.: diario di bordo :.

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giovedì, 30 giugno 2005

summertime blues.  l'aria è ferma. c'è una storia che da giorni continua a bussare alla mia porta, ma quando la apro scappa via come un monello. il film dell'altra sera mi ha riportato alle feste universitarie, ai barili di birra, ai joy division sparati nelle orecchie, alla stupida campagna elettorale di papa bush, ai match di ping pong, alle passeggiate in riva al lago, al vento gelido di chicago e alle dolci colline del new england. sono troppo giovane per i ricordi e le nostalgie. richiudo la porta e volto pagina.

bussa di nuovo e stavolta correndo si lascia scappare un anello. cosa ne debbo fare? lo metterò all'alluce. guarda, calza proprio a pennello, e quelle decorazioni sembrano fatte apposta e conferiscono al mio piede un look da danzatrice indiana. con due veli lunghissimi e colorati intreccio e svolazzo pestando i piedi per sentir risuonare i piccoli campanelli, battendo ritmicamente sul tamburello per richiamare tutti quanti. sono allegra, sono leggera, mi muovo rapida alla conquista di tutto lo spazio. solo tazio mi guarda accigliato. sei d'un noioso, ragazzo mio... "ti volevo raccontare una storia." raccontala, io t'ascolto e intanto ballo.

"c'era una volta un ragazzo indù che non aveva fratelli ma solo una sorellastra, figlia di secondo letto della sua matrigna. costei era bella, d'una bellezza che non si può raccontare, solo nelle fiabe immaginare. ma aveva un difetto, tu lo sai e io non l'ho detto..." smettila, tazio, le tue storie mi rattristano e io invece sono d'umor leggero, come te lo devo dire? porta le tue storie altrove, oppure taci come solo tu sai fare. con un'alzata di spalle tazio alza i tacchi e scende al bar tabacchi a rifornirsi per la sua pipa di bamboo. richiudo piano la porta, sarà per un'altra volta!

scritto da maribelle | 17:12 | commenti (1)
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domenica, 26 giugno 2005

patenti ue? no thanks!  al solito si esagera. come sarebbe a dire: niente patenti? ma che, siamo impazziti? io invento una cosa e non ho poi diritto a farmi la patente? calmi. come al solito per fare titoli e attirare l'attenzione bisogna essere brevi, concisi, sintetici come una stoffa di nylon. allora, non è che siamo precisamente contro le patenti in assoluto (anche perché io ce l'ho, pure se guido pochino). si tratta della direttiva (cioè, legge) europea che verrà votata entro pochi giorni a bruxelles e che viene lobbizzata dalle grandi case di software (microsoft in primis). perché? perché proibisce ai creatori di software di fare dei loro programmi ciò che credono. di fatto queste patenti rendono le case di software padrone del software (con tutte le conseguenze del caso). se si trattasse di musica, sarebbe come dire che l'inno di mameli appartiene a ricordi (feltrinelli) e non al popolo italiano e che ogni volta che uno canticchia l'inno nazionale dovrebbe chiedere il permesso e poi pagare un tot alla casa discografica.

è dunque importante sollecitare i nostri euro-parlamentari a votare contro questa legge. potete farlo prima dando un'occhiatina alla pagina della campagna "no patents", e poi scrivere una mail o mandare un fax ai signori rappresentanti (in questa pagina). certo, sarebbe molto utile anche andare di persona, ma... bruxelles non è dietro l'angolo! quindi, fate quello che potete, ma fatelo! grazie.

scritto da maribelle | 01:33 | commenti
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sabato, 25 giugno 2005

patroni patronali.  sono andata in città con notevole anticipo perché ci tenevo molto a saccheggiare la biblioteca di via balbi. non vado al gabinetto in stazione perché il bagno della biblio è più pulito. mi fermo al bar per la colazione e non vado al bagno perché il bagno della ecc. arrivo davanti alla scalinata e osservo un meraviglioso portone serrato che più serrato non si può. miiii! vabbe', allungo fino al porto, tanto è vicino, e mi sorbisco una lunga camminata sotto un sole spietato sospinta al pensiero dello stramegapulito bagno della de amicis (altra biblio che intendo saccheggiare a modino). arrivo al secondo piano e trovo una meravigliosa doppiaporta sprangata che più sprangata non si può. scendo alla città dei bimbi implorando un cesso... cortesemente la signorina mi istruisce su quelli pubblici nell'edificio di fronte e poi mi spiega che oggi è san giovanni. ah sì? piacere, e allora? allora tutta genova è chiusa.

