.: diario di bordo :.

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sabato, 27 ottobre 2007

colonia fara...  c'era una volta una colonia che nacque nel 1935... alt! 1935? opera fascista? be', sì, in effetti... però un magnifico esempio di architettura razionalista... ma fascista! certo, il periodo era quello fascista, ma lo stile è pur degno, quello che una volta si diceva "novecento", come metà degli edifici dell'eur. non confondiamo le acque in tavola, l'eur non si tocca, neh?! nessuno vuole toccare l'eur, ma perché toccare la colonia fara di chiavari? eh ragazza mia, per fare i parcheggi e il nuovo porto turistico ci vogliono soldi. credi forse che il comune li trovi sugli alberi? vendere, signora mia, bisogna vendere tutto! ma la fara venne costruita per i figli del popolo... altri tempi, signora, altri tempi. bisogna vendere, bisogna cartolarizzare, bisogna far cassa, eh, credi forse che i figli del popolo vorrebbero ancora andare in colonia? son cambiati i tempi, bisogna vendere dico!

e se veltroni decidesse di vendere il colosseo per fare un po' di cassa e finanziare la festa del cinema?

segnalazione serotina:
storie di ordinaria persecuzione



mercoledì, 24 ottobre 2007

inpdap inptrap  in questi giorni i pensionati inpdap (ex tesoro) stanno ricevendo dei curiosi depliant simil-pubblicitari. i destinatari, avvezzi come sono a ricevere spam cartaceo a kili, saranno facilmente tentati di cestinarli (è questo lo scopo della scelta editoriale). ma, attenzione, sarebbe un grave errore. in realtà, questi depliant spiegano che, a partire dal 1 novembre, dalla loro pensione verrà detratta una somma pari allo 0,15% del totale (lordo, si presume, ma non è chiaro), come quota mensile di adesione alla «gestione creditizia unitaria». nel pieghevole si spiegano i vantaggi di tale adesione. se non si intende aderire (a molti non interesserà), bisogna compilare un modulo che andrà poi inviato alla sede provinciale inpdap entro e non oltre il 31 ottobre 2007. per ulteriori informazioni e per una precisa analisi del fatto, potete consultare questo articolo sul sito aduc. occorre fare taaanto passaparola!

al di là del fatto (possiamo chiamarla tassa pseudo-volontaria sui pensionati?), colpisce il modo surretizio e simil-fraudolento con cui è stata portata avanti la faccenda. informazione scarsa, praticamente assente dagli organi di informazione, soprattutto se si considera che il decreto risale a marzo. e colpisce soprattutto la natura obbligatoria (silenzio-assenso) di una esazione, a loro dire, volontaria. se io voglio aderire a un programma o ad una associazione, devo fare qualcosa per acquisire quel diritto, mentre se non faccio niente tutto resta come prima. qui invece, se io non voglio aderire, devo fare qualcosa per restarne fuori. mi ricorda tanto la celebre (notorious) assicurazione per casalinghe, che in realtà altro non è se non una tassa sui disoccupati per andare ad arrotondare le casse dell'inail, se non fosse che quella non risulta automatizzata in nessun modo (del resto, non potrebbe, visto che i disoccupati non hanno reddito, non fanno alcuna dichiarazione dei redditi, e per il fisco non esistono!). e io che mi credevo che di treconti ce ne fosse uno solo...



giovedì, 18 ottobre 2007

un fascio al sole (soap).  riassunto delle puntate precedenti: cecco storace, vestito d'orbace, aggredisce la senatrice a vita, levi montalcini al secolo rita. per difender la donzella, parte in quarta il presidente e bacchetta il fascistello per quel tono insolente; alla critica poi replica tosto stolto franceschiello: sta' un po' zitto, vecchierello, altrimenti pure a te spedirò due stampelle. il mastella di giustizia autorizza un'inchiesta per zittire il fascista. non ci stanno i leghisti, prodi eroi di squadrismo e fautori di razzismo. lancia or ora la proposta, soccorrendo i fascisti, l'ingegnere de' castelli, noto esperto di giustizia e fior fior di manganelli: che si taglino i fondi alla nobel vecchierella, che dirige impunemente l'istituto della mente. ora è chiaro il timore che strazia quel signore: vuoi veder che ricercando com'è fatto il cervello non s'accorga poco o tanto che nel cranio del castello, pappa grigia non ve n'è?



