.: diario di bordo :.

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domenica, 31 luglio 2005

becere curiosità.  da una pubblicità turistica: un bambino gratis fino a otto anni. turismo sessuale? traffico di bambini? e-cannibalism? no, promozione di località della riviera adriatica. viene da pensare che l'italiano sia sempre più straniero in terra straniera. d'altro canto abbiamo il ministero del welfare, che ci dice che se perdiamo il job possiamo diventare manager o metterci in business, previo budget plan, per cui è meglio sentire il financial consultant; per contattare eventuali partner è consigliabile (e non consiliable) prendere drink e cocktails (spelling a piacere) da gino's; seguiranno diversi meetings a porte chiuse, per rispetto della privacy. do you speak english? chiede speranzoso il turista. i don't sacc, risponde il nativo, because my watch is nu poco scassaticc. cos'era il programma di questo governo? le tre "i": ingliano, ignorance e ipocrisie.

ma hanno ragione, non dovremmo mai prenderci troppo sul serio. la vita in fondo è un gioco. anzi, un libro. un libro infatti che ci prende fino all'ultimo e che non riusciamo a mettere giù ma che inevitabilmente deve arrivare alla fine. che importa? non ci dispiaccia troppo scoprire chi è l'assassino, perché dopo questo libro altri libri ci aspettano per nuove avventure, nuove vicende, nuove situazioni e nuovi personaggi che andranno ad arricchire la nostra vita... pardon, il nostro romanzo. a quanto pare, però, io mi sono arenata sull'ultimo capitolo: i personaggi a cui sono troppo affezionata sono rimasti sospesi nel tempo, immobili come statue o come i corpi di pompei, con gesti incompiuti, fossilizzati in attesa che l'occhio del lettore consenta loro di concludere. andare sino in fondo significa accettare l'ineluttabile fine e io vorrei restare a galla ancora un poco.

scritto da maribelle | 10:34 | commenti
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giovedì, 28 luglio 2005

gr... grim grimm!  esce a fine mese negli states il nuovo film di terry gilliam sui famosi fratelli tedeschi. quando uscirà in italia non ci è dato sapere, ma è lecito aspettarselo intorno a natale (c'erano una volta i grimm e poi non ci furono più). si dice che la visione gilliamesca dei fabulisti non collimi moltissimo con quella tradizionale (vi vedo stupiti) e che i due studiosi crucchi sotto la sua regia diventino malefici imbroglioni che si prendono beffe delle povere novellatrici popolane (il che magari non discosta troppissimo dalla realtà storica), finchè non incontrano una vera matrigna, sotto le splendide (e quanto mai calzanti) vesti di monica bellucci. intrigati? spiace soltanto che invece di un quanto mai azzecatissimo johnny depp (impegnato invece a fare willy wonka) nel ruolo di uno dei due fratelli ci sia matt damon, con immensa gioia, presumo, delle sue accanite fan. poi non dite che non vi ho avvertito!!

scritto da maribelle | 12:39 | commenti
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mercoledì, 27 luglio 2005

torri terre e torroni.  questo weekend ho imparato che: a) per vincere a scacchi è necessario perdere diverse mosse e chi vince non è il vincitore; b) gli aiuti più efficaci non sono i più piacevoli; c) le polizie del mondo non hanno ancora imparato che il modo peggiore per combattere il terrorismo è quello di cedere alla paranoia (che dà lavoro a tanti bravi giovani ma può anche fare vittime). c'è un filo conduttore in queste tre lezioni.

lezioni leziose: se volete sapere quanti gatti maschi abitano nella vostra zona, mettetevi in casa una gattina, aspettate la mezzanotte e poi contate le serenate; se vostro figlio o vostro nipote vi chiede di dare una dimostrazione pratica della legge d. gravità, non fatelo dal terrazzo di casa vostra e soprattutto non usate sacchetti di vernice rossa (o blu); se volete andare in viaggio di nozze, scoprite l'esotismo del vostro entroterra ed evitate i villaggi turistici; se andate a londra, non usate i mezzi pubblici; se volete andare in vacanza, usate la bicicletta: sapete quando partite e sapete pure quando arrivate (perché è garantito che arrivate).

