.: diario di bordo :.

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lunedì, 27 febbraio 2006

coriandoli e fioretti.  la mia amica d'oltreoceano mi ha chiesto cos'è 'sta storia che il nostro capo (ha usato proprio questo termine, ovvero quello che in tedesco diventa “führer” e in latino “dux”) avrebbe fatto voto di castità per il periodo della quaresima. le ho spiegato che non ha importanza né per il popolo né per la moglie, che cmq non se ne accorgerebbe. allora mi chiede perché ha fatto una dichiarazione del genere in pubblico. non lo sa che i fioretti o voti hanno più valore se tenuti segreti? certo che lo sa, non è quello il punto. il nostro leader (o, alla bolognese, leder) ha espresso una forma più raffinata del celodurismo grossolano di bossi.

se avesse detto "nonostante i miei 70 e passa anni, a letto sono ancora un toro" avrebbe fatto ridere i polli (quelli che ancora non si sono presi il virus... del berlusconismo). va bene, fa ridere lo stesso, ma la forma usata per esprimere il concetto è più subdola. infatti, ostentando una astinenza forzata (i-tagliata), implica che normalmente ci dá ancora dentro come un ventenne iperormonato. questo, gli dicono i markettari, alla gente piace: non vogliono un leader vecchio e cadente, quel ruolo lasciamolo fare al presidente della repubblica (figura paterna); la gente vuole un leader giovane e intraprendente, agile e potente, negli affari di stato come nella camera da letto. che poi... anche ammesso e non concesso, vorrei vedere chi è che va a controllare. a meno che non istalli una webcam nella sua camera da letto.

e i coriandoli, mi chiederete? i coriandoli sono quelli che calpestiamo sui marciapiedi, quelli che ci infiliamo in bocca divorando chiacchiere bugie cenci e frappe, mentre ridiamo per un breve momento di spensieratezza tra un mutuo da pagare, una bolletta non pagata, una visita medica preoccupante, un figlio che non studia, un lavoro perso, un amore logorato dalla consuetudine e dalla perdita di voglia di giocare. rallegriamoci un pochetto e facciamo provvista; da mercoledi' inizia la quaresima (ma non è necessario far voto di castità).

scritto da maribelle | 14:35 | commenti
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venerdì, 17 febbraio 2006

priorità e pritorità.  dopo il successone della sentenza della terza sezione della corte della cassazione, ci si attende una nuova brillante e storica sentenza: plagiare un autore edito è meno grave che plagiare un autore inedito. stateve accuorte!

altra notizia dell'ultim'ora (anzi, ancora da annunciarsi): la scorta del ministro calderoli ha dato le dimissioni. "se vuole indossare magliette con i cerchi concentrici, se la spicci da solo. noi non ne vogliamo mezza," avrebbe detto il capo della scorta. come dargli torto?

altra notizia brevissima: la cassazione, in una frenesia di sentenze, ha stabilito che uccidere un uomo morto non è reato, e questo in risposta all'eventualità che a qualcuno venga in mente di penalizzare gli uomini della scorta del ministro delle riforme. "non si può proteggere un cadavere!" non è chiaro chi l'abbia detto, ma potrebbe essere il ministro degli interni, che avrebbe anche rivelato un segreto disegno per inviare il ministro leghista per una missione diplomatica in iran, senza scorta, e sfoggiando, secondo il suo precipuo desiderio, la maglietta con le vignette. il popolo esulta.

scritto da maribelle | 22:59 | commenti (3)
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mercoledì, 15 febbraio 2006

ci stan contando delle musse?  vorrei prendere benedetto xvi, farlo sedere comodo sul mio divano, magari offrirgli una bella lager spumeggiante e poi fargli una domanda. si narra nel vangelo (luca, credo) che un giorno gli apostoli chiesero a gesù come mai parlasse alle folle per parabole e a loro no. cristo rispose: "io parlo così affinchè loro non capiscano." allora, caro benedetto, che cosa significa ciò? me lo sai spiegare? cos'è che noi non dobbiamo capire e che invece gli apostoli potevano capire? che cosa cristo ha detto loro che noi non sappiamo (perché nei vangeli non c'è)? altrimenti detto, caro benedetto, ci stai contando delle musse???

e questo è il motivo per cui i gesuiti mi sono simpatici :))

scritto da maribelle | 02:38 | commenti (2)
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giovedì, 09 febbraio 2006

fatti e disfatti.  abbiamo in parlamento, cari signore e care signori, una quantità disdicevole di persone strafatte, su di giri, drogati voglio dire fino al midollo. non di erba si fanno questi signori e signorine (poche, per la verità), ma di potere, di autorità, di soldi. siccome la dose quinquennale non basta, intendono procurarsi la prossima dose sulla pelle degli italiani. a botte di fiducia, come quasi ogni singola legge da quasi cinque anni a questa parte, viene approvata una manovra esecutiva per stringere la cinghia, sbattendosene le cose tonde di ogni analisi seria e scientifica, nonchè di ogni principio di sano buonsenso, per arraffare financo qualche voticino in più.

