.: diario di bordo :.

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giovedì, 27 dicembre 2007

contrada di grazia.  il natale rende tutti più buoni, ne abbiamo ora l'ennesima prova. non che gli umani abbiano sospeso le ammazzatine (dalle piccole stragi di famiglia alle grandi stragi politiche... è di oggi la notizia gravissima dell'attentato a benazir bhutto). i bambini continuano a morire di fame, di malattie e di carenza d'acqua. i popoli oppressi da sanguinari megalomani (finanziati dal mondo occidentale) continuano ad essere oppressi, in barba ai piagnistei dell'onu. la pena di morte, appena moratoriuta, continua ad essere applicata in paesi sviluppati e non. i ladri, quelli col colletto bianco, non smettono di ingrassare le proprie tasche e di sbraitare minacce ad un governo regolarmente eletto. eserciti stranieri continuano a "liberare" persone che preferirebbero restare in vita. insomma, il mondo non smette di essere lo schifo che è solo perché natale. dunque ci consoliamo che proprio in italia, in questi giorni, alcuni politici diventino tanto buoni, così buoni, da voler reclamare la grazia per un condannato che sta male. gioiamo, dunque, gioiamo.

[ pausa musicale: l'inno alla gioia di beethoven ]

possiamo, se non ci sentiamo troppo saturi di panettone e champagne, ignorare la lettera di salvatore borsellino, o l'appello di rita; ma possiamo anche, tra un rutto e una scorreggia, chiederci sull'opportunità di questa richiesta, in un momento in cui lo stato, a malincuore, sembra davvero cominciare a dare fastidio alle cosche mafiose. chi si oppone (inclemente!) alla concessione di grazia viene accusato di sentimenti vendicativi, e non già di sete di giustizia. questo in un paese dove giustizia e verità sono diventati termini da supermercato, che si possono svendere in offerta speciale. si fa appello alla compassione e al buoncuore perché bruno contrada sta male. al cittadino medio però viene spontaneo chiedere: ma non si potrebbe mandarlo all'ospedale, sotto custodia? è proprio necessario rispedire a casa un condannato con sentenza definitiva? e poi vengono in mente tutti quei grossi funzionari statali e altri politici che, appena entrano in galera, si sentono male. quanti sono invece i condannati comuni che in carcere muoiono senza che nessuno si preoccupi della loro salute? vendetta? grazia? o forse desiderio urgente di rendere un favore a qualcuno (o qualcosa) per ostacolare ancora il lavoro della giustizia, già ostacolato e vessato e intralciato da leggi vergogna e tagli di spesa? ma suvvia, siamo sotto natale, siamo in uno stato di grazia: dobbiamo essere buoni e spalmarci sul pane a merenda (luc).

scritto da maribelle | 18:53 | commenti
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martedì, 25 dicembre 2007

essere buoni... e appetitosi  che cosa non si farebbe per una calzotta piena zeppa di cose buone, eh? siamo disposti a fare ottimi proponimenti per l'anno nuovo (e lì ci fermiamo), a perdonare chissà chi, chissà dove; a voler bene, ma tanto tanto, ad un prossimo senza nome e senza faccia. ma provate poi a promettere di voler più bene a berlusconi? eh? mica facile...

il nostro comune è molto buono quest'anno; infatti, a deliziarci per il tradizionale concerto è venuta nientepopodimenoche l'orchestra sinfonica nazionale della rai. minchia. ok, non tutta l'orchestra (ci mancherebbe), solo il complesso per archi, che può vantare musici di prim'ordine. in programma: mozart, britten e ciaicoschi (sp?). tutta la chiavari bene era presente per onorare l'evento, tutti sfoggiavano i jeans più stracciati, le felpe più lercie e le tute più imbrattate di vernice. solo i meno aggiornati sull'ultima moda parigina si erano addossati visoni e lamé (tra questi poveretti c'erano anche due signore visonate che si sono, volutamente, dimenticate il cellulare acceso per far sì che al momento opportuno, la suoneria fantasiosa si unisse all'opera dei musici torinesi: uno splendore).