l'ho fatta grossa, l'ho fatta bella, l'ho fatta a quadri e strisce. le balene incremate sul bagnasciuga rosolando le recondite membra sollazzano fanciullini biricchini che lanciano sassolini sulla bianca cresta. il bagnante solitario pondera accuratamente l'eventualità di detergere il cellulitico torso mentre sul dorso bolso sgocciolano sparse le ciocche disertanti il cranio rilucente. il baffuto in pantaloni bianchi arrotolati al ginocchio decanta le lodi del bianco frutto: "cocco... cocco bello di mamma!" tazio spia la tizia in tai fucsia reclina sulla riva, si alza, sbadiglia, si stiracchia, sgranocchia un pezzo di cocco. "cosa danno stasera?" no sympathy for mr. vengeance.

scritto da maribelle | 00:59 | commenti (2)
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mercoledì, 20 luglio 2005

il vuoto mondo.  il distacco dalle cose mondane non sempre si raggiunge nella solitudine di una grotta nel cuore del deserto. esso può manifestarsi pure nel cuore di una modernissima e attiva città orientale, a cavallo di una forzuta bmw schizzando a 100+ all'ora, intruffolandosi in case sconosciute con la curiosità insaziabile ma quieta che è propria della vecchia giovinezza. sguardi e gesti sostituiscono le parole comunicando messaggi inequivocabili, pacifici e sereni. nessuna ribellione, se non nel sorriso e nel voltare le spalle al nemico, poichè la vera libertà deve sorgere dentro. gli unici due episodi di violenza, oltre a dire che la perfezione non è di questo mondo, significano la retribuzione equa dal colore retorico, in senso stretto (chi ci crede, può anche pensare che chi male agisce dovrebbe essere grato di pagare in questa vita i suoi errori...).

per questo paio d'occhi occidentali si riassapora il gusto del film muto (anche se le parole non mancano per bocca degli altri), il gusto del film abilmente costruito senza la facile risonanza dei discorsi, troppo spesso inutili e trabordanti ormai dagli schermi occidentali (mi ha fatto venire in mente un cortometraggio dei tempi delle avanguardie in cui una storia d'amore veniva narrata esclusivamente seguendo i piedi!). un film poetico, intrigante, insomma bello e che fa riflettere. forse ha un po' la pretesa di insegnare qualcosa; io però sono ottimista e penso che voglia soltanto suggerire un insegnamento; chi ne ha voglia lo approfondirà. chi non ne ha voglia, vada un po' a vedersi "la vida es sueño" di calderón :))

scritto da maribelle | 17:38 | commenti
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venerdì, 15 luglio 2005

marchons.  non mi sono proprio dimenticata, è che non mi va di fare coro. certo che mentre camminavo di passo lesto canticchiavo sommessamente i versetti della marsigliese. ci mancherebbe... la tizia che voleva fare la furba alla cassa si è beccata un "egorger vos fils et vos compagnes" proprio qui, in mezzo agli occhi. al barista sconsolato per mancanza di ferie gli ho lasciato nella tazzina un "aux armes citoyens" che la padrona del bar non ha molto gradito, soprattutto quando lui mi ha poi dato di resto un "qu'un sang impur a livré nos sillons". il giornalaio, infine, a cui avevo chiesto l'ultimo giallo allegato al secolo, notando il curioso insieme di capelli blu e bolero rosso, mi ha orgogliosamente offerto "le jour de gloire est arrivé!!!". ah liberté, liberté cherie... (le riflessioni filosofiche le lascio a voi)

chi è tazio?  vi rode, eh? be', io non ve lo dico! vi basti sapere che mi è caro come un fratello, inviso come un nemico, e indispensabile come io. contenti?

scritto da maribelle | 01:51 | commenti (3)
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giovedì, 14 luglio 2005

mamaj senzadio, cane fetente!  l'altro giorno è venuta a mancare la luce (scombinandomi un tot di cosette) e giravo per casa imprecando a questo modo. "che dici?" niente, mi sono affezionata a questa pseudo-bestemmia appresa dalle fiabe russe. un po' come quella collega che, incazzata, borbottava: "maremma sordomuta". in questi giorni mi capita di ripeterlo spesso. una voce alla tivi dice che l'economia si sta riprendendo: mamaj senzadio, cane fetente! un'altra dice che a febbraio ci sarà un attacco terrorista in italia (che giorno? che ora? e dove? così mi organizzo): mamaj senzadio, cane fetente! spio minacciosamente il termometro sul terrazzo per sapere se devo cacciare fuori il cappotto: mamaj senzadio, cane fetente!

