovra dovesse concretizzarsi (al contrario degli statali, questi hanno il trapano dalla parte del manico :))

scritto da maribelle | 15:17 | commenti
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venerdì, 06 maggio 2005

di-rotta.  appena arrivato al governo, il signor storace (non più vestito d'orbace) rilancia la cura di bella. oh bella. ma non s'era detto che non serviva a una beneamata? dice che a qualcuno da' risultati buoni. allora, siccome so per certo che le favole aiutano a guarire (chiedete alla fata turchina), io le voglio nella fascia "a". certo, questo crea un qualche conflitto d'interessi, visto che quelli composti arriveranno tutti al signor b. che di favole ne sa più di perrault, dei grimm e di collodi messi assieme.

dice anche che l'amicizia con gli americani non si tocca: e vorrei vedere, chi sarebbe così scemo da uccidere la gallina dalle uova d'oro? non certo chi quelle uova se le cucca alla coque. ma se un amico ti porta a fare del male a te stesso, è davvero un amico? e se quell'amico ti fa fare quelle cose perché altrimenti ci pigli, è un amico o un padrone? per la situazione politica in italia, rimando a questo articolo di stefano benni.

blablabla.  il mondo è bello perché è vario e capire ognuno sarebbe un'impresa divina (ho tante doti, ma non quella della divinazione). qualche volta però non ci è difficile capire le motivazioni che spingono certi personaggi ad agire male nei nostri confronti. può essere l'invidia (gran brutta cosa), o la gelosia (idem), o un più generico malessere che porta all'insoddisfazione, all'inquietudine, alla ricerca della rissa (ricerca che non si arresta mai perché nessun bersaglio è quello che compensa i presunti torti subiti dalla vita). ci sono persone che pur di rendersi interessanti o anche solo visibili sono disposte a inventarsi accuse false nei confronti del malcapitato di turno. la vigliaccheria poi di queste persone (nel senso di maschere) li porta a lanciare le loro accuse nella maniera più abietta, con velate insinuazioni, con invettive generiche e subdole. questa settimana il bersaglio, l'avrete già capito, sono stata io, e l'accusa era quella di plagio. la cosa invero sarebbe risibile, visto che io non so di che cosa si occupi questa persona e dove, ergo mi sarebbe difficile e non poco copiare la sua roba. del resto, altra cosa che avrete già intuito da un pezzo, io della mia scrittura vado fiera e della sua qualità ho un'alta considerazione. come potrei dunque rischiare di "sporcarla" con contaminazioni di scribacchini della domenica? però questa persona un risultato l'ha ottenuto: in quella lista non metterò più piede. leggerò, magari, perché ci sono amici che scrivono cose carine, ma nessuno vi leggerà più una parola di mio pugno, o da me citata, o da me segnalata. quelli che lì mi leggono hanno capito. gli altri... non si perdono niente! :))

scritto da maribelle | 15:08 | commenti
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giovedì, 05 maggio 2005

sch-izzo.  angelo izzo, quel bravo ragazzo che già una trentina di anni fa si trastullò con un paio di amichi sua ai danni di due ragazze (no comment), e che ultimamente ne ha fatte fuori un altro paio (ma non le ha stuprate), da un paio d'anni sta scrivendo un libro (tutti scrivono libri, fateci caso). il suo coautore (cioè quello che davvero scriverà il libro che izzo firmerà) ha detto che i profitti saranno devoluti ai carcerati. lodevole intento davvero, ma non sarebbe meglio devolverli alle famiglie delle vittime? altra domanda inutile: sul serio c'è gente che legge 'ste robe? ma che razza di gente è?

scritto da maribelle | 17:57 | commenti (2)
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pasticci.  un po' di cavolate in rete non guastano, di tanto in tanto...

tabu' e' un soprammobile
vasto il portal suo spirto
sedette sulla soglia debole
all'ombra di un bel mirto
cosi' la fossa conica
tetra al nunzio sta
muta sognando l'ultima
nuora dell'uom papale;
ne' sa quando una flebile
voce di pio mortale
la buia e santa rovere
a rinverdir verra'.


