.: diario di bordo :.

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mercoledì, 31 gennaio 2007

roccando (rollando).  ascoltando ieri la colonna sonora di "valley girl" ho iniziato un percorso a ritroso lungo i pentagrammi del rock (stamattina mi sono svegliata al martellamento di "johnny are you queer (tonight)", canzone politicamente ambigua). la musica degli anni ottanta è quanto mai differenziata: si passa dall'eccellenza all'idiozia pura (passando per la propaganda politica). superato lo sperimentalismo popolare / elitario punk, anni gloriosi in cui brani stupendi riscuotevano anche successo commerciale, la musica di ricerca è tornata nel sottosuolo, con poche mirabili emersioni nei top40 (dire straits, per fare un nome uno).

mi sto pure inerpicando tra le pagine di "paura e desiderio" (per soddisfare un altro mio bisogno, non del tutto scollegato col primo) e noto due cose: a) ghezzi riesce talvolta ad essere simpaticamente spocchioso, con qualche sacrificio di usabilità (ergo fruibilità, ergo comunicazione): scelte grafiche che rammentano le copertine chic di certi gruppi rock un po' pretenziosi, anche se molto buoni (v. television personalities); b) ruota ad ampio raggio in modalità volutamente frammentaria, il che fa molto post-moderno (del resto metà degli articoli sono di quell'epoca); c) la combinazione di a) e b) risulta in una volontà molto nietzschiana di farsi leggere solo da chi ne ha voglia. dubbio: quanti hanno letto attentamente quelle pagine senza lasciarsi distrarre dai filtri?

ironicamente, si può vedere (attraverso altri occhi) un film senza averlo visto. tanti anni fa, mi lessi lo script di "belle de jour" una mezza dozzina di volte, studiando attentamente una ventina di fotogrammi. mentalmente mi ero ri-costruita il film senza averlo mai visto, di modo che quando poi lo vidi, anni dopo, non era altro che una re-visione. non è certo un modo "canonico" di vedere un film: non era previsto dal regista, ma è una modalità di lettura criticamente utile (poichè esula in parte dall'esperienza diretta) e esteticamente gratificante. soprattutto quando applicata a film che non puntano all'effetto sorpresa, l'intima conoscenza non sciupa l'immediatezza della fruizione, ma l'attenzione più difficilmente si lascia fuorviare dalla trama (che spesso è solo un pretesto), consentendo ai dettagli (sempre più importanti) di emergere più vigorosi.

da questo mi viene un'altra considerazione: per essere valutato criticamente, un film andrebbe visto almeno tre volte: la prima per l'esperienza, la seconda per i dettagli, e la terza per la ricostruzione (e verifica).

per tornare a bomba: nel corso del percorso a ritroso, scoperto un blog meritevole, quello di peter case (ex plimsouls). ovviamente in inglese.

post-scriptum. ci sono persone che perdono molte occasioni per stare zitte, e altre che ne perdono per parlare.

scritto da maribelle | 13:48 | commenti (2)
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venerdì, 26 gennaio 2007

addio lele  ci eravamo tanto abituati alla tua presenza, alle tue figurine fiabesche, alle forme strampalate e molto dada, che segnano il passaggio occasionale e quotidiano dei vicoli e del porto antico, tua patria, che ormai da tempo si pensava che ci saresti stato sempre. chissà quanti di noi sono rimasti con la voglia insoddisfatta di ringraziarti... buon riposo, lele, e grazie!

museo luzzati
teatro della tosse

scritto da maribelle | 23:02 | commenti
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domenica, 21 gennaio 2007

nairobi 07.  va bene, visto che non se ne parla, parliamone: nairobi 2007, detto anche il social forum senza licenza d'uccidere (zero zero sette, james bond... get it?). sul sito, seguendo i giusti link, potete verificare le iniziative, i programmi, gli eventi fra cui scegliere e, se avete intenzione di andare, che cosa fare. adesso non avete più scuse per non fare passaparola, o, come dicono a berlino: beweg deinen hintern.

scritto da maribelle | 23:59 | commenti (2)
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venerdì, 19 gennaio 2007

baccalà alla vicentina.  quando zio nello e zio lele si sono litigati sembrava dovesse venir giù la casa: volavano piatti, posate e bicchieri, fra le urla di zia lalla, i pianti di mio cugino nico, e tutti noi altri a stare a guardare incerti se chiamare il 113 o buttarci nella mischia. la cosa finì in tribunale e il giudice stabilì che zio lele doveva cedere una camera a zio nello, che se l'era guadagnata a suon di spintoni. a zio lele la cosa non andò giù, ma dovette far buon viso a cattivo gioco. sopportammo tutti da quel momento la presenza di zio nello che, per farsi perdonare l'occupazione, ogni tanto ci portava lattine di coca, barattoli di nescafé e dischi di rock'n'roll.