dal tavolino del caffè in piazza ci giungono in stereo le litanie delle celebrazioni patronali. fedeli suore preti e turisti sciamano in su e in giù, ma il grosso è tutto stipato davanti e dentro san lorenzo. tanti... quanti? certamente non tutti quelli che non sono andati a lavorare per onorare il santo patrono. che fine hanno fatto? ho visto persino amici atei scambiarsi gli auguri per san giovanni con la scusa del solstizio d'estate. persino i musulmani hanno chiuso bottega mentre i cinesini hanno raddoppiato le vendite di magliette e foulard. sospetto: forse forse la festa del patrono non è una festa cattolica o solo per cattolici, forse forse è proprio una festa cittadina a prescindere dalla religione. forse forse un senso tutto questo ce l'ha. forse... quando l'ho trovato ve lo dico!

scritto da maribelle | 08:59 | commenti
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mercoledì, 22 giugno 2005

frivola.  al diavolo i pensieri profondi; al diavolo la critica; al diavolo i politici bastardi, stanotte volo per i fattacci miei. ho guardato nel cuore di tazio e ho trovato un serpente. ohibo' che schifo! ma come fai a vivere con quel robo nel cuore? gli ho chiesto e lui mi ha guardato con un mesto sorriso. "stammi alla larga, se non vuoi avere grane." bella amica sarei! allora mi ha fatto vedere il quadro delle chiavi vicino alla porta di casa e poi mi ha portato fuori, mi ha portato sulle giostre, sull'otto volante: mi ha fatto assaggiare lo zucchero filato, mi ha fatto bere tutto d'un fiato la gassosa guardando la cicciona che sparava peti con gran gusto dei bimbi. ho vinto una bambolina di pezza e un pesciolino rosso. stavo per mostrarglielo vittoriosa, mi sono guardata intorno, tazio non c'è più. "stammi alla larga..."

scritto da maribelle | 01:28 | commenti (3)
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martedì, 21 giugno 2005

squoia la scuola.  il figlio di una mia amica ha appena cambiato scuola e paese e da fannullone scaldabanchi che era sta rapidamente diventando uno studente modello. va bene che ricominciare da capo in un ambiente che non ha nei tuoi confronti alcun pregiudizio negativo aiuta, ma forse aiuta ancor di più trovarsi davanti ad un sistema scolastico che ti motiva, ti stimola e ti premia. io non credo che sbattere in prima pagina studenti bocciati che si gettano dai balconi o che si fanno prendere dall'infarto sia un buon modo per affrontare il problema scuola. ed è fin troppo facile dare la colpa agli insegnanti: come sparare sulla croce rossa.

non li difendo né li accuso, sia chiaro: per come li tratta lo stato, fanno fin troppo; per quello che dovrebbero servire, fanno troppo poco. scartiamo le eccezioni (quelli che lo fanno per vocazione e quelli che pur non avendolo scelto spontaneamente, svolgono le loro mansioni al meglio delle loro capacità assumendosi le responsabilità del caso). quello che resta è a dir poco deprimente. ma sono trattati da bestie (provate a dormire sopra un provveditorato alla fine dell'estate e ve ne accorgerete) e a loro volta trattano gli studenti come le asl trattano i pazienti: male. una paga di schifo (il loro lavoro non viene valorizzato) non compensata dalle ferie di sogno. il loro lavoro è in buona sostanza burocratico, e all'insegnamento (ovvero preparare le giovani menti ad affrontare la vita e il lavoro) viene dedicato quello che resta. il rapido incedere di riforme e riformine (una più disastrosa dell'altra) che ogni ministro in-competente si è sentito in dovere di fare (per giustificare la pagnottona) non fa altro che confondere e complicare il loro lavoro (quello burocratico, sempre a discapito di quello docente). insomma, siamo messi male assai.

