.: diario di bordo :.

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domenica, 30 marzo 2008

alitalia vs. attila.  non vorrei scomodare un capo storico di indubbio rispetto, anche se dalla parte sbagliata della storia (almeno, dal nostro nazionalistico punto di vista), se non fosse che il suo nome assomiglia tanto a quello della compagnia di bandiera... e poi ricorda la scalata al successo propagandata ai quattro venti da voisapetechi in questi giorni di bollente campagna elettorale. a pensarci bene, qualche affinità tra il signore di arcore e lo storico condottiero unno si può rintracciare: in entrambi i casi, il loro passaggio non lascia più crescere l'erba (vedi la fini-giovanardi...).

considerando la qualità di falciatrice dello storico personaggio, ci si chiede pure se abbia o meno qualche affinità con altri dipendenti del giardino di arcore, ma qui potrebbero intervenire gli ungheresi, vilipesi da questo paragone ignomignoso. infatti non pensiamo che l'unno nemico dell'erba (il fini di allora, per intenderci) si sia mai sognato di dire "conquistare l'italia? allontana, o padre, da me l'amaro calice". lo storico unno, infatti, in tal caso, si sarebbe ben guardato dal prendersi la briga di affrontare un tal viaggio e poi l'ira tremenda del santo padre. l'unno nostrano invece l'alleanza con il santo padre la chiede, la invoca, l'esige, in quanto suo spiritual datore di lavoro.

intanto, i giardinieri locali, si sono presi la briga di eliminare due ciuffetti di erbaccia dal muretto sotto casa con un infernale marchingegno all'alba delle sei, rischiando di rovinare il suddetto muretto, oltre al sonno di quieti cittadini amanti del quieto vivere. ah son finiti i tempi di una volta quando per estirpare le erbacce bastava l'unno invasore!



venerdì, 21 marzo 2008

180?  è ormai di moda fare campagna elettorale basandosi sull'abolizione di qualche legge. ferrara con la 194 (no, lui non la vuole abolire, la vuole solo ammazzare... moratoria, che altro è? e ammazzare le donne che abortiscono, che sarebbe pure giusto, 'ste assassine). ora salta fuori paolo guzzanti, l'altro guzzanti, che vuole riaprire i lager manicomi (i matti vanno rinchiusi, che diamine, non assistiti). attendiamo fiduciosi una lista che voglia l'abrogazione della legge che depenalizza il falso in bilancio, un'altra lista che vuole abrogare la cirielli, ecc. nessuno si offre per l'abrogazione della merlin?

se qualcuno mi segue, io proporrei l'abolizione della fini-giovanardi...



domenica, 16 marzo 2008

tibet
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scritto da maribelle | 18:54 | commenti (2)
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sabato, 15 marzo 2008

non sono un vaso!  ssst... sentite qualcosa? non sentite nulla? è vero, è perfino assordante questo silenzio da parte della "sinistra costituita" sulla 194. ma no, non è vero, dicono loro: abbiamo detto che la 194 non si tocca. non basta? eh no, non basta no. da una parte si continua ad attaccare, a insinuare, a violentare, mentre dall'altra ci si accontenta di dire "non si tocca". siamo un po' deluse. siamo molto deluse, e lo diciamo anche. come? così: appello ai politici di sinistra

scritto da maribelle | 16:17 | commenti
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venerdì, 14 marzo 2008

il corona e gli euro.  l'altro giorno è scivolata sui giornali locali la notizia dell'apparizione, manco fosse stata la madonna, di fabrizio corona in una discoteca di sestri levante, dove molte allegre fanciulle hanno fatto la coda per farsi fotografare insieme a lui, al misero prezzo di 12mila euro cad. qualcuno ha voglia di commentare?

son passati i tempi quando si sognava di essere "rapite" da vallanzasca, il delinquente faccia d'angelo, il bel maledetto della mala milanese. son passati i tempi quando il delinquente dei nostri sogni era soprattutto un ribelle presso cui trovare la rottura con il perbenismo dei genitori e della società. oggi si paga fior di quattrini perché un po' dell'aura trendy del ricattatore modaiolo possa spalmarsi sulle nostre chiome per osmosi. un ricattatore fotografo che mai e poi mai si sporcherebbe le mani a rubare anche solo metà di quei soldi che vien più facile estorcere al cliente di turno.

