.: diario di bordo :.

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giovedì, 27 aprile 2006

ricominciamo dal 25.  riprendo quasi pieno possesso del pc giusto in tempo per farci gli auguri di rinnovata libertà. non importa che cronologicamente il 25 aprile sia già passato: la libertà (quella senza attributi) non ha scadenza, se la si difende giorno per giorno. è vero che chi ha combattuto per riaverla e darla non intendeva che ogni generazione dovesse tornare sui monti per imbracciare il fucile. ma noi che ci siamo nati dentro facilmente cediamo alla tentazione di crederla imperitura. per questo dobbiamo vigilare, senza fucili, ma con occhi e orecchie aperti e il cervello acceso.

tempo fa, in america, un neo-laureato in legge mi fece un discorso ben strano: è giusto discriminare contro i fumatori perché la maggioranza degli americani non fuma. il che potrebbe essere tradotto in: è giusto discriminare contro i gay (o gli ebrei o i neri o i ciechi) perché la maggioranza della gente non è gay (o ebrea o nera o cieca). proprio in america è partita una strana denuncia: una studentessa cristiana ha fatto causa al governo federale perché l'università, impedendole di esprimere il suo odio per i gay, limita il suo diritto di professare la sua religione (che, a suo dire, condanna l'omosessualità). non ho dubbi che la signorina perderà la causa: il gioco della democrazia sta proprio nel fatto che non si può pretendere di pensarla tutti allo stesso modo, ma la libertà è garantita a tutti, anche alle minoranze.

noi, che dall'america abbiamo preso soprattutto le cose cattive (il maggioritario, disney e macdonald's) e ignorato quasi tutte quelle buone (la separazione dei poteri, per es.), abbiamo tuttavia una costituzione calibrata col bilancino per tutelare i nostri diritti e garantire la nostra libertà. in america, nessuno potrebbe modificare nella sostanza la costituzione senza seguire le procedure previste dalla medesima, mentre da noi si cambiano le regole del gioco durante la partita, unilateralmente, e senza tante cerimonie (dov'era il piccolo vittorio emanuele ciampi? perché l'ha firmata, lui, che dice di fare della costituzione la sua bibbia?). tocca ora a noi difendere la nostra carta costituzionale e dichiarare con il nostro no che intendiamo difendere quella libertà per cui tanti hanno dato la vita.

scritto da maribelle | 01:25 | commenti (1)
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mercoledì, 19 aprile 2006

the end.  i comunisti della corte di cassazione hanno sancito in maniera definitiva la vittoria dell'unione. (v. la notizia fresca fresca"). ora basta con le polemiche, con i tira-in-là, con le panzane. berlusconi ammetta di aver perso le elezioni e si rassegni alle pugnalate che gli verranno giocoforza dai suoi c.d. alleati. i nodi vengono sempre al pettine e i peccati si pagano. meglio in questa vita che in un'altra. se poi trovasse ancora scuse per non lasciare palazzo chigi, ci penserà il popolo a farlo sloggiare, con le buone o con le cattive.

poi cos'è 'sta storia di andare al quirinale? non ci è già andato abbastanza per ricattare e minacciare il buon carlo azeglio? perché non chiedere addirittura la beatificazione dal papanzer? c'è solo un piccolo dettaglio per averla: la morte, ma se proprio ci tiene credo che non ci sia penuria di candidati ad aiutarlo in questo senso... o no? (sono cattivissima, lo so, ma non è colpa mia se mi disegnano così! :))

scritto da maribelle | 18:21 | commenti
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lunedì, 17 aprile 2006

inno all'ignoranza.  dopo secoli di riverenza rispetto e persino sudditanza alle menti più dotte e più colte, l'uomo moderno si è finalmente liberato da quel giogo. anzi, fa molto fino tra gli intellettuali rispondere ad un commento scomodo: ah io non ne so niente! il che non significa umilmente ammettere la propria ignoranza, ma anzi fregiarsene come un blasone: io non guardo mai la televisione, io non leggo i giornali, io non mi occupo di queste cose. in ambienti accademici questo atteggiamento è stato incoraggiato e premiato per molto tempo: non sono tenuto a leggere tizio o tizia perché una volta ha pisciato fuori dal pitale. di pari passo all'improvvisazione superficiale e al pressapochismo di professione (e professato), incede nelle nicchie l'iperspecializzazione indossata come armatura: se non hai capito che la virgola va prima della subordinata e non dopo, è inutile che stiamo a discutere.

