.: diario di bordo :.

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domenica, 30 marzo 2008

alitalia vs. attila.  non vorrei scomodare un capo storico di indubbio rispetto, anche se dalla parte sbagliata della storia (almeno, dal nostro nazionalistico punto di vista), se non fosse che il suo nome assomiglia tanto a quello della compagnia di bandiera... e poi ricorda la scalata al successo propagandata ai quattro venti da voisapetechi in questi giorni di bollente campagna elettorale. a pensarci bene, qualche affinità tra il signore di arcore e lo storico condottiero unno si può rintracciare: in entrambi i casi, il loro passaggio non lascia più crescere l'erba (vedi la fini-giovanardi...).

considerando la qualità di falciatrice dello storico personaggio, ci si chiede pure se abbia o meno qualche affinità con altri dipendenti del giardino di arcore, ma qui potrebbero intervenire gli ungheresi, vilipesi da questo paragone ignomignoso. infatti non pensiamo che l'unno nemico dell'erba (il fini di allora, per intenderci) si sia mai sognato di dire "conquistare l'italia? allontana, o padre, da me l'amaro calice". lo storico unno, infatti, in tal caso, si sarebbe ben guardato dal prendersi la briga di affrontare un tal viaggio e poi l'ira tremenda del santo padre. l'unno nostrano invece l'alleanza con il santo padre la chiede, la invoca, l'esige, in quanto suo spiritual datore di lavoro.

intanto, i giardinieri locali, si sono presi la briga di eliminare due ciuffetti di erbaccia dal muretto sotto casa con un infernale marchingegno all'alba delle sei, rischiando di rovinare il suddetto muretto, oltre al sonno di quieti cittadini amanti del quieto vivere. ah son finiti i tempi di una volta quando per estirpare le erbacce bastava l'unno invasore!



martedì, 25 dicembre 2007

essere buoni... e appetitosi  che cosa non si farebbe per una calzotta piena zeppa di cose buone, eh? siamo disposti a fare ottimi proponimenti per l'anno nuovo (e lì ci fermiamo), a perdonare chissà chi, chissà dove; a voler bene, ma tanto tanto, ad un prossimo senza nome e senza faccia. ma provate poi a promettere di voler più bene a berlusconi? eh? mica facile...

il nostro comune è molto buono quest'anno; infatti, a deliziarci per il tradizionale concerto è venuta nientepopodimenoche l'orchestra sinfonica nazionale della rai. minchia. ok, non tutta l'orchestra (ci mancherebbe), solo il complesso per archi, che può vantare musici di prim'ordine. in programma: mozart, britten e ciaicoschi (sp?). tutta la chiavari bene era presente per onorare l'evento, tutti sfoggiavano i jeans più stracciati, le felpe più lercie e le tute più imbrattate di vernice. solo i meno aggiornati sull'ultima moda parigina si erano addossati visoni e lamé (tra questi poveretti c'erano anche due signore visonate che si sono, volutamente, dimenticate il cellulare acceso per far sì che al momento opportuno, la suoneria fantasiosa si unisse all'opera dei musici torinesi: uno splendore).

c'era, ovviamente, anche il nostro amato sindaco in perfetta toilette da lavoro: un completo grigio chiaro di misto-lana con camicia bianca e cravatta rosso vinaccia. l'illustre primo cittadino, umilmente nascosto nel suo palchetto regale, se ne stava acquattato al fianco della fida e sempiternamente giovane presidente del consiglio, in perfetta toilette da sera nera con lustrini e paillettes. faceva contorno la prima cittadina con pelliccia di volpe e cerotto sul sopracciglio destro (ornamento a cui, pare, non sa rinunciare). ho avuto persino l'onore (onere?) di incrociare gli occhi con il primo cittadino, che mi ha regalato uno dei suoi sorrisi invisibili, che ad un foresto poco avvezzo con i modi di qui avrebbe potuto interpretare come "cazzo vuoi, mostriciattolo? non vedi che sono impegnato?", ma che alla sottoscritta, ben avvezza alla politica locale, è parso come un invito alla riconciliazione. prosit, signor sindaco!

roses are reddish
violets are bluish
if it weren't for christmas
we'd all be Jewish.
— benny hill

scritto da maribelle | 01:36 | commenti
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martedì, 20 novembre 2007

colmare lacune.  non ci voleva. fare opposizione con questo sindaco è come cercare di tappare un tubo pieno di buchi: metti una mano qui e l'acqua esce di lì; metti una mano lì, e l'acqua esce da un'altra parte e poi un'altra ancora, e intanto non riesci a riempire il bicchiere. ci vorrebbero mille mani!!! adesso se ne esce con il progetto per la colmata, tanto per colmare una lacuna a suo dire imperativa. manco a farlo apposta, proprio l'altra sera a report abbiamo assistito all'emmenthalizzazione di milano, tutta a vantaggio di singoli imprenditori e a svantaggio dei cittadini. poco consola che l'assessore sgarbi e la sindaca moratti siano contrari: di fatto nulla possono davanti all'inarginabile marea di soldi che tutto compra e tutto guasta. emulo, il nostro caro (v. costoso) sindaco procede imperterrito con progetti che ridisegneranno del tutto il profilo cittadino.

