.: diario di bordo :.

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venerdì, 27 luglio 2007

chiuso per ferie.  forse non ve ne siete accorti, ma questo blog è a tutti gli effetti in ferie. di commenti da fare nei trascorsi e negli eventi e nelle commemorazioni che tanto abbondano in questo caldo periodo ce ne sarebbero che ce ne sarebbero. farsi, coup sur coup, la rivisitazione del martirio di falcone e borsellino, e poi quello di una città che si meritò a pieno titolo la medaglia d'oro per la resistenza, farebbe venire un travaso di bile persino a un buddhista. ma, alla fin fine, in c...o a tutti. io dichiaro iniziato il "toga party" (noto solo a quelli che hanno visto tot volte "animal house"), in onore di tutti gli inquisiti, i condannati in contumacia, i non giustiziati, e i delinquenti tutti che sono riusciti a farsi eleggere per scampare le sbarre. avanti, gridate con me: toga toga toga! (almeno una volta al giorno)

appuntamento domani sera (ore 20) a san salvatore dei fieschi, prato antistante la chiesa: scorpacciata di robine buone locali (fatte dalle sante manine) sotto le stelle!



domenica, 15 luglio 2007

allonsanfan.  in questi giorni mi sto assaporando a brevi sorsi un vecchio programma (riproposto in una notte di "fuori orario") realizzato da luigi comencini sui bambini. l'indagine, svolta nel 1970 tra borgate e quartieri alti, tra campagna e città, tra meridione settentrione e capitale, fotografa soprattutto un'italia in transizione tra le antiche tradizioni e la modernità consumistica, tra vestigia di famiglia patriarcale e la nuova famiglia sconquassata da nuovi ritmi di vita. gli adulti non se la cavano molto bene, spesso, ma chi ne fa le spese sono sempre e comunque i bambini, sballottati, incompresi, fraintesi e sottovalutati.

fanno tenerezza questi esserini coraggiosi e poco ingenui, privati dell'infanzia sia i figli di ricchi che i figli di poveri. fanno tenerezza e destano anche non poca ammirazione, come alieni che si istallano in questo pianeta che non capiscono ma a cui gioco forza si adattano per non finire. ti danno quasi l'impressione di saper sopravvivere indenni a tutte le difficoltà che il mondo degli adulti gli butta addosso, senza volere (beninteso). ma come una scoliosi trascurata determina poi posture sbagliate che a loro volta determinano future storture e malanni, così l'adattamento furbetto dei bambini ad una vita inadeguata finiscono poi per dettare comportamenti e visioni della vita disadattate e storte. che fine hanno fatto questi bambini? che cosa sono diventati? hanno potuto esplicare i loro talenti? hanno avuto la fortuna di sfogare le loro passioni senza ricorso alla deriva (morale e legale)?

qualche giorno fa ho assistito a una brutta scena. sullo scalino di un negozio di telefonini un bimbo stava seduto, gomiti appoggiati alle ginocchia, mani che gli coprivano il volto; se piangeva, lo faceva senza rumore. in piedi, davanti a lui, un adulto piuttosto rozzo camminava avanti e indietro, un po' guardando dentro il negozio, un po' fermandosi davanti al bambino contro cui inveiva minacce e improperi, nati da chissà quale puerile malefatta. la scena perdurava sotto gli occhi frettolosi dei passanti. mi sono fermata a guardare la coppia e la gente, chiedendomi se non fosse il caso di intervenire. che cosa avrà mai fatto quel bimbo per meritarsi tutta quella violenza verbale (solo verbale?) e perché, invece di reagire, se ne stava seduto con il volto sepolto nelle manine? e come mai noi adulti ci dimentichiamo così facilmente di quello che eravamo a 6 anni? perché l' infanzia è sempre una questione?

i bambini sono facile preda delle voglie puerili degli adulti; per avere giustizia devono aspettare di diventare adulti e farsi risarcire il danno di non aver avuto un'infanzia. l'arcidiocesi di los angeles dovrà vendere molte proprietà per sganciare oltre 600 milioni di dollari a 500 vittime; il vaticano ha già detto che sono cavoli loro: roma non sgancia un centesimo, dimenticando il senso della frase di cristo... lasciate che i bimbi vengano a me.

scritto da maribelle | 19:41 | commenti
bambini, religione, legge | Torna su


sabato, 07 luglio 2007

scale, scalini, scaloni.  sono cresciuta con la scala mobile, che non era quella della rinascente. sono anche cresciuta con le convergenze parallele e il compromesso storico, quando ormai la vanoni era solo una cantante e la teti aveva ceduto il passo alla sip (che non è un sorso di menta). poi, quando sono tornata dagli states, si parlava tanto di cosa, e poi di cosa due, che non erano succursali della mafia. e le manovre e manovrine non avevano niente a che fare con i parcheggi difficili. quando sono arrivata, qualcuno era appena "sceso in campo" per una partita difficile, fondando un partito che sembrava un urlo calcistico. altri partiti invece avevano, secondo una nuova tradizione, nomi vegetali. forse è nella stessa ottica che sono entrate in campo anche i salumi e le mozzarelle. il linguaggio politico mi lascia sempre un po' perplessa...

adesso arriva lo scalone. ma voi l'avete capito che cos'è? io mi immagino una teoria degradante di scalini imponenti nel centro del foyer dell'opèra di parigi. m'immagino la wanda osiris che scende con le sue scollature e i suoi cappelli maestosi. m'immagino anche ville sontuose e imponenti. m'immagino giardini lussuosi con strutture regali. che cosa c'entra in tutto ciò la finanza nazionale? se lo avete capito, battete un colpo!

p.s. non dimenticate, ogni tanto, di dare un'occhiata ai link di sinistra. in particolare, ci sono novità strepitose nel nostro cineclub, che martedì proietterà in prima nazionale assoluta lady snowblood; e merita sempre un'occhiatina il sito di molleindustria, recentemente oggetto di accanimento censorio (con relativo oscuramento di blog, ospitati all'estero, rei di aver postato il link ad un innocuo giochino...!).