domenica, 14 ottobre 2007

« Napolitano non è il mio maestro, il capo dello Stato dovrebbe rispettare chi non la pensa come lui e dovrebbe stare zitto nel dibattito politico »

il guaio di quel decennio che va dal '68 al '77 è che si è diffuso ai cani e ai porci il concetto, di per sé neutro, del relativismo ideologico. in quel decennio si protestò contro l'autorità, ma è risaputo che tutte le generazioni della specie homo sapiens sapiens hanno avuto problemi con le generazioni immediatamente precedenti. così ci troviamo a dover sentire robe da parte di uno che, in quel decennio stava dalla parte dell'autoritarismo più becero, protestare oggi contro l'autorità più alta dello stato. come tutti quelli che non hanno capito il senso del rispetto per le idee altrui, le fa proprie senza capire il concetto. e scambia gli insulti per idee, e le ammonizioni per repressione.

se io, da questo umile spazio virtuale, mi permettessi di insultare il capo dello stato (cosa di cui mi guardo bene dal fare), il mio spazio verrebbe subito oscurato. invece, un capetto meschino e di discutibile intelligenza si permette di offendere e tutti i media, di qualunque colore, gli danno spazio. siamo stupiti? no, siamo abituati ad una giustizia con due bilance: una per i potenti, anche se deficienti, e l'altra per i comuni mortali. caro cecco storace (vestito d'orbace), il signor napolitano non sarà il tuo maestro, ma è il tuo presidente e come tale devi portargli rispetto. del resto, prima di salire in cattedra a bacchettare (con dubbio gusto) chi ha vissuto e lottato prima di te, pensa a ripulire la tua fedina penale. finchè non avrai scontato la pena per i tuoi reati, nessun cittadino onesto e rispettoso potrà dare alcun peso alle tue parole. o, detto in termini che tu possa capire: stai zitto tu.



sabato, 13 ottobre 2007

rischi del mestiere.  oggi sono scesi in piazza gli studenti per protestare, pare, contro la riforma scolastica che, fra le altre cose, reintroduce gli esami di riparazione. uno dei giornali locali, che per pietà non nomino, cita alcune dichiarazioni degli studenti. spicca, tra le altre, una che lascia perplessi: "perché devo spendere soldi per i libri se poi rischio che mi bocciano?" chiaro, il caro-libri non c'entra; c'entra invece il rischio di bocciatura. ma questo, se andiamo a guardare, vale anche per la spesa alimentare: perché devo spendere soldi per il cibo se poi rischio di avere fame di nuovo? ai miei tempi, i più facinorosi, che ambivano a ricevere di più dallo studio e che facevano le ore piccole sui libri per poter poi andare alle manifestazioni, che si organizzavano seminari durante le occupazioni, e che poi alla maturità si beccavano dei 60, credeva nel valore della responsabilità, personale e collettiva. meno male che le cose sono cambiate.

vendiamo la storia?  il sindaco di chiavari (ancora lui) ritiene che la storia sia una barzelletta e che possa essere messa all'asta al miglior offerente. giudica infatti che l'essere stato eletto gli dá carta bianca su tutto, inclusa la (s)vendita di un bene pubblico, cioè di tutti, anche di quel 49% che non lo ha votato (+ i bambini). sarebbe un po' come se veltroni, per fare rapida cassa e risolvere il problema di restauro del colosseo, decidesse di metterlo all'asta per un pugno di milioni di euro. pensate che i cittadini lo lascerebbero fare? a roma no, ma a chiavari il sindaco preveggente ha anche messo mano allo statuto, abolendo di fatto il referendum. dov'è il principe azzurro che dovrà ridestare la bella addormentata a chiavari? eccoci! :))



giovedì, 11 ottobre 2007

viva, viva doris!  la terrorista buona, premio nobel per la letteratura!!!

