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mercoledì, 20 settembre 2006

catene scatenate.  per cambiare il mondo ci vuole molto meno di quel che non si pensi, se per mondo s'intende un andamento negativo o nocivo. soprattutto ci vuole fermezza, consapevolezza e tanta buona volontà. invece si tende a pensare che per modificare qualcosa bisogna agire, mettere i muscoli in funzione (quelli delle braccia o della bocca), mentre il silenzio e l'inazione fisica vengono percepiti come passività, come indecisione, o financo vigliaccheria. quando cristo invitava a porgere l'altra guancia, non era per certificare di santità gli amanti del sado-maso (che, a onor del vero, di questa citazione evangelica raramente si fregiano), né era un invito al perdono (che pure funziona); era soprattutto una esortazione a spezzare la catena della violenza.

come tutti sappiamo, la violenza non è solo fisica, e si dice che poche parole, bene assestate, possono scatenare una rivoluzione. si dice anche che non è molto prudente sedare un incendio gettando benzina sul fuoco. eppure qualcuno, e qualcuno che dovrebbe saperne qualcosa, lo fa. la cosa peggiore in questi casi è dargli corda, così tutti i pediatri sono concordi nel dire che al bambino capriccioso non bisogna dare ascolto. invece, quel qualcuno, a mio parere volutamente, usa le parole come miccie in una polveriera, vestendo i panni dell'uomo mite e pacifico. sull'onda di un certo, e giustificato, ribellismo secondo il quale non si può tacere davanti al sopruso (o all'insulto), si finisce per fare tanto rumore su tutto. talvolta merita invece, per sedare gli incendi, tacere.

sia chiaro, gli atti di violenza non trovano giustificazione e chi li commette deve assumersi le proprie responsabilità. tuttavia, non può sfuggire alle sue responsabilità chi, volutamente (insisto), li provoca. costui merita universale condanna al pari dei violenti e assassini, a dispetto delle finte scuse che adduce a sua discolpa.
non crediate che io sia venuto a metter pace sulla terra: non sono venuto a metter pace, ma spada. sono venuto, infatti, a metter divisione: l'uomo contro suo padre e la figlia contro sua madre e la nuora contro sua suocera e nemici dell'uomo saranno quelli della sua casa.
— matteo, 10, 34-5

scritto da maribelle | 19:23 | commenti
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lunedì, 11 settembre 2006

verità.  mentre il professore di teologia così aggrediva l'amico che, a suo avviso, sosteneva concetti irragionevoli sull'esistenza (o meno) di dio, tutto si fermò. la mano dell'amico rimase sospesa nel vuoto, il cane rimase con la zampa posteriore alzata verso il tronco d'albero, la palla del bimbo si fermò a sei centimetri da terra. allo stesso tempo, o quasi, un lampo. gli parve di non vederci più, o di vedere tutto contemporaneamente, anche quello che stava accadendo all'altro capo del mondo. ebbe un attimo di panico, anche meno, non di più perché non ne ebbe il tempo. udì una voce, che forse era un passante, o forse un ricordo. "non ho bisogno delle tue arringhe, so difendermi da solo, se volessi. ma, invero figliolo, a me non importa un accipicchia di quel che di me pensa il tuo amico. perché dovrebbe fregare a te?" si riebbe subito, come succede ai ferventi credenti, e inarcate le sopracciglia (l'unico organo che il buondio gli concesse di muovere), pensò tra sé: è lui che sbaglia e deve ravvedersi, la verità innanzi tutto! "ah sì? —riprese la voce— e a beneficio di chi vorresti difendere la verità? a beneficio della verità o tuo? pensi che la verità migliori se condivisa da più persone e che si sminuisca se da pochi? cosa ti fa pensare che lui non conosca la verità? te l'ho detta io, questa verità? in verità, io ti dico che tu non sei meno ignorante del tuo amico, e ti consiglio di curare di più la trave che hai nell'occhio e lasciar perdere la pagliuzza che vedi nel suo. o, per dirla in un linguaggio che forse puoi capir meglio: fatti i cazzi tuoi. passo e chiudo."


sono viva.  evviva. non sono morta, non sono neppure malata e tutti i miei cari godono di discreta salute. o almeno credo, in clausura è difficile dire, ma poichè le notizie brutte sanno sempre trovarti, sono ottimista. in questi giorni però ho fatto tante scoperte: dare del milanese a qualcuno è un'onta da lavare nel sangue (o in alternativa, in biopresto, soprattutto se sei in coda alla coop); la guerra in afghanistan non ha cacciato i talebani ne' tolto i burqa alle donne, però in cambio ha migliorato la produzione di oppio; il dittatore stalinista maoista prodi può tutto tranne che sulla rai dove la demenza programmata avanza; non ci facciamo abbastanza i cazzi nostri e difendere le nostre convinzioni anzichè viverle nuoce alle medesime; perseguendo cose di poca importanza trascuro quelle fondamentali (autoflagellazione!); e altre ancora che... ora di nanna. 'notte a tutti!