.: diario di bordo :.

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giovedì, 28 dicembre 2006

rolling stones:  esseri umani che, rotolando, si spostano dal desco natalizio al natalizio divano (o poltrona) per esaminare, manipolare, o in qualsivoglia altra maniera usufruire dei giocattoli ricevuti in dono. carlo ha ricevuto un cofanetto prezioso delle cantate di bach; viola ha ottenuto il terzo cellulare, che fa anche il caffé; francesca si gingilla con gli ultimi tre volumi della patristica; sandro ha scattato 30 foto negli ultimi 30 secondi ed è molto contento; il piccolo mario fissa quell'aggeggio strano ancora avvolto nel celophane che nessuno si è ancora curato di spiegargli a cosa serva. sono le sei, è buio, la giornata è quasi finita. solo una cosa ancora gli serba il natale, i cartoni animati che il babbo ha promesso di fargli vedere, ma le ore passano e il film ancora non si vede. rotolano le ore per mario che vede imminente la fine di quella giornata che ha atteso per settimane con tanto fremore; muore di noia, ha la pancia piena eppure non riesce a scacciare il senso di delusione. mario vorrebbe piangere, e lo fa, fra lo stupore generale.

notalizie.  anche quest'anno il nostro piccolo, ma sempre intraprendente comune ci ha regalato un delizioso concerto natalizio. celebrando il 150mo anniversario della visita di rossini alla nostra cittadina, ha voluto offrirci un omaggio gradito, con la complicità dell'orchestra del tigullio e di quattro cantanti, tra cui spiccano il contralto sara nastos e il baritono filippo bettoschi, la star indiscussa dell'evento. per brillare nella loro arte, entrambi si sono avvalsi del contrasto con soprano e tenore, professionisti magrolini di fiato e di verve scenica, troppo timidi, e ancora poco assuefatti all'esibizione in pubblico. al contrario, nastos e bettoschi hanno mostrato sin dalle prime note di saper scivolare nel personaggio e usare tutto il corpo, e non solo le corde vocali. non è necessario essere bellini per accattivarsi il pubblico, ma bisogna saperci fare e restituire l'illusione di ciò che materialmente manca in un recital: scene, costumi, coro. un sorriso spontaneo, mimica con i giusti tempi, una corretta pronuncia sono i complementi essenziale di una voce ben educata e di un'espressività vocale ben studiata, e il pubblico, anche il meno preparato, premierà sempre con festosa gratitudine questi artisti che gli hanno regalato un paio d'ore di gioia.

ciò non toglie che per la maggior parte dell'umanità il 25 dicembre è un giorno come gli altri...

p.s. forza, 2006, hai ancora tre giorni per rimediare!

scritto da maribelle | 00:18 | commenti
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giovedì, 21 dicembre 2006

accanimenti ideologici.  l'inizio dell'inverno viene salutato quest'anno da una morte emblematica. in questi giorni sono morte tante persone, anche vicine, per lo più anziane e malate da tempo. in alcuni casi la morte è giunta come una triste liberatrice, ma in nessun caso così clamorosa come per il signor welby. per settimane abbiamo assistito a inutili e crudeli dibattiti fatti sulla pelle di un essere umano, per decidere se aveva ragione a voler por fine ai suoi tormenti. io credo che welby fosse pienamente consapevole del rischio a cui si sottoponeva volendo fare del suo caso un caso nazionale. non so se si fosse preparato però a tutto questo vampirismo collettivo... persino la chiesa che dovrebbe curare la salute delle anime, che dovrebbe mostrarsi sempre misericordiosa e compassionevole, non meno di altri si è lanciata in uno sciacallaggio ideologico vergognoso.