sono passati molti anni e oggi siamo ormai assuefatti alle pile di cd, di dvd, di scatolame e di calze velate sparse per tutta casa. se zio lele, che ancora a zio nello non gli rivolge la parola, qualche volta mugugna questo scempio, lo zio nello risponde sempre pronto citando la sentenza del tribunale. adesso c'è un problema nuovo: lo zio nello vuole rimodernare la nostra cucina. vuole il microonde, vuole la lavastoviglie, vuole l'apriscatole elettrico, e per far posto bisogna buttare via il forno a legna e la vecchia credenza di nonna piera. abbiamo cercato di fargli capire che lui della cucina ha solo l'uso e non la proprietà, ma lui minaccia di nuovo di portarci tutti in tribunale. e in mezzo al malumore generale, ora ci si mette nico, che ha fatto ingegneria, che dice che questi aggeggi aumenteranno la nostra efficienza e che per i rottami vecchi non c'è più posto in nessuna casa. zio lele è troppo vecchio e malato per opporre resistenza, e io me ne sono andata da troppo tempo per avere voce in capitolo. solo zia lalla cerca di mediare e salvare il salvabile, ma le sue ottime torte di prugna diventeranno presto un mesto ricordo d'infanzia.

fino a quando dovremo continuare a tollerare l'arroganza e la prepotenza di zio nello?



martedì, 16 gennaio 2007

sono passati 5 giorni.  ci tenevo ad informarvi. siatemi gratti.

già che ci sono, mi tolgo un paio di sassolini dalla scarpa:
a) pagato bollo auto. accipicchia. perché viene penalizzato chi si tiene la stessa picciola automobilina e se la cura e coccola invece di comprarne una nuova ogni due o tre anni? perché deve risollevare lui le sorti di un'azienda incapace di fare business? perché deve pagare lui per non far incazzare i proprietari di suv?
b) pago cannone rai. date un'occhiata alle possibilità di pagamento sul sito abbonamenti.rai.it e poi mi dite se ci capite qualcosa. soprattutto: perché devo pagare per il privilegio di pagare le tasse?
c) passata in erboristeria per un etto di tiglio. la commessa: è un po' di più, sono due etti, lascio?
d) oggi in italia ci sono troppi giornalisti in... erba!
e) si sentiva proprio il bisogno dell'ennesimo film sul rapporto padre-figlio. grazie muccino!
f) ci sono medici che prima ti danno un farmaco e poi ti dicono che non devi assolutamente prenderlo (ionesco? kafka? no, italia!)

ma...
a) viva caligari e l'espressionismo tedesco!
b) viva le lunghe camminate e le belle giornate di sole!
c) viva il caffé con la panna!!!

scritto da maribelle | 00:48 | commenti
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mercoledì, 10 gennaio 2007

tante scuse.  scusarsi è un'attività sempre più di moda, e segna indelebilmente lo stile del xxi secolo. c'è chi chiede scusa, un po', dopo diversi secoli; chi chiede scusa non scusandosi; e poi ci sono le scuse attese, quelle che si pretende che le vittime facciano ai loro aggressori. sono già state esatte le scuse a bettino craxi per averlo costretto a vivere nel suo esilio dorato a causa di una ingiusta (dicono) condanna. come sono state esatte e ottenute le scuse alla famiglia savoia (e gli effetti di quelle scuse le abbiamo constatate l'estate scorsa). sento dire ora che napolitano, in nome del popolo italiano, dovrebbe chiedere scusa alla famiglia mussolini. a che titolo? per quale insana ragione?

certo, l'italia non ha subito la dittatura di una intera famiglia ma solo di un uomo, e per questo tutti i parenti e discendenti del dittatore sanguinario sono innocenti e puri come agnellini. ma io vorrei sapere qualche criminale offesa sia stata arrecata loro, se escludiamo, ovviamente, la signorina mussolini che ha scelto di ricalcare le orme del nonno ripetendo a megafono le stesse idee, gli stessi principii, gli stessi progetti razzisti e anti-democratici. dovrei forse chiedere scusa alla signorina mussolini del fastidio che mi procura ogni volta la sua apparizione?

la mia raccomandazione è che ci adeguiamo tutti a questo nuovo stile. se vi licenziano, ringraziate. se vi mandano a fare quella cosa che non fanno gli stitici, chiedete scusa. e se vi pestano un piede, pentitevi sinceramente di averlo incautamente messo sotto il loro!

scritto da maribelle | 13:14 | commenti
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martedì, 02 gennaio 2007

007.  è appena uscito la nuova edizione di "casino royale" (che non andrò a vedere) e mi sembra un ottimo modo per inaugurare l'anno di james bond. mi auguro che sia l'anno del dottor no, perché dovremmo tutti imparare a dire qualche no di più. mi auguro che sia l'anno della cascata di diamanti, affinché diventiamo tutti puri e trasparenti e caschiamo dalle nuvole. ma mi auguro che, al contrario del suo omonimo, quest'anno non abbia la licenza di uccidere, perché di ammazzatine ce ne sono state anche troppe. e neanche di accidere, perché di menefreghismo ce n'è stato in esubero. speriamo invece che abbia la piena licenza di incidere positivamente, di coincidere con le nostre più nobili aspirazioni, di recidere le voglie superflue, di procedere verso un cammino sereno, di eccedere nello zelo per uscire dal casino royale in cui collettivamente ci troviamo.

i miei propositi per l'anno neonato? uno: essere presente. auguro a tutti voi, e a me stessa, di avere il coraggio di realizzare i nostri propositi e di non perdere mai la fiducia. in fondo, tutto questo è solo un gioco. ok, grande e complicato, ma sempre gioco. cerchiamo di divertirci giocando, ok? e che il grande pandolce sia con voi!