c'era, ovviamente, anche il nostro amato sindaco in perfetta toilette da lavoro: un completo grigio chiaro di misto-lana con camicia bianca e cravatta rosso vinaccia. l'illustre primo cittadino, umilmente nascosto nel suo palchetto regale, se ne stava acquattato al fianco della fida e sempiternamente giovane presidente del consiglio, in perfetta toilette da sera nera con lustrini e paillettes. faceva contorno la prima cittadina con pelliccia di volpe e cerotto sul sopracciglio destro (ornamento a cui, pare, non sa rinunciare). ho avuto persino l'onore (onere?) di incrociare gli occhi con il primo cittadino, che mi ha regalato uno dei suoi sorrisi invisibili, che ad un foresto poco avvezzo con i modi di qui avrebbe potuto interpretare come "cazzo vuoi, mostriciattolo? non vedi che sono impegnato?", ma che alla sottoscritta, ben avvezza alla politica locale, è parso come un invito alla riconciliazione. prosit, signor sindaco!

roses are reddish
violets are bluish
if it weren't for christmas
we'd all be Jewish.
— benny hill

scritto da maribelle | 01:36 | commenti
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venerdì, 21 dicembre 2007

natale? no, grazie.  si avvicina come un ladro che vien di notte. sai che deve arrivare, tre mesi prima ti dici che quest'anno non ti coglierà di sorpresa. cominci per tempo ad organizzarti. ti dai tempo perché quest'anno vuoi fare da sola: creare regali personalizzati spendendo il minimo, fare bigliettini con carte sfiziose penne colorate e ritagli, preparare dolcetti e sacchetti di frutta secca, allestire le decorazioni in casa mescolando aromi colori e suoni, scegliere immagini per sorprendere e deliziare gli amici di rete... tanto hai tempo e te lo prendi tutto.

tutto a un tratto mancano tre giorni a natale e non hai preparato niente, scritto niente, raccolto niente. troppe le scadenze più pressanti, troppi gli altri impegni a cui non puoi dire di no, troppi gli imprevisti che si danno appuntamento addosso a te nello stesso momento. a tre giorni dal giorno fatale vagabondi per il mercato spaesata stordita e sai che non puoi fare acquisti con questo stato della mente. non ti piace quello che vedi, e non vedi quello che ti serve, e non hai più tempo. a dire il vero, non hai neppure più fantasia. a dire il vero, non senti niente se non fastidio. non senti neppure la fretta, ti senti uno zombi e vorresti mandare tutto a fan culo. d'un tratto sembra che l'infame stagione natalizia non debba finire mai. ti sei appena allontanata dal banco della verdura e ti accorgi solo ora che non hai fatto gli auguri all'ortolana. ora che ci pensi, non ricordi che nessuno che l'abbia fatto: tutti presi affannati storditi come te. ma una volta natale non era un giorno solo?

disse un saggio "il vero natale è uno solo, tutti gli altri sono solo anniversari". cerco nel vangelo dove avrebbe detto gesù che dobbiamo festeggiare il suo compleanno, ma non lo trovo. era ebreo, e gli ebrei hanno hannuka, ma non ne trovo traccia nell'antico testamento. i romani avevano i lupercali. non ci capisco niente... qualcuno può darmi lumi? qualcuno può fornirmi una ragione per questo stress stagionale?

buon solstizio d'inverno a tutti.