nessuno tra noi è in possesso di tutte le informazioni necessarie a formulare un giudizio su questo caso (men che meno su ipotetici casi), e a prescindere dalla questione se si sia trattato di eutanasia o accanimento terapeutico, resta però il fatto incontrovertibile che un cittadino, allo stato attuale della legge e della conoscenza medica in italia, non ha alcun diritto sul proprio corpo e sulle cure da effettuare sul medesimo. del resto, chi tra noi ha già subito la triste esperienza di un ricovero per intervento sa benissimo che il c.d. consenso informato non è mai né consenso né tanto meno informato. siccome si parte dal presupposto che il paziente non sa un acca di medicina, si conclude che non possa decidere per se stesso e gli si presenta un foglio da firmare (senno' ci arrabbiamo).

buon solstizio...



mercoledì, 13 dicembre 2006

onori orrori e odori.  che razza di umanità è diventata se orrori di appena trent'anni fa vengono già soppiantati da riscritture false? a che serve tutto questo ambaradan di informazione se la storia viene dimenticata (nel caso sempre più raro che sia stata prima di tutto conosciuta) nel giro di una generazione? gli antichi greci, che non avevano né televisioni né internet, sono andati avanti per secoli a parlare della guerra di troia. certo, nel corso di quei secoli alcuni fatti sono stati riveduti e riadattati alla realtà contemporanea, ma quelli essenziali ci sono tramandati intatti (i vincitori erano dei bruti, achille fa rima con imbecille, troia è stata rasa al suolo).

oggi si fa il funerale a un mostro, un assassino, un traditore, uno che ha tenuto un popolo sotto vile servaggio, un uomo che ha massacrato un presidente democraticamente eletto, un uomo che ha massacrato e torturato migliaia di cittadini colpevoli solo di non essere d'accordo, un uomo che ha rubato e ingannato e truffato sfruttando il potere acquisito con la violenza. a questo uomo sono stati concessi gli onori militari, cosa che già fa vomitare, e al rifiuto del presidente di concedere i funerali di stato (vorrei vedere), si è allargata una polemica inutile e pericolosa. allora davvero viene da dire: manco male che il nostro sia finito a piazzale loreto a testa in giù, altrimenti oggi ne onoreremmo la memoria come fosse stato "il più grande statista del secolo" (parole di gianfranco fini).

la parola segreta di oggi è: libertà (e sapete cosa dovete fare ogni volta che sentite pronunciare la parola segreta!)

scritto da maribelle | 15:15 | commenti
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lunedì, 11 dicembre 2006

giotto goito gotto.  comincio a pensare che io ho proprio sbagliato secolo. dovevo essere programmata per vivere nel duecento (anzi: dugento), e muovermi abilmente, in vesti maschili, tra toscana sicilia e provenza, con qualche capatina irregolare nel porto bifronte. strimpellare le lodi di madonna sotto gli occhi crucciati del duca, sbevacchiare allegramente con messer guido alla locanda dell'orso, complottare con ser durante contro pietra, e strada facendo recar novelle buone o cattive, ai confratelli del fiore. schivare assalti, sbeffeggiare sbirri, annodare intrallazzi... bella vita per un valoroso eroe! invece no. per un bug nel sistema, sono finita qui: non strimpello, non sbevacchio e non complotto. il massimo che mi sia concesso è di subire gli indovinelli di tazio che di stuzzicarmi non è mai sazio!

so benissimo di essere avvantaggiata da questo bug, intendiamoci. difficilmente nel dugento avrei potuto aggiornare il mio blog, o inviare le ultime foto agli amici via email. né avrei avuto di che lagnarmi per il guasto alla caldaia, o per l'eccesso di traffico (al massimo avrei potuto lagnarmi di tanfo di letame, quello che oggi appena lo snasiamo, ci fa esclamare "ah la natura!"). eppoi, all'epoca una lettera da firenze a bologna capace che ci metteva perfino una giornata, mentre oggi può sicuramente arrivare dopo solo una settimana.

in memoriam il duce è morto, viva il duce. confesso che questa morte mi rattrista e rafforza in me il sospetto che al mondo non vi sia giustizia, visto che lassù hanno preferito terminare il processo in corso in cielo invece che nelle aule terrene.

la parola segreta di domani è: sinistra (e voi sapete cosa dovete fare quando sentite pronunciare la parola segreta, vero?)

scritto da maribelle | 20:40 | commenti (2)
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