in realtà, chi sfoggia una finta ignoranza di comodo ignora che l'ignoranza (pardon!) ha un suo pregio unico ma delicato. come si dice a roma, nessuno nasce imparato, e io aggiungo: per fortuna! imparare non è soltanto l'acquisizione di dati utili o frivoli, immediatamente applicabili (tecnica) o formativi (teorica). imparare è soprattutto crescere, e come si potrebbe imparare senza ignorare? imparare significa capire, e sbagliare è il modo migliore di imparare: la conoscenza viene scolpita nelle cellule del nostro organismo a lettere di fuoco, indelebilmente. l'ho scoperto facendo tai chi: sono felice ogni volta che il maestro mi riprende e mi corregge, più che quando mi elogia. l'elogio è meramente gratificante ma fossilizza; la correzione aiuta a capire non tanto dove si è sbagliato, ma il perché e il come una cosa (gesto, pensiero, idea) funziona. l'errore non è una colpa se da esso si impara. altrimenti è coazione a ripetere.

purtroppo, forse per reazione all'accademismo di cui sopra e all'intellettualismo ivoriano (nella torre), si tende oggi, da più parti, a incoraggiare una seria e meticolosa coltivazione dell'ignoranza fine a se stessa. l'abbiamo visto anche in campagna elettorale (eggià, la lingua batte dove il dente duole): davanti al professore, l'arricchito scambia una citazione colta per un insulto e invece di ricambiare la battuta con un'altra citazione colta e sottile passa direttamente all'insulto insulso (sei un idiota). come non ricordare il cyrano di ronstand?

"Ah ! non ! c'est un peu court, jeune homme !
On pouvait dire... Oh! Dieu !... bien des choses en somme."

scritto da maribelle | 02:46 | commenti
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giovedì, 13 aprile 2006

capolinea.

prima pagina del independent
fine della corsa per il padrino
(e il principale boss mafioso viene arrestato in sicilia)


facciamo allusioni?

non ve la prendete con me, ho solo tradotto quello che ci sta scritto. poi, nel corpo dell'articolo si dice pure:

« A political vacuum had opened up: Berlusconi, long tainted by his Mafia links, was on his way; and suddenly the biggest mobster of the lot was in the bag. Italy does not lose its capacity to amaze. »

già, l'italia non perde mai la sua capacità di stupire...

scritto da maribelle | 00:00 | commenti (2)
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martedì, 11 aprile 2006

fiori foglie e frutti.  che spavento, santo cielo! ieri sera ero proprio a terra... dico, pazienza cinque anni fa, i comitati rutelli non avevano nessuna voglia di vincere (e non ho ancora capito perché: per lasciare che gli italiani si inoculassero degli anticorpi berluschini? per inettitudine? per inciucio?). all'epoca attribuivo le ragioni della sconfitta principalmente all'assenza di prodi (rutelli... puah!). ma ieri sera mi dicevo: cazzo, stavolta ci siamo giocati la carta vincente. non è possibile che ci lasciamo soffiare la speranza da un gruppo di malviventi (nel senso che vivono male e fanno vivere gli altri peggio) e ci siamo giocati prodi. non ci volevo credere. ero spaventata, davvero spaventata. neppure arrabbiata o rancorosa. solo molto spaventata. sono stata due ore a fissare lo schermo di raitre, con qualche puntatina su matrix o porta a porta (come siamo ridotti, eh?). stamattina poi non andava molto meglio, finchè un'amica mi ha dato la notizia del voto dall'estero. eh? eeeh?

avevo tanta voglia di suonare al campanello del locale club di forza italia, così, tanto per festeggiare. tie'. tie' tie' tie'. «linguacc linguacc»

poi, ancora cauta, ho bagnato le piante. sorridevano rigogliose. oh? è dunque arrivata fino a voi la notizia? non mi hanno risposto ma ghignavano con delle foglie larghe così. ok, non sono molto fair: avevo spiegato loro nei giorni scorsi che se avesse vinto berlusconi sarebbe stata annullata la tassa sui concimi, ma se avesse vinto prodi avrebbero avuto potature regolari, acqua abbondante tutti i giorni e concime fino a scoppiare, senza sovrapprezzo. da che parte stanno politicamente è fin troppo evidente: il potus si è messo a spingere foglie nuove fino al cielo, canticchiando sottovoce: "chi non salta berlusconi è è!"

