.: diario di bordo :.

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mercoledì, 30 maggio 2007

vincitori e vincitori.  i conti sono fatti, chi ha vinto lo si sa. non è piacevole per chi ha davvero a cuore il bene di chiavari, ma questo vuole la maggioranza e lo s'ha da accettare. noi, però, nel nostro minuscolo modo, come dice daniele, abbiamo fatto il miracolo. siamo venuti dal nulla. fino a tre mesi fa nessuno sapeva della nostra esistenza. non abbiamo nessun partito alle spalle. non abbiamo finanziamenti se non le nostre tasche e chi ha donato qualche spicciolo senza sperare di avere tornaconti (non facciamo sconti a nessuno). la nostra campagna si è basata non solo sui fondi scarsi (quindi frugale) ma soprattutto è stata coerente conla nostra filosofia: incontrare la gente, parlare e ascoltare. molti chiavaresi ci hanno (coraggiosamente) dato fiducia. loro e noi siamo stati premiati con un 8% più che onorevole. il bello comincia solo ora!

a tutti coloro che ci hanno dato questa fiducia

GRAZIE !

scritto da maribelle | 14:47 | commenti
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venerdì, 25 maggio 2007

votantonio!  perdonate se mi faccio un ultimo goccetto di auto-propaganda...:))

il mio santino!

(non vi lamentate se vi contiamo delle favole... da una studiosa di fiabe popolari che altro potevate aspettarvi? :)

scritto da maribelle | 16:02 | commenti (2)
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mercoledì, 23 maggio 2007

senza patente.  voltaire diceva che un diritto non è tale se non hai il potere di esercitarlo. poi, nella mente dei padri della nostra costituzione, il diritto si è delineato come l'altra faccia del dovere: al mio diritto di voto corrisponde il mio dovere di voto, ovvero di partecipazione alla vita politica (chi decide di non votare lo faccia nella piena consapevolezza che sta violando questo dovere). in questi giorni mi rendo conto che molti hanno rinunciato a questo diritto-dovere in nome della totale somiglianza delle parti tra cui scegliere in cabina (chi non è uguale non ha potere). non li giudico, ne prendo atto. e non ho frasi ad effetto per convincerli altrimenti tranne quello che nel ventennio nessuno poteva votare e che chi emigra non può votare.

il diritto d'autore è un'altra palla al piede inventata inizialmente per tutelare i creatori e attribuire loro il potere di trarre profitto dalle loro opere d'ingegno. tuttavia, siamo arrivati al punto in cui una creazione artistico-letteraria è un bene di consumo e che il tutelato non è colui/lei che ne trarrà maggior profitto (qualcuno mi deve ancora spiegare che cosa ci guadagna pirandello, morto da 70 anni, al prolungamento del diritto d'autore per le sue opere calcolate per gli anni della seconda guerra mondiale). peggio ancora, si è arrivati a fossilizzare l'uso stesso, anche a fini creativi, di idee. ho letto, per esempio, che una multinazionale americana ha comprato il brevetto dello yoga. che sarebbe come se qualcuno si comprasse il brevetto del pesto e chiunque voglia vendere la gustosa salsa dovrebbe pagare un pizzo al titolare. roba da matti.

altra questione è poi il diritto alla sicurezza. l'unione europea, che per tanti versi ci ha tutelato contro la bancarotta, ci obbliga ad una serie di certificazioni (dall'impianto elettrico nel vostro palazzo ai minimissimi dettagli del vostro ascensore fino alla presa del vostro studio) per ottenere le quali ci tocca pagare un pizzo ai tecnici sorti come i funghi a rosicchiare. non mancherà molto che anche qui, come già in u.s.a. da un paio di decenni, si certificherà l'essere umano stesso: se hai il diabete, se hai il colesterolo alto, se non fai abbastanza ginnastica la copertura sanitaria te la scordi (e te la scordi pure se non guadagni abbastanza). qui il diritto alla salute corrisponde al dovere di tenersi sani. senza salute non hai copertura sanitaria. e mi spiegate che me ne faccio della copertura sanitaria se sono sana?