scritto da maribelle | 17:50 | commenti
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deutsche-italianische freundschaft.  gunther in treno con gli occhi rossi ascolta diosolosa cosa col walkman. un bruscolino, forse. chiacchieriamo con vivacità di corruzione qua e corruzione là, di treni che ritardano là più che qua (la vita è sogno, la vita è sogno... non pizzicatemi), di diseguaglianze che non gli vanno a genio, di finti sinistrorsi al potere, di costruttori che ungono le ruote, di quanto tiri una brutta aria nonostante il clima e la vacanza, che i tedeschi non hanno senso civico (?) e durante tutto questo tempo gli occhi si sono schiariti e rasserenati. bene, ci ho piacere. appuntamento ad aquisgrana, dunque, tra un mesetto.

all'ingresso del convegno il giovanotto dopo essersi preso il mio biglietto d'invito e avermi dato il programma, fa per riprendersi il programma e ridarmi l'invito. ma sei fuori? sorride pacifico. è primavera! già, comunque non ti scordare di fare il test. sulla panchina una ragazzina incazzosa ha lasciato traccia indelebile del tradimento del suo ex: "fabri fa la spesa, fabri fa la balia, fabri badante, fabri lavavetri, fabri pulisci il cesso, fabri mastrolindo, fabri fatti curare, fabri canta, fabri contamusse, fabri contaballe" (versione abbreviata). in libreria un titolo accattivante: "la sega di hitler" (storia della brigata balilla partendo dal ritrovamento di una mitragliatrice tedesca).

oltre il danno la beffa.  izzo ha detto che le due donne le ha ammazzate ma non le ha stuprate. non ho capito, vuole una medaglia? – la cassazione ha concluso una volta per tutte la vicenda di piazza fontana: tutti assolti (e che le vittime paghino, per giunta). quindi la bomba in piazza c'è arrivata da sola? come calipari e sgrena che, porca miseria, si sono gettati a corpo morto verso i proiettili americani. – sanità ligure, scoperto un buco di 125 milioni di euro: burlando andrà a chiedere l'elemosina a roma. auguri. molto più probabilmente si chiederà agli anziani di tirare le cuoia un po' prima del tempo, e senza fare troppo rumore, grazie.

scritto da maribelle | 08:18 | commenti
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domenica, 01 maggio 2005

san giuseppe.  in sicilia si racconta che viveva un tempo un brigante cattivo, ma cattivo assai che ne aveva fatto più di carlo in francia (modo di dire eloquente su come vivesse il popolino le avventure di carlo magno). questo brigante era anche devotissimo di san giuseppe e ogni mercoledì (giorno a lui sacro) gli faceva tutte le orazioni e le preghiere e gli rendeva i dovuti omaggi. quando il brigante morì, come c'era da aspettarsi la sua anima finì dritto dritto all'inferno e di ciò il santo se n'ebbe assai a male. sicchè, turbato del fatto, va da nostro signore a porgere la sua lagnanza. il signore cerca di spiegargli che, per quanto devoto a lui fosse, ne aveva fatte talmente tante che proprio non poteva salvarlo, la legge è legge e se si comincia a fare preferitismi di qua e di là, nessuno più si periterà di violare la legge (dovete ammettere che nostro signore tutti i torti non li ha...).

san giuseppe però non vuole sentire ragione e ne nasce un battibecco piuttosto acceso. alla fine, irritato il santo padre putativo di nostro signore minaccia di andarsene. ancora nostro signore non cede (se cedesse dove si andrebbe a finire?). il santo rincara la dose minacciando di portarsi con sé la madonna, che gli è pur sempre moglie. il signore se ne rammarica, ma non cede. allora insieme a lei si porterà via i suoi genitori, e i cugini, e i nipoti... no, niente da fare. allora anche gli angeli, e gli arcangeli, e i serafini, e i cherubini, insomma tutta quanta la popolazione del paradiso. davanti a questo spopolamento il signore si fa inquieto: non gli piace la prospettiva di trovarsi da solo in paradiso, così alla fine cede e accoglie in paradiso il cattivo brigante.

oggi il papa ha detto che è la festa di san giuseppe, patrono di tutti i lavoratori (tanto per aspergere di santità questa giornata in odore di bolscevismo) e io invito voi tutti a rispettare questa volontà del santo padre affinchè tutta la classe operaia vada in paradiso :))

musica del giorno – dvorak, sinfonia n. 8 in sol minore, op. 88; dir. r. kubelik

scritto da maribelle | 16:51 | commenti
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