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mercoledì, 30 aprile 2008

lutti acidi.  a pochi giorni dal 65o anniversario dalla scoperta del suo "figlio discolo", albert hofmann se ne va, alla splendida età di 102 (quasi a riprova che l'acido lisergico non accorcia la vita...). l'ultimo suo libro, dove continua, indefessamente, a promuovere l'lsd come medicina e cura, narra soprattutto di questo pezzo di storia, dal suo punto di vista (compreso un capitolo dedicato all'incontro con aldous huxley) ed esplora gli aspetti mistici di questa droga. ciao, albi, e grazie di tutto! (bevete ovomaltina... :)

link: lsd: my problem child



domenica, 20 aprile 2008

can we? yes, they can!  subito, sin dal giorno dopo (the day after, per dirla in un linguaggio più moderno) è partita la macchina dell'interpretazione ufficiale del voto: è stato un terremoto. ovvero, non solo berlusconi ha vinto (cosa che chiunque avrebbe potuto prevedere, stante le cose), ma che ha stravinto, e che la sinistra ha subito un grave tracollo, reso ancor più tracotante (tracollo eclatante) dall'esclusione dai giochi nazionali dei partiti di sinistra, anzi, di quel che resta di quella storica. le cose però non sono andate proprio come ce le raccontano. a me sembra, più che altro, di vedere il classico ciarlatano da strada che, facendo roteare davanti ad un pubblico stordito le mani, ti spiattella le tre carte e tu ci caschi. il gioco gli fa ancor più gioco perché schieramenti, coalizioni e partiti non sono più neppure quello che erano due anni fa. risultato: sembra che berlusconi abbia preso più voti, mentre ha preso forse un'idea meno di quelli che aveva preso due anni fa.

l'unica realtà del dato elettorale è che la lega ha guadagnato voti a scapito della sinistra arcobaleno (conglomerato di rifondini, verdastri, comunistoidi assortiti e ingrigiti reduci della sinistra extraparlamentare di 30 anni fa). mentre l'elettore quadratico medio di destra non ha mutato opinione, è l'elettore di sinistra, quello che crede ancora nella ridistribuzione dei redditi, che non vuole interventi bellici nel mondo, che vuole lo sviluppo sostenibile, che esige il riconoscimento legale della diversità, che ha votato in maniera "anomala". per lo più ha disertato le urne (per il semplice fatto che quando il governo prodi è caduto, essendogli cadute le braccia, non sapeva come fare a mettere la crocetta), oppure ha votato bianca o nulla per esprimere la sua esasperazione. ma ha anche scelto di dirigere il suo voto verso chi sembra difendere la legalità (idv), la parità (listarelle misto assortite), o l'illusione di arginare il pericolo nano (pd).

mi dicono (ma io non capisco) che una parte degli elettori di sinistra hanno votato lega. non lo penso, non lo penso affatto. credo, anzi, che una buona parte dell'astensionismo di sinistra sia stato compensato da un maggior afflusso di voti sulla lega, cioè quelli che non sono andati a votare sono stati compensati da altri che prima non sono andati a votare e questa volta hanno votato lega. questo non per alcun motivo ideologico ma per il fatto che un elettore compagno non può dall'oggi al domani diventare razzista e votare per dei razzisti misogini xenofobi. che poi, diciamoci la verità: alla fin fine la lega ha ottenuto l'8.5% dei voti, ovvero altrettanti di quanti non ne abbia preso di pietro. la differenza tra destra e sinistra sta tutta qua: loro sono uniti e compatti (almeno elettoralmente), tenuti insieme dal nano vinavyl, mentre la sinistra, fedele alla sua tradizione italica, resta divisa frammentata e secessionista, ma soprattutto tafazziana. addaveni' baffone?

scritto da maribelle | 02:09 | commenti (2)
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sabato, 12 aprile 2008

voto vuoto.  chi vi dice che non andare a votare aiuta il nemico (qualsivoglia egli sia) lo fa per portare acqua al suo mulino. aggiunge, peraltro, che per dare a te il diritto di compiere questo sacro gesto democratico sono morti altri cittadini. in molti sensi questo è vero, come è indubbiamente vero che il voto è una (e non la sola) espressione della democrazia. ma che siano morti dei cittadini per difendere questo nostro diritto lui lo dice per indurci, tramite i sensi di colpa, a compiere un atto che è sì un dovere, ma anche una scelta. pura demagogia. perché dico questo? sto forse cercando di convincerti invece a non votare?