se poi a questo si aggiunge la feroce e atavica antipatia che i genitori nutrono per gli insegnanti, la frittata è bella e fatta. "perché ha dato un'insufficienza al mio bambino?" "mi permetta signora di farle notare che il suo bambino ha scardinato la porta e poi gli ha dato fuoco..." "vuole forse reprimere la sua innata creatività?" "non ci penso nemmeno, ma lei capisce che se poi il suo bambino mi taglia le gomme..." "ha solo bisogno di amore!" come dicono i napoletani, ogni scarrafone è bello a mamma sua...

we don't need no education
we don't need no thought control
no dark sarcasm in the classroom
teacher leave the kids alone...

scritto da maribelle | 02:29 | commenti
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domenica, 19 giugno 2005

esorcismi.  sembra una storia uscita fuori dalla fantasia malata di un autore gotico, invece è proprio successo in romania: un prete e quattro suore hanno ucciso una consorella perché la credevano posseduta dal demonio. ovviamente questo non potrebbe più succedere nell'evoluto occidente (ma la romania dove sta?). in nome di dio, infatti, e dell'amore per la vita, in america si spara sui medici abortisti. possiamo ritenerci dunque fortunati, qui, nel belpaese, che la chiesa si limiti ad interferire sulle leggi dello stato (grazie anche a "santo mussolini" e "santo bettino").

scritto da maribelle | 19:01 | commenti (3)
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lunedì, 13 giugno 2005

paccottiglia.  ogni secondo fine settimana del mese si consuma nelle stradine strette e porticate l'orgia orgasmica dei collezionisti di robi vecchi. me ne dimentico sempre e inevitabilmente, quando scendo per le mie commissioni del sabato, incappo nella quasi infinita sfilata di bancarelle. libri usati e vecchi vinile, libri antichi e polverosi, dischi cd e vhs, partiture maculate, anellini patinati, stampe e carte geografiche, collanine pendenti e orecchini di cristallo, gioielli da teatro e abiti di paillettes, vestiti magliette sottovesti, lampadari di ferro battuto, ferri da stiro a carbone, mutande e palleto', buddha di giada e giarrettiere, pizzi neri cipria e ombretti luccicanti, vasini da notte, maniglie, presine interruttori e fili elettrici, fiori finti essenze e assenze, mobiletti della nonna, pecorino, giornalini e giornaletti, cartoline del tempo che fu, ombrellini e telefoni d'antan, cimeli di dubbio gusto, il busto di mussolini, l'elmetto prussiano, monete medaglie e bottiglie, arbanelle di vetro di ceramica di plasticaccia, piatti di tutte le foggie colori, bambole di pezza di ceramica di gomma, case di bambola, case da cani, lettiere per gatti, peluche e parrucche di crine di cavallo, nasi finti, occhiali a gatto, passaporti e francobolli, rubinetti e cacciaviti, cassettoni comodini e vasi da notte, una maglietta del genoa porta-fortuna...

la cassiera al botteghino lagnava la stagnazione del cinema italiano. "non ci lamentiamo poi se la gente non viene!" è vero: per leconte e kusturica c'era la coda attorcigliata sotto i portici, per quest'ultimo di vicario non siamo arrivati a 20, contando anche le mosche. "filmetti, carini ma filmetti, altro che visconti, rossellini, fellini...!" sono entrata in sala col cipiglio di chi vuol dimostrare il contrario, ma sono uscita con la coda tra le gambe. molto meglio "velocità massima", anche se grezzo e migliorabile. questa pellicola è decisamente più raffinata, più ritoccata e curata, ma il contenuto sfugge, scivola tra le dita e resta in bocca un vago senso di inutilità, come del resto dopo questo weekend.