sulla carta il progetto è tanto grandioso quanto all'avanguardia. strutture con un'altezza inferiore ai dieci metri, albergo, centro congressi, appartamenti di lusso, piscine, spazio giochi, spazio per le società nautiche, pista ciclabile, alberi come in amazzonia (dopo la deforestazione), ampia piazza come nel rinascimento, parcheggi a gogò e... una biblioteca. costo: 95 milioni di euro, una petecchia. chi finanzia? la regione (ma lo sa?) e i privati (in cambio di che?). in attesa di vedere il progetto su carta corredato di ogni dettaglio, molti i dubbi che coviamo...

per passare a cose più allegre, onoro in una botta sola i morti illustri di novembre: pasolini (2), proust (18) e jfk (22).

Nous n'arrivons pas à changer les choses suivant notre désir, mais peu à peu notre désir change. [mp]
Chi si scandalizza è sempre banale: ma, aggiungo, è anche sempre male informato. [ppp]
Too often we enjoy the comfort of opinion without the discomfort of thought. [jfk]

scritto da maribelle | 16:14 | commenti (2)
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sabato, 17 novembre 2007

Voi gente per bene che pace cercate...  gli stadi evitate e i vicoli bui. evitate le strade di zone malfamate, evitate tristi paraggi e i grandi parcheggi, e se i ricci in testa avete, piu' tosto li radete e meglio starete. la pelle troppo scura a noi non ci va, e nemmeno la parlata di chi non è di qua. ci piace la calma, la serenità, del vivere di provincia il quieto tran tran. non fate domande, se volete la pace, a noi non ci piace la curiosità. e non alzate la voce, per carità, siamo gente per bene, non di città.

potrei continuare sul danno che arrecano le biciclette in centro (nove multe l'altro ieri per transito illegale) e il gran fastidio che associazioni e volontariato comportano per il nostro caro sindaco. per non parlare della necessità di vendere monumenti e spiagge al miglior offerente (sempre lo stesso) e colmare di cemento e fontane ogni spazio libero. che importa se i cittadini non sono contenti? hanno votato? ebbene, ora tacciano per cinque anni e lascino lavorare in pace chi fatica per loro! il sindaco sbevazza? e che fa? il sindaco massacra la moglie di botte? embe'? alle elezioni ha avuto il 51%: santo subito.

scritto da maribelle | 00:26 | commenti (2)
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domenica, 04 novembre 2007

partecipazione o coinvolgimento?  si è tenuto ieri, a chiavari, il primo convegno cittadino sulla partecipazione applicata all'amministrazione pubblica (organizzato, guarda caso, da partecip@ttiva). nella mattinata abbiamo potuto ascoltare tre assessori di tre comuni che applicano la partecipazione. i tre interventi riguardavano tre settori importanti per tutte le comunità: bilancio, urbanistica, sicurezza.

dalle relazioni, chiare ed esaurienti, sono emersi alcuni aspetti su cui penso valga la pena di soffermarsi e riflettere: la partecipazione non è né spontanea né immediata né facile (per questo bisogna studiare un metodo per facilitare e incoraggiarla); la partecipazione ha un costo reale che però rappresenta un investimento per il futuro, perché, a conti fatti, i comuni che applicano la partecipazione finiscono per gestire costi ridimensionati; la partecipazione presuppone condivisione di responsabilità, quindi potere decisionale da parte dei cittadini (v. democrazia diretta). tutto questo comporta una prima conclusione: la partecipazione non si può improvvisare, soprattutto in quelle realtà dove i cittadini sono da troppo tempo abituati a delegare responsabilità e potere. per arrivarci bisogna innanzitutto coinvolgerli nei progetti che li riguardano (tutti) e restituire loro il senso di appartenenza (l'appartenenza crea un ambiente sicuro, vivibile, solidale e, cosa di non poco conto, economico).

lo sforzo iniziale non è irrilevante: bisogna superare la naturale diffidenza e scetticismo nonchè pigrizia dei cittadini. allora, bisogna coinvolgerli non solo con le assemblee e i comitati di quartiere, ma anche in cose più semplici e banali, come la reciprocità, l'assistenza, le connessioni sociali. cioè, ricostruire quel tessuto sociale che i cambiamenti degli ultimi decenni hanno sgretolato (ritmi di vita, influssi di persone, alienazione delle relazioni sociali, invecchiamento della popolazione), in concomitanza e in simmetria con la perdita di antichi valori senza che ne siano stati recuperati altri. un aspetto che, inoltre, non va mai sottovalutato è l'informazione bilaterale: bisogna creare canali bidirezionali sia a livello verticale (cittadino istituzioni) sia a livello orizzontale (cittadino cittadino). ci sono infatti strumenti di partecipazione che già sono contemplati dalle leggi vigenti, si tratta solo di conoscerli e (farli) applicare.