molto meno caro abortire in una delle cliniche di sua santità in quel di genova. mille euro per non morire e per non poter ottenere quel che la legge dovrebbe garantire nelle strutture pubbliche (solo perché il 90% dei ginecologi sono... obiettori di coscienza!).

dove son finiti i tempi di una volta per giunone
quando per fare il mestiere ci voleva un po' di vocazione...

scritto da maribelle | 19:41 | commenti
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venerdì, 07 marzo 2008

otto, non più otto...  siamo tante, siam più della metà / siamo divise, divise dal papà...nzer.

ai miei tempi, che sembrano secoli fa, si gridava a pieni polmoni: cardinal poletti, fatti i ...zzi tuoi, che all'aborto ci pensiamo noi. a quei tempi non c'era ancora una legge 194 e molte, troppe donne morivano per i ferri da calza. a quei tempi le ragazze non osavano denunciare le violenze subite per la vergogna e la gogna a cui venivano esposte dai loro violentatori. a quei tempi le donne non avevano la notte, per cui ci si organizzava in gruppi per uscire e "riprenderci la notte". insomma, erano tempi di militanza, di presa di coscienza, di interrogarci e di lottare soprattutto dentro di noi per recuperare la persona al di là del ruolo. a quei tempi si aiutava la mamma a fare le pulizie in casa, si accompagnava la nonna dal medico e poi si andava alla manifestazione (con il pupo, chi l'aveva). a quei tempi ci siamo inventate i consultori, per fornire servizi di consulenza e assistenza e informazione e come punti di aggregazione. a quei tempi la militanza non era solo scendere in piazza; era soprattutto andare negli ospedali, parlare con medici e mamme, era studiare le leggi, era confrontarsi con i politici (era anche entrare nelle chiese).

non vi dico che impressione fa, dopo quelle lotte, dopo la fatica e il sudore, vedere le lancette sospinte di nuovo a prima di quei tempi... non ve lo dico. se avete immaginazione, non ce n'è bisogno. e se non ne avete, che parlate a fare?

vogliamo il pane e le rose...

scritto da maribelle | 19:27 | commenti
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domenica, 02 marzo 2008

fatti la shoah tua.  i nazisti sono rei di aver architettato un eccidio mostruoso, industrialmente concepito e realizzato, per "spazzare via" letteralmente (da cui "pulizia" etnica) la "feccia ebraica". così facendo hanno aperto una ferita enorme, devastante nella coscienza dei popoli, almeno in occidente (in oriente hanno le loro shoah). è un senso di colpa collettivo che tutti condividiamo: gli ebrei, in quanto sopravvissuti, e i gentili, in quanto conniventi e/o complici. ci sentiamo tutti orribilmente in colpa e niente sembra poterci sgravare di questo peso. ne portiamo il ricordo (collettivo, anche per chi non c'era) e, se anche non lo ricordiamo, ci viene ricordato ogni volta che israele fa qualcosa che non va.

da decenni stiamo assistendo ad una complessa e lenta operazione molto simile al progetto nazista, ma il fatto che a compierla siano alcuni ebrei ci frena. non solo ci arresta lo sventagliar della shoah da parte dei dirigenti israeliani, ma ce lo sentiamo dentro noi stessi: che diritto abbiamo di criticare gli ebrei per fare ciò che non siamo stati buoni a fermare? tentenniamo, esitiamo, tergiversiamo, da decenni. adesso un ministro di israele l'ha detto senza peli sulla lingua, senza neppure più vergognarsi: vogliamo l'olocausto dei palestinesi. ecco, l'hanno detto. a torto, penso, vengono sventagliati sotto il nostro naso i missili che da gaza partono per colpire città di israele. certo, i missili devono fermarsi. ma che differenza tra tutti quei missili che nonostante tutto hanno prodotto (per fortuna) un solo ferito, e dall'altra parte quella pioggia di raid aerei che hanno prodotto in due giorni oltre 70 morti e quasi 200 feriti... feriti che non hanno neppure la possibilità di essere curati, visto il blocco che israele attua per impedire ai medicinali di arrivare a gaza...

e tutto quello che la comunità internazionale sa dire è: smettetela un po'!

scritto da maribelle | 20:27 | commenti
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