scritto da maribelle | 23:42 | commenti
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domenica, 12 giugno 2005

jour de fête.  oggi è una domenica speciale, una domenica di festa. per me, andare a votare è sempre una festa, anche se talvolta il voto da esprimere non è facile. la prima volta che sono andata a votare mi ero messa tutta in ghingheri: indossavo un vestitino senza maniche ricavato dalla stoffa di materasso di mia nonna con ritagli di fazzoletti rossi. oggi ho addosso un vestitino più attillato, meno da ragazzina, ma i colori sono ancora quelli del materasso. mi piace farmi bella per le urne, come uno si fa bello per andare a messa. è il rito della democrazia. c'è tanta gente che è morta per darmi questa possibilità, perché dovrei rinunciarvi? perché dovrei abdicare un diritto che è soprattutto un sacrosanto dovere di cittadino?

mi fanno incazzare (e molto) quelli che non vogliono andarci. non dico come si deve votare (sta proprio lì il bello), ma alzare il culo per andare a mettere una crocetta non mi sembra uno sforzo sovrumano, no? sì, mi fanno proprio incazzare e penso che meriterebbero di perdere il diritto di voto insieme a tutti gli altri privilegi di cittadinanza. quanti sono gli stranieri che avendo trovato rifugio nella nostra terra per sfuggire a fame e persecuzioni ci invidiano questo potere? e noi che lo abbiamo, perché dovremmo snobbarlo? solo per rendersi complici di chi vuole imporre una dittatura morale a chi non condivide la stessa visione religiosa? ebbene, a chi non ha intenzione di recarsi alle urne oggi o domani io dico questo: non siete degni di essere cittadini italiani e mi fate schifo.

scritto da maribelle | 14:59 | commenti (3)
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venerdì, 10 giugno 2005

fiabe siciliane.  cari appassionati di fiabe e folklore, sto lavorando assiduamente e accanitamente (baubau) alla versione html delle fiabe siciliane del pitré. ho appena terminato la prima serie (17 storielle); non appena avrò corretto ogni inconsistenza, darò notizia della loro pubblicazione. per la seconda serie, bisognerà attendere un altro mesetto (sono ben 47, varianti comprese). abbiate pacienza (anche se non siete... ragni! oh oh oh!!)

scritto da maribelle | 14:17 | commenti
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passa...parola.  non ce la faccio a star dietro a tutte le mail che mi vengono "passate" in questa anti-vigilia di elezioni. lo dico qui sperando di raggiungere contemporaneamente più persone (m'illudo, lo so ;):

1) andate a votare entro le 11, per questioni di quorum (alle 11 infatti vengono fatti i primi rilevamenti di partecipazione al voto e se la percentuale è alta, gli altri saranno più stimolati ad andare a votare... o almeno così si pensa);

2) la legge punisce (in teoria) tutti coloro che, abusando del proprio potere (politici, ministri di culto, insegnanti, ecc.), fanno pressione sugli elettori affinchè si astengano (v. art. 98 testo unico delle leggi elettorali, titolo vii, e art. 51. legge 352/1970). sono previste pene sia pecuniarie che detentive;

3) chiedete al vostro consulente di fiducia (prete, politico, ecc.) cosa succede agli embrioni quando il padre muore tra la fecondazione e l'impianto...

4) fatevi due risate giocando! (di alessandro robecchi).

ho finito. era ora, eh? :))

scritto da maribelle | 11:38 | commenti (2)
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mercoledì, 08 giugno 2005

haiku.  tranquilli, non mi cimento proprio, non sono all'altezza. volevo solo segnalare a chi non lo conoscesse già il sito di nicola campogrande, geniale compositore classico con tinteggiature jazz. "haiku" è il titolo del suo ultimo cd ed è una vera chicca! parola di marina.

