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domenica, 20 aprile 2008

can we? yes, they can!  subito, sin dal giorno dopo (the day after, per dirla in un linguaggio più moderno) è partita la macchina dell'interpretazione ufficiale del voto: è stato un terremoto. ovvero, non solo berlusconi ha vinto (cosa che chiunque avrebbe potuto prevedere, stante le cose), ma che ha stravinto, e che la sinistra ha subito un grave tracollo, reso ancor più tracotante (tracollo eclatante) dall'esclusione dai giochi nazionali dei partiti di sinistra, anzi, di quel che resta di quella storica. le cose però non sono andate proprio come ce le raccontano. a me sembra, più che altro, di vedere il classico ciarlatano da strada che, facendo roteare davanti ad un pubblico stordito le mani, ti spiattella le tre carte e tu ci caschi. il gioco gli fa ancor più gioco perché schieramenti, coalizioni e partiti non sono più neppure quello che erano due anni fa. risultato: sembra che berlusconi abbia preso più voti, mentre ha preso forse un'idea meno di quelli che aveva preso due anni fa.

l'unica realtà del dato elettorale è che la lega ha guadagnato voti a scapito della sinistra arcobaleno (conglomerato di rifondini, verdastri, comunistoidi assortiti e ingrigiti reduci della sinistra extraparlamentare di 30 anni fa). mentre l'elettore quadratico medio di destra non ha mutato opinione, è l'elettore di sinistra, quello che crede ancora nella ridistribuzione dei redditi, che non vuole interventi bellici nel mondo, che vuole lo sviluppo sostenibile, che esige il riconoscimento legale della diversità, che ha votato in maniera "anomala". per lo più ha disertato le urne (per il semplice fatto che quando il governo prodi è caduto, essendogli cadute le braccia, non sapeva come fare a mettere la crocetta), oppure ha votato bianca o nulla per esprimere la sua esasperazione. ma ha anche scelto di dirigere il suo voto verso chi sembra difendere la legalità (idv), la parità (listarelle misto assortite), o l'illusione di arginare il pericolo nano (pd).

mi dicono (ma io non capisco) che una parte degli elettori di sinistra hanno votato lega. non lo penso, non lo penso affatto. credo, anzi, che una buona parte dell'astensionismo di sinistra sia stato compensato da un maggior afflusso di voti sulla lega, cioè quelli che non sono andati a votare sono stati compensati da altri che prima non sono andati a votare e questa volta hanno votato lega. questo non per alcun motivo ideologico ma per il fatto che un elettore compagno non può dall'oggi al domani diventare razzista e votare per dei razzisti misogini xenofobi. che poi, diciamoci la verità: alla fin fine la lega ha ottenuto l'8.5% dei voti, ovvero altrettanti di quanti non ne abbia preso di pietro. la differenza tra destra e sinistra sta tutta qua: loro sono uniti e compatti (almeno elettoralmente), tenuti insieme dal nano vinavyl, mentre la sinistra, fedele alla sua tradizione italica, resta divisa frammentata e secessionista, ma soprattutto tafazziana. addaveni' baffone?

scritto da maribelle | 02:09 | commenti (2)
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