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sabato, 17 maggio 2008

consigli per gli acquisti.  nel mondo non si fa abbastanza uso di questo importante prodotto farmaceutico. la sottoscritta invita tutti quanti (soprattutto quelli che non mi leggono) a usarne in abbondanza al fine di abbassare il livello di letame nel pianeta. da parte di gaia, grazie.

scritto da maribelle | 21:00 | commenti
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lunedì, 13 agosto 2007

sottotitolare film muti.  non ridete, non era una battuta. avete mai visto un film per sordomuti? tra parentesi quadre descrivono il sonoro. sembra un ossimoro: il sonoro in un film muto... però c'è sempre la musica! [fiati e tamburi annunciano l'imminenza dell'arrivo dell'imperatore] o [movimento d'archi, largo andante con moto, brusio]. è anche un bel modo per supplire alla mancanza di effetti sonori [starnuto, ri-starnuto, sospiro e tiramento di naso]. prendere un film sonoro, mutizzarlo e poi sottotitolare tutto. cambia la prospettiva, cambia la percezione. mi piacerebbe farlo anche con la televisione. per un attimo vedere vespa e affrettarsi subito a leggere il sottotitolo [domanda cretina per lisciare potente di turno], per un attimo vedere politico di turno e leggere [risposta elusiva e roboante per ingannare lo spettatore] oppure [risposta mendace e falsamente retorica per celare le vere intenzioni e non rispondere anche se la domanda era cretina].

così si potrebbe procedere in un delirio di sottotitolazione: sottotitolare canzoni [voce roca per troppe sigarette], sottotitolare cene [tintinnio di posate, battere di denti, degluttimenti ripetuti e voraci], sottotitolare il traffico [ripetuti clacson e stridio di gomme, l'accidenti che ti piglia], sottotitolare una palestra [sbuffi e soffi e gemiti], sottotitolare una visita al museo [oh to'... oooh], sottotitolare la visita dal medico [...], sottotitolare le emozioni [martellamento di battiti cardiaci, ipersudorazione nelle mani], sottotitolare questo blog [rumore di dita sulla tastiera, ronzio di pc, fruscio di foglie, ventolina che va in malora, epiteti censurati].

e sottotitola oggi, e sottotitola domani, si potrebbe magari correggere un pochino i nei della realtà. una frenata brusca davanti al pedone che attraversa sprezzante del pericolo diventa [lenta frenata per consentire alla vecchina di arrivare indenne dall'altra parte della strada]; un litigio tra amanti diventa [vivace presa di coscienza della diversità di opinioni per far crescere il rapporto]; le lotte per l'affidamento dei figli diventano [dimostrazione reciproca di affetto per i figli, in nome dei quali i genitori decidono di risolvere i loro problemi coniugali]; la frase di gentilini sui gay diventa [espressione di solidarietà per i produttori di culatello biologico]... e vissero tutti più felici e realizzati!

scritto da maribelle | 12:17 | commenti
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martedì, 07 agosto 2007

parole parole, solo parole.  chi dice "solo parole" sbaglia. le parole, anche oggi, anche nella società tecnologicamente progredita (?), anche tra i sordomuti, le parole sono tutto. esagero? non direi: le parole gettano le basi per la nostra percezione del mondo, le danno forma, e la esprimono. le parole diventano ordini, comandi, leggi; le parole diventano desideri, gratificazioni, diventano anche cibo e bevande. le parole sono il tramite, l'ambasciatore tra noi e gli altri esseri (anche gli animali capiscono le nostre parole, non vi credete). con le parole si decidono i destini del mondo, con le parole si salvano i derelitti e si uccidono le persone. per questo è così importante prestare infinita attenzione alla scelta delle parole. eppure... eppure nel mondo dell'immagine, le parole subiscono la negligenza dei più, e soprattutto di coloro che dovrebbero prestarvi maggiore attenzione.

mi trovo dunque a navigare in un sito ufficiale; arrivo ad un form da riempire e nel campo mittente inserisco il mio nome. un messaggio di javascript mi intima di inserire un indirizzo di mail valido! ci voleva tanto a scrivere la vostra email? a volte è solo sciatteria, ma a volte viene il sospetto che ci sia una volontà precisa (ma a che scopo poi?) di non farsi capire, di non comunicare. o voi esperti di comunicazione e copywriter tutti (e voi giornalisti), cercate di essere chiari e sintetici e farvi capire dalle masse ignoranti e cretine, di cui mi pregio di far parte!