scritto da maribelle | 18:31 | commenti
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venerdì, 14 dicembre 2007

sciopero de l'unità  oggi i giornalisti dello storico giornale fondato da gramsci (e rifondato da veltroni) incrociano le braccia. il motivo: il timore giustificato di perdita di indipendenza nelle linee editoriali. perché? la tosinvest, già (non nel senso di ex) proprietaria di libero e de il riformista, oltre che di una fitta rete di strutture ospedaliere private dal lazio in giù, nonchè acquirente a suo tempo dell'edificio delle botteghe oscure, sta per comprare il pacchetto di maggioranza della testata. se andate sul sito de l'unità, troverete il comunicato del cdr e un tot di spiegazioni. se volete saperne di più, cercate in rete "angelucci" + "tosinvest" e vi verrà sicuramente un bel maldicapo. troverete, per esempio, una scheda di repubblica.it e alcuni articoli sul caso del san raffaele di roma. sono cose che fanno riflettere...



martedì, 11 dicembre 2007

itagliano a squola.  fatto bbe'. tie' tie' tie'. era ora che l'itagliano diventasse una priorità nelle nostre squole. perdinci e poffarbacco. in un paesino del tregiviano, il sindaco gianpaolo vallardi ha decretato che prima di entrare a squola gli alunni devono passare un test d'itagliano. ottima idea e lodevole troppo. solo una domanda, signor sindaco: chi insegnerà l'itagliano agli insegnanti che dovranno esaminare il livello dei futuri alunni? altro dubbio: e se un bambino non viene dalla ridente e rigogliosa provincia trevigiana, ma da genitori altro-italioti (marchigiani, pugliesi, liguri...), come potranno degli insegnanti veneti valutare la sua conoscenza del calabrese (o marchigiano o siciliano o genovese o lucano o...)?

altra genialata del sindaco (un vero vulcano d'idee): mettere un limite alla percentuale di alunni "stranieri" per far sì che i poveri trevigianini non si sentano in minoranza. il sindaco-genio parla di 30%, ma non elabora in quali percentuali dovrà essere poi ripartita questa percentuale: 10% rumeni, 10% brasiliani, 10% marchigiani? il popolo attende risposte.

a proposito: infuria la bufera delle statistiche. secondo il censis e l'istat gli italiani leggono di più, mentre secondo mondadori-ipsos leggono di meno. se andiamo a frugare tra i dettagli non ci capiamo più una bolla perché le metodologie impiegate nelle tre diverse indagini non collimano (ottenendo risultati contrastanti). allora? c'è un futuro per l'elenco del telefono?



sabato, 08 dicembre 2007

non in casa mia.  philadelphia, oltre che la città dell'amore, è anche la città che ospita la celebre "liberty bell". non a caso la locale sede dei boyscout si chiama "culla della libertà". tuttavia, secondo l'amministrazione cittadina, si tratta di una libertà condizionata: infatti, nello statuto dell'associazione c'è l'impedimento alle persone omosessuali di raggiungere gradi di comando (le guide, per intenderci). applicando il primo emendamento della costituzione americana, la corte suprema ha deciso, con un voto 5-4, che, in coerenza con la libertà di espressione, i boyscouts of america possono liberamente decidere a chi attribuire ruoli di guida secondo le loro regole. il comune di philadelphia ha deciso quindi di far pagare un canone di locazione ai boyscout, che dal 1928 occupavano suolo pubblico gratuitamente. la motivazione: la discriminazione stride con i principi a cui aderisce la città, quindi qualunque ente o associazione no-profit che non aderisca ai medesimi principi perde il diritto ai privilegi della città.

la questione è meno banale di quel che non sembri. come ho già detto, ogni gruppo privato ha diritto di escludere dal proprio ambito qualsivoglia tipologia di persone. se i boyscout hanno deciso (nel 1928) che non vogliono omosessuali nelle loro file, sono liberi di farlo. d'altro canto è pure giusto che un ente pubblico decida, in base ai propri principi fondamentali, a chi concedere spazi gratuiti. la cosa però si complica: se il capitolo dei boyscout giace su terreno comunale, l'edificio invece è di loro proprietà, poichè furono loro a costruirlo nel 1928. va anche detto che i boyscout offrono gratuitamente servizi utili alla comunità. quindi? stante la situazione, i boyscout chiedono il rimborso per le spese di manutenzione (la cifra non è per nulla irrisoria). e se facessero pari e patta?