non sono giornate molto buone, queste. e non è per i temporaleggiamenti che scombussolano le colline e arruffano il mare; diamine, un po' di pioggia ci vuole anche d'estate. non è per i gravi accadimenti dell'ultima settimana (qualcuno sta pensando se sia il caso di ripristinare le leggi razziali; ottima idea, era ora che andassi a rispolverare la mia bella stella di david di stoffa gialla; perché non lo fate anche voi?). non è neppure per il tempo che mi sfugge tra le dita senza dirmi niente (non parla mai, 'sto stronzo), lasciando che le scadenze scivolino fuori portata: mamaj senzadio, cane fetente! sono piuttosto strane confluenze che mi raspano il pelo: una visita inattesa, le solite bugie stantie, le solite promesse da marinaio, fole dette tanto per tenermi buona.

il furbino, colto con le mani nel sacco, pretende di averlo fatto apposta: non sei tu che sei brava, sono io che mi son voluto far beccare perché bisogna proprio essere meschini per pensare a cose del genere, cara mia! come vuoi tu, tazio, il genio sei tu, non sono così orgogliosa, basta che non lo fai più, mi spiegai? ma io non le faccio mai queste cose, è contro la mia natura; ho solo voluto darti una lezione di umiltà. taziooooo!!! mamaj senzadio, cane fetente...

scritto da maribelle | 10:32 | commenti (2)
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martedì, 12 luglio 2005

36 con lode.  l'esterno di un carcere moderno, un urlo straziato nella notte, un carcerato piange sul suo lettino e piange di un pianto disperato. due tizi con il casco svitano la targa di "rue des orfevres" dal palazzo della polizia giudiziaria di parigi. sorpresi da due agenti scappano in moto con la refurtiva... lo spettatore sarebbe tentato di pensare che si tratti del regista e dello sceneggiatore che si fanno beffe di maigret. poi comincia la danza in simultanea: bisboccia in un bistrot (i due ladruncoli casco-muniti di prima sono parte della combriccola e presto si capisce che sono poliziotti che festeggiano il collega che se ne va... dove non si sa, ma se ne va e sono tutti molto, ma molto dispiaciuti) mentre altrove, non si sa bene dove, tipi molto decisi e forzuti si armano fino ai denti.

un poliziesco che ha il sapore di "mad max". un poliziesco che non è un giallo ma un crescendo di tensioni drammatiche dove i buoni non sono tanto buoni e tutti hanno qualche scheletrino nel cassetto. ma i buoni buoni se li sono procurati perché troppo buoni e per un fine superiore talvolta hanno dei cedimenti (vuoi per aiutare un amico, vuoi per non mettere nella merda gli amici, vuoi per soddisfare una punta di orgoglio). i buoni un po' meno buoni diventano del tutto cattivi per vanità e ambizione, nonchè per invidia. i buoni ridiventano molto buoni riscattandosi e non cedendo ad un giustificato desiderio di vendetta (la loro arma preferita è lo schiaffo morale), mentre i cattivi non ridiventano buoni per niente e pagano i peccati degli altri. come dice la poliziotta buona: "i fantasmi poi ritornano e ti mettono nei casini" (non mi prendete alla lettera, sono le solite citazioni a spanna...).

alla fine del film capiamo di chi era quell'urlo iniziale e perché quell'uomo sul lettino della cella piangeva. alla fine viene anche a noi da piangere con lui e un poco ci consoliamo col fatto che la giustizia, non quella degli uomini, punisce chi ha male agito, utilizzando il braccio meno sospettabile per farsi agente della giustizia divina. ma quello che conta è il fine e non il mezzo.

per chi non ne avesse mai abbastanza di auteuil, prevengo che è in lavorazione un nuovo film di francis veber (le placard, le diner des cons, la cage aux folles, la chevre, etc.) dove ricompare il mitico personaggio "françois pignon", il simpatico idiota che viene coinvolto in una montagna di bugie e accoppiato ad una seducente e splendida top model. stavolta auteuil gioca il ruolo del ricco e potente che, per evitare uno scandalo che gli causerebbe un divorzio rovinoso, costruisce appunto un castello di menzogne coinvolgendo il grigio bonhomme. attendiamo con ansia!