scritto da maribelle | 18:31 | commenti (5)
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lunedì, 10 aprile 2006

exit poll, l'uscita dei polli.  i risultati che arrivano col contagocce (perché? che succede al viminale?) non sono per niente tranquillizzanti. il timore c'è e irrita un poco il senso di trionfo che trapela dalle segreterie dell'unione. può darsi che i risultati definitivi facciano svanire ogni timore; può darsi che il margine di maggioranza sia sufficiente per poter governare in maniera efficiente e soddisfacente, ma al momento mi sembra che i dati non siano per nulla ottimisti. qualcuno ha ventilato la possibilità di tornare alle urne se si dovesse arrivare ad un pareggio. panico! altri mesi di campagna elettorale? non sopravviverei... d'altro canto non sopravviverei ad altri cinque anni di silvio b.

note a margine, in ordine sparso: senatore grillo (genova) indagato per la truffa antonveneta: era ora. incidenti nei seggi: molto male. nei seggi separazione di maschietti e femminucce: perché? d'alema trionfa: ma perché non ti stai zitto almeno una volta? la russa tronfio sulla "rimonta" cdl: ma perché non ti stai zitto almeno una volta? cdl apparentemente vittoriosa in veneto, friuli, piemonte (oltre a lombardia e sicilia): li seghiamo? conteggio lumacoso: perché?

saluto romano? o saluto a romano?
heil...


scritto da maribelle | 20:59 | commenti (1)
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domenica, 09 aprile 2006

jour de fête.  tra poco mi metterò un bel vestitino primaverile con la collanina di vetro di murano e le scarpette sciuésciué. lo faccio sempre quando compio il rito democratico: domenica mattina in ghingheri si fa una passeggiata fino al seggio, con quel pizzico di nervosismo da sposini al primo , con un timido saluto al militare si varca la soglia seguendo le indicazioni del seggio. poi, un lieve rossore davanti allo scrutatore quando mi porge la scheda, come fosse una vera. allegramente mi infilerò nella cabina e tirerò la tendina perché occhi indiscreti non vedano quello che faccio nell'intimità tra me e la scheda... poi nuovo rossore quando infilerò la scheda ben ripiegata nell'urna dove cadrà in mezzo a tante altre e lì potrà fraternizzare, spettegolare, tirare risolini (lei, con vanto dirà: mi ha segnato con piglio deciso e marcato, e voi? un'altra le risponderà: anche la mia! e un'altra: anch'io! ma ci sarà quella, un po' vergognosa, che arrossendo dirà: il mio ci ha pensato un mucchio prima e poi... e poi? cosa ha segnato? non oso dirlo... mi sento così sporca...).

riassuntino per i distratti:  dopo un fulgido esordio sull'articolo 18 (attacco fallito), questi i punti salienti del governo b: legge sul falso in bilancio, legge sulle rogatorie, libertà per gli imputati di scegliersi giudici e tribunali, cacciata dell'unico ministro serio (ruggero) per stringere alleanza con bush, avventura militare in afghanistan e iraq; la legge gasparri, la legge urbani, la legge 30 (quella che ha definitivamente legalizzato il lavoro nero), modifica unilaterale della costituzione, legge truffa sul conflitto d'interessi (che non esiste), dimezzati i tempi di prescrizione, abolito l'appellabilità delle sentenze, modifica (unilaterale) della legge elettorale, taglio di fondi per la ricerca e la cultura, taglio di fondi a regioni e comuni, nonchè alla sanità e alla scuola, abolizione dell'ici per gli istituti religiosi (con restituzione retroattiva), abolizione del tempo pieno nelle scuole dell'obbligo, elevazione dell'età dell'obbligo scolastico fino a 18 anni, purga a giornalisti e comici scomodi, insulti a tedeschi, islamici, spagnoli, cinesi; riproduzione assistita (anticamera per l'abolizione della 194); ripetuti attacchi alla magistratura, con la mafia bisogna convivere, mille progetti di opere pubbliche lasciati a metà (soldi agli amici, tra cui il ministro lunardi, titolare di una grossa ditta di lavori), enne condoni edilizi e agli evasori, polarizzazione della politica (buoni e comunisti), esasperazione del popolo, clima pesante, censura...

i personaggi. fini, prima di mettersi in giacca e cravatta andava in giro a picchiare i compagni con spranghe e catene (sua stessa ammissione). mussolini: meglio fascisti che froci. giovanardi: gli olandesi sono nazisti. buttiglione: se tagliano il fus mi dimetto (non si è dimesso). calderoli: questa legge è una porcata (solo lei?). borghezio: (sproloqui irripetibili). previti: condannato a piede libero. dell'utri: condannato a piede libero. taormina: sottosegretario alla giustizia (!), poi dimissionario per seguire il caso cogne (nonchè architetto del falso caso telekom-serbia). devo continuare?

