.: diario di bordo :.

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martedì, 30 agosto 2005

pesante.  ho visto la corriera arrivare e non ero affatto pronta. mi ero rassegnata a non partire, soprattutto non ora (è un po' presto cmq), ma l'amico mi ha detto che cosa aspetti ha detto, vai a prendere la valigia, mica parte subito. hai ragione, ho pensato e in un attimo la valigia ho preso, appena in tempo per salire l'autista parte già. scusi, dico io, non mi mette la valigia nel bagagliaio come tutte le altre? è tardi, mi fa, e non gliene frega niente. è partito e io sono rimasta senza valigia. sempre l'amico mi dice ti serviva proprio? che te ne fai? dice i bagagli rallentano il viaggio e poi non devi neppure andare tanto lontano, dice.

per dove devo andare io, è vero, il bagaglio non serve, appesantisce. bisogna essere pronti a partire all'improvviso, senza essere pronti, praticamente nudi: niente orpelli, niente ricordi desideri possessi legami, nudi come natura ci ha fatti. viaggiare leggeri perché, come diceva schopenhauer, il mondo è rappresentazione... aveva visto "matrix"? wake up, neo...

scritto da maribelle | 00:34 | commenti
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venerdì, 26 agosto 2005

silenzio.  avete mai ascoltato il silenzio? è assai raro di questi tempi, ma a ben cercarlo lo si trova. assorda tanto è privo di suoni, persino spaventa. a tal punto ne hanno timore che lo debbono sempre riempire nei negozi, dove non è mai di casa, nei ristoranti, dove men che meno (nella migliore delle ipotesi si udirebbe lo sgranocchiare di mandibole e lo sferruzzare di posate) come nei locali. solo nelle chiese o nelle biblioteche le orecchie trovan un poco di quiete e riposo, ma non il silenzio totale (scalpiccio di passi, fogli sgualciti dalle dita, brusii discreti, magari un pigro ventilatore nell'ultimo degli angoli).

tace tazio e del silenzio si pasce. pian piano comincio a comprendere e a rifuggirvi ad ogni occasione. non sempre quello che diciamo merita di essere detto o aggiunge qualcosa alla comunicazione; anzi, molte volte aggiunge solo rumore che indebolisce il messaggio e lo confonde. questo ben lo sanno i pubblicitari e i vetrinisti: troppa mercanzia rende tutto grigio, indifferenziato. per far risaltare l'oggetto su cui vogliamo attirare l'attenzione dell'altro bisogna evidenziarlo, stagliarlo contro uno sfondo vuoto. pensiamo anche alle chiesette romaniche, scarne e sobrie, pareti vuote contro il cui biancore emerge vivissimo il santo o il crocefisso. anche la nostra mente è un tempio che sarebbe bene svuotare di tanto in tanto per lasciare che i pensieri davvero importanti emergano forti e chiari. la parola d'ordine è:  !

p.s.  non ho ancora capito come si fa ad aggiungere un "permalink"... :((

scritto da maribelle | 12:29 | commenti
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venerdì, 19 agosto 2005

boomerang.  se io avessi un figlio sarei ben in imbarazzo sull'educazione da dargli. dovrei insegnargli che esistono valori universali di giustizia, pace e eguaglianza, superiori a quelli più contingenti (soldi, potere, forza) o imprimere nella sua giovane e malleabile mente che nella vita la giustizia è sempre sottomessa alla forza, alla potenza e all'ignoranza? nell'un caso mi sentirei nel giusto, ma mi resterebbe il cruccio di fare di lui un illuso e un disadattato come sua madre. nell'altro caso, non dormirei più sonni tranquilli ma almeno sarei sicura che nella vita non avrebbe brutte sorprese. per fortuna questo cruccio non è mio, ma ai genitori di questo mondo tutta la mia solidarietà!

oddio, direte voi, che gli prende mo' a questa? state un po' a sentire: tre anni fa bush (in quanto presidente degli stati uniti) ha "chiesto" ai paesi amici (ma non a quelli europei) di firmare un accordo per proteggere soldati e politici americani dalle (eventuali ma poco probabili) sgrinfie del tribunale internazionale sui genocidi. ma come, direte voi, gli stati uniti non erano buoni? i cattivi sono altrove, no? sì, infatti loro sono buoni perché non hanno mai commesso reati di genocidio, ma per buona misura il presidente usa ha pensato bene di ricattare (ehm... no, consigliare) i suoi schiavi (ehm... no, i suoi amici) di non fornire al tribunale dell'aja informazioni che potrebbero far gola ai suoi nemici. i paesi che hanno firmato sono tutti affamati di soldi, come pure lo sono quei 12 paesi che si sono rifiutati e perciò si sono visti tagliare gli aiuti militari. in fondo, come ha commentato un rappresentante repubblicano, l'aiuto non è obbligatorio.

troppo vero, e a bush non gli si può muovere alcun rimprovero: coi soldi suoi (ahem... dei suoi sudditi... ahem dei suoi concittadini) può fare ciò che crede. tuttavia questa saggia e lungimirante politica sta cominciando a ritorcerglisi contro. in quei paesi, infatti, (lo dice il new york times di oggi, non un pincopallo qualunque) sta aumentando il risentimento nei confronti degli stati uniti. a ben pensarci, gli aiuti militari ai paesi poveri non erano un regalino nato dal buon cuore americano ma un disegno, magari imperialista, di arginare l'espansione prima comunista e ora cinese. eh già, i cinesi bussano alle porte e dove gli americani perdono terreno arrivano loro. che sorpresa.

