.: diario di bordo :.

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sabato, 15 marzo 2008

non sono un vaso!  ssst... sentite qualcosa? non sentite nulla? è vero, è perfino assordante questo silenzio da parte della "sinistra costituita" sulla 194. ma no, non è vero, dicono loro: abbiamo detto che la 194 non si tocca. non basta? eh no, non basta no. da una parte si continua ad attaccare, a insinuare, a violentare, mentre dall'altra ci si accontenta di dire "non si tocca". siamo un po' deluse. siamo molto deluse, e lo diciamo anche. come? così: appello ai politici di sinistra

scritto da maribelle | 16:17 | commenti
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venerdì, 14 marzo 2008

il corona e gli euro.  l'altro giorno è scivolata sui giornali locali la notizia dell'apparizione, manco fosse stata la madonna, di fabrizio corona in una discoteca di sestri levante, dove molte allegre fanciulle hanno fatto la coda per farsi fotografare insieme a lui, al misero prezzo di 12mila euro cad. qualcuno ha voglia di commentare?

son passati i tempi quando si sognava di essere "rapite" da vallanzasca, il delinquente faccia d'angelo, il bel maledetto della mala milanese. son passati i tempi quando il delinquente dei nostri sogni era soprattutto un ribelle presso cui trovare la rottura con il perbenismo dei genitori e della società. oggi si paga fior di quattrini perché un po' dell'aura trendy del ricattatore modaiolo possa spalmarsi sulle nostre chiome per osmosi. un ricattatore fotografo che mai e poi mai si sporcherebbe le mani a rubare anche solo metà di quei soldi che vien più facile estorcere al cliente di turno.

molto meno caro abortire in una delle cliniche di sua santità in quel di genova. mille euro per non morire e per non poter ottenere quel che la legge dovrebbe garantire nelle strutture pubbliche (solo perché il 90% dei ginecologi sono... obiettori di coscienza!).

dove son finiti i tempi di una volta per giunone
quando per fare il mestiere ci voleva un po' di vocazione...

scritto da maribelle | 19:41 | commenti
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venerdì, 07 marzo 2008

otto, non più otto...  siamo tante, siam più della metà / siamo divise, divise dal papà...nzer.

ai miei tempi, che sembrano secoli fa, si gridava a pieni polmoni: cardinal poletti, fatti i ...zzi tuoi, che all'aborto ci pensiamo noi. a quei tempi non c'era ancora una legge 194 e molte, troppe donne morivano per i ferri da calza. a quei tempi le ragazze non osavano denunciare le violenze subite per la vergogna e la gogna a cui venivano esposte dai loro violentatori. a quei tempi le donne non avevano la notte, per cui ci si organizzava in gruppi per uscire e "riprenderci la notte". insomma, erano tempi di militanza, di presa di coscienza, di interrogarci e di lottare soprattutto dentro di noi per recuperare la persona al di là del ruolo. a quei tempi si aiutava la mamma a fare le pulizie in casa, si accompagnava la nonna dal medico e poi si andava alla manifestazione (con il pupo, chi l'aveva). a quei tempi ci siamo inventate i consultori, per fornire servizi di consulenza e assistenza e informazione e come punti di aggregazione. a quei tempi la militanza non era solo scendere in piazza; era soprattutto andare negli ospedali, parlare con medici e mamme, era studiare le leggi, era confrontarsi con i politici (era anche entrare nelle chiese).

non vi dico che impressione fa, dopo quelle lotte, dopo la fatica e il sudore, vedere le lancette sospinte di nuovo a prima di quei tempi... non ve lo dico. se avete immaginazione, non ce n'è bisogno. e se non ne avete, che parlate a fare?

vogliamo il pane e le rose...

scritto da maribelle | 19:27 | commenti
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giovedì, 14 febbraio 2008

tanti baci etc.

