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mercoledì, 30 agosto 2006

silentium est signum sapientiae et loquacitas est signum stultitiae. petrus alphonsi

il silenzio consente di ascoltare. parlando non si ascolta né quello che parla, né quello che sorge da dentro. neppure i mille rumori distinti che ci circondano. non sentiamo lo scalpiccio dei passi, o lo sgocciolio di un rubinetto, o il lontano abbaiare di un cane, o il fruscio delle foglie, o il roboante tarlo di una moto che passa (mannaggia a loro). se il silenzio è interrotto da una frase, breve, rotta, il suo significato ci resta impresso molto più che se fosse sepolta da mille altre frasi. per questo trovo che film come il figlio o il grande silenzio (appunto!) sono una ventata d'aria fresca nel frastuono assordante di colonne sonore invadenti e sceneggiature banali e insipide.

scritto da maribelle | 02:03 | commenti
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martedì, 22 agosto 2006

le lundi,  le dix-huitième jour du mois d'août... ainsi dumas. non era di lunedì, e non era il 1572, ma quasi quattro secoli dopo che un altro grande, storico evento ha segnato il xx secolo, dividendolo in due parti: ante e post marinam natam. niente fasti, niente speciali televisivi: marina così decretò, preferendo dedicare la giornata alle cure domestiche, agli affari privati, soprattutto agli amici più intimi, scartabellando, rinverdendo, riscoprendo, rimettendoli a posto, gingillandosi con essi e dimenticando la tempesta che infuria nel resto del mondo. ogni tanto fa bene all'anima farlo.

quando il re acconsentì all'eliminazione degli ugonotti perché convinto che rappresentassero una grave minaccia, ne seguì una delle stragi più memorabili della storia. pochi decenni dopo il nuovo re, uscito vincitore dalla guerra civile, emanò un editto che consentiva ai protestanti di esercitare il loro culto. da allora, seppur con qualche sanguinoso ripensamento, la tolleranza religiosa e il laicismo sono diventati valori irrinunciabili in francia. in italia, invece, dove l'ondata protestante ha faticato molto a penetrare, grazie al pre-dominio vaticano, la cui corruzione dava scandalo solo nel resto d'europa, la questione della pacifica convivenza è ancor oggi materia di furibondi dibattiti (provatevi a togliere un crocifisso da un'aula...) e la fobia del diverso (sia egli islamico o ebreo o, dio non voglia, miscredente) infuoca gli animi. ed è interessante notare che, mentre in medioriente la tregua è stata ripetutamente violata, da noi si sferra una poderosa campagna mediatica per arginare il rischio di antisemitismo che quel conflitto sta facendo risorgere dalle ceneri ancora calde. il rischio è vieppiù potenziato dalla ristretta visione dei moderni maître à penser che, forse volutamente, confondono sionismo con ebraismo, critica a israele con antisemitismo, antisemitismo con islamismo e islam con mondo arabo. ne usciremo mai da questo vespaio?

scritto da maribelle | 18:36 | commenti
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martedì, 15 agosto 2006

tutte scuse.  questa la tesi vigorosamente sostenuta dalla micia. stamattina era di pessimo umore. le ho chiesto se il brutto tempo influiva negativamente sul suo stato d'animo. ha replicato, alquanto scocciata, che il maltempo non è una scusa valida per non darle da mangiare. ma io cercavo solo di fare un po' di conversazione! preferisco la colazione, ha soggiunto salace, e poi si è barricata dietro un fiero mutismo. be', mutismo, continuava a riprodurre in stereofonia i piagnistei del suo stomaco. povera micia. le ho detto allora, un po' piccata: ma non sei capace di pensare ad altro che al mangiare? per tagliar netto, ha sostenuto l'altra sua massima preferita: c'è solo una cosa più importante del darmi da mangiare, ed è darmene ancora. fuori la pappa o faccio strage di piante! ti vanno i bocconcini di salmone e tonno?

non mi guardate male, non sono vigliacca e non ho ceduto alle minacce: è tutto quello che avevo in casa! i mercanti, quando vogliono un prezzo, non chiedono mai quello ma lo alzano sempre un po'. il cliente lo sa, e mercanteggia. il mercante fa figura di rimetterci, piagnucola quello che gli è costato procurarsi la merce, fa mostra di tutti i rarissimi pregi della medesima, ma poi, messo alle strette dall'accorto compratore che minaccia di portar altrove il suo affare (ed è un bluff che entrambi conoscono), cede con gran sospironi e lesto lesto intasca il contante. mercanteggiare serve due scopi: ispira fiducia nel compratore, che pensa così di esser stato bravo a far scendere il prezzo, e facilita i rapporti sociali, perché anche il mercante acquista fiducia nel cliente, al quale promette nuove e migliori merci alla prossima occasione. non funzionano così anche le sofisticate (in apparenza) trattative politiche?

scritto da maribelle | 11:19 | commenti (1)
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martedì, 08 agosto 2006

per non perdere l'abitudine.  l'attenzione si sta allentando. mentre i più sono riparati in località di svago o riposo, pare che i temi caldi dell'estate siano ormai sepolti nella sabbia, dai consigli per sopravvivere alla calura, dai tormentoni spensierati, da concerti provocatoriamente commerciali, da preoccupazioni di tintarella. ma l'ignoranza non costituisce alibi e i problemi finiti sotto il tappeto non cessano di esistere.

souvenir da gaza dal sito di peacelink.org
[ dal sito di peacelink ]




mercoledì, 02 agosto 2006

sofri vs. travaglio.  molto travagliata la sorte di chi cerca di spiegare le sue ragioni e con poche battute viene accusato in maniera imprecisata e di cose imprecisate. qualche giorno fa ho letto un articolo di sofri sull'indulto (e non solo) che, senza offrire tanti argomenti validi, liquidava la posizione di chi era contrario a questo indulto (ma non a qualunque indulto) con insinuazioni un po' pesanti, che feriscono più l'intelligenza che la coscienza. lo stesso quotidiano ha oggi pubblicato la risposta di marco travaglio, travagliato appunto dall'articolo di cui sopra, con argomentazioni precise e documentate. leggasi l'articolo sul sito di megachip [ l'articolo è stato pubblicato originariamente su l'unità, ma sul sito non c'è... ]

[ perché splinder ha in odio chi usa tag hmtl? ]

scritto da maribelle | 19:23 | commenti (1)
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capolinea nel terrore.

" [...] C'è una notizia in controtendenza: nessun profugo scappa da Gaza. Perché a Gaza nessuno può entrare o uscire. Si può solo lanciare razzi da dentro, e bombardare con aerei, cannoni e missili, da fuori. Mancano acqua, luce, perfino il mare anche se il mare sembra lì, ma è proibito pescare. Gaza è un bersaglio immobile: un milione e mezzo di persone che provano a sopravvivere, più qualche migliaio che tira razzi. Suscitando dubbi: per aiutare la loro gente, o per far da sponda ai falchi dell'Israele che costruisce muri? Un milione e mezzo di profughi bersaglio sono arrivati al capolinea. Da Gaza non possono andare da nessuna parte. Devono solo aspettare, non sanno cosa se non la morte giovane. Un carro, un missile, pallottole vaganti. Non è necessario scegliere. C'è chi sceglie per tutti, da lontano. "
maurizio chierici, i numeri della morte, l'unità 01/08/06

scritto da maribelle | 12:09 | commenti
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