scritto da maribelle | 18:35 | commenti (2)
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martedì, 07 giugno 2005

concorso tv.  mi correggo: non è un concorso per cineasti ma per aspiranti operatori televisivi / radiofonici. ad ogni modo il testo del bando è disponibile sul sito del governo:

governo.it/GovernoInforma/Dossier/famiglia_premio/index.html

scritto da maribelle | 15:10 | commenti
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valori (v. cambia-).  calderoli, maroni e tremonti sono dei genii e, se fossi il magnifico rettore de "la sapienza", conferirei loro la laurea honoris causa (anche ad honorem, va') in scienze pecorecce per come sanno incarnare la volontà dei loro elettori. ma, se avessero tenuto occhi e orecchie aperti durante le lezioni di storia alle elementari (poichè è ovvio che dopo si sono fatti un sonno di filato), non si sarebbero accontentati tanto bellamente di suggerire un ritorno alla lira: avrebbero proposto i sesterzi (mi dicono dalla regia che calderoli ha subito così commentato: non possiamo farlo perché non siamo al volante). eh già, come diceva petrolini, il popolo chiede sesterzi. che dite, vogliamo aggiornare i troppo dotti onorevoli leghisti?

che cosa offre di più conveniente il sesterzo rispetto alla lira? che il suo cambio ce lo possiamo inventare di sana pianta, sganciandoci anche dal becero sistema decimale: un sesterzo equivale a 13 bossini e un bossino equivale a 17 maronini e un maronino equivale a 11 tremontini, talvolta anche chiamati tramontane. in più, invece di legarlo (lega = legare) al dollaro, lo si potrebbe legare, chesso', al numero di pecore che ogni elettore leghista possiede in casa sua. naturalmente ci vuole una testa di ariete per sfondare la porta del microcefalo occupante i teschi leghisti (sempre che). ma, io dico: se ppo' fa'. pensate a quanti europei (forcaioli, vi rammento), scoraggiati da una moneta fantasiosa, rinuncerebbero presto a scendere nel paese do sole lasciando sgombre spiagge e industrie. inoltre, gli islamici rifugiati sarebbero facilmente indotti a tornarsene al loro paesello che, in confronto al nostro, risulterebbe ai loro occhi assai preferibile. parimenti, l'europa (forcaiola, e te dai) troverebbe qualche pretesto assurdo per sganciarsi da un paese così avanzato mettendoci direttamente nel freezer.

insomma, abbiamo al governo persone degne di nota. peccato che l'insonnia li costringa a cambiare posizione durante la notte, determinando uno spostamento del microcefalo. quando questo si incastra nel condotto uditivo, per esempio, succede che poi ne sorgano idee così creative che neppure john galliano. il presidente del coniglio, per non essere da meno, ha lanciato un nuovo concorso per cineasti alle prime armi: verrà premiato il filmato che meglio sappia valorizzare famiglie sorte da matrimoni tra persone di sesso opposto (cara, facciamo l'amore? no, mi oppongo!). ora sono contenta.

scritto da maribelle | 13:40 | commenti (1)
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domenica, 05 giugno 2005

personalissime.  sid ha espresso il pio desiderio di trasferirsi in europa, per un certo tempo, ventilando addirittura la possibilità di andare a vivere a praga, imparare il tedesco e vivere di musica. credo che dicesse abbastanza sul serio (data anche l'aria che tira in quel di bushland). ho ancora l'animo tutto in subbuglio e dovrò ben bene sgrovigliarlo!

tace tazio. non è dedito ai sentimentalismi, ma chi può biasimarlo? viviamo in un tempo di ottusi razionalismi e viscerali sentimentalismi (tutti gli -ismi sono bugiardi); ragione e sentimento frazionati separati disguinti e in sanguinario conflitto divisi. la ragione, messa sopra un altare dalla beata rivoluzione francese, apice e tomba dell'illuminismo, da allora non ha avuto più pace; a lei sono stati tributati omaggi non dovuti, a lei si è fatto appello per risolvere beghe (giustizia), per giustificare tragedie (causalità), per valutare ipotesi (discernimento). né si può dire che al sentimento sia capitata sorte migliore: lo si è scambiato per svenevolezza, per retorica demagogica, vi si è fatto appello in nome di concetti tanto astratti quanto irragionevoli (patria, amore, etc.), e poi lo si è identificato con la pancia, l'utero, le gonadi, con le parti basse, insomma. potrà mai la mente umana uscire dal dualismo che la invischia?