cercherai mi hanno sempre detto cercherai
e troverò ora che ti accarezzo troverò
ma quanta fantasia ci vuole per sentirsi in due
quando ognuno è da sempre nella sua solitudine
e regala il suo corpo ma non sa cosa chiedere chiedere chiedere chiedere

fammi volare lei le mai sui fianchi come fosse l'america
fammi sognare lui che scende e che sale e si sente l'america
fammi l'amore lei che pensa ad un altro e si inventa l'america
fammi l'amore forte sempre più forte ed io sono l'america

scritto da maribelle | 14:22 | commenti (1)
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mercoledì, 13 febbraio 2008

grimaldelli.  mentre il principino del cambiamento procede la sua ormai inesorabile scalata verso la candidatura alle presidenziali usa (patty smith: ovvio che sto con i democratici, e con chiunque ci tolga da quello scandalo in iraq; doris lessing: obama sarà assassinato se diventa presidente), il senato americano infierisce con una nuova stretta alla privacy allargando i poteri del governo. e mentre il nostro principino del cambiamento (?) emula quello americano e gli ruba lo slogan, il paese si prepara a consegnare il suo futuro (e il suo presente) al monarca di arcore, che senza tante finte evita le domande che gli pongono i giornalisti, soprattutto se non gli piacciono. "come ha intenzione di risolvere la questione dei rifiuti in campania? toglierà ogni commissariamento? farà costruire un termovalorizzatore? aprirà nuove discariche?" risposta: "certo che la questione dei rifiuti sarà la prima questione che risolverò perché è un'emergenza." i quotidiani non l'hanno detto, ma il signor b. ha offerto il giardino della sua villa ad arcore come discarica d'emergenza per ospitare la rumenta in eccesso. il popolo (della libertà) ringrazia.

notizie gradevoli a parte, non riesco a scrollarmi di dosso un certo strano e vago senso di irritazione. sarà forse per la missione di pace in afghanistan, dove un po' picchiamo noi, un po' picchiano loro, come in ogni guerra di pace. sarà forse per il corpo delle donne usato come un grimaldello per rubare qualche voto (e intanto fare sortite in ospedale per rompere le ovaie). o sarà forse per la richiesta di pena di morte per sei detenuti (illegalmente) in virtù di prove ottenute con la tortura (illegale). o sarà forse per cavoli interamente miei.

scritto da maribelle | 19:19 | commenti
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martedì, 12 febbraio 2008

ferrara licenziato.  profondamente offesa come cittadina, come essere umano, e soprattutto come donna, la proprietaria de il foglio di ferrara (uomo, non città), pubblicamente accusata di essere un'assassina, ha deciso di licenziare il suo principale dipendente, il voluminoso direttore responsabile (?). alla signora lario tutta la nostra solidarietà. e anche alla signora ferrara.

scritto da maribelle | 17:19 | commenti
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giovedì, 29 novembre 2007

antipatiche.  sono tornate, tante e incazzate. la denuncia delle violenze subite corre lungo il filo della rabbia urlata e non soffocata contro un cuscino e dentro un senso di colpa mista a vergogna. sono tornate le femministe arrabbiate? c'è chi ha storto la bocca all'aura di esclusivismo, alla ricerca di purezza. passi fischiare la moratti alla manifestazione del primo maggio (del resto, che ci sta a fare un capitalista in un corteo di operai?). neppure a sinistra quei fischi sono piaciuti, ma si è trovato facilmente un'attenuante. non piace invece, anzi, proprio non va giù che turco pollastrini e melandri debbano essere fischiate dalle donne (come se le donne fossero sempre, di default, di sinistra). ma come, si son dette: sono donna, sono di sinistra e sono ministra, cosa c'è che non va? la domanda, ovviamente, non va rivolta ai media, che sono lì solo per raccogliere, ma a loro stesse. ministre: cosa c'è che non va? le donne aspettano una risposta.

a corredo di questi fischi, per la sinistra cd moderata incomprensibili, è parso anti-democratico voler escludere le politiche di destra (che poco o nulla fecero per le loro sorelle) e gli uomini, per quanto compagni fossero. anti-democratico? come se una qualunque manifestazione politica debba per forza essere aperta a chiunque desideri farne parte. si è perso il senso che chi protesta lo fa come gli pare (entro i limiti di legge, ovvio) e con chi gli pare. esistono migliaia di circoli privati che si riservano il diritto di escludere l'appartenenza secondo criteri arbitrari e nessuno protesta o strepita per una violazione della democrazia. esistono organizzazioni di lavoratori che escludono a priori l'accesso a determinati altri gruppi di lavoratori (per es., un ingegnere non può far parte dell'albo degli architetti o dei medici). addirittura i datori di lavoro si arrogano il diritto di discriminare contro le donne sotto pretesti pretestuosi (non è un lavoro da donne). e poi ci si meraviglia che le donne vogliano escludere gli uomini o quelle donne che non garantiscono loro quei diritti che la costituzione, in teoria, garantirebbe loro. strano? anti-democratico? oppure soltanto logico?