scritto da maribelle | 14:49 | commenti (2)
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venerdì, 08 luglio 2005

rudy.  entusiasmante serata a conclusione di una giornata mica buona, ed è stata dedicata (chopin, in particolare) alle vittime di ieri. per i miei gusti, la prima parte è stata particolarmente godibile: l'adorato prokoviev (dal "romeo e giulietta") e un mussorgski celebre ("quadri di un'esposizione") che, a ben pensarci, era un vero futurista per l'epoca ("un ragazzino un po' dispettoso", come l'ha definito il presentatore, e non a torto). sorvolo sulla seconda parte (4 notturni e il "wanderer" di schubert), meravigliosa e impegnativa, ma personalmente meno entusiasmante, salvo per la toccatina finale del secondo bis: un étude di debussy che è un vero gioiellino.

allora io mi chiedevo: un artista russo è da considerarsi in qualche modo privilegiato nell'interpretazione di brani composti da russi? che cosa ci mette dentro? (io ci vedevo dentro tutto l'immaginario del folklore russo) che differenza passa tra un artista russo e uno non russo? bisogna conoscere almeno un po' la cultura e la storia russa per poter interpretare la sua musica, anche se "imbastardita"? poi: come mai nella musica i russi, che pure vivevano in una società socialmente arretrata rispetto all'occidente (feudalesimo, servi della gleba, ecc.), sono stati dei veri innovatori? come mai loro per primi hanno sentito le spigolature che poi caratterizzeranno la musica di primo novecento mentre i colleghi europei ancora romanticamente smieleggiavano? e infine: come mai gli encore, che non sono mai per definizione in programma, sono sempre previsti e decisi a priori dagli artisti? se li tengono nella manica nel caso che la platea ovazioni in eccesso? e se poi gli applausi dovessero essere un po' più tiepidi, li puniscono con la mancata esecuzione degli encore? avrei voluto rincorrere rudy dietro le quinte per porgli queste domande, ma è scappato con una furia...

riguardo ai morti di ieri, e ai feriti, forse sarebbe bene dedicare ogni giorno qualche minuto del nostro operato a tutte le vittime nel mondo, vittime di guerra, di terrorismo, ma anche vittime della fame, delle malattie, dell'odio, della gelosia, dell'ignoranza, dell'avidità. probabilmente ai morti non serve, ma sicuramente serve a noi per ricordarci che la vita è un bene prezioso e non val la pena di sacrificarlo per cose caduche e per insegnarci a mettere più cura in quel che facciamo (se lo dedichiamo a qualcuno, non vogliamo mica dedicargli della robaccia, no?). tutte le morti, e soprattutto quelle "incidentali", ci mostrano come quello che abbiamo oggi sia estremamente transitorio: ergo, godere appieno del bene che abbiamo e al tempo stesso non attribuire ad esso eccessiva importanza. fine predica! :))

scritto da maribelle | 12:17 | commenti
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giovedì, 07 luglio 2005

brevetti update.  la malefica legge non passò. esultate popolo! (v. punto informatico).

scritto da maribelle | 11:19 | commenti
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sfide e catenacci.  il mio amico davidezeta mi ha lanciato una sfida e io, feroce bogatyr della grande steppa libraria, non posso non accoglierla: ne andrebbe del mio onore. prima però devo fare una visitina alla baba-yaga per avere i miei oggetti fatati e gli aiutanti magici, altrimenti sono perduta. saprai aspettare???

intanto colgo l'occasione per informare la gentile clientela che il sito di fiabe e leggende popolari siciliane è prossimo al traguardo. per completarlo, mancano due pagine, solo due ma essenziali: la bio/presentazione di giuseppe pitré e la bibliografia. entrambe richiedono un minimo di lavoro di ricerca e lettura (davidez: hai per caso nella tua folta libreria libri di cocchiara? probabilmente no, visto che è pubblicato da boringhieri, che non è una piccola casa editrice).

altra sfida: potrei fare l'elenco di progetti intrapresi e in corso (fino a quando?), che sono trecentomila e uno, ma una vita non basta. perché devo essere così ambiziosa con il mio tempo e le mie energie? tazio, che snobba gli intellettuali, ride di me: "condurre una vita banale è il mio ideale, ma non ti cambierei per nulla al mondo: mentre tu sfidi draghi e fattucchiere, io dormo di un sonno profondo." beato lui!