ora vi chiederete: che ce ne cale a noi, che siamo in italia? la questione riguarda anche noi, giacché l'arcivescovo, neo cardinale, presidente della cei, mons. bagnasco ha ribadito che non c'è ancora parità tra scuole private (leggi: cattoliche) e pubbliche. il vaticano, non contento dei ricchi introiti derivati dall'8 per mille, e della sovvenzione dell'ora di religione, e dell'esenzione dall'ici (malgrado la dovizia di attività commerciali di dubbia utilità pubblica), esige sovvenzioni anche per le sue scuole, che sono a pagamento e che non obbediscono, di fatto, alle regole imposte alla scuola pubblica dallo stato. a mio avviso, se le scuole del vaticano vogliono raggiungere la parità (ma perché poi?), dovrebbero sottostare a tutti, ma proprio tutti, gli standard imposti dallo stato, alla pari, appunto, delle scuole pubbliche: nessuna discriminazione per corpo docente e studenti, aderenza totale al curriculum del ministero. i docenti devono essere certificati al pari di quelli statali e devono seguire tutto l'ambaradan a cui sono soggetti gli insegnanti statali. e non devono applicare tariffe "deluxe" ma solo le normali tasse scolastiche. in pratica, devono diventare delle scuole pubbliche a tutti gli effetti. o no? parliamone!

la citazione du jour  "Dopo 4 anni di guerra in Iraq, 3.900 soldati americani morti, 85.000 civili iracheni ammazzati e tutti gli italiani morti sul campo anche per colpa di Berlusconi, Berlusconi ha avuto il coraggio di dire che lui in fondo era contrario alla guerra in Iraq. Come si fa a sopportare una cosa del genere? Io ho un mio sistema, penso a Giuliano Ferrara immerso in una vasca da bagno con Berlusconi e Dell'Utri che gli pisciano addosso, Previti che gli caga in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta tutti".
daniele luttazzi, decameron



lunedì, 03 dicembre 2007

rèclame.  è stata data grande evidenza a una notizia di umanità. un ristoratore del ponente ha offerto un pasto gratis a uno straniero che lo aveva derubato. ammappalo, direte, che umanità! più dentro alla notizia si scopre che il ladro aveva rubato alcuni biscotti per mangiarseli. poi, all'uscita dal tribunale (dunque, c'è stata una denuncia) il ristoratore l'ha portato nel suo ristorante e gli ha dato una pizza e un po' d'acqua e poi l'ha salutato. "mi ha fatto pena, perché ha rubato solo dei biscotti per fame.". una storia che scalda il cuore? allora, perché mi lascia l'amaro in bocca? con tutta la sua umanità il pizzaiolo ha comunque proceduto alla denuncia; si è sgravato la coscienza con una pizza e poi tanti saluti. e il giorno dopo? che cosa mangia il povero il giorno dopo? che cosa ha risolto questo grande atto di umanità? che il pizzaiolo è finito sul tiggì e tutti dicono "com'è umano lui!".

altra storia quella dell'imprenditore che, dopo aver provato a vivere con lo stipendio che dava ai suoi dipendenti, ha deciso di dare a tutti 200 euro di aumento. quel signore sì che ha fatto un passo in più, guardando in avanti, e rinunciando magari alla porsche ultimo modello. certo, anche lui ha fatto un discorso utilitaristico, ci mancherebbe, ma il suo gesto ha inciso sul futuro dei suoi dipendenti, non solo del suo. e si è guadagnato la fiducia e la stima dei medesimi. chapeau!

citazione del giorno:
« "I cinesi - ha spiegato Daverio - ci pongono l'obbligo di tornare ad essere svegli. Questo lo possiamo fare solo se ritorniamo ad essere quei creativi che siamo stati per 25 secoli, prima di diventare solo degli affittacamere", ha concluso Daverio riferendosi, evidentemente, al turismo, tanto a Venezia quanto in Italia. »
(fonte: adnkronos)