l'altro giorno alla radio cristina comencini, rievocando il '77, ha cercato di spiegare il motivo e il bisogno di esclusivismo in quegli anni, e ha detto "davanti agli uomini le donne non dicono tutto, non parlano dei loro veri problemi". penserete che un conto è un gruppo di autocoscienza e un altro è una manifestazione in piazza. la piazza è di tutti. obiezione, vostro onore. io alle manifestazioni di forza nuova non ci vado, e rassegno (magari a malincuore) a loro il diritto di occupare, temporaneamente, la piazza. non possono dunque gli uomini e le donne-uomo rassegnare ugualmente quel diritto alle donne-donne?



sabato, 24 novembre 2007

niente scuse!  come tutti sapete, oggi a roma c'è stata la grande manifestazione contro la violenza sulle donne, con un giorno d'anticipo sulla giornata internazionale. affinchè l'occasione non si riduca a un momento autoreferenziale senza sbocchi, vi invito tutti a leggere, stampare e affiggere pubblicamente sul luogo di lavoro la piccola tabella elaborata dall'aidos, su dati raccolti dalla world bank.

inoltre, affinchè voi che leggete e che non avete subito né inflitto violenza, non vi illudiate che la questione non vi riguarda, propongo un quesito su cui potrete riflettere con vostro agio, anche dopo domani e nei giorni seguenti: la violenza subita / inflitta da dove nasce? è possibile che venga respirata e mangiata nel sistema sociale in cui viviamo? davvero la violenza subita dalle donne nasce e muore entro le mura domestiche o nel buio di un vicoletto deserto?

un paio di segnalazioni filmiche. la lista non è esauriente, non pretende di esserlo. al contrario, è un punto di partenza. altri titoli ce li mettete voi! :)

water, d. metha
moolaadé, o. sembene
il segreto di esma, j. zbanic



martedì, 26 giugno 2007

il treno.  mi hanno raccontato un aneddoto tratto da un fatto che non esito a credere vero. una donna alla stazione, davanti al treno che sta per partire saluta l'amante sposato, uno di quei soliti strazianti addii. talmente straziante che lui, con un piede già sul predellino, le dice, accorato: dimmi "resta" e io resto con te, per sempre. lei lo guarda e poi gli dice: guarda che perdi il treno!

va bene, forse non era un grande amore, di quelli che durano tutta una vita e che ti prendono giorno e notte, calzini sporchi compresi. però mica scema l'amica: incontri stupendi, romanticismo a gogó, dolore acuto nelle innumere separazioni, e poi la piacevole e confortante consapevolezza che il peggio se lo ciuccia quell'altra. un po' meno furbo lui, che era disposto a trasformare in moglie l'amante, riverniciandola di tutte quelle spiacevolezze che la convivenza e le responsabilità condivise (o meno) comportano.

storie clandestine a parte, quanti sono i treni che abbiamo rischiato di perdere nella nostra vita per un attimo di follia? o peggio, per non aver capito che quello era un treno da non perdere? eppure, quanti sono i treni persi che in realtà ci hanno fornito nuove occasioni per crescere, per scoprire cose belle degli altri e di noi, per migliorarci? anche quei treni persi sono stati perduti?

scritto da maribelle | 11:34 | commenti
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mercoledì, 08 marzo 2006

our town.  avendo ripreso alcuni angoletti belli e coloriti della mia piccola cittadina, ho aggiunto una nuova pagina al mio archivio fotografico: la pagina dedicata a chiavari.

oggi non è la festa della donna ma la giornata internazionale. una giornata di memoria, di riflessione, di bilanci e di lotta. smettetela quindi, maschietti puri e schietti, di fare gli auguri a tutte le ganze che conoscete: iniziate a raccattare i calzini sporchi, invece! :))

scritto da maribelle | 18:34 | commenti
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