scritto da maribelle | 18:24 | commenti
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martedì, 16 agosto 2005

noi e loro, noia e l'oro.  ha detto: guai a chi toglie il crocefisso dagli uffici pubblici. ha anche detto che essere cristiani è bello. non lo metto in dubbio, ma anche essere musulmani, ebrei, hinduisti, buddhisti, taoisti, ecc. importa davvero tanto il colore o il nome del proprio dio, quando le finalità sono le stesse e si perseguono principi di pace (intesa in senso molto ampio)? importa molto a chi sta lassù se si va a messa la domenica o si va in sinagoga il sabato? è questo il momento di fomentare sentimenti fondamentalisti? a me non sembra proprio. anzi, se certi capi religiosi avessero davvero a cuore la pace nel mondo e il quieto vivere di tutti dovrebbero mostrarsi più tolleranti e lasciar perdere le guerre di religione.

non voglio pensare male, non voglio neppure supporre che ci siano dietro altri interessi, quelli che mai e poi mai dovrebbero mescolarsi con le questioni di fede e che attengono più al potere temporale (ma non temporaneo!) della chiesa che non a quello spirituale. tolti quelli, non resta che una profonda insicurezza che lascia perplessi e che sta, io credo, alla base di ogni forma di proselitismo. dico sempre ai testimoni di geova che vengono a vendermi un biglietto per l'aldilà: ma se avete i posti numerati, perché rischiare che io prenda il vostro posto? godetevelo!

noticina personale, anzi capriccio: tra pochi giorni è il mio compleanno. che ne direste di farmi un regalino? :))

scritto da maribelle | 01:14 | commenti (2)
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sabato, 13 agosto 2005

banalità.  non per riecheggiare la vecchia canzone di d. silvestri, ma la vita sembra diventare un'accozzaglia di etero-banalità. mi sto prendendo una pausa perché trovare pillole di curiosa realtà sta diventando troppo difficile. ci riempiono la testa di banalità: la paura del terrorismo (sbadigl), la paura delle malattie (sbadigl), la paura degli incidenti stradali (sbadigl), la paura delle code ai caselli (sbadigl), la paura di non trovare posto sulla spiaggia (sbadigl), la paura di tornare a casa senza tintarella (sbadigl), la paura di non arrivare a fine mese (vendete il terzo cellulare!). dice il saggio che l'uomo prende per duraturo ciò che è caduco, e per caduco ciò che è imperituro. ma anche questa, a ben guardare, è una banalità: sbadigl!

cerco la verità tra tutta questa accozzaglia di banalità, ma l'insolito mi fornisce solo il ridicolo: l'uomo è un alieno (certo, se guardo certi esemplari qualche sospetto mi viene), ed è questa la grande verità che cristo è venuto a elargirci (il padre nostro sta nei cieli pilotando una astronave da sballo in attesa che ci facciamo tutti teletrasportare all'insù). la moratti ha già dato disposizioni che questa teoria venga insegnata nelle scuole insieme al creazionismo (creative design!) e all'evoluzionismo (darwin chi?). perdindirindina, insegniamo ai dolci fanciulli la teoria pelasgica della creazione: la grande dea avvoltolandosi in una frenetica danza ha deposto un uovo che il serpente ha abboccato fecondandolo, e l'universo fu.

banale è passare le ferie a farsi arrostire la pelle e prosciugare il portafoglio; banale è risucchiare sotto l'ombrellone camilleri e limonata; banale è farsi rimorchiare dal fustaccio locale per avere qualcosa da scrivere sul diario; banale è scrivere banalità su un blog a pochi giorni da ferragosto... tazio, presunta snobbitudine, proclama con viva certezza che il silenzio è d'oro e alza il volume. dalla radio gracida dal remoto passato felice la dura voce di j. cooper clarke, down on beasley street... vodka anyone?

scritto da maribelle | 01:33 | commenti
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lunedì, 01 agosto 2005

destra | sinistra.  sorprendo l'amico a fare quella cosa di cui ha accusato me. "non farei mai quelle cose, non sono il tipo, non mi interessano, non ho tempo, ecc." bene, beneficio d'inventario. appena voltato l'angolo, eccolo che rifa la stessa cosa, paro paro. o ma allora? "no, hai capito male, ripeto ti sbagli." la doppia vita di veronique, non ho altre spiegazioni. essendo molto cattolico, lui mette in pratica il precetto "non sappia la destra ciò che fa la sinistra". solo che gesù si riferiva alle mani, non alle due metà del cervello! consulto la vecchia saggia: come posso fare per aiutarlo? prende una mela e la taglia a metà; mi guarda, poi una la mette su un piatto e l'altra in tasca. "quante mezze mele vedi?" una. toglie quella dal piatto e se la mette in tasca, poi tira fuori l'altra e ce la mette sopra. "e adesso?" una! (ma com'è che i saggi fanno 'sti giochini da baracconi?) adesso tira fuori anche l'altra, sulle due superfici spruzza del succo di limone; cerca di unirle ma le due metà ricadono separate. "quante?" due... ora spalma le superfici con miele denso e le rimette insieme. "adesso quante mezze mele vedi?" nessuna, vedo una mela intera. mi fissa e aspetta pazientemente che mi si accenda la lucina negli occhi. aaaah! traduzione per i miscredenti: non a calci si raddrizza la pianticella storta, ma con pazienza e amorosa cura.

scritto da maribelle | 16:23 | commenti (2)
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