.: diario di bordo :.

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giovedì, 30 agosto 2007

sicko transit gloria moori.  che importa a noi di sapere (e lo sapevamo) che la sanità statunitense fa acqua da tutte le parti? no, dico, onestamente, perché fate la fila per vedere questo film? va bene, big bad mike è un provocatore e a noi piacciono le provocazioni. poi, a prescindere, ci piace questo orsacchiotto dai modi soffici e dalle indagini graffianti. ci piace il contrasto, ecco. in fin dei conti, a noi piacciono sempre le indagini nei retrobottega. ci piacciono a tal punto che non ci perdiamo una puntata di report (dove nessun giornalista ha mai osato andare), di italia diretta (la realtà vista da vicino), o di lucarelli notte (vi pongo il mistero, vi spiego l'arcano, vi confondo le idee), via via scivolando sempre più giù per la china dello spettacolo ai limiti dell'horror. va bene, a noi queste cose ci piacciono tanto. e poi?

chi non ha una storia dell'orrore da raccontare sulla nostra sanità nazionale diserti le sale cinematografiche. prima crisi del cinema, sale deserte, rutelli alla canna del gas. scusate, scherzavo, come disse ann coulter. a lor onta, mike ci presenta una situazione ancor più tragica che ci consola, ci fa sentire bene. confessiamolo, ci solletica l'io (quello ferito dai danni inferti alla sanità da decenni di malagestione, da cinque anni di rapina a mano armata, di tagli e corruzione, di dirigenti di partito, di medici che dirottano pazienti verso cliniche private, di assistenza in outsourcing malpagata e sfruttata, di piatti di plastica senza posate, di rimbalzi tra sportelli trascinandoci quintalate di carta, di baroni che tra un vespa e un costanzo non hanno tempo di seguire i pazienti sull'orlo dell'impazienza, di aghi dimenticati nella pancia, di aghi non trovati, di bambini che muoiono in attesa al pronto soccorso, di...). ci solletica constatare che i padroni del mondo trattano i propri cittadini peggio degli stuoini. un sottile senso di revanche s'impadrona di noi e ridiamo ben volentieri alle battute visive di mike. bravo!

ridiamo un po' meno a veder osannare la sanità francese. ok, passi per quella britannica; e passi pure per quella canadese, nessuna delle due è perfetta. ma quella francese, cavolo, no, non lo sopportiamo. ecco allora le critiche di manicheismo rivolte a mike. populista, comunista, filo-francesista, non lo sai che i francesi erano nazisti? eccheddiamine! e poi... cuba nooooo! bella cuba per una vacanzina, per sentirsi molto compagni e ganzi, e nel passaggio si rimedia anche qualche sveltina, maddai maddaaaaiiii cuba è terzo mondo, non lo sai, mike? insomma, anche qua mike irrita, infastidisce, perché scopre dei nervi guasti. l'italiano che ama andare a vedere i film di mike lo fa per una miriade di ragioni: perché ci vanno tutti, perché gli piace vedere l'america messa con le spalle al muro, perché vuole sentirsi bene per quello che ha, e per poterlo criticare (l'italiano è notoriamente masochista). ma c'è un'altra ragione per andarlo a vedere (ora, dopo, fate vobis): rendersi conto di quali danni possa fare una sanità privatizzata e relegata nelle mani di multinazionali del farmaco e della salute. dobbiamo renderci conto una buona volta che la salute non ha prezzo e, in una democrazia, non può essere sottoposta alle leggi di mercato.

chiusina. che fine hanno fatto le armi date agli iracheni dagli americani? sono finite in turchia, quella stessa che minaccia, mica tanto velatamente, di attaccare il nord dell'iraq per porre fine agli attacchi dei kurdi. ma chi è che gestisce l'occupazione u.s.a. in iraq? pippo?



martedì, 28 agosto 2007

the cake and eat it too.  a noi piace avere servizi sanitari gratuiti ed efficienti, ci piace avere un corpo di polizia che ci protegga (e ne abbiamo due), ci piace avere strade percorribili, ci piace avere un sistema scolastico accessibile e gratuito (ci piacerebbe), ci piace avere posti di lavoro sicuri a tempo indeterminato (magari al ministero) e ci piace tanto, ma tanto avere finanziamenti dallo stato (in qualsivoglia forma, per qualsivoglia motivo, con qualsivoglia mezzo). e da dove vengono i soldi che servono per pagare tutti questi bei servizi che a noi piacciono così tanto? dagli alberi, ovviamente! non certo dalle nostre tasche, perdinci.