nel pomeriggio i partecipanti si sono suddivisi in tre gruppi per esaminare ed esplorare un percorso fattibile per raggiungere questi obiettivi nella realtà locale. ci siamo accorti che, senza aspettare che le istituzioni ci "regalino" la partecipazione e la libertà (quella regalata vale poco e si può togliere con la stessa facilità con cui è stata donata) possiamo iniziare noi il percorso "dal basso", mettendo in rete i gruppi di cittadini che già operano nel territorio (che quindi conoscono capillarmente), siano esse associazioni, parrocchie, comitati o altro. si può dunque iniziare a operare il cambiamento e aspettarci poi che i cittadini che hanno vissuto, esperito, goduto dei suoi vantaggi possano poi proporre ed esigere dalle istituzioni il riconoscimento di detto cambiamento.

per ogni altra informazione e per vedere (quando saranno disponibili) i video della giornata, rivolgetevi sempre al sito di partecip@ttiva.



sabato, 27 ottobre 2007

colonia fara...  c'era una volta una colonia che nacque nel 1935... alt! 1935? opera fascista? be', sì, in effetti... però un magnifico esempio di architettura razionalista... ma fascista! certo, il periodo era quello fascista, ma lo stile è pur degno, quello che una volta si diceva "novecento", come metà degli edifici dell'eur. non confondiamo le acque in tavola, l'eur non si tocca, neh?! nessuno vuole toccare l'eur, ma perché toccare la colonia fara di chiavari? eh ragazza mia, per fare i parcheggi e il nuovo porto turistico ci vogliono soldi. credi forse che il comune li trovi sugli alberi? vendere, signora mia, bisogna vendere tutto! ma la fara venne costruita per i figli del popolo... altri tempi, signora, altri tempi. bisogna vendere, bisogna cartolarizzare, bisogna far cassa, eh, credi forse che i figli del popolo vorrebbero ancora andare in colonia? son cambiati i tempi, bisogna vendere dico!

e se veltroni decidesse di vendere il colosseo per fare un po' di cassa e finanziare la festa del cinema?

segnalazione serotina:
storie di ordinaria persecuzione



sabato, 13 ottobre 2007

rischi del mestiere.  oggi sono scesi in piazza gli studenti per protestare, pare, contro la riforma scolastica che, fra le altre cose, reintroduce gli esami di riparazione. uno dei giornali locali, che per pietà non nomino, cita alcune dichiarazioni degli studenti. spicca, tra le altre, una che lascia perplessi: "perché devo spendere soldi per i libri se poi rischio che mi bocciano?" chiaro, il caro-libri non c'entra; c'entra invece il rischio di bocciatura. ma questo, se andiamo a guardare, vale anche per la spesa alimentare: perché devo spendere soldi per il cibo se poi rischio di avere fame di nuovo? ai miei tempi, i più facinorosi, che ambivano a ricevere di più dallo studio e che facevano le ore piccole sui libri per poter poi andare alle manifestazioni, che si organizzavano seminari durante le occupazioni, e che poi alla maturità si beccavano dei 60, credeva nel valore della responsabilità, personale e collettiva. meno male che le cose sono cambiate.

vendiamo la storia?  il sindaco di chiavari (ancora lui) ritiene che la storia sia una barzelletta e che possa essere messa all'asta al miglior offerente. giudica infatti che l'essere stato eletto gli dá carta bianca su tutto, inclusa la (s)vendita di un bene pubblico, cioè di tutti, anche di quel 49% che non lo ha votato (+ i bambini). sarebbe un po' come se veltroni, per fare rapida cassa e risolvere il problema di restauro del colosseo, decidesse di metterlo all'asta per un pugno di milioni di euro. pensate che i cittadini lo lascerebbero fare? a roma no, ma a chiavari il sindaco preveggente ha anche messo mano allo statuto, abolendo di fatto il referendum. dov'è il principe azzurro che dovrà ridestare la bella addormentata a chiavari? eccoci! :))



lunedì, 01 ottobre 2007

capetti levantini.  ci sono cittadini che si candidano per rendere un servizio alla comunità e, se eletti, lo fanno al meglio delle loro capacità, compatibilmente con il sistema a contorno. ci sono cittadini che amano vincere le elezioni per poter comandare, a prescindere dal bene della comunità e, se eletti, ci riescono benissimo, e se il sistema non glielo consente, loro cambiano il sistema. così ci sono neo-eletti sindaci che, non potendo fare tutto e solo quello che vogliono, cambiano le regole del gioco in virtù di una legge che consente alla maggioranza, per quanto risicata, di fare tutto senza l'opposizione. questi sindaci modificano quindi lo statuto della città con la sola maggioranza ed eliminano, di fatto, il potere referendario dei cittadini. per questi capetti i cittadini che non li hanno votati devono solo stare zitti. all'arroganza di questi capetti i cittadini rispondono con una citazione letteraria:

"vaffanculo."
aristofane, gli uccelli

per ulteriori informazioni, visitare il sito di partecipattiva