il cinese l'altra sera ha detto che per convincere gli indecisi (ma io non ne conosco!), bisogna parlare al loro cervello e al loro cuore, con serenità e pacatezza, perché il dialogo e il rispetto fanno parte dei nostri valori. ovvero: l'arroganza, lo sprezzo, la strafottenza sono i loro. ebbene, è proprio per questo che bisogna votare, bisogna mettere fine a questo regime di immobilità, bisogna mettere fine una volta per tutte al regno della corruzione, della falsità, dell'arrivismo e del disprezzo per le leggi. bisogna ridare un senso al vivere civile, ridare serenità perché senza serenità non si può costruire il nostro futuro. bisogna difendere la nostra libertà (anche di dissenso), bisogna difendere il rispetto per le istituzioni, bisogna votare prodi per difendere i nostri interessi: noi non siamo coglioni!

scritto da maribelle | 11:11 | commenti (3)
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venerdì, 07 aprile 2006

pacche e pacchie.  da quando hanno costruito la diga di assuan il nilo non s'inonda più, con gran nocumento alle coltivazioni che resero la valle delle piramidi fertile e rigogliosa. oggi quella diga viene portata ad esempio di azione umana miope e dannosa. la diga del vajont non ha avuto bisogno di molto tempo per rivelarsi dannosa, e lo ha fatto in maniera molto più spettacolare. vi siete mai chiesti perché? non c'è bisogno di seguire marco paolini o di aver visto il film per rispondere: è sufficiente scorrere le pagine di un qualunque libro di storia.

il problema attuale nel nostro paese non è affatto dissimile. mi chiedo se l'enorme successo di quel film ha facilitato le risposte veementi contro una qualunque opera di progresso e utilità pubblica inseguendo interessi localistici. non ci fidiamo più di nessuno, soprattutto se chi prende le decisioni ha il potere (di prenderle). non ci fidiamo se è di destra e controlla le televisioni, ma non ci fidiamo neppure se è di sinistra, perché dalla sinistra ci aspettiamo sempre la salvaguardia del nostro minuscolo benessere. guardiamoci in faccia: siamo un popolo miope e viziato. non riusciamo a pensare con la nostra testa e non appena appare sulla scena un masaniello, o un capetto da due centesimi ci aspettiamo che abbia in mano la soluzione a tutti i nostri problemi.

il rischio del fascismo non sta in un qualunque sia pur piccolo movimento di folcloristici facinorosi. il rischio sta nella nostra incapacità di vivere insieme e di dialogare. sta nella nostra incapacità di assumerci le nostre responsabilità. a me fa molto sorridere questa improvvisa corsa a chiamarsi col nome degli attributi maschili (e noi donne? siamo ovaie se votiamo a sinistra?). dobbiamo proprio lasciarci dettare l'agenda del giorno da un miserevole omuncolo dal vocabolario limitato? dobbiamo proprio fare mezz'ora di fila per vedere un film che tutto sommato non ci dice niente di nuovo ma ci offre solo l'occasione di una buona sega collettiva? così ci sentiamo tutti fratelli nell'odio nella rabbia nella frustrazione. e poi? quando quest'uomo sarà finalmente rimosso, cosa ne sarà della nostra emotiva solidarietà? saremo contenti di avere una bonino ministro? ci piacerà di avere un qualche democristiano ben incastrato in un qualche dicastero? non ci lamenteremo quando verranno passate leggi che ci precarizzano ancora di più, o che privatizzano, o che ingabbiano ulteriormente la nostra libertà di pensiero?

tuttavia... meno quattro!

scritto da maribelle | 02:59 | commenti (1)
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mercoledì, 05 aprile 2006

ecomostri.  nel sogno ritornavo nella stessa casa di tanti anni, ormai decrepita e pericolante. la si voleva distruggere e l'idea mi sembrava un po' estremista. mi guardo in giro, nei vani deserti e vuoti, tutto ciò che c'era di prezioso era stato ormai portato via e non restavano che i muri e gli infissi. mi chiedo, tristemente, se non c'è qualcosa che si potrebbe salvare da quella catapecchia ma mi convinco che sarebbe troppo poco e davvero non val la pena di sprecarci tempo ed energie. tanto vale metterci l'anima in pace e buttare tutto giù.