ma davvero bossi è così ingenuo da pensare che le tasse servano solo a finanziare i politici di sinistra? (il suo stipendio, no, non viene dai soldi dello stato) o non ha forse in mente un'altra cosa: cavalcare il demagogismo elettorale (ormai siamo in eterna campagna elettorale) per difendere un'ideologia (sic) elitaria? se togliamo i soldini allo stato, chi pagherà per i servizi che a noi piacciono tanto? niente, finito, kaput. e lui fa, dice: privatizzare, concorrenza, prezzi bassi e servizi migliori, senza tasse per noi. bravo. come le ferrovie, vero? o come le poste? o come con i telefoni? e la sanita'? privatizziamo anche quella? fa dice, i soldi che risparmi dalle tasse li spendi tu come meglio credi. "come meglio credo..." ma se mi viene un cancro, non è che posso scegliere se farmi curare o no. insomma, invece di pagare lo stato, pago un'assicurazione privata che sta lì per fare i suoi interessi e profitti e non il mio bene.

13 anni fa michael moore, nel suo unico programma televisivo tv nation, aveva affrontato anche questo problema, allora cavalcato dai conservatori (strano, eh?). ne ha preso uno, ha frugato un po' nel suo distretto e, oh to', guarda caso quel distretto era tra quelli che prendevano più contributi federali. il grosso, 6 miliardi di dollari, erano per la lockheed (v. military industrial complex). erano disponibili i residenti di quel distretto a fare a meno di quei malvagi contributi? nossignore. era disponibile il deputato che aveva cavalcato la battaglia dei tagli alle spese (e alle tasse)? nemmeno per idea. allora, il concetto è sempre lo stesso: se devo beneficiare io, viva i finanziamenti statali; se devo beneficiare gli altri, tagliatemi le tasse. da ciò se ne deduce che l'egoismo e lo stronzismo non conoscono confini nazionali.

ho fatto un sogno, un sogno in cui i politici che sparano con gli organi genitali (accuramente nascosti nelle scatola cranica) vanno a vendere banane usate nel belize (non sapete dov'è il belize? complimenti, avete appena vinto una cittadinanza statunitense!).



sabato, 25 agosto 2007

firefox aiuta i ladri?  secondo un gruppo (piccolo? grande?) di proprietari di siti web, bloccare le pubblicità è un furto. siccome firefox ha un plugin che consente di bloccarle, loro a loro volta bloccano gli utenti di firefox (ma non solo). il ragionamento è un po' lunghino, ma penso che l'avrete già individuato da soli. in pratica, sarebbe come se canale5 potesse individuare quali utenti usano un telecomando (che consentirebbe loro di zittire la tv o di cambiare canale) e impedirgli di vedere la loro rete. ahahahah!

blog article dal "guardian"
la spiegazione alla fonte
per inciso, io uso firefox e riesco benissimo a vedere questo sito (anche se non ci sarei mai andata di mia sponte): http://dannycarlton.net/

più tardi, quando ne avrò voglia, dirò del concerto degli avion travel ieri sera...

scritto da maribelle | 11:30 | commenti (2)
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giovedì, 23 agosto 2007

hail to the thief!  non siamo i soli, sapete, ad avere (avuto, nel nostro caso) un capo di governo portatore di grossi conflitti di interessi. un anno prima lo avevano anticipato il signor doppiavvù (presidente usurpatore) e il signor dick (presidente ombra). sul blog del nostro cineclub abbiamo deciso di rispolverare i precedenti (non penali, per fortuna) di michael moore, come rincorsa per l'uscita ufficiale nelle sale del suo sicko. la rispolveratina ha fatto sì che ci dovessimo rimettere a perlustrare un po' di cosette su come, anche noi, ci siamo imbarcati in un letamaio sanguinolento (al secolo: iraq).

casca dunque a fagiolo il discorsetto di ieri del signorino doppiavvù che minaccia (avete letto bene: minaccia) una carneficina se dovesse essere costretto dal congresso a ritirare le truppe dalla macelleria di cui sopra. il governo fantoccio non è abbastanza efficace nel proteggere gli interessi delle varie multinazionali, e così i soldatini (arruolati dagli strati più infelici della società americana e pagati una cicca e mezza) dovranno restare ancora un po' in quei paraggi a fare da tiro al bersaglio (attivo e passivo). se consideriamo che il pargoletto bush ha la testa più vuota di un palloncino sgonfio e un passato men che pulito (tre arresti: per guida in stato di ubriachezza, furto, rissa aggravata), e che tutti i suoi complici, quelli nelle posizioni più potenti, hanno interessi economici stratosferici in materia di petrolio e guerra, non sarebbe fuori luogo per chiunque allarmarsi un pochetto.