scritto da maribelle | 11:16 | commenti
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mercoledì, 06 luglio 2005

buchi e buchi.  ho sentito da fonte probabile che giorgio berlusconi ha fatto un eccellente regalo a silvio bush per il giorno dell'indipendenza: gli ha venduto la torre di pisa (ribattezzata negli states come "torta di pizza"). no, non si tratta dell'ennesimo episodio di cartolarizzazione (la ditta fabriano ha indetto una protesta colorata), perché il patto era che poi se la facesse rivendere dal piccolo bush per la stessa cifra, con evidente guadagno per il nostro). ma il caro primo sinistro l'ha pensata bella: io faccio il bel gesto, incasso un tot di quattrini subito così siniscalco si calma un pochetto, e la ue pure, gli americani mi amano, e faccio pure un favore agli italiani perché, oltre a diffondere l'immagine del belpaese sulla pissa, me la faccio pure riaggiustare per benino aggratis. eh sì, proprio un geniaccio: pensate la nostra torre di pisa in mezzo al circuito di indianapolis per celebrare l'indi...pendenza! (va bene, mi picchio da sola)

è giusto e sacrosanto celebrare con i nostri amici d'oltreoceano la loro festa: sono bravi, onesti e furbi, mica come noi. anzi, capace che se si tengono la torre di pisa, ci mettono un bel turbo alla base e la fanno partire in orbita o magari la lanciano verso una stella cometa, tanto buco più buco meno, se anche la cometa dovesse diventare un gruviera, a noi che ce ne importa? basta poi ricordarsi di mettere un ombrellino sul bambin gesù a natale. noi invece, che siamo meno ambiziosi, il gruviera lo facciamo con le finanze, che è tutt'altra pappa.

scritto da maribelle | 22:28 | commenti (3)
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sabato, 02 luglio 2005

il ratto del gatto.  per il gran caldo la vicina ha dormito con tutte le finestre aperte; nella notte i ladri sono entrati e il suo gatto le han rubato. dalle tracce che hanno lasciato si direbbe che dal giardino sono passati. ogni tipo d'impronta: piedi piccoli, piedi grandi, piedi deformi. ci sono volute ore e alla fine di scarpe ne abbiamo contate 13. la vicina allora si è irritata e inquietata e ha cominciato a strepitare e urlare contro il figlio che nello studio dormiva della grossa. "perché te la prendi con me? sono forse io il guardiano della casa? prenditela con il cane, è lui che dovrebbe dare l'allarme." la vicina allora se l'è presa col cane e ha cominciato a bastonarlo come dio comanda, ma quello a guaire e a scappare finchè, messo alle strette, ha latrato: "che c'entro io? io non mi sono accorto di nulla. e poi la colpa è tua che hai lasciato tutto aperto! io sono solo un cane, non mi bastonare più!"

insomma, un bel giallo. il cane è giustamente il primo sospettato perché con fufi erano come cani e gatti. anche il figlio mente: fa sempre le ore piccole e quando sono arrivati i ladri doveva essere sveglio per forza. poi è inutile che la vicina si rivolga all'assicurazione: se non avesse tenute le finestre aperte, niente di tutto questo sarebbe accaduto. che fare? questo è lavoro per marpolla, la detective molla. masticando una radice di liquerizia, la bella marpolla indaga, interroga, annusa e fruga. inutilmente cane e figlio hanno insabbiato le prove, alla brava marpolla nulla sfugge e anche stavolta giunge a scoprire la verità: a organizzare tutto è stata la cia (diminutivo di "lucia"), la papagallina del vecchio dirimpettaio della vicina. stufa di essere terrorizzata dal gatto immigrato dall'egitto (terra di gatti feroci), ha facilmente convinto il figlio della vicina ad assoldare una masnada di amici suoi ("mi spiacerebbe proprio tanto che la tua mamma venisse a sapere che...") per effettuare il ratto del gatto, e mettendo a frutto le sue arti oratorie ha convinto pure il cane a chiudere un occhio ("chi si becca tutte le coccole, eh? chi è che si becca i pranzetti più succulenti? chi è che fa i dispetti e poi tu ci pigli?"). marpolla riesce pure a stanare i ladri in una piccola capanna sul delta del nilo, ma ahimè per il povero gatto è troppo tardi: di lui non restano che ottime salsicce. sconsolata si dispera la vicina e per regalo le ho portato dalla cina una bella e brava micina, sicchè i topi di viggiù non ballano più

scritto da maribelle | 15:49 | commenti (3)
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