.: diario di bordo :.

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mercoledì, 29 novembre 2006

fuochi.  non è gettando acqua sul fuoco che si evita il pericolo, e magari si rischia pure di affogare i sopravissuti all'incendio. quando i focolai si moltiplicano occorre adottare una strategia laterale, non antagonista. se non puoi batterli, un detto inglese suggerisce di unirti a loro, che è poi la strategia adottata da tutti i servizi di spionaggio (nessun riferimento a fatti o persone di cronaca!). per evitare dunque che l'incendio dilaghi, bisogna fargli terra bruciata intorno, batterlo sul suo stesso terreno. così, se si vuole combattere un avversario politico, bisogna diventare come lui, meglio di lui (nessun riferimento a personaggi di spicco della sinistra!). se si vuole combattere la corruzione, bisogna entrare nella mentalità del corrotto, magari facendosi corrompere un po'. se si vuole combattere la droga, bisogna... vediamo se indovinate? :))

se invece volete combattere internet, provate a scaricarvelo tutto!

e se volete vedere la foto di bill gates al momento dell'arresto, eccola!

infine: la parola segreta di domani (oggi è già finito) sarà mitrokhin (e sapete cosa dovete fare quando viene pronunciata, vero?)

scritto da maribelle | 19:19 | commenti
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venerdì, 24 novembre 2006

ritrovati.  diceva kit reed che giova allo scrittore a corto d'idee fare ogni tanto uno scandaglio tra le pieghe della memoria; raramente si resta delusi. trovato un filone, val sempre la pena seguirlo e vedere dove porta. alcuni giorni fa ho trovato il filone "children's cult", partendo dalla piccola e lucente pepita di dr. seuss. benchè non abbia vissuto i primissimi anni della mia vita negli u.s. of a., ho nondimeno il cuore bambino zeppo di immagini e topoi di quel paese. seguendo dr. seuss sono arrivata a sesame street e kermit e grover (il mio preferito) con tutta la banda dei muppet, e giù per quella china, tra un bakshi e un supermouse, ho ritrovato pee wee. ho detto pee wee herman e ho detto tutto.

pee wee è uno straordinario personaggio sovversivo, candido e malizioso, arguto e dolce, provocante e divertente, un immaginario ricco e complesso che tiene impegnati i cinque sensi e non manca mai di farti sbellicare dal ridere. nel suo primo film (pee wee's big adventure), realizzato insieme a tim burton (!), il ragazzino adulto per recuperare la bicicletta smarrita attraversa tutto il paese, incrociando personaggi di ogni genere, distribuendo risate a quintali, mescolando ingenuità libidine e quel pizzico di cattiveria infantile.

pee wee herman
paul reubens nei panni di pee wee
[ fonte: the village voice ]
"you know what to do when you hear the secret word:
scream real loud!"

nel suo mitico teatrino, una strampalata casa che sembra disegnata da robert wiene e dove pee wee, come pippi calzelunghe, vive solo in compagnia di animali di plastica, burattini, poltrone parlanti, e margherite cantanti; lì accoglie puntualmente le visite di personaggi ancor più strampalati (un marinaio, una postina innamorata di un pompiere, ecc.), cerca invano di tenere a bada una marionetta dispettosa e fornisce ai bambini che lo guardano ghiotte ricette da eseguire solo se supervisionati dai genitori, come la minestra di gelato! con i suoi piccoli (e grandicelli) telespettatori allaccia un rapporto di perfida complicità (la parola segreta, sempre e soltanto un termine assai comune, implica che si deve gridare forte forte ogni volta che viene pronunciata per tutto il resto della giornata!).

qui da noi il suo umorismo e la sua poesia spigolosa non sono arrivate e pochi forse lo ricorderanno nei vari camei in film cult come i blues brothers (il cameriere). del resto la sua carriera ha subito uno smacco quasi totale in seguito ad un "incidente" (chiamiamolo così, per gentilezza) che ha, ingiustamente (è stato assolto perché il reato non sussisteva), macchiato il personaggio. c'è una foto in rete che lo ritrae il giorno dell'arresto: nonostante non sia affatto identificabile con il personaggio, a chi gli vuole bene non sembra neppure una foto triste... ma solo l'ennesima interpretazione di un artista variegato e complessamente ricco di fantasia. a noi, però, piace ancora ricordarlo con il completo grigio, il farfallino rosso, le labbra a cuore e gli occhietti vispi.

p.s.  adieu, philippe, tu nous manqueras...