spontanee sorgono manifestazioni di protesta, promesse di ricorsi alla corte costituzionale (assessore alla sanità regione emilia-romagna), appelli a ciampi affinchè non firmi (voglio ridere), e tante altre belle iniziative che ahimè temo non sortiranno il risultato sperato e questo per una ragione molto semplice: l'informazione. provatevi voi a chiedere ai vicini, ai parenti, ai colleghi cosa ne pensano delle droghe leggere e capirete ciò che intendo. ci sono, da decenni, fior di studi e di esperienze tangibili e concrete a riprova che la maria (proprio lei) non è così dannosa come la si vorrebbe dipingere e che anzi presenta molti aspetti positivi, curativi (stomaco, occhi, sistema nervoso...), che è molto meno nociva di tabacco e alcool (non dà assuefazione, è meno lesiva ai polmoni, placa gli istinti violenti, ecc.). tutto questo si sa, eppure c'è ancora tanta ma tanta prevenzione per il solo fatto che, nella glossa quotidiana, viene accomunata alle peggiori sostanze stupefacenti.

queste cose, dicevo, sono risapute per chi si vuole documentare, ma non sono rese pubbliche perché siamo ancora soggetti al detto che una falsità ripetuta cento volte diventa verità. senza contare che depenalizzare l'uso di certe sostanze, come già succede con alcool e tabacco, consente di controllare e tassare. ma, mentre nessuno si potrebbe mettere a coltivare tabacco o distillare alcool nel proprio terrazzo, la maria è un'erbaccia che potrebbe benissimo convivere tra gerani e potus. il guaio è che forse il guadagno alla lunga non sarebbe altrettanto succulento né per lo stato (che fare di tutto quell'ambaradan di poliziotti, psicologi, specialisti e carcerieri che improvvisamente si troverebbero col deretano sul marciapiede? che fare di tutte quelle celle vuote nelle prigioni? come si fa a tassare una pianta?) né per le varie mafiette.

resta poi un fatto assai amaro: per picchiare i fumatori di spinelli il tempo c'è sempre, mentre per requilibrare la disparità scandalosa tra i sessi in parlamento invece il tempo è sempre già scaduto...

battuta del giorno:  "i'm out of estrogen and i have a gun"!!!! :))

scritto da maribelle | 15:33 | commenti
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sabato, 04 febbraio 2006

armonie.  è passato da me ieri e ce le siamo dette di tutti i colori. il motivo scatenante non ha molta importanza: tazio trovava ridicolo e assurdo che io potessi spendere 9.90 euro per linus e io ho ridicolizzato lui che spende altrettanto in giornali. andiamo! ne sono seguiti insulti a non finire: hai un quoziente d'intelligenza, cara, che è solo pari alle temperature minime invernali in trentino; ciò è palese, tesoro, ma almeno non sono un millepiedi che cercando di uscire dal buco ricade indietro trascinandosi addosso le zollette di terra che ha così rimosso. ce le siamo cantate di santa ragione finchè, esauriti gli argomenti (e gli epiteti), siamo rimasti muti a fissarci con occhi che lampeggiavano tutta la nostra ira, il nostro puro sentimento d'odio reciproco.

denudato da ogni orpello casuistico, scevro ormai degli alibi farseschi, è rimasta la pura e semplice manifestazione di antipatia animalesca. non odio, non amore, tutti e due infatti: una luce nera che allaccia gli occhi e le anime e che dice: ti annienterò fosse l'ultima cosa che faccio in questa esistenza. a questo dovevamo arrivare... il lettore magari si aspetta che a questo punto, memore della causa scatenante (l'acquisto di una rivista), tazio ed io disarmati scoppiamo a ridere e ci rappacifichiamo. nossignore, la faccenda è quanto mai seria. non solo non esiste più il motivo scatenante, che solo ha servito di pretesto, ma neppure noi due esistiamo come individui poichè siamo solo le manifestazioni materiali, uguali ed opposte, di questo fascio di luce nera che ci tiene legati.

con la coda dell'occhio ho visto quando è passata di lì la vicina: ci ha visto, ha visto l'esteriorità di questa disputa, e ho visto che stava per intervenire, poi un provvidenziale ripensamento la sospinta oltre. non so per quanto tempo siamo rimasti così a fissarci e a comunicare in silenzio. non so cosa sia successo intorno a noi, ma abbiamo capito che né le parole né i gesti possono ormai servire. alla fine da quell'allaccio ci siamo sciolti con una tregua dichiarata. poichè nessuno dei due vuole cessare di esistere, per ora, altro non resta se non evitare che i nostri cammini si intersechino di nuovo. sempre che il destino non ci metta lo zampino...
fare thee well! and if for ever,
still for ever, fare thee well:
even though unforgiving, never
'gainst thee shall my heart rebel.
— g. byron

scritto da maribelle | 14:35 | commenti
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