a vent'anni ero meno rivoluzionaria e più costruttiva: credevo, allora, nella mia pia innocenza, che il sistema lo si potesse cambiare dal di dentro (facendo mia una citazione di lenin), perché qualcosa di valido e di salvabile c'era, ed era su quello che bisognava ricostruire la società. a trent'anni, avendo assaggiato un po' della vita e del mondo pur marcio, ritenevo che il modo migliore di cambiare le cose fosse quello di cambiare la testa della gente tramite l'istruzione, l'informazione, la cultura. pensavo, nella mia pia innocenza, che qualcosa di buono ancora ci fosse nella testa della gente, lo si doveva solo concimare un po'. oggi, nella mia bovina maturità, ritengo che l'unico modo di cambiare la società sia di radere al suolo tutto quanto, buttare l'acqua sporca insieme al bambino (invece di bollircelo dentro), e dalle macerie ricostruire pietosamente ma alacremente ex novo. non mi faccio più illusioni sull'onestà innata della gente, prendo fatalisticamente atto..

citazione del giorno:
«Non ha niente in dosso!» – gridò alla fine tutto il popolo. L'Imperatore si rodeva, perchè anche a lui sembrava veramente che il popolo avesse ragione; ma pensava: «Qui non c'è scampo! Qui ne va del decoro della processione, se non si rimane imperterriti!» E prese un'andatura ancora più maestosa; ed i paggi continuarono a camminare chini, reggendo lo strascico che non c'era.
— h.c. andersen
meno cinque!

scritto da maribelle | 18:03 | commenti
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martedì, 04 aprile 2006

stanno cambiando l'italia.  non c'era bisogno che il grande imbonitore ce lo ricordasse, ce ne eravamo accorti benissimo da soli. certo che sta cambiando l'italia, in una repubblica dell'ammazzacaffè, poichè ormai non siamo più neppure alla frutta. il suo modo di distorcere la realtà e di mentire ogni volta che muove le labbra ha del miracoloso. bravo prodi che non ha raccolto l'invito alla rissa e ha proposto le sue idee, quelle del suo programma con serenità e fermezza. certo, dopo ci sarebbe voluta una bella analisi per riprendere punto per punto tutte le menzogne inanellate da sua emittenza, ma la tv di stato questo non può farlo... peccato! ci mancava solo la boutade dell'ici (sindaci in rivolta? non solo gli taglia i fondi, mo' gli toglie pure l'unico introito che hanno... non resta loro che multare a spron battuto, oppure chiudere baracca e burattini). ci mancava solo che cercasse di venderci un ponte a new york (quello a messina l'ha già fatto, ahinoi). povero berluschino, lo compatisco, tra meno di una settimana gli crollerà il mondo addosso... compresi i giudici!

ah l'abolizione dell'ici non basta no, voglio un regalo di mille euro al mese esentasse, una casa di mia proprieta', esenpago, tre pasti al giorno e dieci libri alla settimana (e anche un'altra cosina che qui non si può dire). non venderò il mio voto per meno di questo, neppure di un bit. he!

meno sei!

scritto da maribelle | 14:32 | commenti
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lunedì, 03 aprile 2006

rosse rose irose.  se avesse ragione il principe di arcore a dire che tutti quelli che lo oppongono o lo criticano o gli sbarrano la strada sono comunisti, sarei indotta a pensare che il comunismo non è mai stato meglio in oltre cent'anni di storia. le vecchiette che frequentano la chiesa dove va mia madre sono tutte rosse. le signore che frequentano la mia palestra sono tutte rosse. le donne e gli uomini che incontro al mercato sono tutti rossi (soprattutto quando aprono il borsellino). anche al bar mentre aspetto il mio caffettino odo critiche e mugugni: solo la barista si astiene diplomaticamente, ma il suo dissenso è palpabile. peggio ancora: al cineforum il prete presenta la nuova serie di film parrocchiali e non lesina critiche al governo. il babbo della vicina, ormai molto anziano, un volto grinzoso e grigio che ne ha viste di cotte e di crude, mi apostrofa mentre infilo la chiave nella porta: "lassù nei monti non ho combattuto invano!" non si preoccupi, gino, non siamo a quei punti. "ma se quel manfano rivince, io ci torno!"

meno sette!

scritto da maribelle | 19:22 | commenti
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sabato, 01 aprile 2006

autocritiche.  a quanto pare (non lo sapevo) il presidente di mediaset teme un nuovo piazzale loreto dopo il 10 aprile e la repubblica ha chiesto conferma al presidente dei ds. ora, tutto si può dire di d'alema, che non sa dire cose di sinistra, che è stronzo, però le cose che dice le sa dire molto bene:

« Ma quale Piazzale Loreto! Intanto in questo riferimento storico non posso non leggere un'autocritica: evidentemente il presidente di Mediaset paragona l'attuale sistema al fascismo... »

merita di tenercelo per le doti dialettiche. basta non dargli potere, tutto lì. [NO, non è un pesce d'aprile!]

scritto da maribelle | 17:36 | commenti
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