scritto da maribelle | 13:46 | commenti
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martedì, 09 ottobre 2007

«sono il che e valgo più da vivo che da morto.» queste furono le parole con cui ernesto che guevara (rosario, argentina, 1928) minacciò i suoi rapitori il giorno prima di essere fucilato a la higuera (bolivia), il 9 ottobre 1967. quel guerrigliero braccato allora non poteva immaginare che la sua morte lo avrebbe trasformato in leggenda. men che meno che l'industria capitalista si sarebbe fatta carico di fare della leggenda un mito. [...]
l
così inizia lo speciale che il quotidiano el mundo dedica all'eroe della rivoluzione cubana, di cui si commemora oggi il 40imo anniversario della morte. qui potete leggere tutti gli articoli e guardare l'album di prodotti derivati. [in spagnolo]

il testo e il suono di comandante che guevara

scritto da maribelle | 00:46 | commenti (1)
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sabato, 06 ottobre 2007

per non perdere l'abitudine.  mentre le notizie dalla birmania scivolano impercettibilmente dalle pagine dei notiziari, la marcia dei monaci continua, e continuano le marce in casa nostra per tenere viva l'attenzione: oggi, a roma. c'è una nuova petizione: la trovate qui. possiamo discutere sui motivi che dovrebbero spingerci a occuparci di questo lontano paese. non ho tempo di discutere, ma vi offro una delle ragioni: sostenere i movimenti democratici in qualunque paese oppresso da una dittatura (anche quelle meno sanguinose sono criminali) aiuta anche noi a difendere la nostra democrazia. pensateci un attimo.

anche l'occupazione disastrosa dell'iraq è scivolato via dalla rubrica dell'emergenza mediatica. come per la guerra in vietnam, ci siamo assuefatti alle stragi giornaliere e la polvere del massacro, con tutto il ciarpame di responsabilità occidentali, l'abbiamo stipato convenientemente sotto il tappeto del fastidio. solo perché è sparito dallo sguardo, non significa che l'orrore abbia cessato di esistere. per fortuna, ci sono ancora degli irriducibili che continuano a manifestare. oggi, a londra. non starò a ripetere (sempre la mancanza di tempo) le ragioni della protesta o perché a noi italiani, evasi dal teatro di guerra da oltre un anno, dovrebbe importare. leggete l'ottimo articolo di brian eno, apparso oggi sul guardian. questo non significa che non dobbiamo anche occuparci degli affari di casa nostra, ma, siccome viviamo nel villaggio globale, ciò che riguarda gli altri riguarda anche noi. pensateci un attimo (bis).



lunedì, 01 ottobre 2007

capetti levantini.  ci sono cittadini che si candidano per rendere un servizio alla comunità e, se eletti, lo fanno al meglio delle loro capacità, compatibilmente con il sistema a contorno. ci sono cittadini che amano vincere le elezioni per poter comandare, a prescindere dal bene della comunità e, se eletti, ci riescono benissimo, e se il sistema non glielo consente, loro cambiano il sistema. così ci sono neo-eletti sindaci che, non potendo fare tutto e solo quello che vogliono, cambiano le regole del gioco in virtù di una legge che consente alla maggioranza, per quanto risicata, di fare tutto senza l'opposizione. questi sindaci modificano quindi lo statuto della città con la sola maggioranza ed eliminano, di fatto, il potere referendario dei cittadini. per questi capetti i cittadini che non li hanno votati devono solo stare zitti. all'arroganza di questi capetti i cittadini rispondono con una citazione letteraria:

"vaffanculo."
aristofane, gli uccelli

per ulteriori informazioni, visitare il sito di partecipattiva