questo il testo del suo discorso (in english)



martedì, 21 agosto 2007

io so che tu sai che lui sa.  passata la pausa festaiola, ci si rituffa nella melma (eufemismo) di sempre. le vacanze sono come quella massaia pigra che facendo le pulizie caccia lo sporco sotto al tappeto. ci si allontana per non pensare, e quando si torna si scopre che il lerciume e il marciume non sono spariti come per magia, ma ci hanno aspettato pazientemente. che cari...

si parla (a volte) di informazione, diritto a e diritto di. sono proliferati i documentari di denuncia per informare le masse sulle magagne di questo o quel sistema (sanità, amministrazione pubblica, scuola, informazione...) e non c'è cittadino attento e coscienzioso e onesto che non sia corso a vederli, e ad abbuffarsi di reportage televisivi. però arriva un momento in cui quel cittadino si ferma confuso e si pone delle domande (tremano i potenti). ora che so tutte queste cose, che oltretutto sono solo una minima parte del tutto, che cosa faccio? ora che mi sento ben bene preso per i fondelli, come rimedio? e quanti altri casini e marciumi ci sono che io non so? come mai non si parla del marciume che conosco perché ci lavoro e ci vivo? denuncio anch'io? informo chi di dovere? e anche quando ho denunciato, dati alla mano, cambierà qualcosa o non vado solo ad aggiungere polvere al gran polverone?

non c'è cittadino, onesto o disonesto, che non sia a conoscenza di magagne del nostro sistema nel suo ambito lavorativo. se disonesto, se ne guarda bene dal denunciarle, perché anche lui ci scrofana. se onesto, si rende conto della impossibilità di comunicare il disagio e la frustrazione, perché sa che il cittadino onesto non può farci nulla. può solo parlare, rendere edotti tutti quelli che può, ma è una consapevolezza che porta al nichilismo. allora meglio adottare la tattica di quegli operatori culturali che, con la scusa di parlare d'altro, piantano semini di rinnovamento (per es., spiegare che i normanni conquistatori, invece di imporre la propria cultura, assorbivano quella del popolo conquistato dandole nuova linfa; chi ha orecchie per intendere...).

una proposta concreta: e se invece di finanziare filmacci deprecabili con i soldi nostri, il governo (rai, ministero, eu) finanziasse i film più meritevoli una volta realizzati? chiaro, bisogna privilegiare i registi esordienti, provenienti magari da ambienti non affiliati con il mondo del cinema, magari minoritari. ha senso finanziare un registra arcinoto che poi noi dobbiamo comunque pagare al botteghino? rutelli, pensaci e poi fallo.



martedì, 14 agosto 2007

iene.  eccoli i nostri media, i nostri organi d'informazione. succede una tragedia, una tragedia che sicuramente ha i suoi responsabili e che denuncia una realtà drammatica che tutti abbiamo sempre saputo, da quando eravamo bimbi (se non mangi la minestra verranno gli zingari a portarti via) e ci trovavamo bambini sporchi e vestiti in maniera, va bene, lo dico, invidiabile e al tempo stesso scostante, con le manine sporche aperte e la voce piagnucolosa che in un attimo diventava minacciosa (sono mitiche le maledizioni proferite da zingare contraddette). si mescola in questo ricordo il mito con la realtà. i campi degli zingari li abbiamo visti tutti, da che siamo al mondo. non è una novità, no? ebbene, basta questa tragedia (l'ennesima, sottolineo) perché improvvisamente tutti, ma proprio tutti abbiano qualcosa da dire al riguardo con i "mea culpa" di rito mescolati a stupore, vivo stupore per una situazione che, si dice, nessuno voleva denunciare.