chiariamo subito: non voglio convincerti a fare niente che tu non voglia. vai a votare e vota chi vuoi, mettendoti la mano sulla coscienza. ma se non vuoi andare a votare, non ti sentire in colpa. con la vigente legge elettorale, il voto è privato di ogni significato democratico e pieno soltanto di significato demagogico. vediamo un po' meglio le opzioni: se voti berlusconi, vabbe', voti per uno che quasi sicuamente vincerà e il 15 aprile ti sentirai (falsamente) vincitore. se voti per veltroni, il 15 aprile ti sentirai con la coscienza a posto (non ho votato berlusconi) e vivrai lo stesso i prossimi cinque (ma forse meno) anni a odiare la metà di italiani che hanno votato berlusconi. e lo stesso dicasi se voti una qualunque delle altre liste (ma se voti sinistra arcobaleno, almeno avrai contribuito a mettere in parlamento un'altra voce, che non è poco). in altre parole, comunque tu scelga di votare, saranno sempre le stesse facce che andranno a occupare gli stessi posti a montecitorio. fattene una ragione.

quella notte in cui, due anni fa, vennero resi finalmente noti i risultati che videro prodi (per la seconda volta) vincitore su berlusconi, una ragazza in piazza santi apostoli disse: se lo fanno cadere anche stavolta, scendiamo in piazza con i kalashnikov. due mesi fa è successo proprio questo e non ho visto nessuna rivolta di piazza. prodi, che è stato eletto dalla maggioranza degli italiani sia pur con una legge elettorale da terzo mondo, non ha avuto l'appoggio dei suoi elettori. quando è caduto il governo eravamo forse troppo basiti, ma non abbiamo fatto niente per difenderlo. perché dovremmo dunque andare a votare in un sistema fascista che se ne impippa del volere dei cittadini? voglio una ragione per cui io domani dovrei sciuparmi la domenica andando al seggio. una, ma che sia una ragione vera e non la solita pappa fritta dei media. grazie.

scritto da maribelle | 11:12 | commenti (1)
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martedì, 08 aprile 2008

popolo di belinoni.  avete anche voi ricevuto il pieghevole con il cavaliere che innalza il pugno chiuso? non era lui l'invincibile cavaliere che, lancia in resta, si scagliava contro i comunisti brutti e cattivi? nessun timore, miei cari: il pieghevole che avete ricevuto non proviene dalla campagna elettorale di berlusconi. si tratta infatti di un bieco e perfido sabotaggio ad opera dei soliti comunisti magnabimbi e il figuro che ostenta quell'oltraggioso saluto non è altri che un simil-sosia, di matrice bolscevica, atto a sabotare la salutare salutevole salute del popolo delle libertà (quali? quelle che si prendono, ovvio!).

il risultato, chiaramente voluto, è che i benpensanti e ingenui cittadini italiati vengano indotti a pensare che il cavaliere, rancio in testa, con coerente filosofia cerchiobottista, voglia a gironi alterni corteggiare ora la destra, con il saluto romano, ora la sinistra, con l'infame pugno chiuso. si irride in codesta maniera la filosofia alternista che si vuole assistenzialista un giorno, e liberale quello dopo; paraninfo un giorno e puritano quello dopo; garantista un bel giorno e giustizialista quello dopo. il grande comunicatore parla a tutti, verdi bianchi rossi e neri, soprattutto neri se gli danno il voto.

il nostro fulgido algido frigido eroe, ammantato di tutti i colori, come giuseppe, come arlecchino, è l'uomo per tutte le stagioni. per la quinta volta (inaudito in una qualunque democrazia occidentale) si ripresenta all'elettorato e lo fa come "uomo nuovo", mentre veltroni, che per la prima volta si candida a livello nazionale, e che ha vent'anni di meno, dovrebbe essere, secondo lui, il "vecchio". chi si fa le canne è vecchio, chi si fa di coca invece è giovane. paradossi italiani!

cito da cacaonews (jacopo fo), per la gioia immensa del mio lettore di forza nuova: »Fini: "Chi si fa una canna è un povero fesso". Il 29 gennaio 2006, in un'intervista durante la trasmissione Che tempo che fa dichiarò: "Una volta ho provato uno spinello e sono rimasto rimbecillito per due giorni. Ero in Giamaica con amici".« domanda: ma tutti i nostri politici allora fumano le canne? e se loro sì, perché noi no?