scritto da maribelle | 18:57 | commenti (1)
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domenica, 19 novembre 2006

dormiveglia.  vidi tazio ier sera, ed e' mi disse: perché dormi, sorella? perché non ascolti quel che ti dico? mi riscossi e gli occhi sollevai dal libro perché della sua venuta non m'ero avveduta. che vuoi, gli dissi, io t'ascolto. pallido si fece in volto, e il suo sorriso sapeva d'amaro. che hai, fratello? perché non favelli? muto restava, ma le labbra muover vedevo. infine lo udii, appena un sussurro: io ti parlo ma tu non m'ascolti poichè dormi e nel sonno non puoi intender se non tristi e tetre trame tracimanti frasi di futili trapassi. per ora addio, sorella. e impallidir ancor lo vidi finchè di lui non rimase traccia.

poi vidi della scuola i banchi piccolini, la compagna da dietro sospingeva la sedia mia con calcetti impertinenti finchè, accortasi di tal fatto la maestra, riprese me e me sola reprimandando il disturbo che a suo dire alla classe arrecavo. triste ingiustizia che apprende al bimbo ancor ridestante alla vita che a nullo serve gli occhi tener aperti e le orecchie al dire altrui e meglio convien tenersi cauti e ascosi ad occhi esterni e ignari. meglio farsi riprendere ingiustamente che ingiusti restar impuniti. umiliatevi e sarete esaltati, diceva il figliolo, e di ciò sempre ricordo dobbiamo richiamare nel nostro cuore...



mercoledì, 15 novembre 2006

andiamo a scuola?  ma chi l'ha detto che il mondo è una cosa seria? chi l'ha detto che non è tutto un gioco?

la nuova mostra a palazzo rosso

scritto da maribelle | 00:36 | commenti (1)
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venerdì, 10 novembre 2006

onirica.  è tardi. poso il libro e ascolto ad occhi chiusi... jazz. note che rotolano rimbalzando nelle pieghe del padiglione e, complice l'incipiente sonno, si mescolano a ragionamenti strani, bizzarri, perfino assurdi. il tema diventa un signore potente e superbo che, bastone alla mano, vuole sottomettere tutte le altre note. quasi tutte lo seguono fedeli e sottomesse in un corteo fitto e tetro, sembra quasi un funerale! ma ce ne sono alcune, vestite di bianco e di verde, che offrono resistenza passiva. seguono un loro tema loro, arcano e misterioso, sfuggendo al nervo uditivo. svicolano fuori, entrano in altri anfratti, scoprono neuroni dormienti e li destano a nuova vita. lui, il signore superbo, prende cappello e se lo leva. brutto segno! il tetro corteo s'arresta e mute per incanto le note aspettano un segnale. il cappello vola tra i due emisferi e plana, caso strano, nel lobo centrale. che fare? si guardano un poco dubbiose, ma poi il timore innato le sospinge a seguire il signor tema nell'inseguimento delle note ribelli. è un brutto parapiglia. note verdi e note bianche si irradiano in ordine sparso: son poche ma furbette. le note grigie le rincorrono a destra e a manca (la parte creativa) ma la corsa le sfianca, s'indeboliscono, il fiatone le rallenta. scalpita il signore furibondo, non vuol ammettere sconfitta. alcune note grigie disertano e diventano più chiare, verdoline dapprima, poi quasi bianche. s'annidano nel cervelletto, e poi... sbiancate del tutto iniziano un loro corteo. ma che dico? no! corrono alla rinfusa, brillano di luce propria, si camuffano tra le cellule e nessuno le trova più! accetta la sconfitta il tema, s'arresta e aspetta che tutto si calmi. quando finalmente ogni nota ha raggiunto il sonno, riemerge pian piano, pian piano si erge immenso e tonante a contrastare la disubbidienza civile.

stavo sognando...?

scritto da maribelle | 01:57 | commenti
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mercoledì, 08 novembre 2006

io so.  io so chi ha ucciso pier paolo pasolini. io so chi sono i mandanti e per quali motivi volevano farlo fuori. io so che le stesse persone e organizzazioni avevano uguale interesse a eliminare fisicamente mauro de mauro, giuseppe russo, boris giuliano, perché sono gli stessi che volevano la fine di enrico mattei. io so chi c'era dietro la strage della stazione di bologna, e so pure chi c'era dietro ustica e so pure perché, ma non ho le prove. io so tutte queste cose perché sono un minuscolo corsaro insignificante che per la sua infinita piccolezza si insinua nelle infinitamente sottili crepe del sistema. un giorno farò un respiro più grosso e mi gonfierò, mi gonfierò a tal punto da spaccare il muro... perché io so.

provate anche voi a dire "io so". fa bene alla salute.
(visto daniele che ho seguito il tuo consiglio? :)