è chiaro che queste situazioni, queste tragedie e questi drammi, che ci vedono co-responsabili, debbano far riflettere, e subito dopo far agire. è chiaro che non ci si può limitare a rinchiudere dietro le sbarre i genitori, come se avessero vissuto avulsi dalla società, quella stessa che li ha respinti come virus. ma, non viene anche a voi spontanea la domanda: dov'erano questi maître à penser, questi eminenti pennivendoli prima che la tragedia accadesse? recitano il mea culpa puntando però il dito sugli altri, mai su loro stessi. chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra.

zingari, gitani, rom, facilmente detti "nomadi" (che poi nomadi non sono): viviamo la schizofrenia di amare la loro cultura nei film di kusturica e gatliff, e poi di risolvere il problema (quale?) spostandoli da qui a lì, come fanno i pigri con la polvere (e scusate il paragone indegno). come con gli antisemiti, che ridono volentieri alle battute di woody allen e poi sbraitano sulla lobby ebraica (v. recenti difese di un prete). e un po' come succede con le donne: o madonne o puttane, e mai una via di mezzo. riusciremo mai a uscire dalla pigrizia della dicotomia fondamentalista? e riusciranno i nostri eroi (e le iene) ad uscire dai ghetti di concentramento?



lunedì, 13 agosto 2007

sottotitolare film muti.  non ridete, non era una battuta. avete mai visto un film per sordomuti? tra parentesi quadre descrivono il sonoro. sembra un ossimoro: il sonoro in un film muto... però c'è sempre la musica! [fiati e tamburi annunciano l'imminenza dell'arrivo dell'imperatore] o [movimento d'archi, largo andante con moto, brusio]. è anche un bel modo per supplire alla mancanza di effetti sonori [starnuto, ri-starnuto, sospiro e tiramento di naso]. prendere un film sonoro, mutizzarlo e poi sottotitolare tutto. cambia la prospettiva, cambia la percezione. mi piacerebbe farlo anche con la televisione. per un attimo vedere vespa e affrettarsi subito a leggere il sottotitolo [domanda cretina per lisciare potente di turno], per un attimo vedere politico di turno e leggere [risposta elusiva e roboante per ingannare lo spettatore] oppure [risposta mendace e falsamente retorica per celare le vere intenzioni e non rispondere anche se la domanda era cretina].

così si potrebbe procedere in un delirio di sottotitolazione: sottotitolare canzoni [voce roca per troppe sigarette], sottotitolare cene [tintinnio di posate, battere di denti, degluttimenti ripetuti e voraci], sottotitolare il traffico [ripetuti clacson e stridio di gomme, l'accidenti che ti piglia], sottotitolare una palestra [sbuffi e soffi e gemiti], sottotitolare una visita al museo [oh to'... oooh], sottotitolare la visita dal medico [...], sottotitolare le emozioni [martellamento di battiti cardiaci, ipersudorazione nelle mani], sottotitolare questo blog [rumore di dita sulla tastiera, ronzio di pc, fruscio di foglie, ventolina che va in malora, epiteti censurati].

e sottotitola oggi, e sottotitola domani, si potrebbe magari correggere un pochino i nei della realtà. una frenata brusca davanti al pedone che attraversa sprezzante del pericolo diventa [lenta frenata per consentire alla vecchina di arrivare indenne dall'altra parte della strada]; un litigio tra amanti diventa [vivace presa di coscienza della diversità di opinioni per far crescere il rapporto]; le lotte per l'affidamento dei figli diventano [dimostrazione reciproca di affetto per i figli, in nome dei quali i genitori decidono di risolvere i loro problemi coniugali]; la frase di gentilini sui gay diventa [espressione di solidarietà per i produttori di culatello biologico]... e vissero tutti più felici e realizzati!

scritto da maribelle | 12:17 | commenti
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mercoledì, 08 agosto 2007

tie' tie'!  molto divertente (per noi europei) la risposta della u.e. alle nuove norme anti-turisti europei siglate da bush pochi giorni fa. vedasi relativo articolo dell'unità. però, anche 'sti europei non la vogliono capire chi è che comanda a questo mondo, eh?



martedì, 07 agosto 2007

parole parole, solo parole.  chi dice "solo parole" sbaglia. le parole, anche oggi, anche nella società tecnologicamente progredita (?), anche tra i sordomuti, le parole sono tutto. esagero? non direi: le parole gettano le basi per la nostra percezione del mondo, le danno forma, e la esprimono. le parole diventano ordini, comandi, leggi; le parole diventano desideri, gratificazioni, diventano anche cibo e bevande. le parole sono il tramite, l'ambasciatore tra noi e gli altri esseri (anche gli animali capiscono le nostre parole, non vi credete). con le parole si decidono i destini del mondo, con le parole si salvano i derelitti e si uccidono le persone. per questo è così importante prestare infinita attenzione alla scelta delle parole. eppure... eppure nel mondo dell'immagine, le parole subiscono la negligenza dei più, e soprattutto di coloro che dovrebbero prestarvi maggiore attenzione.