viva la vita.  l'assenteismo ai prossimi referendum (sulla legge 40) sta al cattolicesimo come l'infibulazione sta all'islam. ohibo', che dice mai questa pazza? come osa paragonarci a quegli infedeli degli islamici? va bene, ho esagerato (mea culpa), ma lo sapete che mi piace far chiasso per farmi sentire, no? cmq non ho detto una bestialità, date un'occhiata a grazieallavita.org e poi giudicate da voi stessi. e ora, se avete cuore di perdonarmi, devo andare di là a fare il pilato. a me un catino!

scritto da maribelle | 00:16 | commenti
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venerdì, 03 giugno 2005

briciole.  stare seduti la sera tardi sugli scalini della fontana rivolti verso il mare, mentre il vento multidirezionale confonde gli spruzzi marini con quelli fontaneschi. sorbettarsi lentamente una granita su misura godendosi lo spettacolo dei villeggianti che sfilano davanti a te come modelle, ostentando tutta la loro estraneità e la loro sollazzevole agiatezza vacanziera, sorridendo dentro di te perché tra un paio di giorni loro torneranno nella soffocante città continentale mentre tu in quel posto da vacanza ci vivi e quel mare te lo godi quando vuoi. cogli il fichetto locale sottobraccio alla bella turista di turno. intercetti l'inutile conversazione di due uomini casualmente ben vestiti e odoranti di benestanti preoccupazioni. ti godi le pause tra le vasche (degli altri) quando resti solo a tu per tu con il mare e il vento e quel piccolo faro in lontananza che intermette la sua lucina verde. dalla casa di dietro odi un bimbo piccolo piangere. ssssh... buono, bambino, non piangere, che tanto il mondo è solo rappresentazione.

lo so che non si deve dire; lo so che non sta bene; lo so che rischio una denuncia per offesa personale; lo so ma non posso fare a meno di dirlo lo stesso: a rute', ma vaffanculo!

scritto da maribelle | 23:55 | commenti
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giovedì, 02 giugno 2005

dr. who.  in un episodio degli anni '80 della celebre serie televisiva l'ineffabile dottore intertemporale viene messo sotto processo dal consiglio dei signori del tempo (timelords... come li traducete in italiano?). ricordo che la missione di doctor who è di salvare ogni forma di vita dal male scorrazzando in su e giù nel tempo e nello spazio. ogni forma di vita. l'accusa in questo episodio era che aveva distrutto un batterio perché stava distruggendo un'intera razza. il nodo da sciogliere in questo caso è che un batterio è pur sempre una forma di vita, ma per salvare altre forme di vita andava distrutto. aveva il buon dottore preso in considerazione ogni possibile alternativa alla sua distruzione? lo aveva fatto ed era giunto alla conclusione che l'unico modo era distruggerlo. alla fine le sue prove (e la sua veemenza) convinsero il consiglio e venne assolto.

diffidate di ogni forma di fondamentalismo, questo l'ha detto gesù. la purezza va ricercata e coltivata nel cuore, non nell'esteriorità o in una pedissequa osservanza delle regole. la vita va difesa ad oltranza: la vita delle madri, la vita dei padri, e la vita dei bambini. costringere una madre ad avere impiantati nel suo ventre embrioni malati non è un buon modo di difendere la vita, neppure quella del futuro bambino. soprattutto difendere la vita significa anche sostenere (con ogni mezzo) associazioni e organizzazioni il cui scopo è quello di assistere e migliorare le condizioni di vita dei bambini nel mondo (v. unicef). questo lo capirebbe anche un cerebroleso, ma il vaticano, da una diecina d'anni, ha smesso di farlo. a quanto pare la sacralità dello sperma è tale da impedire che si evitino inutili sofferenze a bambini e donne nei paesi economicamente sfavoriti dalla sorte. questa è quella che io chiamo coerenza fondamentalista. meditate gente, meditate.

scritto da maribelle | 19:55 | commenti
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