c'è poi il diritto al lavoro, ma questo ormai ce lo siamo scordati da un bel po'. un conto è se sei entrato, magari grazie a qualche aiutino (torniamo al clima elettorale), in una struttura pubblica, dove non ti possono cacciare nemmeno se rubi, e un altro è cercarsi un lavoro dignitoso che ti consenta di pagare l'affitto. quelli che il posto fisso scolpito nella pietra ce l'hanno chiedono aumenti, quelli che lavorano ogni tre mesi (e baciarsi i gomiti) non possono fare altro che stare zitti. almeno, per ora.

il che dimostra che si è passati dal diritto-potere al diritto-dovere al diritto-privilegio di pochi. quale sarà il prossimo passaggio? il diritto per grazia ricevuta? o l'annientamento dei diritti?



venerdì, 18 maggio 2007

vuoto pieno.  ci sono silenzi vuoti, fatti di pausa e riposo, e ci sono silenzi fatti di pienezza fino a tra-boccare. ti trovi davanti a una persona (vera o immaginario interlocutore) che non vedi da tanto tempo e a cui vuoi raccontare mille cose e a cui vuoi chiedere mille cose. il troppo stroppia nel silenzio pieno. le parole traboccano dalla bocca, straripano, e per troppa irruenza si arrestano sulle labbra lasciando spazio agli sguardi che dicono in maniera più eloquente. da dove cominciare? o meglio, da dove continuare?

la mente è una carta assorbente (o, per citare gli x-ray spex, un sacchetto di plastica). il mondo ci bombarda di dati che non abbiamo il tempo di elaborare. diventiamo trasparenti per autodifesa, trasparenti veli silenti. quello che è venuto meno è il filtro di-scernimento: prioritizzare è la parola d'ordine di oggi. altrimenti, vacanza, fare vuoto per risolvere con l'ascia affilata il cruccio di dove cominciare. dal vuoto emergono cose non prioritarie: succubi del primo stimolo esterno, accogliamo con gioia la prima provocazione del momento: l'abbaiare d'un cane, l'urlo di un ubriaco, una sirena antifurto, un suono dalla radio, un'ape entrata per sbaglio... l'ape si fa vespa che corre sull'asfalto, la vespa si fa tragitto con meta, il tragitto si fa appuntamento e in un secondo ripiombiamo nell'urgenza e ci gettiamo fuori di casa trafelati per non arrivare troppo tardi.

le nostre priorità soggiaciono dunque alla legge dell'emergenza. i problemi si affrontano solo quando hanno raggiunto il livello di guardia: sapremo mai programmare, così come vorrebbe la nostra cultura occidentale, e prevenire la gestione della cosa pubblica? sapremo mai vivere in organicità le esigenze del nostro vivere comune? riusciremo mai a convivere con la nostra lenta urgenza?



giovedì, 10 maggio 2007

piccoli cittadini...  sbollentata la sbornia di mesi e mesi di lavoro per un convegno che, puf, si è volatilizzato in pochi secondi (come un dolce a base di crêpes, con creme e panna montata: ore per la preparazione, minuti per la degustazione), eccoci rituffati nell'altro progetto, stavolta molto a breve termine: cambiare il destino della nostra città. siamo giovani di belle speranze, siamo poveri ma belli, siamo onesti e abbiamo la fedina penale pulita, amiamo la nostra cittadina e abbiamo le idee chiare. che cosa ci manca? no, non la bionda spumeggiante: ci mancano i fondi per farci conoscere. siamo molto creativi, però: ci inventiamo le cose per ottimizzare risorse e idee. per esempio...

partecip@ndo alla cena!  sottoscrivere un finanziamento per la nostra campagna non significa sottoscrivere la nostra filosofia (anche se la cosa non ci causa alcuno scompenso psicologico!); sottoscrivere il finanziamento significa aiutare la democrazia a crescere consentendo ad una voce nuova e priva di supporti politici ad affacciarsi alla vita politica locale. e venire a cenare con noi significa conoscerci, farci domande, passare una serata in allegria senza troppa spesa (che non guasta!).

fuori dagli sterili meccanismi di partito.
fuori dai giochi di potere.
dentro la voce dei cittadini!

quando: venerdi' 11 maggio
dove: ristorante lavagnese, via nuova italia, lavagna
che cosa: ravioli fatti a mano, un secondo con contorno, macedonia, acqua, vino e caffè
quanto: 25 euro (15 al ristorante; 10 alla campagna elettorale)
prenotazioni: 3299278655 per sms – info@partecipattiva.org

partecipi@mo in tanti!!!!