mi trovo dunque a navigare in un sito ufficiale; arrivo ad un form da riempire e nel campo mittente inserisco il mio nome. un messaggio di javascript mi intima di inserire un indirizzo di mail valido! ci voleva tanto a scrivere la vostra email? a volte è solo sciatteria, ma a volte viene il sospetto che ci sia una volontà precisa (ma a che scopo poi?) di non farsi capire, di non comunicare. o voi esperti di comunicazione e copywriter tutti (e voi giornalisti), cercate di essere chiari e sintetici e farvi capire dalle masse ignoranti e cretine, di cui mi pregio di far parte!



lunedì, 06 agosto 2007

rete coi buchi.  stati uniti sempre più isolati. fanno sorridere le nuove norme "anti-terrorismo" appena varate a washington: come tutte le precedenti norme leggi e leggine disegnate dall'apparato bush, ecco una nuova stretta ai diritti dei cittadini. lo stato ha il diritto di ficcare il naso nei loro affari privati, senza bisogno che un magistrato (comunista) possa interporsi per impedirglielo. carta bianca quindi allo spionaggio di stato. interessante anche l'obbligo per ogni cittadino straniero in visita, e non bisognoso di visto, di indicare il suo itinerario all'interno degli usa nelle prime 48 ore. e poi? un terrorista, con cittadinanza tedesca, poniamo, che abbia intenzione di far danno a salt lake city, poniamo, entra senza visto, dichiara il suo itinerario e per due giorni se ne sta buono buono in un albergo di new york. poi... poi procede indisturbato a fare il suo danno. ma ne ha davvero bisogno? non ci ha già pensato l'amministrazione bush a fare tutto il danno possibile? io credo che osama bin laden, se esiste, si stia sfregando le mani. a lui è bastato un solo colpo, gigantesco, per garantirsi terrore per una diecina d'anni. il resto lo fanno i politici, che trovano molto comodo l'alibi del "terrore" per tirare ancora un po' la cinghia delle libertà che un tempo in america erano sacrosante e inviolabili.

ossimoro: eminem fa causa alla apple per violazione di copyright (i suoi brani disponibili su itunes pare non siano stati autorizzati dalla casa discografica del rapper). impietosito, il popolo di internet esprime il suo totale sostegno morale a eminem, povero bianco morto di fame.



mercoledì, 01 agosto 2007

se non ora, quando?  il getty ci restituisce due terzi delle opere d'arte che ci aveva rubato. bene. in cambio di prestiti da parte nostra in futuro. eh? e perché mai? è una punizione per esserci lasciati fregare? tra le opere trafugate c'è anche la venere di morgantina che ci ridaranno nel 2010. eh? ma se io rubo il portafoglio a uno, e i cc mi arrestano, voi credete che si accontentino se prometto di restituire il portafoglio tra tre anni? oppure, se, poniamo, gli uffizi avessero delle opere di appartenenza agli stati uniti, credete d'avvero che il governo americano accetterebbe la restituzione parziale e dilazionata nel tempo? tutto chiaro? inquiring minds want to know!

su altri fronti, vedo che i politici della minoranza si offendono per un film appena uscito nelle sale. ha qualcosa a che fare con maria (ma non la vergine). i nostri politici si preoccupano degli effetti letali della canapa indiana sui giovani, mentre degli adulti parlamentari non si preoccupano perché tanto si drogano peggio e di peggiori cose, senza bisogno di essere incoraggiati da un film. però hanno molta ragione, quasi due etti: l'erba è il male assoluto, è satana in persona, ed è l'unico responsabile per le morti sul lavoro, per le vittime del terrorismo e della mafia, per le morti di civili uccisi a centinaia di migliaia in irak e afghanistan, nonchè per tutte le morti di fame e sete nel terzo mondo, per la diffusione dell'hiv, per lo sfruttamento minorile, per gli abusi sessuali contro gli indifesi, per l'estinzione di specie animali, per la continuazione di specie umane, per la devastazione della foresta amazzonica, per gli incendi dolosi e dolorosi, per il cattivo cinema che impera in televisione, per i quiz con pupo, per il tg4, per la disoccupazione e la corruzione, e anche per questo mio blog. insomma, piantiamola una buona volta! :)